{"id":7727,"date":"2016-06-04T21:38:55","date_gmt":"2016-06-04T21:38:55","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=7727"},"modified":"2016-06-04T21:38:55","modified_gmt":"2016-06-04T21:38:55","slug":"sam-havadtoy-lartista-americano-che-ama-litalia-da-mudima-a-milano-una-rassegna-di-grande-valore-che-e-un-inno-allarte-e-alla-storia-del-costume-italiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2016\/06\/04\/sam-havadtoy-lartista-americano-che-ama-litalia-da-mudima-a-milano-una-rassegna-di-grande-valore-che-e-un-inno-allarte-e-alla-storia-del-costume-italiano\/","title":{"rendered":"Sam Havadtoy, l\u2019artista americano che ama l\u2019Italia. Da Mudima a Milano una rassegna di grande valore, che \u00e8 un inno all\u2019arte  e alla storia del costume italiano."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/06\/Sam-Havadtoy-Only-remember-the-future-Fondazione-Mudima-Milano-31052016-78.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-7728\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/06\/Sam-Havadtoy-Only-remember-the-future-Fondazione-Mudima-Milano-31052016-78.jpg\" alt=\"Sam-Havadtoy-Only-remember-the-future-Fondazione-Mudima-Milano-31052016-78\" width=\"335\" height=\"447\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/06\/Sam-Havadtoy-Only-remember-the-future-Fondazione-Mudima-Milano-31052016-78.jpg 400w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/06\/Sam-Havadtoy-Only-remember-the-future-Fondazione-Mudima-Milano-31052016-78-225x300.jpg 225w\" sizes=\"(max-width: 335px) 100vw, 335px\" \/><\/a>Non \u00a0lasciatevi sfuggire n\u00e9 il nome -ve lo ripeto, Sam Havadtoy- \u00a0n\u00e9 la mostra in corso a Milano da Mudima, \u00e8 l\u2019esposizione che da gennaio mi ha maggiormente colpito in citt\u00e0, anche se l\u2019intera produzione dell\u2019artista la conoscevo da tempo. La rassegna testimonia il vincolo che lega Sam Havadtoy alla cultura figurativa e letteraria dell\u2019Italia, definita dallo stesso artista \u201cil mio paese d\u2019adozione\u201d.<\/strong><\/p>\n<p><em>A volte, vorrei fermarmi in un posto e mettere le radici;\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>ma ogni giorno mi offre nuove esperienze da provare.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00c8 difficile pensare di rinunciare a quello<\/em><\/p>\n<p><em>che il futuro ha in serbo per me.<\/em><\/p>\n<p><em>Mi ricordo solo del futuro (I only remember the future)<\/em><\/p>\n<p>Sam Havadtoy<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/06\/Fiat-500.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-7729\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/06\/Fiat-500.jpg\" alt=\"Fiat%20500\" width=\"468\" height=\"327\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/06\/Fiat-500.jpg 573w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/06\/Fiat-500-300x209.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 468px) 100vw, 468px\" \/><\/a>Fino all\u20198 luglio 2016, la Fondazione Mudima di Milano ospita la personale di Sam Havadtoy, dal titolo \u201c<em>Only remember the future\u201d, <\/em><\/strong>curata da <strong>Attila Nemes<\/strong>, che ripercorre, attraverso <strong>40 opere, tra dipinti e sculture<\/strong>, la produzione recente di uno degli artisti pi\u00f9 interessanti e originali della scena newyorkese, tra gli anni Settanta e Ottanta. <strong>Sam Havadtoy<\/strong>, nato a Londra nel 1952, cresciuto nell\u2019Ungheria post 1956, trasferitosi negli Stati Uniti nel 1972, dove ha iniziato a lavorare come arredatore d\u2019interni, ha vissuto da protagonista sul palcoscenico di quella straordinaria stagione creativa, sviluppatasi nella seconda met\u00e0 del Novecento a New York.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/06\/images7.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-7730\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/06\/images7.jpg\" alt=\"images7\" width=\"194\" height=\"259\" \/><\/a> In questi anni ebbe modo di conoscere e diventare intimo amico di John Lennon, Yoko Ono \u2013 di cui divenne compagno, dopo la tragica scomparsa del musicista inglese \u2013 e di altre personalit\u00e0 quali Andy Warhol, Keith Haring, Jean-Michel Basquiat, Jasper Johns, Robert Rauschenberg, John Cage e molti altri.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/06\/Sam-Havadtoy-Only-remember-the-future-Fondazione-Mudima-Milano-31052016-65.