{"id":8522,"date":"2016-11-05T00:37:07","date_gmt":"2016-11-05T00:37:07","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=8522"},"modified":"2016-11-05T00:37:07","modified_gmt":"2016-11-05T00:37:07","slug":"piero-addis-esporta-in-australia-i-suoi-teleri-in-blu-allistituto-italiano-di-cultura-di-sidney-la-preziosa-e-innovativa-figurazione-italiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2016\/11\/05\/piero-addis-esporta-in-australia-i-suoi-teleri-in-blu-allistituto-italiano-di-cultura-di-sidney-la-preziosa-e-innovativa-figurazione-italiana\/","title":{"rendered":"Piero Addis esporta in Australia i suoi teleri in blu. All\u2019Istituto  Italiano di Cultura di Sidney la preziosa e innovativa figurazione italiana ."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/11\/untitled.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-8523\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/11\/untitled.png\" alt=\"untitled\" width=\"275\" height=\"183\" \/><\/a><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-8524 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/11\/untitled1.png\" alt=\"untitled1\" width=\"266\" height=\"190\" \/>L\u2019Istituto Italiano di Cultura di Sydney ha ospitato fino a qualche giorno fa la mostra di Piero Addis dal titolo \u201c<em>Blue Codes blue<\/em>\u201d, un\u2019esposizione curata da David Galloway, e che ha lasciato benevolmente sbalorditi studiosi e collezionisti incettatori del nuovo non solo in Europa ma anche in pi\u00f9 parti del mondo. I dieci teleri, grandi opere che lasciano trasparire una sorta di affresco nuovo, absidale, sono stati realizzati in tecnica mista su tela, e si leggono in un racconto le cui immagini traghettano una monocromia da sogno, in quando <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/11\/untitled9.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-8525\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/11\/untitled9.png\" alt=\"untitled9\" width=\"268\" height=\"188\" \/><\/a>caratterizzati, \u00e8 vero, da una dominante cromatica blu, ma si rapportano a una rilettura estetica e innovativa fortemente storica in quanto lasciano trasparire soprattutto i grandi capolavori del Tiepolo (quel blu tipicamente veneto) e anche del Tiziano (Venere e Adone, Noli me tangere, ecc.) e non solo, con agganci a tutta quell\u2019area pittorica veneta che ritroviamo nelle grandi ville affrescate del Brenta. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/11\/untitled7.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-8526\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/11\/untitled7.png\" alt=\"untitled7\" width=\"190\" height=\"266\" \/><\/a>Lo sguardo innovativo di Piero Addis \u00e8 consistito nel riannodare in modo brillante\u00a0\u00a0 -direi illuminante- passato e presente; e la grande arte del passato, immagini di putti, ancelle e regine, e mitologie varie, si trova a sorvolare come nuvole su stesure monocrome alla Klein, in un blu che si stempera in tonalit\u00e0 che sanno di paradiso.<\/p>\n<p>Sintomatico il titolo \u201c<em>Blue codes\u201d<\/em> (codici blu), si riferisce a voli che l&#8217;artista ha fatto in questi ultimi anni: &#8220;LH3959&#8221; per un viaggio da Milano a Francoforte, &#8220;AF511&#8221; per Damasco-Parigi, o &#8220;SU279&#8221; per Mosca-Milano, per esempio. Da lass\u00f9, ad alta quota , durante questi viaggi, Piero Addis ha fotografato il cielo osservato minuziosamente dal finestrino dell&#8217;aereo, raccogliendo materiale visivo che in seguito ha fuso con scene \u201ccelesti\u201d dei dipinti di Giambattista Tiepolo.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/11\/untitled8.