{"id":8053,"date":"2016-08-06T16:09:26","date_gmt":"2016-08-06T16:09:26","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=8053"},"modified":"2016-08-06T16:09:26","modified_gmt":"2016-08-06T16:09:26","slug":"giosetta-fioroni-e-gli-anni-sessanta-a-roma-una-mostra-al-marca-di-catanzaro-di-questa-singolare-e-colta-protagonista-della-pop-art-italiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2016\/08\/06\/giosetta-fioroni-e-gli-anni-sessanta-a-roma-una-mostra-al-marca-di-catanzaro-di-questa-singolare-e-colta-protagonista-della-pop-art-italiana\/","title":{"rendered":"Giosetta Fioroni e gli anni Sessanta a Roma. Una mostra al MARCA di Catanzaro di questa  singolare e colta protagonista della Pop Art Italiana."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/08\/1af4be35ea86433b19c5df9d79053b02592ffa.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-8054\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/08\/1af4be35ea86433b19c5df9d79053b02592ffa.jpg\" alt=\"1af4be35ea86433b19c5df9d79053b02592ffa\" width=\"479\" height=\"338\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/08\/1af4be35ea86433b19c5df9d79053b02592ffa.jpg 500w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/08\/1af4be35ea86433b19c5df9d79053b02592ffa-300x212.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 479px) 100vw, 479px\" \/><\/a>Ecco una retrospettiva dedicata a Giosetta Fioroni, una tra i maggiori protagonisti della pop art italiana ed esponente della famosissima Scuola di Piazza del Popolo di Roma.<\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/08\/images2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-8057\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/08\/images2.jpg\" alt=\"images2\" width=\"192\" height=\"263\" \/><\/a>La mostra \u201cGiosetta Fioroni. Roma anni \u201960\u201d, in corso al MARCA di Catanzaro ripercorre i primi anni della carriera dell\u2019artista romana, attraverso settanta tele e carte d\u2019argento realizzate tra gli anni Sessanta e i primi anni Settanta del secolo scorso, momenti cruciali della sua ispirazione. <\/strong>Il percorso espositivo \u00e8 inoltre ricco di documenti provenienti dall\u2019Archivio Fioroni, come i bozzetti de \u201cLa Spia Ottica\u201d, performance che inaugur\u00f2 nel 1968 il Festival Il Teatro delle Mostre, i disegni degli abiti di scena per l&#8217;opera Carmen, diretta da Alberto Arbasino nel 1967 per il Teatro Comunale di Bologna, i film in Super8 e 16mm del 1967 e le illustrazioni per le copertine di libri.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/08\/imagesCARC98SS.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-8056 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/08\/imagesCARC98SS.jpg\" alt=\"imagesCARC98SS\" width=\"225\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/08\/imagesCARC98SS.jpg 225w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/08\/imagesCARC98SS-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><\/p>\n<p>La rassegna si apre con le opere prodotte a cavallo tra la fine del 1950 e l\u2019inizio del decennio successivo, caratterizzate da quell\u2019estrema leggerezza e freschezza di toni che ritorneranno anche in momenti successivi del percorso artistico di Giosetta Fioroni. <strong>Lavori come \u201cGaleon\u201d (1959), \u201cIl segreto in azione\u201d (1959-1960), \u201cLaguna\u201d (1960), \u201cInterno con freccia rossa\u201d (1960), \u201cLa lampadina\u201d (1960), \u201cL\u2019amour\u201d (1962), \u201cInterno famigliare\u201d (1963), \u201cL\u2019orologio\u201d (1963) sono un accumulo, a mio avviso un vero e proprio abbecedario apparentemente indistinto di oggetti, immagini, simboli semplici e coloratissimi, siano essi cuori, labbra, frammenti di parole, numeri, su uno sfondo quasi piatto che li costringe a una<\/strong> relazione serrata.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/08\/images1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-8058\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/08\/images1.jpg\" alt=\"images1\" width=\"157\" height=\"204\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La svolta alla sua figurazione avviene tra il 1963 e il 1964, data della sua partecipazione alla Biennale di Venezia, passata alla storia come la \u201cBiennale della Pop\u201d, dove il suo lavoro si confronta direttamente con quelli degli altri grandi artisti romani quali Franco Angeli, Tano Festa, Titina Maselli, Mario Schifano, vertici di una temperie culturale che prender\u00e0 il nome di \u201cPop romana\u201d e che la vide, fin da subito, assoluta protagonista. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/08\/02_631-e1470499087613.