{"id":7616,"date":"2016-05-21T22:30:40","date_gmt":"2016-05-21T22:30:40","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=7616"},"modified":"2016-05-21T22:30:40","modified_gmt":"2016-05-21T22:30:40","slug":"giorgio-morandi-eccelso-maestro-di-forme-luce-e-silenzio-ad-ascona-svizzera-museo-castello-san-materno-lomaggio-al-grande-artista-italiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2016\/05\/21\/giorgio-morandi-eccelso-maestro-di-forme-luce-e-silenzio-ad-ascona-svizzera-museo-castello-san-materno-lomaggio-al-grande-artista-italiano\/","title":{"rendered":"Giorgio Morandi eccelso maestro di forme, luce e silenzio. Ad Ascona (Svizzera)-Museo Castello San Materno, l\u2019omaggio al grande artista italiano."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/natura-morta-1955-olio.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-7618\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/natura-morta-1955-olio.jpg\" alt=\"natura morta 1955 olio\" width=\"577\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/natura-morta-1955-olio.jpg 577w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/natura-morta-1955-olio-300x208.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 577px) 100vw, 577px\" \/><\/a>Visitata la mostra sono uscito quasi senza respiro, tanta la bellezza percepita a leggere e vedere le opere di Morandi. Mostra di eccezionale comunicativa, dove persino il silenzio esterno e interno alle opere segnava e disegnava la qualit\u00e0 e lo spessore del grande artista italiano.\u00a0 Fino al \u00a018 settembre 2016, il Museo Castello di San Materno ad Ascona (Svizzera) ospita la mostra che omaggia Giorgio Morandi, uno degli autori che ha segnato la storia dell\u2019arte italiana del Novecento.<\/strong> L\u2019esposizione dal titolo \u201cGiorgio Morandi. Forme, colori, spazio, luce\u201d, prima iniziativa temporanea organizzata negli spazi del Castello, nasce da un progetto della Fondazione per la cultura Kurt e Barbara Alten di Soletta, sviluppato in collaborazione con il Morat-Institut f\u00fcr Kunst und Kunstwissenschaft di Freiburg im Breisgau, il cui fondatore Franz Armin Morat, collezionista e profondo conoscitore dell\u2019opera di Morandi, ha generosamente concesso in prestito 28 delle 30 opere del maestro italiano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/natura-morta-1941-olio.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-7619 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/natura-morta-1941-olio.jpg\" alt=\"natura morta 1941 olio\" width=\"527\" height=\"321\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/natura-morta-1941-olio.jpg 657w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/natura-morta-1941-olio-300x183.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 527px) 100vw, 527px\" \/><\/a>Nell\u2019approccio agli oggetti comuni e allo spazio dei paesaggi, Giorgio Morandi individua composizioni di geometrie elementari (cubi, cilindri, sfere, triangoli), in cui si esprime la loro stessa essenza visibile.<\/strong> \u201cL\u2019artista &#8211; afferma Mara Folini, direttrice dei Musei di Ascona &#8211; spoglia l\u2019oggetto da ogni elemento superfluo per restituirlo sulla tela nella sua limpidezza sensibile, che si accompagna a un\u2019atmosfera silenziosa e contemplativa, specchio profondo di un artista straordinario che ha saputo essere se stesso, al di fuori dei movimenti e con scarsissimi contatti con gli altri pittori e maestri del tempo, dipingendo quasi esclusivamente gli stessi soggetti nella stessa stanza dove ha abitato per tutta la vita\u201d. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/natura-morta-1956-matita.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-7620\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/natura-morta-1956-matita.jpg\" alt=\"natura morta 1956 matita\" width=\"377\" height=\"325\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/natura-morta-1956-matita.jpg 464w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/natura-morta-1956-matita-300x259.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 377px) 100vw, 377px\" \/><\/a><strong>Giorgio Morandi \u00e8 un pittore che ha fatto della sua arte il suo mestiere quotidiano,come medium del suo sentire pi\u00f9 autentico, grazie a uno stile originale che ha saputo mantenere sempre, come sua sigla identitaria pur confrontandosi con le avanguardie, attraverso la mediazione di C\u00e9zanne, il suo primo maestro.<\/strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/natura-morta-1958-aquerello.