{"id":7841,"date":"2016-06-26T18:57:01","date_gmt":"2016-06-26T18:57:01","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=7841"},"modified":"2016-06-26T19:53:19","modified_gmt":"2016-06-26T19:53:19","slug":"la-madonna-in-trono-di-benozzo-gozzoli1420-1497-in-mostra-a-san-gimignano-un-capolavoro-del-quattrocento-capace-ancora-oggi-di-illuminare-litalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2016\/06\/26\/la-madonna-in-trono-di-benozzo-gozzoli1420-1497-in-mostra-a-san-gimignano-un-capolavoro-del-quattrocento-capace-ancora-oggi-di-illuminare-litalia\/","title":{"rendered":"La Madonna in trono di Benozzo Gozzoli(1420-1497) in mostra a San Gimignano. Un capolavoro del Quattrocento capace ancora oggi di illuminare l\u2019Italia."},"content":{"rendered":"<p><strong>Dinanzi a questo capolavoro\u00a0 -vi ho sostato a lungo- m\u2019\u00e8 parso facile leggere la Vergine in trono\u00a0 del \u00a0Benozzo con le stesse parole di Dante (canto XXXIII del Paradiso). Eccole:<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Vergine madre, figlia del tuo Figlio,<br \/>\nUmile ed alta pi\u00f9 che creatura,<br \/>\nTermine fisso d&#8217;eterno consiglio.<\/p>\n<p>Tu se&#8217; colei che l&#8217;umana natura<br \/>\nNobilitasti s\u00ec, che il suo Fattore<br \/>\nNon disdegn\u00f2 di farsi sua fattura.<\/p>\n<p>Nel ventre tuo si raccese l&#8217;amore<br \/>\nPer lo cui caldo nell&#8217;eterna pace<br \/>\nCos\u00ec \u00e8 germinato questo fiore.<\/p>\n<p>Qui se&#8217; a noi merid\u00efana face<br \/>\nDi caritate; e giuso, intra i mortali,<br \/>\nSe&#8217; di speranza fontana vivace.<\/p>\n<p>Donna, se&#8217; tanto grande e tanto vali,<br \/>\nChe, qual vuol grazia e a te non ricorre,<br \/>\nSua dis\u00efanza vuol volar senz&#8217;ali.<\/p>\n<p>La tua benignit\u00e0 non pur soccorre<br \/>\nA chi domanda, ma molte fiate<br \/>\nLiberamente al domandar precorre.<\/p>\n<p>In te misericordia, in te pietate,<br \/>\nIn te magnificenza, in te s&#8217;aduna<br \/>\nQuantunque in creatura \u00e8 di bontate!<\/p>\n<p>(Dante, Paradiso, XXXIII)<\/p>\n<p><strong> <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/06\/50335-Fig_1-3.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-7843\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/06\/50335-Fig_1-3.jpg\" alt=\"50335-Fig_1-3\" width=\"533\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/06\/50335-Fig_1-3.jpg 533w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/06\/50335-Fig_1-3-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 533px) 100vw, 533px\" \/><\/a>La Pinacoteca di San Gimignano (Piazza Duomo 2 ) ospita una mostra dedicata al pittore fiorentino Benozzo Gozzoli(Firenze 1420-21 \u2013Pistoia 1497), artista tra i pi\u00f9 rappresentativi e prolifici del Quattrocento italiano. La mostra Benozzo Gozzoli a San Gimignano intende celebrare, per la prima volta e in modo esaustivo, il triennio sangimignanese del maestro, uno dei periodi pi\u00f9 intensi e fecondi nella sua lunga attivit\u00e0. <\/strong><\/p>\n<p>Curata da Gerardo De Simone e Cristina Borgioli l\u2019esposizione \u00e8 promossa dal Comune di San Gimignano e dalla Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio delle Provincie di Siena, Grosseto e Arezzo in collaborazione con l\u2019Arcidiocesi di Siena, Colle di Val d\u2019Elsa, Montalcino e la Fondazione Musei Senesi.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/06\/38041_001_300.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-7844\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/06\/38041_001_300.jpg\" alt=\"Picture 341\" width=\"225\" height=\"300\" \/><\/a>Per il terzo anno consecutivo prosegue la sinergia tra le suddette istituzioni in un percorso di valorizzazione e studio delle opere della Pinacoteca. Dopo la mostra dedicata a \u201cPintoricchio. La pala dell\u2019Assunta di San Gimignano e gli anni senesi\u201d (6 settembre 2016 \u201311 gennaio 2015) e a \u201cFilippino Lippi. L\u2019Annunciazione di San Gimignano e le opere degli anni Ottanta\u201d (13 giugno \u20132 novembre 2016), <strong>quest\u2019anno protagonista del progetto espositivo \u00e8 la tavola di Benozzo Gozzoli con la Madonna col Bambino e angeli tra i santi Giovanni Battista, Maria Maddalena, Agostino e Marta che verr\u00e0 \u00a0ricomposta \u00a0-grazie ai prestiti internazionali-<\/strong> <strong>per la prima volta nella sua interezza grazie ai frammenti di predella oggi divisi<\/strong> <strong>\u00a0tra i musei\u00a0\u00a0 Pinacoteca di<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/06\/index11.