{"id":7990,"date":"2016-07-21T00:47:38","date_gmt":"2016-07-21T00:47:38","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=7990"},"modified":"2016-07-21T00:47:38","modified_gmt":"2016-07-21T00:47:38","slug":"leonard-freed-io-amo-litalia-il-fotografo-americano-che-amava-litalia-una-storia-damore-attraverso-la-fotografia-unica-folgorante-irripetibile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2016\/07\/21\/leonard-freed-io-amo-litalia-il-fotografo-americano-che-amava-litalia-una-storia-damore-attraverso-la-fotografia-unica-folgorante-irripetibile\/","title":{"rendered":"\u201cLeonard Freed. Io amo l\u2019Italia.\u201dIl fotografo americano che amava l\u2019Italia; una storia d\u2019amore attraverso la fotografia, unica, folgorante, irripetibile."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/07\/Invito-e1469060339150.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-7991\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/07\/Invito-e1469060339150.jpg\" alt=\"Invito\" width=\"381\" height=\"190\" \/><\/a>Una mostra come questa, rara, eccezionale, unica, complessa, storica, sociologica, e potrei continuare con altri aggettivi, \u00e8 difficile trovarla. E soprattutto\u00a0 capace di raccontare una storia d\u2019amore tra un intellettuale e una terra come l\u2019Italia.<\/strong> E invece di raccomandarvela a fine recensione ve la segnalo e ve la sottolineo subito all\u2019inizio, \u00a0non con la matita\u00a0 rosso-blu, ma con la matita bianca rossa e verde, che sono i colori della bandiera italiana.\u00a0\u00a0 <strong>Dunque, un importante <em>corpus<\/em> di cento opere, omaggio alla fotografia internazionale d\u2019autore, \u00e8 esposto al<\/strong> <strong>Centro Saint-B\u00e9nin di Aosta <\/strong><strong>\u00a0fino \u00a0al 20 settembre, nella mostra \u201cLeonard Freed. Io amo l\u2019Italia\u201d.<\/strong> L\u2019 esposizione \u00e8 ospitata negli ambienti della seicentesca cappella del complesso monumentale del priorato di Saint-B\u00e9nin, fondato intorno all\u2019anno Mille e diventato a partire dal 1604 Collegio di studi superiori. \u00a0<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/07\/Allestimento-Leonard-Freed_2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-7992\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/07\/Allestimento-Leonard-Freed_2.jpg\" alt=\"Allestimento%20Leonard%20Freed_2\" width=\"220\" height=\"293\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/07\/LEONAR1-3.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-7994 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/07\/LEONAR1-3.jpg\" alt=\"LEONAR~1 (3)\" width=\"220\" height=\"330\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/07\/LEONAR1-3.jpg 220w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/07\/LEONAR1-3-200x300.jpg 200w\" sizes=\"(max-width: 220px) 100vw, 220px\" \/><\/a><\/p>\n<p>La rassegna proposta dall\u2019<strong>Assessorato dell\u2019Istruzione e Cultura della Regione autonoma Valle d\u2019Aosta<\/strong>, curata da Enrica Vigan\u00f2 e realizzata in collaborazione con il Leonard Freed Archive e Admira, offre al pubblico una ricca selezione di immagini scattate dal fotografo americano, membro della celebre agenzia <strong>Magnum Photos<\/strong>, in diverse citt\u00e0 fra cui Firenze, Milano, Napoli, Roma, Venezia e in piccole localit\u00e0 italiane, a partire dalla met\u00e0 del Novecento agli inizi del nuovo secolo.<\/p>\n<p>Gli scatti, magici, e di una bellezza indefinibile, \u00a0tutti in bianco e nero, raccontano il rapporto fra il fotografo americano Leonard Freed e l\u2019Italia, terra che ha amato profondamente e che lo ha ospitato per oltre quarantacinque soggiorni, tappa importantissima \u00a0della sua autorevole carriera artistica. Si\u00a0 rimane colpiti non poco dai suoi lavori, carichi come sono di passione e\u00a0 di sentimento, dai quali scaturisce come per\u00a0 una forza interiore, un\u2019anima\u00a0 sensibile\u00a0 \u00a0che traspare dai volti, dalle figure, dalle inquadrature da quegli scatti che sono diventati il racconto \u201cdal certo al vero\u201d, \u00a0fissati attraverso la macchina fotografica,\u00a0 in modo non solo realistico, ma certo unici e fuori da collegamenti e ideologie;\u00a0 soprattutto intrisi \u00a0di pathos\u00a0 e \u00a0dotati di grande sensibilit\u00e0 ed umanit\u00e0.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/07\/Allestimento-Leonard-Freed_4.