{"id":8743,"date":"2016-12-06T00:27:40","date_gmt":"2016-12-06T00:27:40","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=8743"},"modified":"2016-12-06T00:27:40","modified_gmt":"2016-12-06T00:27:40","slug":"universitaly-la-cultura-in-scatola-un-libro-illuminante-di-f-bertoni-fa-il-punto-sulluniversita-italiana-diventata-un-grande-mercato-un-concentrato-di-stupidita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2016\/12\/06\/universitaly-la-cultura-in-scatola-un-libro-illuminante-di-f-bertoni-fa-il-punto-sulluniversita-italiana-diventata-un-grande-mercato-un-concentrato-di-stupidita\/","title":{"rendered":"Universitaly. La cultura in scatola. Un libro illuminante di F. Bertoni fa il punto sull\u2019Universit\u00e0  italiana diventata un grande mercato, un concentrato di stupidit\u00e0."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/12\/universitaly.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-8744\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/12\/universitaly.jpg\" alt=\"universitaly\" width=\"266\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/12\/universitaly.jpg 266w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/12\/universitaly-200x300.jpg 200w\" sizes=\"(max-width: 266px) 100vw, 266px\" \/><\/a>Se l\u2019Universit\u00e0 italiana si \u00e8 ridotta a un grande mercato \u00e8 colpa di quel toscano\u00a0 che ciacola a vuoto, \u00a0che ha nome \u00a0Matteo Renzi. Addirittura il governo\u00a0 Renzi\u00a0 ha annunciato la prossima uscita dell\u2019universit\u00e0 dal pubblico impiego, che vuol dire avviarne la privatizzazione. Una vergogna inaudita. Un insulto alla cultura e alla scienza. Oltrech\u00e8 un insulto all\u2019Italia. Un forte e agguerrito libro,\u00a0 lucido e \u00a0coraggioso, \u00a0ma libro soprattutto amaro, amarissimo, dal titolo \u201cUniversitaly. La cultura in scatola\u201d(Laterza,150 pagg. euro 15) del collega\u00a0 Federico Bertoni, professore di Teoria della Letteratura all\u2019Universit\u00e0 di Bologna, ne\u00a0 affronta la questione e ne spettacolarizza\u00a0 \u00a0l\u2019istituzione che anzich\u00e9 essere luogo di cultura e sapere e fondamento della professione intellettuale \u00e8 diventata un grande mercato di strilloni che sanno poco e nulla. Come sono lontani i tempi in cui noi frequentavamo l\u2019Universit\u00e0, e che luogo era l\u2019Universit\u00e0! Penso per me, lontani i tempi in cui alla Sapienza a Roma insegnavano Natalino Sapegno, Giulio Carlo Argan, Ettore Paratore, Mario Praz, Renzo De Felice, Rosario Villari, Giuseppe Ungaretti, ecc. Oggi l\u2019universit\u00e0 italiana \u00e8 un luogo comune, un mercato rionale dove -si chiede Bertoni- perch\u00e9 l\u2019universit\u00e0 italiana \u201cun luogo di elaborazione e di trasmissione della conoscenza diventa uno straordinario concentrato di stupidit\u00e0?\u201d <\/strong><strong>Ne anticipo \u00a0un estratto dal libro di Bertoni, parole illuminanti : <\/strong>\u201cIn principio erano due numeri, anzi un\u2019addizione: 3+2. \u00c8 la formula con cui viene designata comunemente la riforma voluta dall\u2019allora ministro Luigi Berlinguer, che ha cambiato radicalmente gli ordinamenti didattici e la struttura di fondo dell\u2019universit\u00e0 italiana. Dico \u201ccambiato\u201d in senso astratto, per sentito dire, perch\u00e9 rispetto al cambiamento non ho mai vissuto un prima e un dopo: ho preso infatti servizio nel