{"id":8538,"date":"2016-11-08T17:14:45","date_gmt":"2016-11-08T17:14:45","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=8538"},"modified":"2016-11-08T17:17:17","modified_gmt":"2016-11-08T17:17:17","slug":"fabio-mauri-al-museo-madre-di-napoli-in-mostra-lesponente-delle-neoavanguardie-con-capolavori-che-hanno-riletto-ideologie-e-linguaggi-della-propaganda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2016\/11\/08\/fabio-mauri-al-museo-madre-di-napoli-in-mostra-lesponente-delle-neoavanguardie-con-capolavori-che-hanno-riletto-ideologie-e-linguaggi-della-propaganda\/","title":{"rendered":"Fabio Mauri al Museo Madre di Napoli. In mostra l\u2019esponente delle neoavanguardie  con capolavori che hanno  riletto ideologie  e  linguaggi della propaganda."},"content":{"rendered":"<p><strong><em><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/11\/1gg-e1478623769712.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-8539\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/11\/1gg-e1478623769712.jpg\" alt=\"1gg\" width=\"257\" height=\"263\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/11\/0MNKA19D_672-458_resize-e1478624366624.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-8541 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/11\/0MNKA19D_672-458_resize-e1478624366624.jpg\" alt=\"VENEZIA 29\/05\/13 - 55a Biennale arte - giardini di castello.\" width=\"372\" height=\"249\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/11\/21-e1478624512811.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-8542\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/11\/21-e1478624512811.jpg\" alt=\"21\" width=\"240\" height=\"378\" \/><\/a>\u201cRetrospettiva a luce solida\u201d<\/em><\/strong><strong>\u00a0\u00e8 il titolo della mostra monografica dedicata dal Museo Madre di Napoli nel mese di novembre\u00a0a <\/strong><strong>Fabio Mauri<\/strong><strong> (Roma, 1926-2009), magistrale esponente delle neo-avanguardie della seconda met\u00e0 del XX<\/strong> <strong>secolo,<\/strong> la cui pratica artistica \u2013 incentrata sull\u2019esplorazione dei <strong>meccanismi dell\u2019ideologia e dei linguaggi della propaganda<\/strong>, come dell\u2019<strong>immaginario collettivo<\/strong> <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/11\/59051-e1478623927610.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-8540 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/11\/59051-e1478623927610.jpg\" alt=\"59051\" width=\"263\" height=\"215\" \/><\/a>e delle <strong>strutture delle narrazioni mediatiche\u00a0<\/strong>\u2013 lo impone fra i pi\u00f9 autorevoli e seminali artisti contemporanei in campo internazionale.\u00a0Organizzata in stretta collaborazione con lo Studio Fabio Mauri, la mostra \u2013 la pi\u00f9 completa mai dedicata all\u2019artista dopo la retrospettiva, nel 1994, alla GNAM-Galleria Nazionale d\u2019Arte Moderna di Roma \u2013 comprende, in un percorso appositamente concepito per i singoli spazi del museo, pi\u00f9 di cento fra opere, installazioni, azioni e documenti, che indagano la storia moderna e contemporanea nei suoi conflitti e nelle sue contraddizioni e trovano nell\u2019intrinseco rapporto fra dimensione storica e dimensione etica il loro fulcro intellettuale ed emotivo.<\/p>\n<p>La prima sezione della mostra, articolata su tutto il terzo piano del museo, presenta le opere con cui l\u2019artista esplora, in un\u2019iniziale tangenza con le estetiche pop, la dimensione della comunicazione di massa, fino alla serie degli Schermi (anni Cinquanta-Settanta), che si integrano con i \u201ctappeti-zerbini\u201d e una pluralit\u00e0 di altre opere e materiali connessi alla ricerca sui significati e le dinamiche della proiezione, tra cui i principali lavori scultorei e installativi della fine degli anni Sessanta (<em>Cinema a luce solida<\/em>, 1968; <em>Pila a luce solida<\/em>, 1968; <em>Colonne di luce<\/em>, 1968; <em>Luna<\/em>, 1968).<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/11\/846851-e1478624662781.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-8543\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/11\/846851-e1478624662781.jpg\" alt=\"84685(1)\" width=\"350\" height=\"285\" \/><\/a> Il percorso culmina in una selezione delle opere con proiezioni, da quelle in 16mm degli anni Settanta su corpi ed oggetti (vari esemplari di <em>Senza<\/em> e <em>Senza ideologia<\/em>, la ricostruzione di Intellettuale-Pasolini), fino alle pi\u00f9 recenti proiezioni su supporto digitale e di impianto ambientale.<\/p>\n<p>Una seconda sezione della mostra, al piano terra del museo nella sala Re_PUBBLICA MADRE e presso le tre sale del mezzanino, \u00e8 costituita da opere, installazioni, azioni e documentazioni afferenti alla matrice performativa e teatrale della ricerca dell\u2019artista, con una selezione delle pi\u00f9 importanti azioni di Mauri, che vengono presentate periodicamente, durante l\u2019arco della mostra, o attraverso materiali documentari e alcune essenziali componenti \u201csceniche\u201d. