{"id":7644,"date":"2016-05-24T23:14:58","date_gmt":"2016-05-24T23:14:58","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=7644"},"modified":"2016-05-24T23:14:58","modified_gmt":"2016-05-24T23:14:58","slug":"angeli-e-putti-nella-storia-dellarte-dal-barocco-al-neoclassicismo-al-museo-di-arti-decorative-accorsi-ometto-di-torino-e-girotondo-di-spiritelli-amorini-genietti-e-cherubini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2016\/05\/24\/angeli-e-putti-nella-storia-dellarte-dal-barocco-al-neoclassicismo-al-museo-di-arti-decorative-accorsi-ometto-di-torino-e-girotondo-di-spiritelli-amorini-genietti-e-cherubini\/","title":{"rendered":"Angeli e Putti nella storia dell\u2019arte  dal Barocco al Neoclassicismo.  Al Museo di Arti Decorative Accorsi \u2013 Ometto di  Torino \u00e8 girotondo  di Spiritelli, Amorini, Genietti e Cherubini."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/375_220075.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-7645\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/375_220075.jpg\" alt=\"375_220075\" width=\"423\" height=\"221\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/375_220075.jpg 530w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/375_220075-300x157.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 423px) 100vw, 423px\" \/><\/a>La Fondazione\u00a0 Accorsi-Ometto \u00a0di Torino \u00a0dedica alla fortuna del tema iconografico dei Putti \u00a0una mostra allestita nelle sale espositive del Museo<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/54322e83a6ae139d56d6b8b4b9c7a4147e7c8e8.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-7647 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/54322e83a6ae139d56d6b8b4b9c7a4147e7c8e8.jpg\" alt=\"54322e83a6ae139d56d6b8b4b9c7a4147e7c8e8\" width=\"307\" height=\"194\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/54322e83a6ae139d56d6b8b4b9c7a4147e7c8e8.jpg 500w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/54322e83a6ae139d56d6b8b4b9c7a4147e7c8e8-300x190.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 307px) 100vw, 307px\" \/><\/a> di Arti Decorative fino al 5 giugno 2016. \u00a0La mostra\u00a0 &#8211; e che mostra- , presenta un tema che\u00a0 -pur avendo attirato in passato l\u2019attenzione di illustri studiosi &#8211;\u00a0 non \u00e8 mai stato oggetto di una iniziativa espositiva monogra<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/346_384399.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-7649\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/346_384399.jpg\" alt=\"346_384399\" width=\"270\" height=\"296\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/346_384399.jpg 483w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/346_384399-273x300.jpg 273w\" sizes=\"(max-width: 270px) 100vw, 270px\" \/><\/a>fica in Europa.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/345_847253.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-7648 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/345_847253.jpg\" alt=\"345_847253\" width=\"256\" height=\"388\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/345_847253.jpg 350w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/345_847253-198x300.jpg 198w\" sizes=\"(max-width: 256px) 100vw, 256px\" \/><\/a>\u00a0 E, dunque, proprio per ci\u00f2, <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/344_725206.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-7650\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/344_725206.jpg\" alt=\"344_725206\" width=\"299\" height=\"321\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/344_725206.jpg 494w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/344_725206-280x300.jpg 280w\" sizes=\"(max-width: 299px) 100vw, 299px\" \/><\/a>interessantissima. Sotto le variate spoglie di <strong>spiritelli, amorini, genietti o di cherubini<\/strong> \u2013 come recita il titolo della mostra \u2013 i\u00a0 <strong>putti<\/strong>, ispirati all\u2019arte antica romana, hanno trovato ampia diffusione soprattutto a <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/340_144854.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-7651\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/340_144854.jpg\" alt=\"340_144854\" width=\"207\" height=\"341\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/340_144854.jpg 322w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/340_144854-182x300.jpg 182w\" sizes=\"(max-width: 207px) 100vw, 207px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/342_328924.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-7652\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/342_328924.jpg\" alt=\"342_328924\" width=\"366\" height=\"286\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/342_328924.jpg 530w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/342_328924-300x235.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 366px) 100vw, 366px\" \/><\/a>partire dal Rinascimento, dilagando durante il Sei e il Settecento con funzioni decorative, ma anche allegoriche, e caratterizzando in vario modo sia l\u2019arte profana che quella sacra. La mostra raccoglie <strong>pi\u00f9 di sessanta selezionatissimi oggetti<\/strong> provenienti da collezioni pubbliche italiane e private <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/339_136240.