{"id":9104,"date":"2017-02-01T19:29:45","date_gmt":"2017-02-01T19:29:45","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=9104"},"modified":"2017-02-01T19:29:45","modified_gmt":"2017-02-01T19:29:45","slug":"i-martiri-cristiani-albanesi-e-linferno-di-enver-hoxha-il-ricordo-a-70-anni-gennaio-1947-2017-dalla-persecuzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2017\/02\/01\/i-martiri-cristiani-albanesi-e-linferno-di-enver-hoxha-il-ricordo-a-70-anni-gennaio-1947-2017-dalla-persecuzione\/","title":{"rendered":"I martiri cristiani albanesi e l\u2019inferno di Enver Hoxha. Il ricordo a 70 anni (gennaio 1947-2017) dalla persecuzione."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/02\/martiri-albanesi.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-9105\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/02\/martiri-albanesi.jpg\" alt=\"martiri-albanesi\" width=\"600\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/02\/martiri-albanesi.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/02\/martiri-albanesi-300x150.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/a>Dal 1946 al 1990 \u2013 a ridosso della caduta del Muro di Berlino-\u00a0 l\u2019Albania fu Stato\u00a0 nazional-comunista, isolazionista, stalinista e anti-revisionista specie nella fase dell\u2019ascesa di Nikita Kruscev al Cremlino, in quanto\u00a0 quest\u2019ultimo denunci\u00f2 i crimini di Stalin. La dittatura comunista in Albania ha visto un tiranno che ha avuto nome di Enver\u00a0 Hoxha (1908-1985), dittatura spietata, che ha gettato un paese nello squallore e nella miseria pi\u00f9 profonda<\/strong>, tant\u2019\u00e8 che tutti ricorderanno che nel porto di\u00a0 Bari, dopo la caduta del sistema albanese, attracc\u00f2 una nave carica di migliaia di disperati in cerca di fortuna.<\/p>\n<p>Il discorso che a noi oggi interesse\u00a0 \u00e8\u00a0 descrivere\u00a0 il quadro della scristianizzazione del Paese\u00a0 delle Aquile, tanto che nel 1967,\u00a0 ben\u00a0 cinquant\u2019anni\u00a0 anni fa, dopo due decenni di massiccia ateizzazione della nazione, <strong>Hoxha dichiar\u00f2 trionfalmente che l\u2019Albania era il primo Paese al mondo dove l\u2019ateismo di Stato era iscritto nella Costituzione; infatti l\u2019articolo 37 recitava: \u00ab<em>Lo Stato non riconosce alcuna religione e supporta la propaganda atea per inculcare alle persone la visione scientifico-materialistica del mondo<\/em>\u00bb; e ancor peggio\u00a0 l\u2019articolo 55 del Codice penale del 1977\u00a0 che stabilir\u00e0 la reclusione da tre a dieci anni per propaganda religiosa e produzione, distribuzione o immagazzinamento di scritti religiosi.<\/strong><\/p>\n<p>Bene, se nel \u201946, subito dopo la guerra, il comunismo era salito\u00a0 al potere in Albania, nel gennaio del 1947 -ben 70anni fa- si presentarono nell\u2019Episcopio albanese di Durazzo alcuni emissari del Governo comunista di Hoxha\u00a0 per convocare a Tirana il Vescovo Monsignor Kol\u00eb Prennushi (1885-1949). Certo il vescovo part\u00ec ma non fece mai pi\u00f9 ritorno nella sua diocesi. <strong>Alla morte dell\u2019Arcivescovo di Scutari, Monsignor Gasp\u00ebr Tha\u00e7i (1946), Monsignor Kol\u00eb Prennushi era divenuto il Primate della Chiesa albanese.