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-8527\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/11\/untitled8.png\" alt=\"untitled8\" width=\"264\" height=\"191\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ha scritto David Galloway: \u201cIl lavoro finito \u00e8 lontano dall\u2019essere un semplice \u201c<em>composite\u201d<\/em>. Un\u2019intera sequenza di immagini \u00e8 sovrapposta, modificata, stampata sulla migliore carta a mano, trattata con acquerello o inchiostro, nuovamente sottoposta a scansione, ristampata e infine montata su tela. Anche questa fase finale, talvolta, \u00e8 ulteriormente lavorata e trattata con foglia d&#8217;oro, nello spirito del Tiepolo. L&#8217;illusione fluido-spaziale creata dal maestro veneziano \u00e8 tradotta in un linguaggio contemporaneo da Piero Addis, il quale impiega non solo i media elettronici, ma anche strumenti classici come pennello, matita e penna\u201d. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/11\/untitled5.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-8529\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/11\/untitled5.png\" alt=\"untitled5\" width=\"268\" height=\"188\" \/><\/a>Ecco come sono nati i \u201ccodici blu\u201d di Piero Addis e come sono stati tradotti poi quegli appunti, come se il nostro artista contemporaneo si ritrovasse a vivere o a rivivere, specchiandosi, altri tempi quando nel \u201cgrand tour\u201d settecentesco gli artisti dell\u2019epoca appuntavano le bellezze d\u2019Italia. Va ricordato che anche Tiepolo \u00e8 stato un viaggiatore che non solo ha realizzato lavori su commissione in tutta Italia, ma che ha prodotto alcuni dei suoi affreschi pi\u00f9 belli a W\u00fcrzburg e Madrid. Il colore blu fortemente riutilizzato da Klein eppoi da Fontana, Bonalumi e da tutti gli artisti della pittura analitica ed estroflessa nel secondo novecento, fa reggere ancor pi\u00f9 la lettura di Addis oggi che accosta iconologia e racconto con un colore essenza, che fa guardare al cielo. Dai viaggi di Addis \u00e8 scaturito tutto ci\u00f2, l\u2019essere in viaggio fra cielo e terra \u00e8 significato per il nostro artista avvertirsi in un mondo dove \u00e8 proprio il colore blu a evocare spazi che sono oltre l\u2019orizzonte fisico.<\/p>\n<p><strong>Piero Addis <\/strong>ha studiato alla Nuova Accademia di Belle Arti a Milano, sotto la direzione di Emilio Tadini. Dopo la laurea, ha iniziato la carriera di Art Director presso agenzie di pubblicit\u00e0 internazionali di importanti capitali europee contribuendo alla realizzazione di campagne di successo e conseguendo un master post-graduate tra New York e Tokyo. Nel corso degli anni ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti.\u00a0Ha tenuto <em>lecture<\/em> e seminari in prestigiose universit\u00e0 in Italia e all\u2019estero: Milano, Roma, Berlino, Barcellona, Praga, Caracas, Citt\u00e0 del Messico, etc. Dal 2003 al 2006 ha ricoperto il ruolo di <em>Head of Arts and Culture<\/em> per le Olimpiadi di Torino 2006 coordinando un cartellone culturale con oltre 250 eventi artistici in relazione allo sport. Come direttore artistico ha curato l\u2019ideazione e la realizzazione di prestigiosi eventi durante il Festival di Cannes per circa 5 anni, oltre ad aver curato altri eventi internazionali come la presentazione a Parigi della candidatura di Milano all\u2019Expo 2015, <em>Bollywood directors &amp; producers<\/em> a Bombay, la partecipazione della Regione Lombardia all\u2019Expo di Shanghai 2010. Dal 2009 collabora con Regione Lombardia per gli eventi d\u2019arte dove ha realizzato diverse mostre come direttore artistico tra cui <em>La Regione d\u00e0 luce all\u2019arte<\/em> con proiezioni delle opere sulla facciata del Grattacielo Pirelli su una superficie di oltre 7000 mq. Dal 2002 ha ripreso una regolare attivit\u00e0 di artista con personali e collettive in gallerie private e spazi museali pubblici a Parigi, Miami, Boston, Klagenfurt, Buenos Aires, Caracas, in Messico e Guatemala. Vive e lavora a Milano.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>L\u2019Istituto Italiano di Cultura di Sydney ha ospitato fino a qualche giorno fa la mostra di Piero Addis dal titolo \u201cBlue Codes blue\u201d, un\u2019esposizione curata da David Galloway, e che ha lasciato benevolmente sbalorditi studiosi e collezionisti incettatori del nuovo non solo in Europa ma anche in pi\u00f9 parti del mondo. 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