{"id":9173,"date":"2017-02-10T23:01:09","date_gmt":"2017-02-10T23:01:09","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=9173"},"modified":"2017-02-10T23:03:28","modified_gmt":"2017-02-10T23:03:28","slug":"tancredi-il-pittore-divenuto-leggenda-la-collezione-peggy-guggenheim-presenta-a-venezia-in-palazzo-venier-una-mostra-retrospettiva-che-incornicia-un-grande-dellarte-italiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2017\/02\/10\/tancredi-il-pittore-divenuto-leggenda-la-collezione-peggy-guggenheim-presenta-a-venezia-in-palazzo-venier-una-mostra-retrospettiva-che-incornicia-un-grande-dellarte-italiana\/","title":{"rendered":"Tancredi, il pittore divenuto leggenda. La collezione Peggy Guggenheim presenta a Venezia in Palazzo Venier una mostra retrospettiva che incornicia un grande dell\u2019arte italiana."},"content":{"rendered":"<p><strong><em>\u201cTancredi, con la sua pittura, crea una nuova filosofia poetica per coloro che non posseggono n\u00e9 telescopi n\u00e9 razzi: quanto fortunati noi che abbiamo tali cristallizzazioni da trasportarci sani e salvi, verso altri mondi\u201d(<\/em>Peggy Guggenheim). \u00a0E ancora \u201cTancredi \u00e8 il migliore pittore italiano, dai Futuristi in poi\u201d( Peggy Guggenheim).<\/strong><\/p>\n<p>Con que<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/02\/tancredi-santrovaso.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-9174\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/02\/tancredi-santrovaso.jpg\" alt=\"tancredi-santrovaso\" width=\"266\" height=\"266\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/02\/tancredi-santrovaso.jpg 266w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/02\/tancredi-santrovaso-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 266px) 100vw, 266px\" \/><\/a>sta mostra l\u2019opera di Tancredi Parmeggiani (Feltre 1927\u2013Roma 1964) torna a Palazzo Venier dei Leoni a Venezia. Talento precoce e irrequieto, nel 1951 fu riconosciuto da Peggy Guggenheim che gli offr\u00ec un contratto, concedendogli uno studio nella propria residenza e adoperandosi a dargli un prestigio internazionale. Alla mecenate sono dedicate alcune delle opere qui esposte, molte sono invece quelle a lei appartenute o da lei promosse nel circuito delle gallerie di Venezia, Londra e New York. La mostra celebra anche il ritorno di alcuni dei quadri da lei donati o venduti a grandi musei americani, come il Museum of Modern Art, New York, il Brooklyn Museum e il Wadsworth Atheneum Museum of Art, Hartford.\u00a0<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/02\/05-tancredi-ricordo-di-raoul-1953.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-9175 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/02\/05-tancredi-ricordo-di-raoul-1953.jpg\" alt=\"05-tancredi-ricordo-di-raoul-1953\" width=\"440\" height=\"304\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/02\/05-tancredi-ricordo-di-raoul-1953.jpg 553w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/02\/05-tancredi-ricordo-di-raoul-1953-300x207.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 440px) 100vw, 440px\" \/><\/a>A Venezia, citt\u00e0 amata da cui sentir\u00e0 il bisogno di staccarsi per cominciare una serie di peregrinazioni in Italia e in Europa, Tancredi trov\u00f2 una citt\u00e0 ideale alla sua pittura, che da subito presenta dei caratteri originalissimi basati sugli elementi di spazio, segno e punto, interpretati secondo una carica inventiva che si rinnova continuamente. Lungo il percorso espositivo si possono apprezzare le tipologie della sua ricerca, dagli anni dell\u2019Informale, fondati sull\u2019uso del punto come elemento base del linguaggio artistico, fino al momento di crisi esistenziale della maturit\u00e0, in cui d\u00e0 spazio a un\u2019esplosione di colore violenta che precorre gli anni della contestazione. Nella sua breve vita, stroncata a soli trentasette anni, Tancredi si afferma come uno dei maestri pi\u00f9 originali della sua generazione, pioniere della pittura di gesto di cui d\u00e0 una peculiare connotazione \u201citaliana\u201d e \u201cveneziana\u201d, conciliando l\u2019impressione atmosferica e un costante ricordo della natura e della sua vitalit\u00e0 primaverile. Come scriver\u00e0 in un appunto degli anni Sessanta: \u201cTutta l\u2019Arte \u00e8 Fantasia, tutta l\u2019Art<strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/02\/99387.