{"id":8325,"date":"2016-10-05T21:44:09","date_gmt":"2016-10-05T21:44:09","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=8325"},"modified":"2016-10-05T21:44:09","modified_gmt":"2016-10-05T21:44:09","slug":"lariosto-il-furioso1516-e-le-arti-celebrati-con-una-mostra-a-villa-deste-a-tivoli-roma-un-panorama-unico-e-avvolgente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2016\/10\/05\/lariosto-il-furioso1516-e-le-arti-celebrati-con-una-mostra-a-villa-deste-a-tivoli-roma-un-panorama-unico-e-avvolgente\/","title":{"rendered":"L\u2019Ariosto, il \u201cFurioso\u201d(1516) e le Arti  celebrati con una mostra a Villa d\u2019Este a Tivoli &#8211; Roma. Un panorama unico e avvolgente."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/10\/47afb04879d36645e98a2b159fc9a4987e51c60.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-8326\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/10\/47afb04879d36645e98a2b159fc9a4987e51c60.jpg\" alt=\"47afb04879d36645e98a2b159fc9a4987e51c60\" width=\"353\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/10\/47afb04879d36645e98a2b159fc9a4987e51c60.jpg 353w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/10\/47afb04879d36645e98a2b159fc9a4987e51c60-212x300.jpg 212w\" sizes=\"(max-width: 353px) 100vw, 353px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/10\/01_medium.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-8327 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/10\/01_medium.jpg\" alt=\"01_medium\" width=\"171\" height=\"200\" \/><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 In occasione del cinquecentesimo anniversario della prima edizione dell\u2019<em>Orlando furioso(1516)<\/em> di Ludovico Ariosto( 1474-1533) il pi\u00f9 grande rappresentante del Rinascimento Italiano<\/strong>, ecco una mostra organizzata <strong>dal Polo Museale del Lazio<\/strong>, diretto da <strong>Edith Gabrielli<\/strong> e allestita a Tivoli, nello splendido scenario di <strong>Villa d\u2019Este<\/strong>, diretta da <strong>Marina Cogotti<\/strong>, che \u00a0 celebra l\u2019impatto esercitato dal poema fino ad oggi sulle arti figurative. <strong>L\u2019Ariosto \u00e8 l\u2019esempio pi\u00f9 illustre del letterato cortigiano, la sua vita e la sua produzione si radicano nella Corte Estense di Ferrara dove il poeta sempre visse. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/10\/17_medium.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-8328 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/10\/17_medium.jpg\" alt=\"17_medium\" width=\"200\" height=\"140\" \/><\/a><\/p>\n<p><\/strong>Villa d\u2019Este, con il suo celebre giardino e i suoi ambienti affrescati, costituisce uno scenario ideale per una mostra di questo tipo: il cardinale Ippolito II d\u2019Este, che fece costruire e decorare tra gli anni Sessanta e Settanta del Cinquecento questa villa di delizie, nipote del <strong>cardinale Ippolito I a cui era stato dedicato il \u00a0<em>Furioso<\/em>,<\/strong> non solo \u00e8 citato pi\u00f9 volte nel poema, ma aveva avuto modo di frequentare l\u2019Ariosto negli anni della giovinezza trascorsi presso la corte ferrarese. Gi\u00e0 i contemporanei hanno giudicato Ludovico Ariosto un \u201cpoeta che colorisce\u201d, capace di \u201cdipingere\u201d le armi e gli amori con la penna e con l\u2019inchiostro: pochi decenni dopo la sua morte lo si poteva gi\u00e0 celebrare paragonandolo a Tiziano. <strong>\u00c8 anche a causa della natura intrinsecamente figurativa dei versi ariosteschi che l\u2019<em>Orlando <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/10\/13_medium.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-8329\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/10\/13_medium.jpg\" alt=\"13_medium\" width=\"200\" height=\"189\" \/><\/a>furioso<\/em> ha goduto, nei secoli, di una vasta fortuna visiva: una vicenda che non si \u00e8 ancora esaurita e che la mostra, curata da Marina Cogotti, Vincenzo Farinella e Monica Preti\u00a0 ricostruisce , analizzando in dettaglio una serie di episodi significativi, partendo dagli inizi del Cinquecento e giungendo fino al Novecento. Le opere convocate a V<\/strong><strong><em><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/10\/roger-1080x675.