{"id":8357,"date":"2016-10-10T22:13:22","date_gmt":"2016-10-10T22:13:22","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=8357"},"modified":"2016-10-10T22:13:22","modified_gmt":"2016-10-10T22:13:22","slug":"gli-orologi-di-palazzo-pitti-dal-xviii-al-xx-secolo-in-mostra-alla-galleria-darte-moderna-a-firenze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2016\/10\/10\/gli-orologi-di-palazzo-pitti-dal-xviii-al-xx-secolo-in-mostra-alla-galleria-darte-moderna-a-firenze\/","title":{"rendered":"Gli orologi di Palazzo Pitti dal XVIII al XX secolo in mostra alla Galleria d\u2019Arte Moderna a Firenze."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/10\/Fig.-19tempo-e1476135504537.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-8358\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/10\/Fig.-19tempo-e1476135504537.jpg\" alt=\"Fig.-19tempo\" width=\"302\" height=\"403\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/10\/Fig.-13tempo-e1476135702553.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-8359 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/10\/Fig.-13tempo-e1476135702553.jpg\" alt=\"Fig.-13tempo\" width=\"230\" height=\"303\" \/><\/a>Una significativa selezione di ottanta orologi degli oltre duecento, patrimonio di Palazzo Pitti.<\/strong> Singolari oggetti d\u2019arte testimoni del trascorrere dei giorni di coloro che vissero nella reggia fiorentina tra XVIII e XIX secolo. Singolari strumenti composti di due anime: il meccanismo, spesso sofisticato e complesso, e la cassa che, nata per proteggere il delicato contenuto, si \u00e8 andato trasformando in vero oggetto d\u2019arte, dotato di un valore proprio.<\/p>\n<p><strong>La mostra \u201cTempo Reale e tempo della realt\u00e0\u201d \u00e8 nata dal desiderio di richiamare per la prima volta l\u2019attenzione del pubblico sull\u2019importante collezione di orologi conservata nei prestigiosi ambienti di Palazzo Pitti, attraverso una significativa scelta di tali oggetti d\u2019arte (circa ottanta orologi selezionati da un patrimonio totale di oltre 200 esemplari, la maggior parte storicamente legati al Palazzo oppure acquisiti in seguito a donazioni per le collezioni museali), selezionati in base alla forma e destinazione d\u2019uso ed ambientati in una suggestiva scenografia di arredi e dipinti coevi.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/10\/4364e91a19642fd7f19a6746f2a2c7c7-e1476135821276.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-8360\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/10\/4364e91a19642fd7f19a6746f2a2c7c7-e1476135821276.jpeg\" alt=\"4364e91a19642fd7f19a6746f2a2c7c7\" width=\"370\" height=\"277\" \/><\/a>La monumentale figura marmorea di Kronos di Gherardo Silvani ci accoglie per l&#8217;occasione nel cortile del Palazzo, per indicarci il percorso espositivo -allestito in alcune sale dell\u2019Appartamento della Duchessa d\u2019Aosta &#8211; alla scoperta delle molteplici forme che il tempo assunse nelle varie epoche in cui la Reggia fiorentina fu residenza di tre diverse dinastie: medicea, lorenese e sabauda<\/strong>.\u00a0<strong>Studiati per lo pi\u00f9 come parte dell\u2019immenso patrimonio di arredi ed opere d\u2019arte del palazzo, gli orologi, testimoni (quasi) silenziosi dello scorrere degli eventi, furono importanti per poter regolare i ritmi della vita a corte, oltre che simboli di prestigio per chi li possedeva.<\/strong> Questo studio ha inoltre consentito di apprezzare, sotto le diverse forme di realizzazione, la straordinaria qualit\u00e0 degli orologi sia dal punto di vista tecnico scientifico che da quello storico artistico.<br \/>\nQuesto strumento, dal valore gi\u00e0 altamente simbolico per la sua funzione, diviene in quest\u2019ottica l\u2019unione di due poli solo all\u2019apparenza opposti, la scienza e l\u2019arte.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/10\/48b315775de2576a1e7581d83a8fd2556aa4c.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-8361\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/10\/48b315775de2576a1e7581d83a8fd2556aa4c.jpg\" alt=\"48b315775de2576a1e7581d83a8fd2556aa4c\" width=\"178\" height=\"250\" \/><\/a> <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/10\/ed8c53e555c587fbb4ab65b9f26b4d7cf6c853.