{"id":8613,"date":"2016-11-20T00:27:24","date_gmt":"2016-11-20T00:27:24","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=8613"},"modified":"2016-11-20T00:27:24","modified_gmt":"2016-11-20T00:27:24","slug":"giovanni-dal-ponte-1385-1437-protagonista-dellumanesimo-tardogotico-fiorentino-una-mostra-alla-galleria-dellaccademia-di-firenze-del-pittore-che-amo-anche-i-cassoni-dipinti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2016\/11\/20\/giovanni-dal-ponte-1385-1437-protagonista-dellumanesimo-tardogotico-fiorentino-una-mostra-alla-galleria-dellaccademia-di-firenze-del-pittore-che-amo-anche-i-cassoni-dipinti\/","title":{"rendered":"Giovanni Dal Ponte (1385-1437), protagonista dell\u2019Umanesimo tardogotico fiorentino. Una mostra alla Galleria dell\u2019Accademia di Firenze del pittore che am\u00f2 anche i cassoni dipinti."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/11\/Fig.-1a-e1479599271699.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-8614\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/11\/Fig.-1a-e1479599271699.jpg\" alt=\"Fig. 1a\" width=\"251\" height=\"501\" \/><\/a>La mostra su Giovanni dal Ponte costituisce il primo vero momento di vivace confronto tra due realt\u00e0, ovvero \u00a0quella consolidatasi nella decennale esperienza di esposizioni temporanee fiorentine e quella che scaturisce dalle progettualit\u00e0\u00a0 della recente riforma ministeriale di cui, per l\u2019appunto, quella della Galleria dell\u2019Accademia di Firenze rappresenta uno dei primi esempi. Come \u00e8 ormai consolidata tradizione di questo museo, la mostra muove dalla sempre viva esigenza di valorizzare le collezioni della Galleria, in questo caso la bellissima <em>Incoronazione della Vergine<\/em> di Giovanni dal Ponte che per l\u2019occasione \u00e8 stata restaurata. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/11\/Fig.-3-2-e1479599348622.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-8615 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/11\/Fig.-3-2-e1479599348622.jpg\" alt=\"?????????\" width=\"305\" height=\"458\" \/><\/a>Su questa consuetudine, Cecilie Hollberg direttore della Galleria dell\u2019Accademia ha voluto apportare significative innovazioni nella concezione dell\u2019allestimento di grande impatto scenografico, che sottolinea ed enfatizza il percorso artistico del pittore fiorentino. Inoltre, ha voluto innovare il catalogo con una linea editoriale nuova, garantendo interdisciplinarit\u00e0 tra storia dell\u2019arte, organologia e restauro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/11\/Fig.-8-e1479599418565.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-8616\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/11\/Fig.-8-e1479599418565.jpg\" alt=\"Fig. 8\" width=\"359\" height=\"129\" \/><\/a>Ora la Galleria dell&#8217;Accademia di Firenze ospita la prima mostra monografica, con circa cinquanta opere, dedicata al pittore Giovanni dal Ponte (1385-1437\/8) &#8211; a cura di Angelo Tartuferi e Lorenzo Sbaraglio &#8211; che viene a colmare una carenza di studi e conoscenza avvertita da tempo nell\u2019ambito degli studi storico artistici. <\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/11\/Fig.-18-e1479599808414.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-8617\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/11\/Fig.-18-e1479599808414.jpg\" alt=\"Incoronazione della Vergine fra quattro santi\" width=\"300\" height=\"266\" \/><\/a>Finalit\u00e0 principali della mostra sono quelle di favorire una classificazione critica pi\u00f9 adeguata di questa forte perso<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/11\/Fig.-4-e1479599988908.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-8618 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/11\/Fig.