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-8059\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/08\/02_631-e1470499087613.jpg\" alt=\"02_63\" width=\"377\" height=\"492\" \/><\/a>La composizione, per almeno un quinquennio, si struttura secondo andamenti chiari, quasi didascalici: non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 l\u2019accumularsi di segni e immagini come su un muro, quanto si avverte il comparire di fotogrammi, affiancati e sovrapposti &#8211; come in \u201cCosmesi\u201d, del 1963-1964, che segna l\u2019avvio di questo periodo &#8211; o le tele accostate le une alle altre che rafforzano il senso di sequenza, di narrazione, di sviluppo nel tempo, come ne \u201cL\u2019incubo\u201d (1964), \u201cRagazza TV\u201d (1964), \u201cDoppio Liberty\u201d (1964-1965), \u201cVilla R\u201d (1965), \u201cRagazza a villa R\u201d (1965) o <strong>nel \u201critratto a Goffredo Parise\u201d, &#8211; il mio carissimo amico di tante serate letterarie divise tra cenacoli e trattorie- lo scrittore vicentino che divenne suo compagno di vita per oltre un ventennio.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/08\/untitled.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-8060\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/08\/untitled.png\" alt=\"untitled\" width=\"240\" height=\"169\" \/><\/a> <\/strong>In questa fase, Giosetta Fioroni assume come cifra distintiva il colore argento che caratterizzer\u00e0 i suoi lavori tra il 1964 e il 1967. Sono anni in cui sperimenta nuovi soggetti e in cui il vento della contestazione la porta ad affrontare temi politici che s\u2019insinuano attraverso la dimensione della memoria personale.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/08\/images3.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-8061\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/08\/images3.jpg\" alt=\"images3\" width=\"240\" height=\"210\" \/><\/a><\/p>\n<p>Le immagini che ora la interessano per il suo lavoro, nel biennio 1967-1968, provengono da fotografie che la riguardano, ovvero che ineriscono al periodo della propria infanzia o a quello storico nel quale si \u00e8 sviluppata, segnato dal regime fascista: spesso si tratta di bambini o di giovani irreggimentati, come in \u201cBambino solo\u201d (1968) o in \u201cObbedienza\u201d (1969), o di s\u00e9 stessa da fanciulla, come in \u201cAutoritratto a nove anni\u201d (1966), in cui all\u2019aspetto pi\u00f9 propriamente storico-politico si sovrappone quello psicologico di un\u2019et\u00e0 fragile e fondamentale, che l\u2019ha sempre interessata. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/08\/imagesCAKR1IW7.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-8062\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/08\/imagesCAKR1IW7.jpg\" alt=\"imagesCAKR1IW7\" width=\"268\" height=\"188\" \/><\/a>Questo versante \u2018impegnato\u2019 di Giosetta Fioroni si indirizza all\u2019antropologia, alla psicologia e alla sociologia degli anni dell\u2019infanzia, a partire dalla fiaba alla quale dedicher\u00e0 un ampio ciclo \u2013 \u201cLa guardiana delle oche\u201d (1969), \u201cLa bella addormentata nel bosco: Rosaspina\u201d (1969-1970) &#8211; che si protender\u00e0 fin verso gli anni Settanta. <strong>Il decennio e il percorso espositivo si chiude idealmente con \u201cGrande freccia\u201d che indica la casa in campagna. \u00c8 un lavoro che segna il suo abbandono alla mondanit\u00e0 che aveva caratterizzato, fino ad allora, la sua vita. Con Goffredo Parise decise infatti di lasciare Roma per ritirarsi a Salgareda, minuscola frazione di un piccolo paese sul Piave. Nell\u2019opera, una piccolissima casetta sull\u2019orizzonte viene evidenziata da una gigantesca freccia segnaletica, quasi una stella cometa sopra la sua nuova capanna, come se entrambi dicessero: \u201cSiamo qui, e per ora intendiamo restarci\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>Accompagna la mostra, un\u2019importante monografia (Silvana Editoriale) con un\u2019intervista di Elettra Bottazzi a Giosetta Fioroni che ripercorre l\u2019avventura creativa dell\u2019artista negli anni Sessanta, e documenti storici, alcuni dei quali inediti, frutto delle ricerche condotte dall\u2019Archivio Giosetta Fioroni.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Ecco una retrospettiva dedicata a Giosetta Fioroni, una tra i maggiori protagonisti della pop art italiana ed esponente della famosissima Scuola di Piazza del Popolo di Roma. La mostra \u201cGiosetta Fioroni. 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Il percorso espositivo \u00e8 inoltre ricco di documenti provenienti dall\u2019Archivio Fioroni, come i bozzetti de \u201cLa Spia Ottica\u201d, performance che inaugur\u00f2 nel 1968 il Festival Il Teatro delle [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2016\/08\/06\/giosetta-fioroni-e-gli-anni-sessanta-a-roma-una-mostra-al-marca-di-catanzaro-di-questa-singolare-e-colta-protagonista-della-pop-art-italiana\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[53888,53709,53710,9894,28386,44441,87,35351,35224,17505,35188,28369],"tags":[59480,73542,39006,180427,17520,180425,180424,180423],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8053"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=8053"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8053\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8063,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8053\/revisions\/8063"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8053"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=8053"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=8053"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}