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-7731 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/06\/Sam-Havadtoy-Only-remember-the-future-Fondazione-Mudima-Milano-31052016-65.jpg\" alt=\"Sam-Havadtoy-Only-remember-the-future-Fondazione-Mudima-Milano-31052016-65\" width=\"400\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/06\/Sam-Havadtoy-Only-remember-the-future-Fondazione-Mudima-Milano-31052016-65.jpg 400w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/06\/Sam-Havadtoy-Only-remember-the-future-Fondazione-Mudima-Milano-31052016-65-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/a><br \/>\nLa cifra espressiva pi\u00f9 caratteristica del lavoro di Sam Havadtoy risiede nell\u2019utilizzo del <strong>merletto<\/strong>, materiale insolito per l\u2019arte contemporanea, ma il cui impiego trova riscontro nella memoria dei popoli dell\u2019est Europa dove proprio il merletto intrecciava associazioni complesse con classe, religione, storia e moda. Nella sua pratica artistica Havadtoy incolla frammenti di pizzo <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/06\/Sam-Havadtoy-Only-remember-the-future-Fondazione-Mudima-Milano-31052016-77.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-7732\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/06\/Sam-Havadtoy-Only-remember-the-future-Fondazione-Mudima-Milano-31052016-77.jpg\" alt=\"Sam-Havadtoy-Only-remember-the-future-Fondazione-Mudima-Milano-31052016-77\" width=\"400\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/06\/Sam-Havadtoy-Only-remember-the-future-Fondazione-Mudima-Milano-31052016-77.jpg 400w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/06\/Sam-Havadtoy-Only-remember-the-future-Fondazione-Mudima-Milano-31052016-77-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/a>sulle sue tele, quindi, strato dopo strato li ricopre di colore, in modo che il gioco di vuoto e pieno che si crea, diventi l\u2019elemento strutturale dell\u2019immagine che ne risulta. I suoi lavori si manifestano attraverso un processo di occultamento \u2013 che ricorda la formula di Paul Klee di \u201crendere visibile l\u2019invisibile\u201d \u2013 e inizia spesso con un testo personale scritto direttamente sulla tela, poi cancellato con strisce di merletto, colore e con una successiva sovrapittura che dona tridimensionalit\u00e0 alla tela stessa. Quello che ne consegue \u00e8 una composizione stratificata che ricorda i palinsesti, ovvero quei manoscritti di papiro o pergamena, di epoca antica o medievale, dove il testo originario veniva lavato per fare spazio a un altro scritto.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/06\/45017-01_67.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-7733 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/06\/45017-01_67.jpg\" alt=\"45017-01_67\" width=\"400\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/06\/45017-01_67.jpg 400w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/06\/45017-01_67-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/a><\/p>\n<p>L\u2019esposizione testimonia il forte legame di Havadtoy con l\u2019Italia, \u201cil mio paese di adozione\u201d, com\u2019ebbe modo di affermare. \u00c8 proprio in Italia, nel 2008, che il suo lavoro subisce una decisa trasformazione, che si traduce in una tavolozza di colori fino ad allora sconosciuta. Invitato da amici a trasferirsi in una casa affacciata sul mar Mediterraneo, Havadtoy seppe cogliere le suggestioni che gli provenivano dal paesaggio circostante. La tecnica divisionista che caratterizzava la sua opera si arricchisce di una luminosit\u00e0 pi\u00f9 gioiosa e serena. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/06\/06a_24.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-7734\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/06\/06a_24.jpg\" alt=\"06a_24\" width=\"400\" height=\"655\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/06\/06a_24.jpg 400w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/06\/06a_24-183x300.jpg 183w\" sizes=\"(max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/06\/images8.