{"id":7950,"date":"2016-07-13T22:15:06","date_gmt":"2016-07-13T22:15:06","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=7950"},"modified":"2016-07-13T22:15:06","modified_gmt":"2016-07-13T22:15:06","slug":"john-currin-pittore-di-vita-e-di-donne-lartista-americano-in-una-grandiosa-mostra-al-museo-bardini-di-firenze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2016\/07\/13\/john-currin-pittore-di-vita-e-di-donne-lartista-americano-in-una-grandiosa-mostra-al-museo-bardini-di-firenze\/","title":{"rendered":"John Currin, pittore di vita e di donne. L\u2019artista americano in una grandiosa mostra al Museo Bardini di Firenze."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/07\/9b1526fd5c4b38e223fc84490315de01-kRKC-U1080744491029eDC-1024x576@LaStampa.it_-e1468445872697.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-7951\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/07\/9b1526fd5c4b38e223fc84490315de01-kRKC-U1080744491029eDC-1024x576@LaStampa.it_-e1468445872697.jpg\" alt=\"9b1526fd5c4b38e223fc84490315de01-kRKC-U1080744491029eDC-1024x576@LaStampa.it\" width=\"400\" height=\"225\" \/><\/a>John Currin( americano di Boulder-Colorado, 1962)<\/strong>, \u00e8 \u00a0senz\u2019altro tra i pi\u00f9 significativi \u00a0artisti del nostro tempo. Pittore di vita e di donne. E\u2019 \u00a0protagonista di un grande evento <strong>al Museo Stefano Bardini<\/strong> di <strong>Firenze (fino al 2 ottobre 2016)<\/strong><strong>, e<\/strong> <strong>si tratta della prima mostra personale di Currin in uno spazio pubblico italiano<\/strong>.<\/p>\n<p>Pittore sofisticato per tecnica e cultura visiva, Currin \u00e8 conosciuto e apprezzato per ritratti elegantissimi e scene anche lascive interpretate con un ironico, sconcertante\u00a0 realismo. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/07\/John-Currin1-e1468445957185.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-7952\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/07\/John-Currin1-e1468445957185.jpg\" alt=\"John-Currin1\" width=\"400\" height=\"267\" \/><\/a>Nei\u00a0 dipinti, spesso \u00a0quadri di piccolo formato, Currin dissimula una conoscenza spiccata della storia dell\u2019arte e un gusto assai sofisticato della composizione figurativa. Con ambientazioni mai banali e sottintesi sarcastici, e una scelta dei soggetti che ricordano per definizione formale anche la grafica di riviste patinate o pornografiche, l\u2019artista statunitense ha saputo ridefinire la ritrattistica contemporanea. <strong>L\u2019interpretazione dell\u2019eros femminile e della psicologia borghese americana, risulta nelle sue opere quasi surreale o grottesca, estremamente perturbante;\u00a0 la sua satira figurativa non \u00e8 mai \u00a0di cattivo gusto.<\/strong> <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/07\/John-Currin-painting-at-Gagosian-in-Paris.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-7953 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/07\/John-Currin-painting-at-Gagosian-in-Paris.jpg\" alt=\"John-Currin-painting-at-Gagosian-in-Paris\" width=\"389\" height=\"292\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/07\/John-Currin-painting-at-Gagosian-in-Paris.jpg 516w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/07\/John-Currin-painting-at-Gagosian-in-Paris-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 389px) 100vw, 389px\" \/><\/a>Le sue figure, vestite o atteggiate come comparse di romanzi rosa o come manichini di un centro moda, dallo spirito zelante anche nel caso di pratiche sessuali solitarie o di gruppo, svelano segni ed espressioni di inequivocabile alterazione psico-fisica. L\u2019anatomia sproporzionata, o <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/07\/images55.