{"id":8162,"date":"2016-09-02T23:13:32","date_gmt":"2016-09-02T23:13:32","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=8162"},"modified":"2016-09-02T23:13:32","modified_gmt":"2016-09-02T23:13:32","slug":"splendida-minima-piccole-sculture-preziose-nelle-collezioni-medicee-il-tesoro-dei-granduchi-toscani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2016\/09\/02\/splendida-minima-piccole-sculture-preziose-nelle-collezioni-medicee-il-tesoro-dei-granduchi-toscani\/","title":{"rendered":"Splendida Minima. Piccole sculture preziose nelle collezioni medicee. Il tesoro dei Granduchi toscani."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/09\/image002.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-8163\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/09\/image002.jpg\" alt=\"image002\" width=\"476\" height=\"337\" \/><\/a>Come recita il suo titolo, questa mostra \u00e8 dedicata ad una particolare classe di manufatti di grande valore artistico e raffinatezza, sebbene di ridotte dimensioni: <strong>piccole sculture a tutto tondo in pietre preziose, di epoca ellenistico romana, per secoli al centro dell&#8217;interesse collezionistico dei Medici e oggi in gran parte patrimonio del museo del Tesoro dei Granduchi delle Gallerie degli Uffizi.<\/strong> <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/09\/untitled.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-8164\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/09\/untitled.png\" alt=\"untitled\" width=\"410\" height=\"410\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/09\/untitled.png 410w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/09\/untitled-150x150.png 150w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/09\/untitled-300x300.png 300w\" sizes=\"(max-width: 410px) 100vw, 410px\" \/><\/a>Nelle Gallerie degli Uffizi si conserva la pi\u00f9 importante raccolta esistente di un settore rarissimo dell\u2019arte della glittica, le piccole sculture in pietra dura prodotte principalmente in et\u00e0 ellenistica e romana, la cui tecnica and\u00f2 perduta nei secoli del Medioevo, per poi essere riscoperta e riproposta in epoca rinascimentale. La mostra, la prima dedicata a questa particolare produzione artistica, riunisce tutte le microsculture della collezione medicea, affiancate ad altri esempi di plastica in materiali preziosi, tali da ottenere significativi raffronti che esaltano le peculiari caratteristiche tecniche e stilistiche di questi oggetti. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/09\/292e94bff46a82a2a6edf7387f96f9c630427b62.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-8165\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/09\/292e94bff46a82a2a6edf7387f96f9c630427b62.jpg\" alt=\"292e94bff46a82a2a6edf7387f96f9c630427b62\" width=\"177\" height=\"250\" \/><\/a>L&#8217;esposizione &#8220;rivela \u2013 al pari di una lente metaforica \u2013 un universo di piccole magnificenze (&#8230;). Eppure, sfogliando il catalogo, non di rado l\u2019occhio si arresta su un\u2019immagine, che a prima vista sembra illustrare una scultura di dimensioni magnifiche, se non addirittura un colosso. Sono effetti ingannevoli: e perci\u00f2 un ritratto imperiale che appare enorme \u2013 ma che in verit\u00e0 misura solo pochi centimetri \u2013 fa capire come il grandioso non debba essere necessariamente grande e come la monumentalit\u00e0 non sia sempre legata all\u2019effettivo formato di un\u2019opera&#8221;( Eike D. Schmidt, Direttore delle Gallerie degli Uffizi).<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/09\/fa48a4e6b7f5c46fd1d9dc9dd82de55bb3ad4119.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-8167\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/09\/fa48a4e6b7f5c46fd1d9dc9dd82de55bb3ad4119.jpg\" alt=\"fa48a4e6b7f5c46fd1d9dc9dd82de55bb3ad4119\" width=\"177\" height=\"250\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>La mostra si apre illustrando con alcuni esempi le caratteristiche di questi piccoli formati scultorei di epoca classica,<\/strong><strong> realizzati a tutto tondo da pietre preziose, e mettendo in risalto la loro <\/strong><strong>stupefacente vicinanza, in termini iconografici e formali, con la grande plastica del periodo.<\/strong> E&#8217; questo il caso del <em>Ritratto di Augusto<\/em> del Tesoro dei Granduchi messo a diretto confronto con una replica marmorea dello stesso tipo.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/09\/images.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-8169 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/09\/images.jpg\" alt=\"images\" width=\"160\" height=\"246\" \/><\/a>Il <em>corpus<\/em> complessivo delle preziose sculture antiche ad oggi noto \u00e8 costituito da circa quattrocentottanta esemplari,<\/strong> un numero senz\u2019altro errato per difetto e destinato quindi a crescere con il progredire degli studi. Nella prima sezione sono anche illustrate le funzioni di queste preziose sculture che, come dimostrano confronti iconografici testimoniati in mostra da un prezioso dittico eburneo del VI secolo d.C. o da un rilievo marmoreo degli inizi del III secolo d. C., erano utilizzate come complementi di attributi connessi con i ritratti legati al culto imperiale. Una grande passione per questo genere di sculturine in pietre dure fu propria di <strong>Francesco I de&#8217; Medici<\/strong>, <strong>che ne possedeva una nutrita collezione e si impegnava ad incrementarla commissionando la ricerca a Roma di marmi e pietre adatti alla creazione di busti<\/strong>. <strong>Teste antiche in pietre dure furono cos\u00ec assemblate su busti in alabastro orientale, <\/strong><strong>scolpiti nelle botteghe di corte e impreziositi da panneggi e acconciature d&#8217;argento dorato.