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-7996\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/07\/Allestimento-Leonard-Freed_4.jpg\" alt=\"Allestimento%20Leonard%20Freed_4\" width=\"220\" height=\"164\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/07\/Allestimento-Leonard-Freed_1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-7997 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/07\/Allestimento-Leonard-Freed_1.jpg\" alt=\"Allestimento%20Leonard%20Freed_1\" width=\"220\" height=\"165\" \/><\/a>\u201cLa storia d\u2019amore\u201d con l\u2019Italia, cos\u00ec come egli \u00a0stesso la definiva, ha \u00a0avuto inizio tra il 1952 e il 1958, quando, mosso dall\u2019interesse per l\u2019arte, compie i primi viaggi in Europa e scopre la passione per la fotografia. Devo dirvi che questo racconto per immagini di Freed, proprio per lo spessore di ricerca che lo incornicia, e alla luce degli anni in cui avveniva, pu\u00f2 senz\u2019altro essere rapportato\u00a0 a quel lavoro di scavo sociale e sociologico che compiva letterariamente sia lo scrittore Carlo Levi con \u201cCristo si \u00e8 fermato a Eboli\u201d,\u00a0 che il poeta e scrittore Rocco Scotellaro con il suo <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/07\/LEONAR3-3.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-7998\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/07\/LEONAR3-3.jpg\" alt=\"LEONAR~3 (3)\" width=\"220\" height=\"148\" \/><\/a>\u201cContadini del Sud\u201d. <\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/07\/Allestimento-Leonard-Freed_3.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-7993 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/07\/Allestimento-Leonard-Freed_3.jpg\" alt=\"Allestimento%20Leonard%20Freed_3\" width=\"220\" height=\"165\" \/><\/a>D\u2019altronde va sottolineato e conosciuto prima della visione della mostra che Freed\u00a0\u00a0 \u00e8 stato da \u00a0sempre attratto dallo studio della natura umana, dei comportamenti, dei caratteri, s\u2019 \u00e8 innamorato da subito degli italiani che ne incarnavano e ne incarnano tutt\u2019oggi \u00a0le differenti tipologie e \u00a0ha avuto \u00a0modo di osservare tutto ci\u00f2 anche nella cittadella italiana che \u00e8 la \u201c<em>Little Italy<\/em>\u201d di New York, dove si \u00a0era trasferito nel 1954. E\u2019 ci\u00f2 che lo ha da subito catturato, \u00a0in secondo piano i paesaggi, l\u2019arte, l\u2019architettura, la politica, che rappresentano lo sfondo del suo puntiglioso scavo della societ\u00e0.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/07\/LEONAR2-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-7999\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/07\/LEONAR2-2.jpg\" alt=\"LEONAR~2 (2)\" width=\"220\" height=\"149\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/07\/LEONAR3-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-8002 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/07\/LEONAR3-2.jpg\" alt=\"LEONAR~3 (2)\" width=\"379\" height=\"567\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/07\/LEONAR3-2.jpg 379w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/07\/LEONAR3-2-201x300.jpg 201w\" sizes=\"(max-width: 379px) 100vw, 379px\" \/><\/a> Questo tipo di lavoro, di ricerca di Leonard Freed,<strong> \u00a0ha trovato appiglio\u00a0 culturale e sensibile nell\u2019antropologia culturale e nell\u2019indagine etnografica &#8211; ecco perch\u00e9 parlavo prima di Carlo Levi e di Rocco Scotellaro che non vanno certamente dimenticati- <\/strong>\u00a0muovendo proprio \u00a0dalla necessit\u00e0 di ritrovare il senso delle proprie origini attraverso lo studio di comunit\u00e0 tradizionali. Ne deriva il suo esser affascinato dalla vita della gente comune, dal calore e dalla spontaneit\u00e0 che si osserva negli scatti che immortalano lavoratori siciliani, persone che passeggiano, bambini che giocano o che vanno a scuola, uomini e donne che compiono i gesti tipici del vivere \u00a0quotidiano, \u00a0e ancora giovani e vecchi, preti e suore, soldati, aristocratici veneziani e romani.<\/p>\n<p>L\u2019analisi a tutto campo \u00a0della societ\u00e0 \u00a0italiana offre uno spaccato di 50 anni di storia, dove se da un lato sono evidenti i cambiamenti e le differenze socio-economiche legati al trascorrere degli anni, gli anni soprattutto del dopoguerra e dell\u2019Italia che stava cambiando, dall\u2019altro si percepisce una continuit\u00e0 gestuale che esula dal passare del tempo. Gli atteggiamenti, le espressioni, i gesti appaiono come cristallizzati in un passato che diviene presente.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/07\/LEONAR2-4.