<\/strong><\/p>\n<p>Spar\u00ec inghiottito dalle torture <strong>\u00a0<\/strong>della Sigurimi, ovvero della polizia segreta. Quando\u00a0 lasci\u00f2 la sua residenza vescovile, la Segurimi saccheggi\u00f2 il suo studio, distruggendo il suo crocifisso di legno. Enver Hoxha in persona lo ricevette a Tirana e direttamente gli chiese la disponibilit\u00e0 a mettere in piedi\u00a0 una chiesa nazionale separata da Roma\u00a0 -com\u2019era avvenuto in Cina- ; si cerc\u00f2\u00a0 di persuaderlo sapendo\u00a0 quanto\u00a0 amore\u00a0 il Vescovo nutriva per il suo Paese. Ma Monsignor Kol\u00eb Prennushi non\u00a0 trad\u00ec mai la fedelt\u00e0 alla\u00a0 Chiesa\u00a0 di Roma e al Sommo Pontefice. Il Vescovo Primate venne incarcerato in una cella di 30 per 50 metri quadrati circa, insieme ad \u00a0altri prigionieri, calunniato pubblicamente e condannato ai lavori forzati per vent\u2019anni. Non\u00a0 termin\u00f2 la pena inflittagli perch\u00e9 mor\u00ec il 19 marzo del 1949 (anniversario dell\u2019investitura episcopale) a causa delle terribili torture che sub\u00ec. Sappiamo con certezza\u00a0 &#8211; ce lo testimonia Arshi Pipa scrittore e saggista incarcerato con il Vescovo- \u00a0che il prelato dovette subire torture inaudite, come l\u2019essere picchiato con spranghe di legno, o essere appeso, legato mani e piedi, a un gancio che dava sulla porta dei bagni dell\u2019ufficiale della Segurimi, per venire tolto solo dopo lo svenimento. Il fratello Anton gli fabbric\u00f2 una bara e, con l\u2019aiuto di amici, lo fecero \u00a0seppellire di nascosto nella cattedrale di Durazzo; ma nel 1967 la salma venne profanata e le ossa furono disperse.<\/p>\n<p><strong>La crudezza spietata\u00a0 di Hoxha, era caduta sul francescano Monsignor Prennushi, oggi finalmente riconosciuto capo della filiera dei 38 martiri albanesi beatificati recentemente a Scutari, ovvero\u00a0 il 5 novembre 2016. <\/strong>Il vescovo francescano era nato\u00a0 sotto l\u2019Impero ottomano, ed oggi \u00e8 ancor pi\u00f9 noto\u00a0 per essere considerato il Thomas Becket d\u2019Albania, certo figlio della sua terra, illustre letterato\u00a0 e in primis testimone della fede cattolica che non trad\u00ec mai. Esempio certo per tanti vescovi italiani che si beano nelle loro curie, mai abbastanza fieri di essere stati prescelti per testimoniare con segni Cristo e la sua Chiesa. Il martirio dei cristiani d\u2019Albania era solo all\u2019inizio dopo la sparizione del Vescovo Prennushi, <strong>perch\u00e9 poi l\u2019ateizzazione del paese port\u00f2 alla\u00a0 distruzione e alla chiusura di \u00a0tutte le chiese d\u2019Albania, e quindi uccisi o \u00a0incarcerati\u00a0 vescovi, sacerdoti, religiosi e suore, perch\u00e9 il delitto pi\u00f9 grave, da colpire con forza, era l\u2019aver manifestato \u00a0il proprio Credo. Chi ad esempio veniva trovato con una Bibbia o un rosario veniva subito incarcerato o murato vivo nella propria abitazione, come realmente accadde alla madre e alla sorella della santa Madre Teresa di Calcutta.<\/strong><\/p>\n<p>Le chiese furono completamente trasformate e adibite\u00a0 ad altro, anche a stalle o cinema.\u00a0 I genitori non potettero\u00a0 dare nomi religiosi ai propri figli, e perfino\u00a0 nel sud del paese con\u00a0 popolazione di etnia greca, i villaggi con nomi\u00a0 di santi furono laicizzati. La polizia segreta, la Sigurimi, impervers\u00f2 su tutto e su tutti violando persone, abitazioni e comunicazioni, e consegnando ai tribunali del partito comunista ogni sospettato. Non passarono indenni molti <strong>\u00a0<\/strong>membri del clero cattolico, fucilati, prima di morire gridavano: \u201c<em>Via Cristo Re! Viva il Papa! Viva la Chiesa! Viva l\u2019Albania!