novembre del 2000, proprio quando entrava in vigore il nuovo assetto concordato a livello europeo nel cosiddetto \u201cProcesso di Bologna\u201d (giugno 1999) e poi sancito dal Decreto Ministeriale 509 del 3 novembre 1999. Come i prigionieri di Platone nella caverna delle ombre, non conosco dunque altra realt\u00e0 che questa. La mia vita accademica si \u00e8 sostanzialmente svolta tra le costanti e le variabili di questa formula: un primo ciclo di tre anni concluso dalla Laurea e da un epiteto fondamentale in terra italica, \u201cdottore\u201d; e un eventuale secondo ciclo di due anni che inizialmente si chiamava Laurea Specialistica e che in seguito (potere magico dei nomi!) si \u00e8 nobilitato in Laurea Magistrale. Poi, nei meandri tecnici di questo impianto generale, una complicatissima ingegneria burocratica fatta di tabelle e classi di laurea, ordinamenti e regolamenti, curricula e piani didattici. Ci siamo letteralmente spaccati la testa. E l\u2019universit\u00e0 italiana ha dato i numeri: 180 crediti al triennio, 120 al biennio, 60 all\u2019anno; quote fisse di crediti definite dalle tabelle ministeriali e ripartite in discipline \u00abdi base\u00bb, \u00abcaratterizzanti\u00bb, \u201caffini e integrative\u201d, con un certo margine di manovra lasciato alle singole facolt\u00e0. Un puzzle, un rompicapo, un Risiko per ammazzare la noia (e forse gli ultimi cervelli pensanti). Ho visto cose che voi umani\u2026 Colleghi che schieravano le truppe per annettere tre crediti in pi\u00f9 alla loro disciplina; altri che lottavano come dannati perch\u00e9 volevano stare tra le \u201ccaratterizzanti\u201d (o forse tra le \u201cbase\u201d, mai capito quali contassero di pi\u00f9); altri ancora che tessevano alleanze per sgominare un nemico o attestarsi in un punto strategico. I rapporti di forza si consolidavano con la sanzione implacabile dei numeri. Chi era un po\u2019 somaro in aritmetica era fregato: se ti distraevi e non facevi bene i calcoli ti tagliavano fuori, e buona notte. La cosa pi\u00f9 impressionante era lo sfrenato, abissale scollamento tra il nostro vero lavoro e ci\u00f2 di cui si discuteva per ore e ore nelle commissioni e nei consigli di facolt\u00e0. Era la distanza siderale che separava i contenuti, i metodi, la passione e l\u2019esperienza vissuta del nostro sapere dagli scatoloni pi\u00f9 o meno vuoti in cui cercavamo di stiparlo, costruendo corsi e master come mobili dell\u2019Ikea, e con l\u2019unica preoccupazione di far tornare i conti. <strong>Perch\u00e9 il 3+2, soprattutto all\u2019inizio, \u00e8 stato davvero un grande <em>business<\/em>: scelte politiche e provvedimenti legislativi hanno fornito il quadro giuridico in cui far scorrazzare l\u2019imperdonabile irresponsabilit\u00e0 del corpo docente italiano. Crediti in pi\u00f9 per la propria disciplina, possibilmente obbligatori, significavano un maggior numero di studenti, corsi sdoppiati, esami, tesi \u2013 e dunque nuovi posti da rivendicare, e maggior potere. <\/strong>Gli effetti immediati, impliciti nel sistema e assolutamente prevedibili, sono stati quelli che hanno legittimato le riforme delle riforme e i tagli finanziari successivi: <strong>proliferazione delle sedi didattiche e dei corsi di laurea, moltiplicazione e frammentazione estrema degli insegnamenti. Fai crescere in modo indiscriminato la foresta e poi affili la scure. Genio strategico di prim\u2019ordine. Trappola perfetta\u201d.