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-8330 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/10\/roger-1080x675.jpg\" alt=\"roger-1080x675\" width=\"499\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/10\/roger-1080x675.jpg 1080w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/10\/roger-1080x675-300x188.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/10\/roger-1080x675-1024x640.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 499px) 100vw, 499px\" \/><\/a><\/em><\/strong><strong>illa d\u2019Este, attingendo alle pi\u00f9 varie tipologie e tecniche artistiche (dipinti, sculture, arazzi, ceramiche, disegni, incisioni, medag<\/strong><strong>lie, libri illustrati&#8230;),\u00a0 costruiscono \u00a0un\u2019esposizione rigorosa, nel suo costante rapporto con i temi del poema ariostesco, ma al tempo stesso capace di suggestionare emotivamente il visitatore.<br \/>\n<\/strong>Il percorso si apre, al piano nobile della villa, negli appartamenti del cardinale. Si possono cos\u00ec \u00a0seguire, in un itinerario cronologico, alcune vicende della fortuna visiva del poema: dopo una premessa dedicata al volto e al mito del poeta (dove i ritratti cinquecenteschi dell\u2019Ariosto dialogano \u00a0con le rievocazioni ottocentesche di alcuni episodi, reali o fantastici, della sua vita), una sezione \u00e8 dedicata alla storia figurativa del <em>Furioso <\/em>nel Cinquecento.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/10\/ariosto3-kxaB-U431909023134158JE-1224x916@Corriere-Web-Roma.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-8332\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/10\/ariosto3-kxaB-U431909023134158JE-1224x916@Corriere-Web-Roma.jpg\" alt=\"ariosto3-kxaB-U431909023134158JE-1224x916@Corriere-Web-Roma\" width=\"534\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/10\/ariosto3-kxaB-U431909023134158JE-1224x916@Corriere-Web-Roma.jpg 534w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/10\/ariosto3-kxaB-U431909023134158JE-1224x916@Corriere-Web-Roma-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 534px) 100vw, 534px\" \/><\/a> <strong>Si parte da un capolavoro di Dosso Dossi, che recenti indagini diagnostiche hanno confermato costituire la pi\u00f9 antica testimonianza dell\u2019iconografia ariostesca (in anticipo perfino sulla prima pubblicazione a stampa del poema) e si giunge a fine secolo, con uno smagliante dipinto di Simone Peterzano (il pittore che fu il primo maestro di Caravaggio a Milano) dedicato al fortunatissimo episodio dell\u2019amore tra Angelica e Medoro.<\/strong> <strong>Al centro di questa sezione campeggiano tre monumentali arazzi estensi prestati dal Mus\u00e9e des Arts d\u00e9coratifs di Parigi e restaurati per l\u2019occasione, convocati a Tivoli per rievocare visivamente l\u2019ambiente della corte estense e gli splendidi apparati che decoravano le delizie ferraresi, in cui affondano le radici della cultura figurativa dell\u2019Ariosto, e una serie di maioliche policrome che documentano la diffusione delle iconografie ariostesche anche nel campo delle arti applicate.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/10\/mKAfMzTGHbJbr6mIHoyl44A.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-8333\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/10\/mKAfMzTGHbJbr6mIHoyl44A.jpg\" alt=\"mKAfMzTGHbJbr6mIHoyl44A\" width=\"169\" height=\"225\" \/><\/a><\/strong><\/p>\n<p><strong>La sezione seicentesca, particolarmente ricca per i prestiti<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/10\/06_medium.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-8331 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/10\/06_medium.jpg\" alt=\"06_medium\" width=\"152\" height=\"200\" \/><\/a><\/strong><strong> concessi dai musei fiorentini, ruota intorno ad una serie di grandi dipinti che documentano la vasta diffusione, in diverse regioni della p<\/strong><strong>enisola, dei temi tratti dal <em>Furioso<\/em> nelle arti maggiori (ma \u00e8 present<\/strong><strong>e anche un piccolo capolavoro scultoreo: il bronzetto del Tacca raffi<\/strong><strong>gurante Ruggiero ed Angelica conservato al museo del Louvre).