{"id":7750,"date":"2016-06-10T12:37:02","date_gmt":"2016-06-10T12:37:02","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=7750"},"modified":"2016-06-10T12:37:02","modified_gmt":"2016-06-10T12:37:02","slug":"diffusa-vestire-i-luoghi-a-carpi-modena-quattro-luoghi-simbolo-vestiti-dalle-installazioni-ambientali-di-significativi-artisti-italiani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2016\/06\/10\/diffusa-vestire-i-luoghi-a-carpi-modena-quattro-luoghi-simbolo-vestiti-dalle-installazioni-ambientali-di-significativi-artisti-italiani\/","title":{"rendered":"\u201cDIFFUSA.VESTIRE  I  LUOGHI\u201d. A  Carpi (Modena)  quattro luoghi simbolo vestiti dalle installazioni  ambientali di significativi artisti italiani."},"content":{"rendered":"<p><strong>Una mostra racconta le specificit\u00e0 di Carpi, fulcro di uno tra i pi\u00f9 importanti distretti tessili italiani, grazie alle installazioni ambientali di Giuseppe De Mattia(Bari 1980), Teresa Giannico (Bari 1985), Francesco Pedrini (Bergamo 1973) e Fabio Sandri (Valdagno-Vicenza 1964), poste in quattro luoghi simbolo della citt\u00e0.<\/strong> Fino <strong>\u00a0al 18 settembre 2016 <\/strong>il centro storico di <strong>Carpi<\/strong> (Modena) diventa museo a cielo aperto in occasione di \u201c<strong><em>Diffusa. Vestire i luoghi\u201d<\/em><\/strong>, mostra che racconta attraverso quattro interventi artistici in altrettanti luoghi simbolici, il carattere della citt\u00e0 e le sue specificit\u00e0. Con particolare riferimento al rapporto con il comparto della moda, nel rispetto dello status che fa di Carpi il fulcro di un distretto del tessile di assoluta rilevanza.<\/p>\n<p><strong><em><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/06\/Giuseppe-De-Mattia-Madri-2016-render.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-7753\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/06\/Giuseppe-De-Mattia-Madri-2016-render.jpg\" alt=\"Giuseppe De Mattia - Madri, 2016 (render)\" width=\"657\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/06\/Giuseppe-De-Mattia-Madri-2016-render.jpg 657w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/06\/Giuseppe-De-Mattia-Madri-2016-render-300x183.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 657px) 100vw, 657px\" \/><\/a>\u201cDiffusa. Vestire i luoghi\u201d<\/em><\/strong>, a cura di Luca Panaro, \u00e8 mostra \u00a0promossa dal Comune di Carpi e dai Musei di Palazzo dei Pio, ma devo confermare \u00a0\u00e8 un progetto di grande vitalit\u00e0 storica, capace di leggere gli ambienti, \u00a0metterli in risalto, farli vivere ex-novo, traghettarli verso una storia del futuro.<\/p>\n<p><strong>Noi stessi per la verit\u00e0 \u00a0\u00a0negli anni \u201990 \u00a0a Martano (Lecce)\u00a0 &#8211; siamo nella Grec\u00eca salentina- \u00a0abbiamo curato per la Biennale della Scultura il Progetto \u201cLe Quattro Porte\u201d\u00a0 nei punti di accesso alla cittadina (Est- Ovest- Sud- Nord) con l\u2019installazione \u00a0di Porte monumentali, in pietra leccese, degli artisti Salvatore Spedicato, Marisa Settembrini, Alessandro Nastasio e Luciano Schifano<\/strong>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/06\/Fabio-Sandri-Passaggio-fotosensibile-2016.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-7752\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/06\/Fabio-Sandri-Passaggio-fotosensibile-2016.jpg\" alt=\"Fabio Sandri - Passaggio fotosensibile, 2016\" width=\"400\" height=\"478\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/06\/Fabio-Sandri-Passaggio-fotosensibile-2016.jpg 400w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/06\/Fabio-Sandri-Passaggio-fotosensibile-2016-251x300.jpg 251w\" sizes=\"(max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/06\/Francesco-Pedrini-Planetes-errante-2016-render.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-7751 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/06\/Francesco-Pedrini-Planetes-errante-2016-render.jpg\" alt=\"Francesco Pedrini - Planetes (errante), 2016 (render)\" width=\"400\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/06\/Francesco-Pedrini-Planetes-errante-2016-render.jpg 400w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/06\/Francesco-Pedrini-Planetes-errante-2016-render-150x150.jpg 150w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/06\/Francesco-Pedrini-Planetes-errante-2016-render-300x300.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/a>Ora tornando al progetto di Carpi, \u00e8 sintomatico come l\u2019arte possa cambiare \u00a0il volto di una citt\u00e0, vestirlo, offrire delle funzioni.\u00a0 Giuseppe De Mattia<\/strong> presenta lungo il Portico Lungo di Piazza dei Martiri una installazione site-specific dal titolo \u201c<em>Madri\u201d<\/em>. L\u2019opera gioca sull\u2019affinit\u00e0, non solo semantica, tra il concetto di maternit\u00e0 e quello di matrice tipografica. La riflessione dell\u2019artista muove, infatti, dalla scoperta dei reperti conservati nella sala che i musei civici di Carpi dedicano alla xilografia, antica arte di stampa usata anche in campo tessile per la creazione dei pattern delle diverse stoffe, perfezionata proprio da Ugo da Carpi (primo artista, nell\u2019Italia del XVI secolo, a sperimentare questa procedura a pi\u00f9 colori). De Mattia considera le matrici come madri che non possono pi\u00f9 avere figli, alle quali riconoscere attraverso l\u2019azione artistica un ultimo slancio creativo, sintetizzato nella riproduzione del loro segno su una lastra tipografica moderna e su un abito da lavoro, omaggio implicito al modello che Carpi ha rappresentato nel campo delle politiche per l\u2019occupazione femminile.