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-7954\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/07\/images55.jpg\" alt=\"images55\" width=\"184\" height=\"273\" \/><\/a>prospetticamente deformata, l\u2019espressione facciale, altera l\u2019ideale rappresentazione del corpo o del volto femminile rinascimentale<strong>. In questo senso la sua pittura si situa nella scia di Pablo Picasso e di Willem de Kooning piuttosto che su quella di John Singer Sargent o di Edward Hopper. <\/strong>Una\u00a0 pittura\u00a0 d\u2019impatto, sempre lussuriosa, o meglio una sorta di colta e raffinata \u201cvolgarizzazione\u201d dell\u2019arte figurativa classica, che ha permesso \u00a0a Currin di esaltare la pittura stessa, e con essa definire una nuova forma di bellezza artistica che si avvantaggia in effetti di una inedita immaginazione o \u201cmaniera\u201d figurativa.\u00a0<strong>Pittore neobarocco lo definirei, nel pi\u00f9 bell\u2019uso che si pu\u00f2 fare di questo termine. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/07\/R1547280-copie-820x550-e1468446634113.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-7955\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/07\/R1547280-copie-820x550-e1468446634113.jpg\" alt=\"R1547280-copie-820x550\" width=\"353\" height=\"237\" \/><\/a>\u00a0Quei corpi e quei volti, a volte resi perfino disdicevoli, appaiono belli in virt\u00f9 della loro <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/07\/Fig._4_-_Nude_in_a_Convex_Mirror_.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-7957\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/07\/Fig._4_-_Nude_in_a_Convex_Mirror_.jpg\" alt=\"?????????????????\" width=\"300\" height=\"303\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/07\/Fig._4_-_Nude_in_a_Convex_Mirror_.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/07\/Fig._4_-_Nude_in_a_Convex_Mirror_-297x300.jpg 297w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>trasfigurazione pittorica, attraverso la ricercata volgarizzazione del codice classico.\u00a0 In alcuni dipinti\u00a0 d<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/07\/Fig._3-The_Penitent-e1468447077165.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-7956 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/07\/Fig._3-The_Penitent-e1468447077165.jpg\" alt=\"Fig._3-The_Penitent\" width=\"318\" height=\"390\" \/><\/a><\/strong><strong>onne e uomini fanno sesso come interpretando una scena porno, i suoi personaggi vivono il corpo e la sessualit\u00e0 in maniera esibizion<\/strong><strong>istica e alterata. Sembrano recitare a soggetto in una scenografia allestita per un film o un selfie; \u00a0Currin ricerca e attiva qualcosa di paradossale: tra reale e fittizio, tra contemplazione e voyerismo, tra osceno e raffinato, tra verit\u00e0 fotografica e invenzione figurativa. Dunque, nessuna avversione per la pittura figurativa, che non vive d\u2019accademia ma si \u00e8 liberata ideologicamente. Mai sgradevole, mai disgustoso, e mai scontato, Currin affronta generi e stili diversi scegliendo e alternando temi e registri differenti come il ritratto, la natura morta, l\u2019osceno e il triviale, il lirico e il sentimentale.<\/strong> La sua abilit\u00e0 si manifesta nei \u00a0ritratti eseguiti con pennellate veloci e sprezzanti come hanno gi\u00e0 fatto Frans Hals e \u00c9douard Manet,\u00a0 in nature morte eseguite con la perizia calligrafica di un pittore olandese rinascimentale, in tappezzerie e mazzi di rose di una freschezza impressionistica. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/07\/Fig._2-_bent_lady-e1468447278712.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-7958\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/07\/Fig._2-_bent_lady-e1468447278712.jpg\" alt=\"OLYMPUS DIGITAL CAMERA\" width=\"363\" height=\"457\" \/><\/a><strong>Ogni suo quadro \u00e8 anche un omaggio simultaneo alla grande pittura europea e alle sue diverse stagioni: alla pittura rinascimentale (Botticelli e Cranach), a quella manierista (Dosso Dossi e Parmigianino), cos\u00ec come a Tiepolo e Fragonard, a Courbet e Monet, a Magritte e Otto Dix, all\u2019illustrazione pornografica di Giulio Romano e a quella di Paul Emile Becat.