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-7621 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/natura-morta-1958-aquerello.jpg\" alt=\"natura morta 1958 aquerello\" width=\"394\" height=\"297\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/natura-morta-1958-aquerello.jpg 530w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/natura-morta-1958-aquerello-300x226.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 394px) 100vw, 394px\" \/><\/a> \u201cUn artista classico &#8211; continua Mara Folini, non solo per l\u2019armonia e la saldezza che evocano le sue opere, ma soprattutto per la sua capacit\u00e0 di trasformare ogni oggetto, anche il pi\u00f9 banale della realt\u00e0, in solennit\u00e0 pacata e austera, in accento lirico e poetico\u201d.<\/p>\n<p>La mostra Forme, colori, spazio, luce offre ai visitatori l\u2019occasione di ammirare le opere della collezione della Fondazione per la cultura Kurt e Barbara Alten, conservate in permanenza al Castello di San Materno, recentemente restaurato dal Comune di Ascona per essere destinato a spazio espositivo. Il percorso museale si apre con Lovis Corinth e Max Liebermann, le cui opere s\u2019inseriscono nelle dinamiche del cosiddetto impressionismo tedesco, per proseguire con gli artisti della colonia di Worpswede, qui rappresentata da Fritz Overbeck, Hans am Ende, Otto Modersohn e Paula Modersohn-Becker. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/morandi.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-7622\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/morandi.jpg\" alt=\"morandi\" width=\"450\" height=\"202\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/morandi.jpg 450w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/morandi-300x135.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 450px) 100vw, 450px\" \/><\/a>Artisti che scelsero la zona rurale della bassa Sassonia come luogo ideale di fuga dal mondo industrializzato e vi fondarono una comunit\u00e0 artistica, anticipando delle scelte che diverranno programmatiche negli espressionisti della Br\u00fccke e del Blaue Reiter. Questi due gruppi sono rappresentati in collezione rispettivamente da Ernst Ludwig Kirchner, Erich Heckel, Hermann Max Pechstein ed Emil Nolde, e da Alexej Jawlensky e August Macke, a segnare i due poli di irraggiamento dell\u2019espressionismo in area tedesca, quello vitalistico e sociale di Dresda e Berlino, e quello lirico e visionario di Monaco.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/paesaggio-1929-acquaforte.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-7623\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/paesaggio-1929-acquaforte.jpg\" alt=\"paesaggio 1929 acquaforte\" width=\"470\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/paesaggio-1929-acquaforte.jpg 470w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/paesaggio-1929-acquaforte-300x255.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 470px) 100vw, 470px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Giorgio Morandi (Bologna, 1890-1964). Si diploma all&#8217;Accademia di Belle Arti di Bologna nel 1913, dove conosce Osvaldo Licini, Severo Pozzati, Giacomo Vespignani e Mario Bacchelli, gli amici-artisti con i quali espone nel 1914 all&#8217;Hotel Baglioni di Bologna. La sua formazione si basa sullo studio dei grandi maestri, da Giotto a Piero della Francesca, da Chardin a Corot, fino a C\u00e9zanne. Fin dagli esordi Morandi predilige come soggetti delle sue opere paesaggi, nature morte e fiori, che costituiranno i temi essenziali di tutta la sua opera. Dal 1928 \u00e8 presente ad alcune edizioni della Biennale di Venezia, alle Quadriennali romane ed espone in varie citt\u00e0 italiane ed estere. Dal 1930 al 1956 insegna Tecniche dell&#8217;Incisione all&#8217;Accademia di Belle Arti di Bologna, realizzando in questi anni la maggior parte delle sue acqueforti. Soltanto in et\u00e0 matura si dedica invece con continuit\u00e0 all&#8217;acquerello, dopo alcune rare e sporadiche prove negli anni Dieci e negli anni Trenta. Pur non allontanandosi quasi mai da Bologna e da Grizzana, il borgo appenninico dove usa trascorrere ogni estate, la sua fama comincia a crescere e a varcare le mura della citt\u00e0 grazie a critici acuti e intelligenti e ad una scelta pattuglia di amatori d&#8217;arte e collezionisti. L&#8217;affermazione giunge nel 1948 con il Primo Premio per la Pittura alla Biennale di Venezia, a cui fanno seguito due primi premi alle Biennali di San Paolo del Brasile nel 1953 e nel 1957, rispettivamente per l&#8217;incisione e per la pittura e il Premio Rubens conferitogli dalla citt\u00e0 di Siegen nel 1962.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Visitata la mostra sono uscito quasi senza respiro, tanta la bellezza percepita a leggere e vedere le opere di Morandi. 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