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-8362 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/10\/ed8c53e555c587fbb4ab65b9f26b4d7cf6c853.jpg\" alt=\"ed8c53e555c587fbb4ab65b9f26b4d7cf6c853\" width=\"176\" height=\"250\" \/><\/a>L\u2019insieme di due anime dunque: da una parte l\u2019orologio vero e proprio, composto di meccanismi sempre pi\u00f9 sofisticati e complessi, dall\u2019altra la cassa che, nata per proteggere il delicato contenuto, si \u00e8 andata trasformando in vero oggetto d\u2019arte, dotato di un proprio valore autonomo. Per non tralasciare la parte pi\u00f9 nascosta di tale manufatto, si \u00e8 ritenuto utile per la comprensione fare introdurre la mostra da un filmato che ci fa entrare nella parte viva e pulsante degli orologi, il loro meccanismo. <strong>\u201cApprezzati anche a Firenze non solo come oggetti d\u2019arte, spesso di lusso e pregio inaudito, ma anche per il fatto di essere automi meravigliosi \u2013 come si sa dalle fonti fin dai tempi di Lorenzo il Magnifico \u2013 gli orologi delle collezioni medicee e lorenesi ci restituiscono l\u2019immagine di una corte dove le competenze meccaniche e tecniche erano ammirate non meno delle doti creative degli orafi che inserivano i meccanismi entro complesse decorazioni (molto spesso popolate di allegorie sul Tempo) e dove addirittura si stipendiava un orologiaio per mantenere in ordine i delicati meccanismi di questi oggetti preziosi.\u201d (E. D. Schmidt, Direttore delle Gallerie degli Uffizi).<br \/>\n<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/10\/Fig.-2tempo-e1476136072521.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-8363\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/10\/Fig.-2tempo-e1476136075517.jpg\" alt=\"Fig.-2tempo\" width=\"262\" height=\"350\" \/><\/a><\/strong>Prima che l\u2019orologio meccanico fosse messo a punto e perfezionato, la ricerca degli scienziati si serv\u00ec dei mezzi il cui funzionamento era basato sulla lettura degli astri, principale punto di riferimento legato al naturale passare delle ore e dall\u2019alt<strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/10\/Fig.-8tempo.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-8364 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/10\/Fig.-8tempo.jpg\" alt=\"Fig.-8tempo\" width=\"269\" height=\"359\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/10\/Fig.-8tempo.jpg 500w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/10\/Fig.-8tempo-225x300.jpg 225w\" sizes=\"(max-width: 269px) 100vw, 269px\" \/><\/a><\/strong>ernarsi del sole e della luna. Ecco \u00a0quindi esposta una ampia panoramica di strumenti scientifici, come <strong>la replica del Giovilabio <\/strong><strong>di Galileo o diversi esemplari di orologio solare, utilizzati per misurare il tempo prima della nascita dell\u2019oro<\/strong><strong>logio e provenienti da altri musei fiorentini quali il Muse<\/strong><strong>o Galileo e il Museo Stibbert.\u00a0<\/strong>L\u2019arte orologiaia affascinava i nobili abitanti della Reggia, che si servirono dei <strong>migliori maestri attivi in Italia, e non solo, invitandoli presso la propria corte per la creazione di importanti pendole. Esempio di questo particolare rapporto \u00e8 un orologio da mensola realizzato dall\u2019inglese Ignazio Hugford nei primi anni del Settecento per Cosimo III.<\/strong> Inseriti in un suggestivo e spettacolare allestimento, i segnatempo in mostra documentano stili di epoche diverse, ed i gusti di coloro che si successero sul trono del Granducato di Toscana: dalla sobria eleganza della religieuse decorata con lo stemma mediceo e con la mostra sorretta dalla figura alata e barbuta<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/10\/Fig.-9tempo.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-8365\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/10\/Fig.-9tempo.jpg\" alt=\"Fig.