<\/strong> La nudit\u00e0 viene ostentata, cos\u00ec come i genitali, che appaiono esibiti con minuziosa impudicizia,\u00a0 allo stesso modo di una capigliatura, di una stoffa, di un elemento di decoro o di arredo, di un servizio di porcellana, di una caraffa ricolma di acqua, di un tacchino o di un astice. Spesse volte le donne ritratte in accoppiamenti o conversazioni galanti, sorridono e digrignano, soffrono e godono nello stesso istante e modo. Rabbia, isteria, sintomatici difetti inscrivono termini da \u2018commedia\u2019 al<strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/07\/large.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-7959 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/07\/large.jpg\" alt=\"large\" width=\"300\" height=\"430\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/07\/large.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/07\/large-209x300.jpg 209w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/strong>l\u2019interno di nobili composizioni. In molti casi dietro la scintillante bellezza, la lussureggiante sensualit\u00e0, affiora un senso di vacuit\u00e0 e di glaciale indifferenza, come se il benessere e il lusso, avessero reso insensibili pelle e anima, trasformando l\u2019amore romantico in apatico consumo sessuale. Le sue donne possono essere superdotate (seni e fianchi rotondi e gonfi), o al contrario esibiscono la propria magrezza, una sterilit\u00e0 che \u00e8 sia del corpo sia dell\u2019anima<strong>. La voracit\u00e0 sessuale sembra una conseguenza esagerata della frigidit\u00e0 morale di una classe sociale plasmata dal lusso e dal consumo. <\/strong>Allo stesso tempo si avverte un senso di genuino stupore di fronte al miracolo della pittura quando con essa \u00e8 dato immortalare il trascorrere della vita in un\u2019espressione o in una forma, una sensazione elettrizzante o piacevole, un sentimento di benevolenza o compassione in una linea o in un colore, fissando per sempre quel magico momento. Nella sua carriera, Currin, ha affrontato generi e soggetti nobili e volgari, in modo ora oltraggioso e perfino grottesco, svelando difetti, vizi, pene, il lato patologico della libido e quello angoscioso dell\u2019eccitazione, il perturbante, fosse anche la sofferenza, il dolore, l\u2019angoscia, in una superficie pittorica analoga o contraria. La stesura pittorica, infatti,\u00a0 appare ora sprezzante e veloce ora lenta e meditata, ora puntigliosa e meticolosa ora immediata e beffarda. <strong>In mostra \u00a0presentati una serie di dipinti inediti per l\u2019Italia, scelti dall\u2019artista in dialogo con le straordinarie raccolte di pittura e scultura del Museo Stefano Bardini, grandissimo antiquario e collezionista fiorentino del XIX secolo. Si tratta di ritratti familiari (Rachel, sua moglie, i tre figli Francis, Hollis e Flora), di ritratti allegorici (Flora, The Penitent, The Lobster) e di ritratti muliebri (Bent Lady, Anna, Big Hands), di nudi femminili (Nude in a convexmirror), opere presentate per la prima volta in Italia affiancate a Madonne donatelliane, bronzetti e porcellane, cornici intagliate, dipinti seicenteschi, sculture lignee medievali. <\/strong>\u00a0Esposti pure alcuni disegni, a ben rappresentare la prodigiosa tecnica di Currin, in dialogo con la \u201csprezzatura\u201d grafica di Tiepolo e Piazzetta, di cui\u00a0 al Museo Bardini si conserva una serie assai pregevole di esemplari.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>John Currin( americano di Boulder-Colorado, 1962), \u00e8 \u00a0senz\u2019altro tra i pi\u00f9 significativi \u00a0artisti del nostro tempo. Pittore di vita e di donne. E\u2019 \u00a0protagonista di un grande evento al Museo Stefano Bardini di Firenze (fino al 2 ottobre 2016), e si tratta della prima mostra personale di Currin in uno spazio pubblico italiano. Pittore sofisticato per tecnica e cultura visiva, Currin \u00e8 conosciuto e apprezzato per ritratti elegantissimi e scene anche lascive interpretate con un ironico, sconcertante\u00a0 realismo. 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