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-9176\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/02\/99387.jpg\" alt=\"99387\" width=\"429\" height=\"413\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/02\/99387.jpg 523w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/02\/99387-300x289.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 429px) 100vw, 429px\" \/><\/a><\/strong>e \u00e8 Natura\u201d.<strong>Ora fino al 13 marzo 2017 la Collezione Peggy Guggenheim presenta la mostra \u201c<\/strong><strong><em>La mia<\/em><\/strong> <strong><em>arma contro l\u2019atomica \u00e8 un filo d\u2019erba. Tancredi. Una retrospettiva\u201d, <\/em><\/strong><strong>a cura di Luca Massimo Barbero, curatore associato del museo veneziano. Con oltre novanta opere, l\u2019attesa retrospettiva sancisce il grande ritorno a Venezia di Tancredi Parmeggiani (Feltre 1927 \u2013 Roma 1964), tra gli interpreti pi\u00f9 originali e intensi della scena artistica italiana della seconda meta del \u2018900.<\/strong> Tancredi \u00e8 stato l\u2019unico artista, dopo Jackson Pollock, con il quale Peggy Guggenheim stringe un contratto, promuovendone l\u2019opera, facendola conoscere ai grandi musei e collezionisti d\u2019oltreoceano e organizzando alcune mostre, come quella del 1954 proprio a Palazzo Venier dei Leoni. Dopo oltre sessant\u2019anni, dunque, l\u2019artista ritorna protagonista indiscusso alla Collezione Peggy Guggenheim con una straordinaria selezione di lavori, che ricostruiscono in modo intimo e capillare, tra produzione creativa ed emotivita prorompente, la parabola breve, ma folgorante, di questo grande interprete dell\u2019arte del secondo dopoguerra.<\/p>\n<p>Partendo da rare prove giovanili di ritratti e autoritratti e dalle prime sperimentazioni su carta del 1950-51, le famose \u201cPrimavere\u201d, il percorso espositivo, passa a documentare la ricerca svolta dall\u2019artista feltrino nell\u2019arco dei primi anni &#8217;50, periodo che segna l&#8217;incontro cruciale con Peggy, di cui diventa <em>prot\u00e9g\u00e9<\/em>, e che lo porta ad avere un proprio studio a Palazzo Venier dei Leoni. Questo significativo legame e documentato dal consistente numero di lavori appartenenti alla collezione di Peggy, arricchito dalle nove opere della donazione Giorgio Bellavitis, ricevuta dal museo nel 2000. La mostra rappresenta inoltre il ritorno in Italia di u<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/02\/04-tancredi-senza-titolo-1953.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-9177\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/02\/04-tancredi-senza-titolo-1953.jpg\" alt=\"04-tancredi-senza-titolo-1953\" width=\"441\" height=\"310\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/02\/04-tancredi-senza-titolo-1953.jpg 553w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/02\/04-tancredi-senza-titolo-1953-300x211.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 441px) 100vw, 441px\" \/><\/a>na preziosissima selezione di opere donate dalla mecenate ad alcuni celebri musei americani. Per la prima volta, dai tempi di Peggy, saranno finalmente esposti capolavori come la <em>Primavera<\/em>, proveniente dal MoMA di New York, <em>Spazio, Acqua, Natura, Spettacolo, <\/em>oggi al Brooklyn Museum, o <em>Senza titolo (Composizione), <\/em>dal Wadsworth Atheneum Museum of Art di Hartford. <strong>E proprio grazie al rapporto<\/strong> <strong>privilegiato che instaura con Peggy che il lavoro di Tancredi acquisisce un respiro internazionale, tanto da farlo diventare molto noto in et\u00e0 giovanissima. E in questo periodo che l\u2019artista giunge a concepire<\/strong> <strong>una pittura personale, micro-spaziale e po<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/02\/03-tancredi-senza-tit-1952-53.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-9178 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/02\/03-tancredi-senza-tit-1952-53.jpg\" alt=\"03-tancredi-senza-tit-1952-53\" width=\"477\" height=\"332\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/02\/03-tancredi-senza-tit-1952-53.jpg 553w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/02\/03-tancredi-senza-tit-1952-53-300x209.