-9tempo\" width=\"257\" height=\"344\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/10\/Fig.-9tempo.jpg 500w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/10\/Fig.-9tempo-224x300.jpg 224w\" sizes=\"(max-width: 257px) 100vw, 257px\" \/><\/a>, allegoria del tempo, all\u2019orologio raffigurante una maestosa Aurora, ogni pezzo ci dimostra quanto fosse importante dare al tempo una materializzazione simbolica. <strong>Il quadrante diviene cos\u00ec il centro di una composizione che avvolge l\u2019incessante girare delle lancette; principali fonti di ispirazione per gli artigiani che decoravano questi manufatti furono le divinit\u00e0 mitologiche, personificazione di idee astratte legate allo scorrere delle ore, ma anche animali dal significato metaforico, come nell\u2019esemplare di orologio da mensola allocato sul dorso di un elefante, simbolo di pazienza e longevit\u00e0<\/strong>.<br \/>\nI segnatempo sono affiancati a dipinti in cui, fra i ricchi fondali scenografici, \u00e8 possibile ammirare orologi simili a quelli in mostra, permettendoci cos\u00ec di immaginare come dovevano apparire inseriti nel loro contesto originario. E\u2019 questo il caso del grande Ritratto di Maria Luisa di Parma di Laurent P\u00e9cheux in cui appare una mostra d\u2019 orologio in tutto simile allo strumento che qui si espone, ma sostenuto da un rinoceronte anzich\u00e9 da un elefante. O ancora, \u00e8 stupendo \u00a0osservare opere concettualmente significative, come <strong>accade nel capolavoro \u201cLe tre et\u00e0 dell\u2019uomo\u201d di Giorgione, in cui l\u2019idea del trascorrere del tempo viene affidata ad una enigmatica lezione di canto, testimoniando una volta di pi\u00f9 lo stretto rapporto del passaggio del tempo con la musica.\u00a0<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/10\/Fig.-10atempo.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-8366\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/10\/Fig.-10atempo.jpg\" alt=\"Fig.-10atempo\" width=\"396\" height=\"528\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/10\/Fig.-10atempo.jpg 500w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/10\/Fig.-10atempo-225x300.jpg 225w\" sizes=\"(max-width: 396px) 100vw, 396px\" \/><\/a>Accompagnati dal ticchettio degli orologi, e suggestionati dall\u2019idea di udire gli stessi suoni che echeggiavano nelle sale di Palazzo Pitti quando era ancora Reggia, si arriva \u00a0quindi alla sezione dedicata al rapporto fra tempo e musica.<\/strong> Se nella teoria musicale il concetto di tempo indica l\u2019andamento, ovvero la velocit\u00e0 di esecuzione della composizione, altrettanto importante \u00e8 stata l\u2019applicazione di congegni sonori al meccanismo dell\u2019orologio, in modo da farlo suonare allo scoccare di ogni ora, o ancor pi\u00f9 spesso. Questa consuetudine ha portato \u00a0a sorprendenti risultati attraverso l\u2019utilizzo dei segnatempo per il miglior funzionamento degli strumenti musicali. Superbo esempio ne \u00e8 l\u2019Orchestrion esposto nella Sala della Musica, congegno in grado di suonare come un\u2019orchestra, regolato dall\u2019orologio a lira posto sulla sua sommit\u00e0. Inoltre, la creazione di orologi musicali fu spesso associata all\u2019uso di automatismi, come nel caso dell\u2019orologio da mensola a forma di voliera con uccellini meccanici colorati, in un intreccio fra tecniche di orologeria e meccanica dagli esiti sicuramente meravigliosi per gli spettatori dell\u2019epoca.\u00a0<strong>Il corpus di segnatempo di Palazzo Pitti trova un perfetto completamento nelle donazioni da parte di collezionisti di importanti gruppi di orologi da persona, pervenute al Museo del Tesoro dei Granduchi a partire dal 1929. Esposta una selezione in mostra, questa tipologia di orologi si impose in maniera significativa a partire dai primi anni dell\u2019Ottocento, per divenire sinonimo di eleganza sia maschile che femminile; anche in questa sezione gli orologi saranno accostati a dipinti cos\u00ec da poter osservare come si indossavano tali accessori.