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/12\/cropped-1024px-Pontificia_Universita\u0300_Gregoriana._Aula_anfiteatro-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-8745\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/12\/cropped-1024px-Pontificia_Universita\u0300_Gregoriana._Aula_anfiteatro-1.jpg\" alt=\"cropped-1024px-Pontificia_Universita\u0300_Gregoriana._Aula_anfiteatro-1\" width=\"714\" height=\"227\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/12\/cropped-1024px-Pontificia_Universita\u0300_Gregoriana._Aula_anfiteatro-1.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2016\/12\/cropped-1024px-Pontificia_Universita\u0300_Gregoriana._Aula_anfiteatro-1-300x95.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 714px) 100vw, 714px\" \/><\/a><\/strong><\/p>\n<p><strong>Per Bertoni la preoccupante mutazione<\/strong><strong> subita negli ultimi anni dal sistema universitario della Penisola, individuandone le cause sia a livello esterno e politico (e dunque le varie Riforme, dalla Berlinguer alla Gelmini), \u00e8 di ordine sia interno che strutturale.<\/strong> <strong>Il quadro \u00a0\u00e8 spaventoso, un\u2019infornata di professorini senza cultura di base, ossequienti ai partiti, specie alla sinistra,<\/strong> in una palude ancora non bonificata da vizi antichi (gerarchie, baronati, misticismi, clientelismi, ecc). Bertoni\u00a0 individua le ragioni alla base di \u201cun fallimento collettivo\u201d (p. VII) e guarda alle cose dall\u2019interno, perfino\u00a0 mettendosi\u00a0 in gioco \u201cpersonalmente\u201d (p. VIII), cos\u00ec riuscendo a far fare esperienza al lettore di quella che \u00e8, oggi, \u201cla giornata di un professore\u201d (p. 3). Descrive alcuni episodi, \u201crigorosamente <em>veri<\/em>\u201d (p. 8), di quella che\u00a0 \u00e8 \u201cun\u2019istanza positivista che, in mancanza d\u2019altro, colonizza le pratiche gestionali e organizzative della ricerca\u201d , dando \u00a0spazio \u00a0a una compilazione di tabelle, misurazione di obiettivi e risultati, per avvitarsi \u00a0\u00a0a stringenti criteri numerici. Il coinvolgimento diretto l\u2019Autore\u00a0 lo \u00a0vive nei dipartimenti\u00a0 di studi letterari e umanistici, stritolati da \u201cuna furia tassonomica e nomenclatoria\u201d (p. 10), \u00e8\u00a0 cos\u00ec\u00a0 che si fa un\u2019idea chiara di ci\u00f2 che si abbatte su \u201ctutto ci\u00f2 che si muove tra le mura delle nostre universit\u00e0\u201d (p. 11) con la pretesa di misurare la qualit\u00e0 degli articoli scientifici, dei corsi di dottorato, dell\u2019offerta formativa.<\/p>\n<p><strong>E\u2019 opinione dell\u2019Autore, che il male \u00e8 la\u00a0 \u201cmacchina ideologica che dissimula la soggettivit\u00e0 del giudizio soggettivo in un apparato ipertrofico di numeri\u201d; egli\u00a0 porta allo scoperto quella \u00a0visione \u201c<em>pragmatica<\/em>\u201d (p. 12), vale a dire scopi e interessi politici. \u00a0E\u2019 dalla formula del 3+2 l\u2019inizio della \u201cmutazione\u201d (p. 18): l\u2019accento sulla professionalizzazione a spese della trasmissione di una solida cultura, la volont\u00e0 politica di differenziare gli Atenei e ridurre i finanziamenti, la diffusione di una soffocante burocrazia, la litania dell\u2019eccellenza, \u201csimulacro di un\u2019idea senza contenuto\u201d(p. 24).