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 477px) 100vw, 477px\" \/><\/a><\/strong><strong>licromatica, definita da alcuni \u201cmolecolare\u201d. Lo stile pittorico<\/strong> <strong>\u00e8 incentrato su una sempre pi\u00f9 evidente frammentazione del segno e su un cromatismo lucente,<\/strong> <strong>elemento trascin<\/strong><strong>ante nelle tele. L\u2019energia del tratto, abbinandosi alle vibrazioni luminose, crea una<\/strong> <strong>nuova armonia che corrisponde a uno dei periodi pi\u00f9 felici della produzione dell\u2019artista. Tancredi fu sempre attratto dagli accostamenti dei colori accesi, dalle invenzioni informali che, grazie a un pennello incessante e a una pittura piena di vita e intensit\u00e0 vibratile, occupavano tutti gli spazi della tela.<\/strong><\/p>\n<p>Affermer\u00e0 pi\u00f9 tardi, nel <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/02\/01-tancredi-senza-tit-1950-51.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-9179\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/02\/01-tancredi-senza-tit-1950-51.jpg\" alt=\"01-tancredi-senza-tit-1950-51\" width=\"421\" height=\"296\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/02\/01-tancredi-senza-tit-1950-51.jpg 553w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/02\/01-tancredi-senza-tit-1950-51-300x211.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 421px) 100vw, 421px\" \/><\/a>1956: \u201cHo impiegato una \u2018forma\u2019 molto semplice per controllare lo spazio: il \u2018puntino\u2019. Il punto e l\u2019elemento geometrico meno misurabile che ci sia, ma il pi\u00f9 immediato da ideare; un punto da l\u2019idea del vuoto da tutte le parti, di dietro, ai lati, davanti; qualunque punto realizzato formalmente e geometria, qualunque forma relativa alle dimensioni del mio quadro ha per legge il vuoto da tutte le parti\u201d. <strong>Nel 1952, pur rimanendo indipendente, sottoscrive il man<\/strong><strong>ifesto del Movimento Spaziale insieme a Lucio Fontana; e presente in questi anni nelle gallerie di Cardazzo a Venezia, Milano e Roma, e i suoi lavori entrano in prestigiose collezioni internazionali. Cruciale nel 1954 la mostra che Peggy organizza a Palazzo Venier dei Leoni e che consolida la fama del giovanissimo \u201cartista\u201d. Ricorda la collezionista nella sua autobiografia \u201cUna vit<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/02\/06-tancredi-composizione-1955.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-9180 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/02\/06-tancredi-composizione-1955.jpg\" alt=\"06-tancredi-composizione-1955\" width=\"381\" height=\"253\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/02\/06-tancredi-composizione-1955.jpg 553w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/02\/06-tancredi-composizione-1955-300x199.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 381px) 100vw, 381px\" \/><\/a><\/strong><strong>a per l\u2019arte\u201d: \u201c[..] poi finalmente svilupp\u00f2 uno stile tutto personale: era q<\/strong><strong>uello che in Italia si chiama uno spazialista e le sue <em>gouaches <\/em>riempirono presto casa mia. Erano delicate ed aeree [..]\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>La mostra prosegue con la sezione dedicata alle partecipazioni di Tancredi a premi e mostre internazionali, come \u201cTendances Actuelles\u201d alla Kunsthalle di Berna, con dipinti eseguiti tra il 1955 e il 1959, quali, tra gli altri, la serie di opere intitolate <em>A proposito di Venezia<\/em>, citta che lasciadefinitivamente nella primavera del 1959 per trasferirsi a Milano. Sempre in questa sezione si incontra il ciclo <em>Natura <\/em>(1954) e alcune delle opere esposte alla galleria Saiderberg di New York e alla Galleria Paul Facchetti di Parigi. E&#8217;\u00a0 verso la fine degli anni cinquanta, tra il 1959 e i<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/02\/99388.