<\/strong><\/p>\n<p><strong>Dopo un interludio settecentesco (rappresentato da alcuni disegni di Fragonard e di Giani), un altro affondo risulta condotto sull\u2019Ottocento italiano e francese: in Franc<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/10\/mUmSmLoo0ISQ5OLOhFMqB-g.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-8334\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/10\/mUmSmLoo0ISQ5OLOhFMqB-g.jpg\" alt=\"mUmSmLoo0ISQ5OLOhFMqB-g\" width=\"169\" height=\"225\" \/><\/a><\/strong><strong>ia, dopo i celebri dipinti dedicati al <em>Furioso<\/em> da Ingres e Delacroix, il protagonista dell\u2019iconografia ariostesca \u00e8 risultato \u00a0Gustave D<\/strong><strong>or\u00e9, rappresentato in mostra, oltre che dalle diffusissime edizioni illus<\/strong><strong>trate del poema, da una selezione di <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/10\/myzxssFVP4qFIEmwZtR8Meg.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-8335 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/10\/myzxssFVP4qFIEmwZtR8Meg.jpg\" alt=\"myzxssFVP4qFIEmwZtR8Meg\" width=\"188\" height=\"225\" \/><\/a>disegni originali, dove si dispiega tutta la sua inesauribile fantasia, e da un indimenticabile bronzo dedicato ad uno dei temi pi\u00f9 fortunati del poema: Ruggiero sull\u2019ippogrifo che uccide l\u2019orca e salva Angelica. Nell\u2019Italia dell\u2019Ottocento l\u2019iconografia ariostesca ha conosciuto una particolare fortuna nell\u2019epoca romantica, come dimostrato dai dipinti di Giuseppe Bisi, Massimo D\u2019Azeglio e Giuseppe Bezzuoli, con aperture che gi\u00e0 preludono alla rivoluzione realistica che si \u00e8 affermata \u00a0nella seconda met\u00e0 del secolo.<\/strong><\/p>\n<p><strong>L\u2019ultima sezione, che conclude il percorso, intende rivolgere un omaggio al pi\u00f9 bel <em>Furioso<\/em> del Novecento: quello messo in scena da Luca Ronconi a Spoleto nel luglio del 1969 e poi riproposto in altre sedi e ad un pi\u00f9 vasto pubblico, in versione televisiva, nel 1975: in questo caso \u00e8 possibile ammirare per la prima volta sia la sequenza di fotografie realizzate da Ugo Mulas in occasione della messa in scena dello spettacolo ronconiano in piazza del Duomo a Milano, sia i disegni preparatori delle scenografie e dei costumi realizzati da Pier Luigi Pizzi per la versione televisiva.<\/strong> Al piano inferiore, nella Sala della Fontana, splendidamente affrescata e fortemente rievocatica dell\u2019ambiente estense, \u00e8 stata ricostruita una scenografia del <em>Furioso<\/em> televisivo: i cavalli ideati da Pier Luigi Pizzi dialogano in questo caso con gli alberi e le foglie che invadono l\u2019ambiente cinquecentesco, trasformandolo idealmente in uno spazio infinito, in una suggestiva rievocazione delle scenografie concepite per la versione televisiva di quello spettacolo (1975). E al di l\u00e0 della mostra e a sua integrazione, Villa d\u2019Este \u00a0sta proponendo \u00a0\u00a0durante il periodo di esposizione una serie di manifestazioni ed eventi collegati: percorsi nel territorio, concerti, proiezioni cinematografiche, spettacoli teatrali, conferenze, letture ariostesche. \u00a0Non credo sia poco.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 In occasione del cinquecentesimo anniversario della prima edizione dell\u2019Orlando furioso(1516) di Ludovico Ariosto( 1474-1533) il pi\u00f9 grande rappresentante del Rinascimento Italiano, ecco una mostra organizzata dal Polo Museale del Lazio, diretto da Edith Gabrielli e allestita a Tivoli, nello splendido scenario di Villa d\u2019Este, diretta da Marina Cogotti, che \u00a0 celebra l\u2019impatto esercitato dal poema fino ad oggi sulle arti figurative. 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