<\/strong> Sono stati\u00a0 poi esposti anche veri e propri abiti, rimembranza dell\u2019abitudine a vestire, secondo un preciso \u201cgalateo\u201d, la mise giusta rispetto al momento della giornata. Oggetto funzionale, ma allo stesso tempo ornamento prezioso, l\u2019orologio da indossare \u00e8 un accessorio che muta di pari passo con il cambiamento sociale in atto alla fine del XIX secolo e che giunge alla sua metamorfosi definitiva con l\u2019orologio da polso, cos\u00ec fondamentale per i nuovi, frenetici ritmi della vita nell\u2019epoca moderna.<br \/>\n<strong>Il tempo Reale, tradotto nelle forme dei preziosi orologi delle Collezioni Granducali e Reali di Palazzo Pitti, si conclude simbolicamente con l\u2019opera di Piero Bernardini \u201cLa partenza del Granduca Leopoldo II da Firenze nel 1859\u201d, momento in cui le sorti della Toscana e dell\u2019intera penisola viravano verso la realizzazione dell\u2019unit\u00e0 nazionale. Il palazzo avrebbe di l\u00ec a poco cambiato il suo ruolo, divenendo spazio per il tempo della realt\u00e0, perdendo la funzione di reggia per acquisire quella di museo.<\/strong><\/p>\n<p>A fare da anello di congiunzione fra Ottocento e Novecento, una serie di preziosissimi gioielli contemporanei ispirati al tempo, come l\u2019anello di Fausto Maria Franchi \u201cOre perdute\u201d, o la collana d\u2019ispirazione surrealista \u201cL\u2019eterno ritorno\u201d di Virginia Tentind\u00f2, oggetti dall\u2019importante contenuto concettuale che ci mostrano forme inedite per rappresentare il tempo. Questo piccolo approfondimento ci conduce \u00a0all\u2019ultima, sezione della mostra, dedicata al Novecento e allestita presso il Saloncino delle Statue all\u2019interno del percorso della Galleria d\u2019arte moderna. In questa sala sono \u00a0esaminati alcuni <strong>aspetti del nuovo modo di percepire il tempo nel XX secolo: un tempo straniante, come pu\u00f2 essere quello racchiuso nella figura dello \u201cStraniero\u201d di Felice Casorati, o veloce e meccanico, come testimonia il \u201cLibro imbullonato\u201d di Fortunato Depero; oppure oggetto di ossessiva attenzione, come nell\u2019opera lirica \u201cIl diavolo nel campanile\u201d, della quale viene esposto un&#8217; interessante interpretazione scenica di Dino Buzzati.<\/strong> Accezioni queste, di un tempo reale e di una concezione moderna che ormai ha preso il posto del tempo Reale, con la lettera maiuscola, tuttavia ancora presente nelle stanze di Palazzo Pitti grazie al suono dei suoi orologi.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Una significativa selezione di ottanta orologi degli oltre duecento, patrimonio di Palazzo Pitti. Singolari oggetti d\u2019arte testimoni del trascorrere dei giorni di coloro che vissero nella reggia fiorentina tra XVIII e XIX secolo. Singolari strumenti composti di due anime: il meccanismo, spesso sofisticato e complesso, e la cassa che, nata per proteggere il delicato contenuto, si \u00e8 andato trasformando in vero oggetto d\u2019arte, dotato di un valore proprio. La mostra \u201cTempo Reale e tempo della realt\u00e0\u201d \u00e8 nata dal desiderio di richiamare per la prima volta l\u2019attenzione del pubblico sull\u2019importante collezione di orologi conservata nei prestigiosi ambienti di Palazzo Pitti, [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2016\/10\/10\/gli-orologi-di-palazzo-pitti-dal-xviii-al-xx-secolo-in-mostra-alla-galleria-darte-moderna-a-firenze\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44662,59324,9894,41640,44441,87,17505,35188,35291,59220,17494,44566],"tags":[202291,202290,202292,66812,18270,66604,23393,202293,202294,111878,93539],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8357"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=8357"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8357\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8369,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8357\/revisions\/8369"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8357"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=8357"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=8357"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}