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-9181\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/02\/99388.jpg\" alt=\"99388\" width=\"452\" height=\"541\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/02\/99388.jpg 452w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/02\/99388-251x300.jpg 251w\" sizes=\"(max-width: 452px) 100vw, 452px\" \/><\/a>l 1960, che nelle opere di Tancredi, come le <em>Facezie<\/em>, si ripresenta la figura umana, che, rispetto alle opere giovanili, viene metamorfizzata. In seguito al soggiorno norvegese, durante il 1960, l\u2019amore per la pittura nordica e il grottesco si arricchiscono delle note accese e drammatiche di Edvard Munch, della nuova figurazione e dell\u2019ironia quasi rivoluzionaria che condivide con gli amici del movimento artistico Anti-Proces, sviluppatosi intorno alla Galleria del Canale di Venezia. E\u2019 un momento di crisi e di completa revisione della propria pittura, a cui l\u2019artista vuole dare ora un senso esistenziale e politico. <strong>Ed \u00e8 cosi che la vena della polemica e della tensione di quegli anni di guerra fredda emergono nel titolo di questa retrospettiva \u201cLa mia arma contro l\u2019atomica e un filo d\u2019erba\u201d, frase con cui Tancredi risponde agli innumerevoli conflitti dell\u2019epoca, dal Vietnam alla guerra in Algeria, alla tensione tra Stati Uniti e Unione Sovietica. Di questo momento fondamentale nel suo percorso artistico, in mostra a Venezia ci saranno i tre dipinti della serie <em>Hiroshima <\/em>(1962), esposti finalmente insieme dopo anni.<\/strong><\/p>\n<p>Un ulteriore segmento di sperimentazione, nella parte conclusiva dell\u2019esposizione, \u00e8 quello dei collage dipinti, eseguiti tra il 1962 e il 1963, i cosiddetti <em>Diari paesani <\/em>e i <em>Fiori dipinti da me e da altri al 101%<\/em>, che a ragione possono essere definiti la vera rivelazione di questa retrospettiva e che sono da considerarsi esempi di eccezionale vigore creativo e drammatica euforia. Immersosi nel clima della nuova pittura degli anni &#8217;60, Tancredi in aperta polemica con essa costruisce nuovi quadri \u201cantieroici\u201d, imbevuti di colore che diviene ora macchia ora immagine, capaci di alludere alla guerra, alla cronaca o a grandi fiori. Sono queste opere a chiudere lo straordinario percorso, geniale e sregolato, della pittura di Tancredi dedicata alla natura e all\u2019uomo. Quadri che nella loro inquietante felicit\u00e0 cromatica, preludono all\u2019ultimo anno di vita del pittore, tra le pi\u00f9 originali e non classificabili personalit\u00e0 della pittura italiana ed europea del XX secolo. <strong>Tancredi muore nel 1964 a soli 37 anni, giovanissimo e pronto a entrare, come scrive Dino Buzzati, nel \u201cmito di Tancredi\u201d.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u201cTancredi, con la sua pittura, crea una nuova filosofia poetica per coloro che non posseggono n\u00e9 telescopi n\u00e9 razzi: quanto fortunati noi che abbiamo tali cristallizzazioni da trasportarci sani e salvi, verso altri mondi\u201d(Peggy Guggenheim). \u00a0E ancora \u201cTancredi \u00e8 il migliore pittore italiano, dai Futuristi in poi\u201d( Peggy Guggenheim). Con questa mostra l\u2019opera di Tancredi Parmeggiani (Feltre 1927\u2013Roma 1964) torna a Palazzo Venier dei Leoni a Venezia. Talento precoce e irrequieto, nel 1951 fu riconosciuto da Peggy Guggenheim che gli offr\u00ec un contratto, concedendogli uno studio nella propria residenza e adoperandosi a dargli un prestigio internazionale. Alla mecenate sono dedicate [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2017\/02\/10\/tancredi-il-pittore-divenuto-leggenda-la-collezione-peggy-guggenheim-presenta-a-venezia-in-palazzo-venier-una-mostra-retrospettiva-che-incornicia-un-grande-dellarte-italiana\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[59246,53709,9894,53794,41640,28386,44441,87,35351,17505,35188,34308,44805,28369,4625],"tags":[59635,59480,231247,231250,406639,59330,41610,231249,231248,44768,231246,16887],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9173"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=9173"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9173\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9183,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9173\/revisions\/9183"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=9173"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=9173"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=9173"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}