<\/strong> Lo soccorre \u00a0\u00a0il riferimento al profetico libro \u201c<em>The university in ruins\u201d<\/em>, ovvero quello status che \u00a0ha interessato il Nord America sin dai primi anni \u201990 per poi giungere \u201cqui da noi\u201d \u00a0alle soglie del Duemila. Bertoni rintraccia nella \u201csinergia\u201d (p. 34) tra misurazione, burocrazia e informatica \u201cla <em>governamentalit\u00e0<\/em> dell\u2019attuale mondo accademico\u201d(p. 37); <strong>ecco allora una prima risposta sul perch\u00e9 di quella stupidit\u00e0 che\u00a0 \u00a0impregna il mondo universitario,\u00a0 descrive l\u2019universit\u00e0 \u201cemblema e specchio concentrico della realt\u00e0 sociale\u201d (p. 36), dove brutture e dinamiche sono riproposte e amplificate \u201ccome sul vetrino del microscopio\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 un quadro\u00a0 desolante quello che viene fuori dal\u00a0 libro di\u00a0 Bertoni, giacch\u00e8 nelle\u00a0 pubbliche universit\u00e0 si stanno \u201caccumulando danni su danni\u201d (p. 109),\u00a0 e ci\u00f2 nel quadro di una pi\u00f9 devastante\u00a0 crisi culturale ed etico-politica.\u00a0\u00a0 Per uscire fuori da questo stato di \u201cambiguit\u00e0\u201d (p. 105), \u00a0\u00a0ecco\u00a0 \u201cl\u2019unica riforma di cui ci sarebbe davvero bisogno:una riforma <em>morale<\/em>\u201d, \u00a0non quindi \u00a0abituarsi ai meccanismi di governo (ovvero alle strombazzate di Renzi), perch\u00e9 questi si reggono sul \u201cconsenso\u201d (p. 119), occorre insegnare il dissenso \u201cper strappare l\u2019insegnamento a una mera logica di servizi\u201d (p. 121) e sono questi, per Bertoni, i gesti quotidiani per non rimanere intrappolati \u00a0in un labirinto, \u00a0e viceversa propendere per un \u00a0atteggiamento di \u201cresponsabilit\u00e0\u201d (p. 115) e non di rifiuto o distacco.<strong> Ma il dito di Bertoni nella piaga universitaria \u00e8 anche il mio, il vissuto\u00a0 che ha portato molti docenti di valore a emigrare all\u2019estero, specie nelle universit\u00e0 americane e inglesi, il bello -oggi-\u00a0 e che non se ne \u00a0intravede nessuna guarigione. E al termine dell\u2019excursus di questo libro, ecco che \u00a0\u00a0la vivace cultura di Bertoni\u00a0 la ritroviamo \u00a0nel ricorso a figure dell\u2019arte, della letteratura e del cinema, che\u00a0 impreziosiscono\u00a0 e rendono \u00a0pi\u00f9 \u201caffascinante\u201d il testo, anche se pi\u00f9 volte ricorda al lettore quella vitalit\u00e0 che abita la cultura e che rischia di essere sempre\u00a0 pi\u00f9 spesso soffocata, perch\u00e9 l\u2019universit\u00e0 italiana \u00e8 legata ormai \u00a0a un\u2019idea contabilizzata e produttiva del tempo e della storia contemporanea.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0Carlo Franza \u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Se l\u2019Universit\u00e0 italiana si \u00e8 ridotta a un grande mercato \u00e8 colpa di quel toscano\u00a0 che ciacola a vuoto, \u00a0che ha nome \u00a0Matteo Renzi. Addirittura il governo\u00a0 Renzi\u00a0 ha annunciato la prossima uscita dell\u2019universit\u00e0 dal pubblico impiego, che vuol dire avviarne la privatizzazione. Una vergogna inaudita. Un insulto alla cultura e alla scienza. Oltrech\u00e8 un insulto all\u2019Italia. Un forte e agguerrito libro,\u00a0 lucido e \u00a0coraggioso, \u00a0ma libro soprattutto amaro, amarissimo, dal titolo \u201cUniversitaly. 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