-4-e1479599988908.jpg\" alt=\"Annunciazione fra i Santi Eustachio e Antonio Abate,\" width=\"300\" height=\"270\" \/><\/a>nalit\u00e0 artistica del primo Quattrocento, che occup\u00f2 un ruolo non marginale negli sviluppi della pittura fiorentina del primo Rinascimento e di presentarlo al vasto pubblico affinch\u00e9 ne scopra e apprezzi il linguaggio assai individuale ed al tempo stesso estroso, nonch\u00e9 aggiornato sull\u2019attivit\u00e0 dei maggiori artisti operanti nel capoluogo toscano nel primo trentennio del XV secolo: da Gherardo Starnina a Lorenzo Monaco e Lorenzo Ghiberti fino a Masaccio, Masolino e Beato Angelico. La formazione artistica del pittore si svolse probabilmente in una bottega di tradizione trecentesca,\u00a0 anche se un&#8217;influenza fondamentale la esercit\u00f2 ben presto Gherardo Starnina, che &#8211; al suo ritorno dalla Spagna nei primissimi anni del Quattrocento &#8211; introdusse a Firenze un\u2019interpretazione esuberante e profana della pittura tardogotica, risultata decisiva per Giovanni e per la formazione del suo stile.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/11\/Fig.-5-e1479600128762.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-8619\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/11\/Fig.-5-e1479600128762.jpg\" alt=\"Madonna con Bambino\" width=\"374\" height=\"652\" \/><\/a>Giovanni di Marco &#8211; ricordato come Giovanni dal Ponte nelle <em>Vite<\/em> del Vasari per il fatto di essere abitante e aver avuto bottega a Firenze nella parrocchia di Santo Stefano al Ponte\u00a0 &#8211; si rivel\u00f2 subito partecipe del panorama culturale fiorentino agli albori del Quattrocento, caratterizzato, com\u2019\u00e8 noto, da una straordinaria vitalit\u00e0 creativa. L\u2019opera pi\u00f9 importante della sua fase pi\u00f9 antica giunta fino a noi \u00e8 il trittico del Museo di San Donnino a Campi Bisenzio, in origine nella chiesa di Sant\u2019Andrea a Brozzi. Il dipinto \u00e8 stato per lungo tempo riferito a un ipotetico \u201cMaestro dell\u2019Annunciazione di Brozzi\u201d, ma ai giorni nostri si ritiene che esso documenti gli esordi di Giovanni dal Ponte intorno al 1410, con riflessi assai spiccati dell\u2019attivit\u00e0 di Gherardo Starnina.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/11\/image002-e1479600244985.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-8620 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/11\/image002-e1479600244985.jpg\" alt=\"image002\" width=\"350\" height=\"259\" \/><\/a> <\/strong><\/p>\n<p>Nel corso del terzo decennio del Quattrocento Giovanni di Marco dimostra una crescente attenzione nell\u2019interpretare gli spunti della nascente cultura rinascimentale, in pittura di fonte soprattutto masaccesca, come si pu\u00f2 notare nel polittico che aveva al centro la <em>Madonna col Bambino in trono <\/em>(Fitzwilliam Museum, Cambridge) e ai lati i santi <em>Giovanni Battista e Pietro <\/em>a sinistra, e a destra i santi <em>Paolo e Francesco d\u2019Assisi<\/em> (Museo Bandini, Fiesole) e con la predella raffigurante la <em>Liberazione di San Pietro dal carcere<\/em>; <em>San Pietro in cattedra e i santi Ludovico e Prospero<\/em>; <em>Martirio di San Pietro<\/em>; <em>San Tommaso e San Giacomo maggiore,Luca e Giacomo minore, Andrea e Giovanni evangelista, Matteo e Filippo<\/em> (Uffizi, Firenze).<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/11\/Fig.-7-e1479601013117.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-8622\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/11\/Fig.-7-e1479601013117.jpg\" alt=\"Madonna and Child with Saint John the Baptist and Saint Catherine\" width=\"372\" height=\"554\" \/><\/a>Dal 1427 circa Giovanni dal Ponte fu in societ\u00e0 con il pittore Smeraldo di Giovanni, insieme al quale si specializz\u00f2 nella fornitura di cassoni dipinti, un genere che incontrava un grandissimo successo nella Firenze di quegli anni. Tra gli esemplari pi\u00f9 belli di questa produzione si annovera il fronte di cassone del Museo Civico \u201cAmedeo Lia\u201d di La Spezia. <\/strong><\/p>\n<p>Il grande trittico con l\u2019 <em>Incoronazione della Vergine e quattro santi<\/em> della Galleria dell\u2019Accademia ha beneficiato \u2013 come un buon numero di altri dipinti \u2013 di un restauro appositamente eseguito per la mostra, recuperando splendidamente i suoi valori disegnativi e pittorici. Il bellissimo tappeto su cui poggiano i sacri personaggi, che era di un colore scuro, \u00e8 stato rivelato dalla pulitura di un verde assai brillante, su cui campeggiano i ricchi racemi dorati. Anche