<\/p>\n<p>Anche <strong>Teresa Giannico<\/strong> restituisce, nel Cortile d\u2019onore di Palazzo dei Pio, la propria riflessione sul ruolo della donna nel tessuto produttivo e sociale di Carpi. Con \u201c<em>The Peepshow\u201d <\/em>l\u2019artista pugliese costruisce surreali collage che assemblano vecchie immagini d\u2019archivio conservate nel Centro di Ricerca Etnografica dei musei, reinventando i luoghi, gli strumenti e i gesti propri delle cucitrici che confezionavano o rifinivano abiti a domicilio. La memoria di un passato reale si confonde cos\u00ec a quella immaginata, mitizzata, governata in modo partecipato dal pubblico attraverso il <em>Mutoscopio<\/em>, scatola ottica a manovella che consente di fruire delle immagini in modo individuale.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/06\/Teresa-Giannico-The-Peepshow-2016-render.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-7754\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/06\/Teresa-Giannico-The-Peepshow-2016-render.jpg\" alt=\"Teresa Giannico - The Peepshow, 2016 (render)\" width=\"349\" height=\"530\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/06\/Teresa-Giannico-The-Peepshow-2016-render.jpg 400w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/06\/Teresa-Giannico-The-Peepshow-2016-render-198x300.jpg 198w\" sizes=\"(max-width: 349px) 100vw, 349px\" \/><\/a>Francesco Pedrini<\/strong> ritorna con \u201c<em>Planetes\u201d <\/em>all\u2019epoca della raffinata corte rinascimentale dei Pio, evocando in modo implicito gli studi astronomici di Pico della Mirandola, zio di Alberto III, ultimo signore della citt\u00e0. Considerando la Torre della Sagra come il fulcro di un ideale universo, Pedrini colloca in otto punti di Carpi (biblioteca, ludoteca, librerie, ma anche la piscina dove si allena l\u2019olimpionico di nuoto Gregorio Paltrinieri, carpigiano, e un centro commerciale) visibili proprio dalla cima della torre la riproduzione simbolica dei diversi pianeti del sistema solare; ne nasce una mappa astrale riportata su terra, tracciata per circa due chilometri e mezzo lungo i principali assi di percorrenza della citt\u00e0, mantenendo distanze e grandezze proporzionalmente affini a quelle celesti.<\/p>\n<p>Guarda a un\u2019epoca pi\u00f9 vicina a noi, infine, <strong>Fabio Sandri<\/strong>, che si relaziona con l\u2019opera permanente \u201c<em>Architettura caco-goniometrica-entrexit<\/em>\u201d, posta negli anni ottanta nell\u2019Area verde di San Rocco da Gianni Colombo. Sandri riprende la scansione spaziale segnata a suo tempo da Colombo rivedendone i passaggi armonici tra arcate e camminamento, creando una nuova porta d\u2019accesso all\u2019Area verde: un\u2019architettura effimera in grado, grazie a un articolato sistema dotato di carte fotosensibili, di \u201cconservare memoria\u201d dei passaggi del pubblico.<\/p>\n<p><strong>\u201cDiffusa. Vestire i luoghi\u201d \u00e8 una lezione colta, attiva, strutturata, fattiva, credibile, innervata nella storia della citt\u00e0, e soprattutto pur raccontando il presente, lega passato e futuro. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Carlo Franza \u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Una mostra racconta le specificit\u00e0 di Carpi, fulcro di uno tra i pi\u00f9 importanti distretti tessili italiani, grazie alle installazioni ambientali di Giuseppe De Mattia(Bari 1980), Teresa Giannico (Bari 1985), Francesco Pedrini (Bergamo 1973) e Fabio Sandri (Valdagno-Vicenza 1964), poste in quattro luoghi simbolo della citt\u00e0. Fino \u00a0al 18 settembre 2016 il centro storico di Carpi (Modena) diventa museo a cielo aperto in occasione di \u201cDiffusa. Vestire i luoghi\u201d, mostra che racconta attraverso quattro interventi artistici in altrettanti luoghi simbolici, il carattere della citt\u00e0 e le sue specificit\u00e0. Con particolare riferimento al rapporto con il comparto della moda, nel rispetto [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2016\/06\/10\/diffusa-vestire-i-luoghi-a-carpi-modena-quattro-luoghi-simbolo-vestiti-dalle-installazioni-ambientali-di-significativi-artisti-italiani\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[59281,77048,31446,9894,44441,87,28308,17505,64,28369,51665,4625],"tags":[149078,149292,149291,149302,149301,149299,149297,149296,149293,149298,149295,149300,149294],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7750"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7750"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7750\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7755,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7750\/revisions\/7755"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7750"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7750"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7750"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}