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/11\/fabio-mauri_sito.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-8544\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/11\/fabio-mauri_sito.jpg\" alt=\"fabio-mauri_sito\" width=\"380\" height=\"380\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/11\/fabio-mauri_sito.jpg 456w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/11\/fabio-mauri_sito-150x150.jpg 150w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/11\/fabio-mauri_sito-300x300.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 380px) 100vw, 380px\" \/><\/a>Integrandosi in questo ambiente dinamico sono presentate anche alcune installazioni fondamentali, quali <em>Manipolazione di Cultura<\/em> (1971-1973, terminato nel 1976), l\u2019opera-libro <em>Linguaggio \u00e8 guerra<\/em> (1975), <em>Oscuramento<\/em> (1975), <em>Il Muro Occidentale o del Pianto<\/em> (1993), <em>Teatrum Unicum Artium<\/em> (2007). Spazio di indagine \u00e8 inoltre dedicato alla prima opera teatrale di Mauri, monologo in due tempi e due scene intitolato <em>L\u2019isola<\/em> (1960).<\/p>\n<p>Una terza sezione della mostra (Sala delle Colonne, primo piano) \u00e8 dedicata, infine, alla presentazione inedita dell\u2019integrale corpus delle maquette architettoniche che ricostruiscono i percorsi espositivi delle principali mostre dell\u2019artista. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/11\/Fabio-Mauri.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-8545\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/11\/Fabio-Mauri.jpg\" alt=\"Fabio-Mauri\" width=\"294\" height=\"290\" \/><\/a>Trasformando l\u2019intera superficie del Madre nello spazio-tempo di un\u2019esperienza critica, in cui il pensiero si fa fisico e concreto, e il <em>white cube<\/em> museale si confonde con il palcoscenico teatrale e la scatola nera della sala cinematografica, la mostra incorpora e trasmette il concetto di \u201cluce solida\u201d che compare in alcuni titoli delle opere dell\u2019artista: in esse, richiamandosi alle <em>Lampadine<\/em> con i raggi solidificati futuriste, Mauri conferiva consistenza fisica al raggio che congiunge il proiettore e lo schermo cinematografico, traducendo cos\u00ec l\u2019idea che tutte le componenti dell\u2019esistenza sono reali, e quindi anche il pensiero, l\u2019immaginario e l\u2019ideologia. Questa riflessione, successivamente affidata agli <em>Schermi<\/em>, alle <em>Proiezioni<\/em> e alle azioni performative, diviene metafora del rapporto tra mente e mondo, tra realt\u00e0 e memoria, fra Storia e storie, trasformando, in occasione di questa mostra, il museo stesso in proiettore cos\u00ec come il concetto di retrospettiva in una proiezione architettonica che avvolge lo spettatore.<\/p>\n<p>In contemporanea alla mostra al Madre, dal 7 ottobre 2016 al 15 gennaio 2017 la GAMEC \u2013 Galleria d\u2019Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo ospita una differente retrospettiva dedicata all\u2019artista che, insieme alla mostra a Napoli e a complemento della stessa, contribuisce a restituire un profilo esaustivo della sua ricerca.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u201cRetrospettiva a luce solida\u201d\u00a0\u00e8 il titolo della mostra monografica dedicata dal Museo Madre di Napoli nel mese di novembre\u00a0a Fabio Mauri (Roma, 1926-2009), magistrale esponente delle neo-avanguardie della seconda met\u00e0 del XX secolo, la cui pratica artistica \u2013 incentrata sull\u2019esplorazione dei meccanismi dell\u2019ideologia e dei linguaggi della propaganda, come dell\u2019immaginario collettivo e delle strutture delle narrazioni mediatiche\u00a0\u2013 lo impone fra i pi\u00f9 autorevoli e seminali artisti contemporanei in campo internazionale.\u00a0Organizzata in stretta collaborazione con lo Studio Fabio Mauri, la mostra \u2013 la pi\u00f9 completa mai dedicata all\u2019artista dopo la retrospettiva, nel 1994, alla GNAM-Galleria Nazionale d\u2019Arte Moderna di Roma \u2013 [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2016\/11\/08\/fabio-mauri-al-museo-madre-di-napoli-in-mostra-lesponente-delle-neoavanguardie-con-capolavori-che-hanno-riletto-ideologie-e-linguaggi-della-propaganda\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[59246,59281,53889,53709,9894,28280,108230,41640,44441,87,28308,17505,35188,41714,28369],"tags":[406616,28356,77148,57380,202399,202397,406727,2752,406653,112534,202395,202396],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8538"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=8538"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8538\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8546,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8538\/revisions\/8546"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8538"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=8538"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=8538"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}