<\/strong><strong> Questa collezione fu destinata da Francesco I all&#8217;arredo della Tribuna (<\/strong><strong>descritto nell&#8217;inventario del 1589)<\/strong><strong>, uno scrigno delle meraviglie nel cuore degli Uffizi.<\/strong> <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/09\/untitled46.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-8170\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/09\/untitled46.png\" alt=\"untitled46\" width=\"181\" height=\"256\" \/><\/a>Tra queste spiccano in particolar modo il <em>Busto femminile<\/em> con testa di cristallo di rocca di et\u00e0 imperiale, il <em>Canopo <\/em>egizio in calcedonio e il <em>Busto di mora<\/em> in o<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/09\/untitled1.png\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-8171 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/09\/untitled1.png\" alt=\"untitled1\" width=\"259\" height=\"194\" \/><\/a>nice e argento dorato dell&#8217;intagliatore milanese Giorgio Gaffuri. Le piccole sculturine preziose furono utilizzate anche per abbellire le mensole che reggevano il palchetto della Tribuna: del loro arredo si offrono in mostra due testimonianze esemplificative.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/09\/image002.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-8172\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/09\/image002.jpg\" alt=\"image002\" width=\"405\" height=\"287\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/09\/image002.jpg 747w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/09\/image002-300x213.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 405px) 100vw, 405px\" \/><\/a>\u00a0Nel corso del Seicento e del Settecento altri illustri esponenti della dinastia medicea raccolsero e coltivarono il gusto di raccogliere questi particolari oggetti. Tra questi si distinse il <strong>Cardinal Leopoldo<\/strong>, <strong>raffinato e colto collezionista, che acquist\u00f2 pezzi d&#8217;eccezionale qualit\u00e0<\/strong>, <strong>come la mano in calcedonio che fa da icona alla rassegna.<\/strong> <strong>Al merito di Cosimo III si deve in seguito l\u2019inserimento delle opere dello zio Leopoldo nell\u2019arredo sempre pi\u00f9 sfarzoso della Tribuna, che ci viene testimoniato al suo acme dai puntuali disegni dell\u2019atlante della Galleria diretto da Benedetto Vincenzo De Greyss.<\/strong> Dalla testimonianza di questo preziosissimo documento <strong>nell\u2019ultima sezione della mostra si \u00e8 tentata la ricostruzione a grandezza naturale dell\u2019allestimento tardo settecentesco di uno dei palchetti della Tribuna degli Uffizi<\/strong>.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/09\/untitled47.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-8173\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/09\/untitled47.png\" alt=\"untitled47\" width=\"182\" height=\"276\" \/><\/a> La scenografica riproduzione del disegno della parete con la statua di Apollo fa da sfondo a quasi tutte le opere distribuite sullo scaffale: le poche mancanze sono dovute a pezzi perduti o di cui non \u00e8 stato possibile ottenere il prestito in mostra. Si tratta del primo tentativo di ricostruire questo aspetto fondamentale della decorazione della Tribuna, che mette in luce come, ancora nel Settecento, la disposizione delle statue sulla mensola fosse incentrata su sottili rapporti tra le dimensioni e le cromie degli oggetti. La riproposizione d\u00e0 corpo ai rimandi e alle relazioni che si creavano tra le opere a tutto tondo disposte sulle pareti della <em>Wunderkammer<\/em>: si recupera cos\u00ec un brano significativo per la ricomposizione di quella \u2018musica visiva\u2019 che aveva fatto della Tribuna &#8211; e degli oggetti in essa contenuti &#8211; l\u2019espressione di un\u2019architettura mentale e di una raffinata quanto complessa veste di rapporti iconografici e simbolici che si va progressivamente svelando. La mostra a cura, come il catalogo edito da Sillabe, di Valentina Conticelli, Riccardo Gennaioli e Fabrizio Paolucci, \u00e8 promossa dal Ministero dei beni e delle attivit\u00e0 culturali e del turismo con le Gallerie degli Uffizi e Firenze Musei.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Come recita il suo titolo, questa mostra \u00e8 dedicata ad una particolare classe di manufatti di grande valore artistico e raffinatezza, sebbene di ridotte dimensioni: piccole sculture a tutto tondo in pietre preziose, di epoca ellenistico romana, per secoli al centro dell&#8217;interesse collezionistico dei Medici e oggi in gran parte patrimonio del museo del Tesoro dei Granduchi delle Gallerie degli Uffizi. Nelle Gallerie degli Uffizi si conserva la pi\u00f9 importante raccolta esistente di un settore rarissimo dell\u2019arte della glittica, le piccole sculture in pietra dura prodotte principalmente in et\u00e0 ellenistica e romana, la cui tecnica and\u00f2 perduta nei secoli del [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2016\/09\/02\/splendida-minima-piccole-sculture-preziose-nelle-collezioni-medicee-il-tesoro-dei-granduchi-toscani\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44662,59325,9894,66748,80492,77049,53794,41640,44759,28386,44441,87,35185,17505,35188,28369,17494,51665,44738],"tags":[202171,202168,180276,51706,66812,202169,202172,28306,202170,202167],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8162"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=8162"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8162\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8174,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8162\/revisions\/8174"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8162"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=8162"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=8162"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}