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-7846 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/06\/index11.jpg\" alt=\"index1\" width=\"188\" height=\"268\" \/><\/a><\/strong><strong>\u00a0 Brera, del Mus\u00e9e du Petit Palais Avignone e del<\/strong> <strong>Museo Thyssen-Bornemsza di Madrid Madrid.<\/strong> La pala, osserva \u00a0Gerardo De Simone, \u201cesalta il felice connubio, caratteristico dell\u2019autore, tra la moderna misura rinascimentale appresa dall\u2019Angelico e il profuso decorativismo che esalta la ricchezza e la preziosit\u00e0 dei materiali discendente dal filone tardogotico di Gentile da Fabriano [&#8230;]\u201d. <strong>Benozzo di Lese -cui Vasari attribu\u00ec il cognome Gozzoli- \u00a0\u00e8 stato,\u00a0 interprete storico della prospettiva teorizzata da Leon Battista Alberti, combinandola sia con un sapiente realismo che con una curiosit\u00e0 spiccata ver<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/06\/index4.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-7847\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/06\/index4.jpg\" alt=\"index\" width=\"259\" height=\"194\" \/><\/a><\/strong><strong>so la natura e l\u2019antico. Allievo di due tra i maggiori artisti del secolo, Lorenzo Ghiberti e il Beato Angelico, dopo aver collaborato alla <\/strong><strong>Porta del Paradiso del Battistero di Firenze e alla Cappella Niccolina in Vaticano, Benozzo oper\u00f2 da maestro indipendente a Montefalco (1450-52), in Umbria, poi a Viterbo (1453), Perugia (1456<\/strong><strong>), e infine a Roma, dove allest\u00ec gli apparati per l\u2019incoronazione di papa Pio II nel 1458. L\u2019anno dopo gli fu assegnata la commissione pi\u00f9 prestigiosa della sua carriera, la decorazione della Cappella dei Magi in Palazzo Medici in Via Larga (oggi Via Cavour) a Firenze. Dal 1464 al 1467 si trasfer\u00ec a San Gimignano, per poi insediarsi nel 1468 a Pisa, prescelto \u00a0dall\u2019Opera del Duomo per l\u2019ambitissimo ciclo con Storie dell\u2019Antico Testamento in Camposanto; vi rimase per ben cinque lustri, lavorando anche a Volterra, Legoli, Castelfiorentino. <\/strong>A seguito della discesa di Carlo VIII in Italia, Benozzo lasci\u00f2 Pisa e trascorse i suoi ultimi anni di vita tra Firenze e Pistoia, dove mor\u00ec nel 1497. Nella citt\u00e0 delle torri il Gozzoli realizz\u00f2 affreschi e pale d\u2019altare: ad affresco, nel coro di Sant\u2019Agostino, Benozzo esegu\u00ec il ciclo pi\u00f9 importante mai dedicato al Padre della Chiesa e una straordinaria raffigurazione di San Sebastiano, protettore dalle epidemie, con indosso una lunga veste azzurra e con il mantello aperto dagli angeli a proteggere il popolo dalle frecce, realizzato come ex voto per la fine della peste del 1464<strong>. Fu questo \u00a0ciclo di affreschi realizzati, con l\u2019aiuto di alcuni collaboratori, nella chiesa di Sant\u2019Agostino a San Gimignano, il primo grande lavoro a dargli \u00a0\u00a0notoriet\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/06\/images56.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-7848\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/06\/images56.jpg\" alt=\"images56\" width=\"225\" height=\"224\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/06\/images56.jpg 225w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/06\/images56-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/06\/index4.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-7847 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/06\/index4.jpg\" alt=\"index\" width=\"259\" height=\"194\" \/><\/a> Scrive \u00a0la Cole Ahl nel suo saggio su Benozzo, che il ciclo permise al pittore\u201cdi elevare qualitativamente la sua competenza e di ricevere molte commissioni in un ambiente ricettivo ma privo della concorrenza spietata esistente in centri pi\u00f9 importanti; per San Gimignano la presenza del Gozzoli signific\u00f2 aprirsi alle grandi trasformazioni artistiche e architettoniche fiorentine che caratterizzarono il mecenatismo nel resto del secolo\u201d. Benozzo, a San Gimignano, realizzer\u00e0 anche due Crocifissioni, una per gli Olivetani, tuttora in situ, l\u2019altra