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-7735\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/06\/images8.jpg\" alt=\"images8\" width=\"158\" height=\"319\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/06\/images8.jpg 158w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/06\/images8-149x300.jpg 149w\" sizes=\"(max-width: 158px) 100vw, 158px\" \/><\/a>Lo stesso artista ricorda come \u201cDipingere sul mare, attorniato dai miei nuovi amici mi ha fatto comprendere che il prezzo della mia nuova vita doveva essere la perdita o eventualmente la trasformazione di quella vecchia. Tutti i ricordi del passato, evocati da quei puntini che mi hanno aiutato ad arrivare a questo momento della mia esistenza, mi hanno dato una nuova direzione. Non significavano pi\u00f9 perdita, piuttosto crescita e realizzazione\u201d.<\/p>\n<p><strong>Anche dal punto di vista tematico, l\u2019Italia \u00e8 molto presente nelle pitture e nelle sculture di Sam Havadtoy. In mostra, infatti, si trovano molti dei suoi d\u2019apr\u00e8s, tratti da opere di Boccioni, di Modigliani, oltre che di Giorgio Morandi, uno dei maestri che pi\u00f9 l\u2019hanno influenzato, per il puro piacere della pittura e la ricorrente qualit\u00e0 dei suoi colori e soggetti. Ma anche il genio italico non manca di stupire Havadtoy. Non \u00e8 un caso che sia una vera Fiat 500 d\u2019epoca, decorata con la sua caratteristica tecnica a merletto, ad accogliere il visitatore.<\/strong> <strong>Cos\u00ec come la scultura di Pinocchio concen<\/strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/06\/images0.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-7736 alignleft\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/06\/images0.jpg\" alt=\"images0\" width=\"183\" height=\"275\" \/><\/a><strong>tra la sua attenzione su un p<\/strong><strong>ersonaggio di fantasia della letteratura italiana che ha saputo farsi conoscere ben oltre i confi<\/strong><strong>ni della nazione. <\/strong>Il luogo che accoglie la mostra racchiude inoltre un significato altamente simbolico per Havadtoy. \u00c8 qui nel 2008 che tenne la sua prima personale italiana, nello stesso spazio in cui si sono alternati alcuni dei precursori modernisti quali Alan Kaprow, Marcel Duchamp e John Cage, e dove ebbe modo di conoscere lo storico dell\u2019arte Arturo Schwarz che \u00e8 diventato ben presto suo amico, mentore ed esegeta.<\/p>\n<p><strong>A Milano, c\u2019\u00e8 \u00a0l\u2019occasione per ammirare la serie inedita \u201c<em>Doors\u201d<\/em>. Sono porte dipinte, 14 come le stazioni della \u201c<em>Via crucis\u201d<\/em>, che simboleggiano i momenti di passaggio e di sofferenza che ogni uomo esperimenta lungo tutto il corso della sua vita.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Sam Havadtoy<\/strong> \u00e8 nato nel 1952 a Londra da una famiglia ungherese. Rientrata in Ungheria nel 1956, non le fu pi\u00f9 concesso di ritornare in Inghilterra. Nel 1971, Sam emigr\u00f2 illegalmente in Inghilterra attraverso la Yugoslavia. Un anno pi\u00f9 tardi, nel 1972, si stabil\u00ec negli Stati Uniti. Nel 1978 fond\u00f2 il Sam Havadtoy Gallery and Interior Design Studio, e divenne amico intimo di Yoko Ono, John Lennon, David Bowie, Andy Warhol, Keith Haring, George Condo, Donald Baechler e molti altri artisti. Winged Altarpiece, la pi\u00f9 monumentale scultura in bronzo mai realizzata da Keith Haring, fu creata in edizione limitata con l\u2019aiuto di Havadtoy. Qualche anno dopo, il Ludwig Museum di Budapest ricevette in dono dallo stesso Havadtoy questa rara opera per arricchire le sue collezioni permanenti. Nel 1992 apr\u00ec la Gal\u00e9ria 56 a Budapest. Qui espose lavori di artisti quali Keith Haring, Andy Warhol, Agnes Martin, Cindy Sherman, Kiki Smith, Robert Mapplethorpe, Ross Bleckner, Donald Sultan, Donald Baechler, oltre alle opere del grande artista ungherese L\u00e1szl\u00f3 Moholy-Nagy. Dal 2000 \u00e8 tornato a vivere in Europa; a Budapest e Szentendre, in Ungheria, e in Liguria.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Non \u00a0lasciatevi sfuggire n\u00e9 il nome -ve lo ripeto, Sam Havadtoy- \u00a0n\u00e9 la mostra in corso a Milano da Mudima, \u00e8 l\u2019esposizione che da gennaio mi ha maggiormente colpito in citt\u00e0, anche se l\u2019intera produzione dell\u2019artista la conoscevo da tempo. La rassegna testimonia il vincolo che lega Sam Havadtoy alla cultura figurativa e letteraria dell\u2019Italia, definita dallo stesso artista \u201cil mio paese d\u2019adozione\u201d. A volte, vorrei fermarmi in un posto e mettere le radici;\u00a0 ma ogni giorno mi offre nuove esperienze da provare. \u00c8 difficile pensare di rinunciare a quello che il futuro ha in serbo per me. 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