<\/em>\u201d. Fra i primi interventi che il Governo\u00a0 Comunista di Hoxha fece contro la Chiesa Cattolica\u00a0 fu quello di rifiutare\u00a0 -al ritorno da Roma- l\u2019ingresso al nunzio apostolico Monsignor Leone Giovanni Battista Nigris. Don Ndre Zadej fu il primo sacerdote di Scutari ad essere fucilato (25 marzo 1945) perch\u00e9 il 16 agosto del 1944 durante la processione per la festa di san Rocco che si svolse a Shiroka (villaggio sulle sponde del lago di Scutari), disse ai suoi fedeli: \u201c<em> una nuvola nera sta per piombare sulle vostre teste. La sua intenzione \u00e8 quella di scaricarsi su di voi. Allora non potrete fare niente contro di essa, solo sopportarla con tutti i suoi mali, e tra questi la negazione di Dio<\/em>\u201d.<\/p>\n<p><strong>Questi i\u00a0 primi martiri del regime comunista albanese ad essere beatificati dalla Chiesa\u00a0 Vincenzo Prennushi e 37 compagni uccisi \u201c<em>in odium fidei<\/em>\u201d,\u00a0 nello specifico\u00a0 21 sacerdoti diocesani, 7 sacerdoti francescani, 3 gesuiti (due sacerdoti e un fratello coadiutore), un seminarista e quattro fedeli, compresa un\u2019aspirante religiosa.<\/strong><\/p>\n<p>E nel settembre 1985 -Enver Hoxha era morto l\u201911 aprile di quell\u2019anno- un militare della Guardia\u00a0 poi spedito ai lavori forzati, per una rissa, dopo aver montato la guardia alla tomba di Hoxha, confess\u00f2 di aver sentito urla, grida e gemiti sollevarsi da quella terra.<\/p>\n<p>Nel 1989 a santa Madre Teresa di Calcutta fu concesso il visto di entrata, dopo decenni, in Albania, e la vedova del dittatore comunista, Nexhmije Hoxha, and\u00f2 ad accoglierla all\u2019aeroporto.\u00a0\u00a0 Quasi pareva\u00a0 un omaggio alla suora, tanto\u00a0 la televisione albanese riprese la scena. Per i cattolici albanesi fu un colpo durissimo. La fondatrice delle Missionarie della Carit\u00e0 and\u00f2 persino sulla tomba del tiranno, l\u2019avvenimento ripreso\u00a0 dai media albanesi. Ma non era una reverenza a\u00a0 Hoxha, tutt\u2019altro. La visita alla tomba del dittatore era stata richiesta dalla vedova stessa per placare le urla e la terra in sommovimento, proprio laddove era sepolto il marito. Ella aveva incaricato Ylli Popa, uno dei pi\u00f9 fedeli e duri uomini del regime, e traduttore di Hoxha, di portare una lettera a Madre Teresa, in cui la supplicava di venire a pregare su quella tomba per dare pace a quel luogo. Cosa che Madre Teresa fece, nei confronti di quell\u2019uomo che aveva operato per la sparizione della Chiesa Cattolica in Albania, e per le torture e le morti rese a sacerdoti, vescovi e fedeli,\u00a0 e ai\u00a0 familiari della Santa.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza\u00a0 <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Dal 1946 al 1990 \u2013 a ridosso della caduta del Muro di Berlino-\u00a0 l\u2019Albania fu Stato\u00a0 nazional-comunista, isolazionista, stalinista e anti-revisionista specie nella fase dell\u2019ascesa di Nikita Kruscev al Cremlino, in quanto\u00a0 quest\u2019ultimo denunci\u00f2 i crimini di Stalin. La dittatura comunista in Albania ha visto un tiranno che ha avuto nome di Enver\u00a0 Hoxha (1908-1985), dittatura spietata, che ha gettato un paese nello squallore e nella miseria pi\u00f9 profonda, tant\u2019\u00e8 che tutti ricorderanno che nel porto di\u00a0 Bari, dopo la caduta del sistema albanese, attracc\u00f2 una nave carica di migliaia di disperati in cerca di fortuna. 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