per il Palazzo Comunale (oggi al Museo di Arte Sacra), dove il pittore restaur\u00f2 nel 1466 l\u2019immagine pi\u00f9 rappresentativa della comunit\u00e0 civica, la Maest\u00e0 di Lippo Memmi. Su tavola, \u00a0Benozzo dipinse due pale d\u2019altare, per le chiese di Sant\u2019Andrea e di Santa Maria Maddalena, entrambe conservate nel Museo Civico e di formato \u201cquadrato\u201d secondo la moderna tipologia rinascimentale inaugurata dall\u2019Angelico. <strong>La mostra\u00a0 ricostruisce cos\u00ec \u00a0con completezza l\u2019insieme ricco e variegato della produzione artistica benozzesca a San Gimignano, frutto della sua efficiente organizzazione di bottega. Ritroviamo cos\u00ec raccolte \u00a0in Pinacoteca, e in parte nel Museo d\u2019Arte Sacra, tutte le opere note degli anni sangimignanesi: oltre a quelle citate, la pregevole anconetta di Terni(1466), il frammento di Madonna della Misericordia gi\u00e0 in collezione Bardini (oggi in collezione privata) e l\u2019icona della \u00a0Madonna col Bambino di Calci che documenta, invece, il lungo periodo pisano che seguir\u00e0. \u00a0Sar\u00e0 bene con la mostra poter vedere\u00a0 i cicli di affreschi nel Duomo, nella chiesa di Sant\u2019Agostino e nell\u2019Abbazia di Monteoliveto. <\/strong><\/p>\n<p>Il progetto espositivo prevede la possibilit\u00e0 di un approfondimento della figura dell\u2019artista presso il BEGO -Museo Benozzo Gozzoli di Castelfiorentino. Ad esemplificare l\u2019importanza e la qualit\u00e0 di Benozzo disegnatore\u00a0 -uno dei pi\u00f9 attivi e prolifici del secolo- sono esposti due disegni del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, risalenti ad anni vicini al soggiorno sangimignanese, che documentano l\u2019attenzione del pittore verso l\u2019antichit\u00e0 classica e la pittura fiamminga. Ad arricchire il quadro del contesto in cui Benozzo oper\u00f2, e a rendere testimonianza dei suoi rapporti assai stretti con le arti applicate, la mostra include un\u2019ampia selezione di preziosi tessuti liturgici e oreficerie del tempo. Tra questi il paliotto in velluto cremisi ricamato con un volo di colombe dorate che Benozzo utilizz\u00f2 come modello per il piviale indossato da sant\u2019Agostino nella tavola di Santa Maria Maddalena, che Cristina Borgioli ritiene testimonianza raffinata del ricco corredo tessile della Collegiata di San Gimignano. Il prezioso dossale, presentato nella sala della Pinacoteca, assieme agli altri paramenti e ad alcuni esempi di oreficeria liturgica, presenti nel Museo d\u2019Arte Sacra di San Gimignano, dialogano \u00a0con le opere pittoriche, in un ideale rimando alle officine artistiche del XV secolo e alla loro poliedricit\u00e0, consentendo cos\u00ec di espandere il percorso della mostra collegando i due musei. Nel percorso espositivo, infine, \u00e8 possibile ricostruire, attraverso le attestazioni archivistiche, le allogazioni del Comune e della Collegiata al pittore fiorentino. Anna Di Bene,Soprintendente Belle Arti e Paesaggio per le Provincie di Siena, Grosseto e Arezzo\u00a0 ha osservato \u00a0che \u00a0la mostra,\u201cper il suo alto spessore scientifico si pone come un\u2019attivit\u00e0 di valorizzazione di questo straordinario patrimonio artistico e del territorio&#8230; e costituisce un\u2019occasione di arricchimento culturale e di nutrimento delle nostre anime che va a rafforzare la nostra identit\u00e0\u201d. <strong>Letta e vista la mostra\u00a0 non si pu\u00f2 non pensare che proprio da queste opere passa la nostra identit\u00e0, la nostra identit\u00e0 culturale e storica. Per me lo \u00e8 stato e lo \u00e8, vorrei lo fosse anche per voi.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0Carlo Franza \u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Dinanzi a questo capolavoro\u00a0 -vi ho sostato a lungo- m\u2019\u00e8 parso facile leggere la Vergine in trono\u00a0 del \u00a0Benozzo con le stesse parole di Dante (canto XXXIII del Paradiso). Eccole: &#8220;Vergine madre, figlia del tuo Figlio, Umile ed alta pi\u00f9 che creatura, Termine fisso d&#8217;eterno consiglio. Tu se&#8217; colei che l&#8217;umana natura Nobilitasti s\u00ec, che il suo Fattore Non disdegn\u00f2 di farsi sua fattura. Nel ventre tuo si raccese l&#8217;amore Per lo cui caldo nell&#8217;eterna pace Cos\u00ec \u00e8 germinato questo fiore. 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