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-8003\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/07\/LEONAR2-4.jpg\" alt=\"LEONAR~2 (4)\" width=\"220\" height=\"147\" \/><\/a><strong>L\u2019intera mostra vive attraverso \u00a0una minuziosa descrizione della popolazione italiana, dove a scene di uomini che spingono carretti di legno &#8211; per il trasporto di frutta nella <em>Little Italy<\/em> di New York degli anni \u201950 o nel frettoloso spostamento di un <\/strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/07\/LEONAR1-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-8005 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/07\/LEONAR1-2.jpg\" alt=\"LEONAR~1 (2)\" width=\"440\" height=\"294\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/07\/LEONAR1-2.jpg 440w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/07\/LEONAR1-2-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 440px) 100vw, 440px\" \/><\/a><strong>enorme pesce nell\u2019assolata Sicilia degli anni \u201970 &#8211; si alternano scene di semplice rilassatezza. Il Sud Italia si scorge gi\u00e0 negli scatti che riprendono \u00a0persone sedute davanti alla propria abitazione o nell\u2019immagine di un uomo intento ad offrire prodotti tipici (<em>Sicilia, 1974<\/em>), secondo i costumi dell\u2019ospitalit\u00e0 mediterranea.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Vivaci e non poco, opere dal gusto vivace e ironico in cui i preti giocano a tirarsi palle di neve in Piazza San Pietro (<em>Roma, 1958<\/em>), o dove tre cani attendono di entrare in una Farmacia (<em>Venezia, 2004<\/em>) o, ancora, una movimentata panoramica su un gruppo di ragazzini, divertiti dall\u2019esplosione di petardi (<em>New York, 1955<\/em>). Il carattere poetico e riflessivo, ma anche forte e drammatico, \u00e8 trasmesso da <em>Napoli, 1956<\/em>: il ritratto di una ragazza dallo sguardo espressivo fisso in camera si staglia sullo sfondo di un gruppo di donne che guardano all\u2019orizzonte. Della stessa carica emotiva, seppur priva di sguardi e di espressioni dirette, \u00e8 <em>Firenze, 1958<\/em>, che cattura un momento di riposo di tre giovani soldati seduti su un ponte della citt\u00e0, leggermente annebbiata. <\/strong><\/p>\n<p>Preciso e chiaro il suo pensiero sulla fotografia: \u201cSono come uno studente curioso, che vuole imparare. Per poter fotografare devi prima avere un\u2019opinione, devi prendere una decisione. Poi quando stai fotografando, sei immerso nell\u2019esperienza, diventi parte di ci\u00f2 che stai fotografando. Devi immedesimarti nella psicologia di chi stai per fotografare, pensare ci\u00f2 che lui pensa, essere sempre molto amichevole e neutrale\u201d. E ancora: \u201cVoglio una fotografia che si possa estrapolare dal contesto e appendere in parete per essere letta come un poema\u201d.Frasi lapidari che danno idea del lavoro colto e professionale del fotografo americano. E per finire, la mostra di \u00a0\u201c<em>Leonard Freed. Io amo l\u2019Italia\u201d<\/em> \u00e8 accompagnata \u00a0da un <strong>volume<\/strong> italiano-inglese riccamente illustrato, edito da Admira Edizioni( in mostra \u20ac 34), 236 pagine, 190 fotografie in bicromia, cartonato con sovraccoperta, cm 26&#215;29,5; e che a mio avviso vi consiglio debba \u00a0entrare a far parte del vostro patrimonio culturale.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Una mostra come questa, rara, eccezionale, unica, complessa, storica, sociologica, e potrei continuare con altri aggettivi, \u00e8 difficile trovarla. E soprattutto\u00a0 capace di raccontare una storia d\u2019amore tra un intellettuale e una terra come l\u2019Italia. E invece di raccomandarvela a fine recensione ve la segnalo e ve la sottolineo subito all\u2019inizio, \u00a0non con la matita\u00a0 rosso-blu, ma con la matita bianca rossa e verde, che sono i colori della bandiera italiana.\u00a0\u00a0 Dunque, un importante corpus di cento opere, omaggio alla fotografia internazionale d\u2019autore, \u00e8 esposto al Centro Saint-B\u00e9nin di Aosta \u00a0fino \u00a0al 20 settembre, nella mostra \u201cLeonard Freed. Io amo [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2016\/07\/21\/leonard-freed-io-amo-litalia-il-fotografo-americano-che-amava-litalia-una-storia-damore-attraverso-la-fotografia-unica-folgorante-irripetibile\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[150,59246,53709,53710,9894,41640,28340,17505,35188,64,28369,51665,4625],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7990"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7990"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7990\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8006,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7990\/revisions\/8006"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7990"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7990"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7990"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}