il gradino di base era stato nei secoli completamente ricoperto dalla sporcizia e dalle ripassature pittoriche: grande \u00e8 stata pertanto la sorpresa di constatare che l\u2019artista aveva dipinto accuratamente anche questa parte, utilizzandola, anzi, per offrire dei brani bellissimi di naturalismo pittorico. <strong>In occasione dell\u2019esposizione \u00e8 entrata definitivamente nelle collezioni del museo un&#8217;altra opera di Giovanni dal Ponte, la tenera e luminosa <em>Madonna col Bambino in trono<\/em>,proveniente dalla chiesa di Badia nel cuore di Firenze, ma conservata per moltissimi anni presso la Certosa del Galluzzo, recuperata anch\u2019essa da un ottimo intervento di restauro. Nella tavola l&#8217;artista giunge ad interpretare in maniera assai originale i modi di Masolino, celebre compagno di lavoro di Masaccio. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/11\/Fig.-6-e1479601147228.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-8623 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/11\/Fig.-6-e1479601147228.jpg\" alt=\"L'Antiquaire &amp; The Connoisseur, Inc.\" width=\"336\" height=\"504\" \/><\/a><\/strong><\/p>\n<p>L\u2019ultima fase dell&#8217;attivit\u00e0 del pittore \u00e8 documentata in mostra da una serie di opere datate che testimoniano il raggiungimento di un linguaggio molto personale, caratterizzato da forme ampie e solenni, che sembrano coniugare la grande tradizione trecentesca fiorentina con le forme e i moduli rinascimentali ormai pienamente affermati. <strong>Si possono ricordare qui il luminoso e \u2018neo-trecentesco\u2019 trittico della Badia di Rosano (Firenze) con l\u2019<em>Annunciazione e quattro santi<\/em>, commissionatogli dalla badessa Caterina da Castiglionchio nel 1434; la grandiosa pala della chiesa di San Salvatore al Monte di Firenze (post 1434) raffigurante la <em>Madonna col Bambino, sei santi e una donatrice<\/em>. Giovanni dal Ponte fu attivo anche come frescante: riflettono\u00a0 in parte il suo stile i frammenti recuperati nella Cappella del Giudizio nel Duomo di Pistoia, mentre intorno al 1430 egli dipinse certamente gli affreschi per la Cappella di San Pietro nella chiesa di Santa Trinita a Firenze, andati in buona parte perduti, e tra il settembre 1434 e l\u2019ottobre dell\u2019anno seguente affresc\u00f2 le <em>Storie di san Bartolomeo<\/em> nella Cappella Scali della stessa chiesa. <\/strong>Il 19 novembre 1437 Giovanni di Marco dett\u00f2 il suo testamento, da cui emerge una notevole agiatezza economica, e dovette morire poco tempo dopo.<\/p>\n<p>Tra le prestigiose istituzioni museali che hanno offerto la loro collaborazione alla mostra prestando opere di grande rilievo figurano la National Gallery di Londra, il Museo Nacional del Prado di Madrid, il Museum Boijmans Van Beuningen di Rotterdam, il Wadsworth Atheneum Museum of Art di Hartford (Connecticut), il Minneapolis Institute of Arts, i\u00a0 Musees Royaux des Beaux-Arts de Belgique di Bruxelles, il Museo di Baltimora (Maryland), il Fogg Art Museum di Cambridge (Massachusetts), il Philadelphia Museum of Art a Filadelfia (Pennsylvania), il\u00a0\u00a0 Musee Jacquemart-Andr\u00e9 dell\u2019 Institut de France di Parigi, il Musee des Beaux-Arts a Digione. <strong>L\u2019allestimento della mostra, progettato dall\u2019architetto Piero Guicciardini, dello Studio Guicciardini-Magni, si caratterizza per la sapiente evocazione scenica delle architetture della Firenze di Giovanni dal Ponte e per la cura delle luci sui fondi oro, che insieme creano effetti di grande suggestione. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Carlo Franza\u00a0 <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0 <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La mostra su Giovanni dal Ponte costituisce il primo vero momento di vivace confronto tra due realt\u00e0, ovvero \u00a0quella consolidatasi nella decennale esperienza di esposizioni temporanee fiorentine e quella che scaturisce dalle progettualit\u00e0\u00a0 della recente riforma ministeriale di cui, per l\u2019appunto, quella della Galleria dell\u2019Accademia di Firenze rappresenta uno dei primi esempi. 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