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-7653 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/339_136240.jpg\" alt=\"339_136240\" width=\"218\" height=\"292\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/339_136240.jpg 397w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/339_136240-225x300.jpg 225w\" sizes=\"(max-width: 218px) 100vw, 218px\" \/><\/a>(italiane e straniere) ed \u00e8 articolata in <strong>sei sezioni tematiche<\/strong> che sviluppano il tema dal punto di vista privilegiato delle committenze sabaude e piemontesi.<\/p>\n<p>Nel percorso, che si articola\u00a0 partendo dall\u2019 origine e diffusione del tema\u00a0 e passando poi per le sezioni dedicate a \u201cNelle vesti di Amore\u201d, \u201cAllegorie profane\u201d, \u201cAngioletti e cherubini\u201d, \u201cGiochi di putti\u201d, \u201cPutti e arti decorative\u201d, sono esposti dipinti, sculture in terracotta, in marmo, in legno policromo, mobili, stampe, bronzi e argenti. Accanto ad opere anche di <strong>Guido Reni, Isidoro Bianchi, Bartolomeo Guidobono, Guglielmo Caccia detto il Moncalvo, Francesco Cairo, Francesco Ladatte,\u00a0 Vittorio Amedeo Rapous, Ignazio e Filippo Collino<\/strong>, lo sguardo viene allargato in alcune sezioni al contesto <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/343_158575.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-7654\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/343_158575.jpg\" alt=\"343_158575\" width=\"318\" height=\"242\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/343_158575.jpg 530w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/05\/343_158575-300x228.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 318px) 100vw, 318px\" \/><\/a>internazionale, con opere anche di <strong>Charles Am\u00e9d\u00e9e Philippe\u00a0 Van Loo, Camillo Rusconi e di Paul Heermann.<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019organizzazione della mostra \u00e8 stata occasione per alcuni <strong>significativi recuperi di opere<\/strong>, individuate nei depositi di collezioni pubbliche e <strong>restituite alla pubblica fruizione<\/strong>, anche futura, grazie a specifici restauri.<br \/>\n\u00c8\u00a0 il caso dei dipinto ricondotto alla committenza del Cardinal Maurizio di Savoia con tre putti allegorici, finora conservato nei depositi del castello di Racconigi, il cui intervento di restauro \u00e8 stato realizzato grazie a un finanziamento della Associazione Amici di Racconigi; ma \u00e8 anche il caso di altre opere, che sono state <strong>restaurate con il contributo della Fondazione Accorsi-Ometto:<\/strong> il dipinto di Claudio Francesco Beaumont, ritenuto un bozzetto per \u201cl\u2019Allegoria della\u00a0 Concordia\u201d \u00a0che orna la volta della Galleria delle Battaglie di Palazzo Reale, proveniente dai depositi di Racconigi, o la \u201cVanitas con\u00a0 Amore dormiente\u201d di Bartolomeo Guidobono, appartenente al Museo del Territorio di Biella, o, ancora, una serie di quattro piccole tele conservate nei depositi di Palazzo Madama, le quali raffigurano putti che reggono attributi, accompagnati da cartigli con iscrizioni, riferite a un pittore emiliano attivo nel secondo quarto del secolo XVII, forse identificabile in Francesco Gessi.<\/p>\n<p><strong>E\u2019 una mostra fruibile anche per gli studenti di Universit\u00e0 e Accademie di Belle Arti, a motivo \u00a0di un tema che ha trovato fra allegorie e decorazione attenzione sia nel sacro che nel profano. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La Fondazione\u00a0 Accorsi-Ometto \u00a0di Torino \u00a0dedica alla fortuna del tema iconografico dei Putti \u00a0una mostra allestita nelle sale espositive del Museo di Arti Decorative fino al 5 giugno 2016. \u00a0La mostra\u00a0 &#8211; e che mostra- , presenta un tema che\u00a0 -pur avendo attirato in passato l\u2019attenzione di illustri studiosi &#8211;\u00a0 non \u00e8 mai stato oggetto di una iniziativa espositiva monografica in Europa.\u00a0 E, dunque, proprio per ci\u00f2, interessantissima. Sotto le variate spoglie di spiritelli, amorini, genietti o di cherubini \u2013 come recita il titolo della mostra \u2013 i\u00a0 putti, ispirati all\u2019arte antica romana, hanno trovato ampia diffusione soprattutto a partire [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2016\/05\/24\/angeli-e-putti-nella-storia-dellarte-dal-barocco-al-neoclassicismo-al-museo-di-arti-decorative-accorsi-ometto-di-torino-e-girotondo-di-spiritelli-amorini-genietti-e-cherubini\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44800,44662,9894,80492,77049,53747,53794,41640,28386,44441,87,35351,35319,35185,17505,35188,59343,17494,44504],"tags":[44802,149225,149227,149228,149223,149230,149226,59206,149231,149224,149229],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7644"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7644"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7644\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7656,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7644\/revisions\/7656"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7644"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7644"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7644"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}