{"id":9288,"date":"2017-02-27T21:23:16","date_gmt":"2017-02-27T21:23:16","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=9288"},"modified":"2017-02-27T22:16:02","modified_gmt":"2017-02-27T22:16:02","slug":"tappeti-dartista-capolavori-del-contemporaneo-in-mostra-al-pacific-design-center-di-los-angeles","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2017\/02\/27\/tappeti-dartista-capolavori-del-contemporaneo-in-mostra-al-pacific-design-center-di-los-angeles\/","title":{"rendered":"Tappeti d\u2019artista, capolavori del contemporaneo   in mostra al Pacific Design Center di Los Angeles."},"content":{"rendered":"<p><strong><em>\u201cThe Interior and The Carpet\u201d<\/em><\/strong><strong>\u00a0<\/strong><strong>\u00e8 una mostra\u00a0 eccezionale di tappeti d\u2019artista realizzati in edizione limitata prodotti da Petra Grunert Singh Il tappet<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/02\/PDC_view.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-9289\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/02\/PDC_view.jpg\" alt=\"PDC_view\" width=\"425\" height=\"132\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/02\/PDC_view.jpg 425w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/02\/PDC_view-300x93.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 425px) 100vw, 425px\" \/><\/a>o di Equator Production, che include i lavori di 12 artisti internazionali: Alan Belcher, Walter Dahn, Jir\u00ed Georg Dokoupil, Liam Gillick, Ilya <\/strong>ed<strong> Emilia Kabakov, Joseph Kosuth, Ken Lum, Jonathan Monk, Peter Nagy, Juli\u00e3o Sarmento, Rob Scholte, Rosemarie Trockel, Heimo Zobernig.<\/strong><\/p>\n<p>La mostra, allestita al <strong>Pacific Design Center<\/strong> di <strong>Los Angeles<\/strong>, avveniristico distretto per il design contemporaneo progettato dall\u2019architetto argentino Cesar Pelli nel 1975, \u00e8 visitabile fino \u00a0al <strong>23 giugno 2017<\/strong> e la sua apertura\u00a0 \u00e8 \u00a0\u00a0in coincidenza con \u201c<strong>Westwerk<\/strong>\u201d, l\u2019evento annuale dedicato al design industriale del Pacific Design Center. Il progetto espositivo <strong><em>The Interior and The Carpet\u00a0<\/em><\/strong> tende a\u00a0 mostrare\u00a0l\u2019evoluzione del concept che sta alla base del lavoro di <strong>Equator Production<\/strong>.<strong>Con l&#8217;esposizione\u00a0 abbiamo intanto\u00a0 la prima lista di artisti a cui vennero commissionati\u00a0tappeti d\u2019autore tra il 1985 e il 2003:<\/strong> <strong>Walter Dahn<\/strong>, <strong>Ji\u0159\u00ed Georg Dokoupil<\/strong>, <strong>Peter Nagy<\/strong>, <strong>Rob Scholte<\/strong>\u00a0e <strong>Rosemarie Trockel<\/strong>, cos\u00ec come una serie di tappeti pi\u00f9 recente (dal 2014) realizzati da <strong>Alan Belcher,Liam Gillick<\/strong>, <strong>Ilya<\/strong> ed <strong>Emilia Kabakov<\/strong>, <strong>Joseph Kosuth<\/strong>, <strong>Ken Lum<\/strong>, <strong>Juli\u00e3o Sarmento<\/strong>, <strong>Heimo Zobernig<\/strong>. Questa selezione \u00e8 stata messa in piedi\u00a0 da Cornelia Lauf per Equator Production in un progetto gestito da <strong>GoldenRuler<\/strong>, Roma.\u00a0 E taluni di questi tappeti sono stati recentemente esposti alla mostra <em>Wall to Wall: Carpet by Artists<\/em> al Museum of Contemporary Art (MOCA) di Cleveland, sempre a cura di Cornelia Lauf.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/02\/TITC.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-9290\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/02\/TITC.png\" alt=\"TITC\" width=\"555\" height=\"373\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/02\/TITC.png 854w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/02\/TITC-300x202.png 300w\" sizes=\"(max-width: 555px) 100vw, 555px\" \/><\/a> Ora sappiamo gi\u00e0 quanti artisti di chiara fama ( Mondino, Licata, Perilli, Santomaso, Le Parc, Garcia Rossi, ecc. per citarne alcuni)abbiano lavorato attorno al tappeto realizzandone\u00a0 di stupendi, vere e proprie opere d&#8217;arte. A\u00a0 vedere oggi\u00a0 questa\u00a0 mostra\u00a0 e queste realizzazioni si aggiunge un capitolo in pi\u00f9. Il tappeto concepito da <strong>Jir\u00ed Georg Dokoupil<\/strong>, <strong><em>Ohne Titel (unique)<\/em><\/strong> del 1986, e quello di <strong>Rob Scholte<\/strong>, <strong><em>Mens Erger Je Niet<\/em><\/strong> del 1988, sono i primi pezzi d\u2019autore prodotti da\u00a0Equator Production\u00a0nei primi anni di attivit\u00e0. <strong><em>Spiral<\/em><\/strong>, un tappeto che vive di una spirale con piccole figure su fondo bianco di <strong>Walter Dahn<\/strong> e <strong><em>Disease and Decoration<\/em><\/strong> di <strong>Peter Nagy<\/strong>, sono invece esemplari del 1991, quando l&#8217;azienda produttrice\u00a0 era gi\u00e0 avviata. Sempre del 1991 \u00e8 <strong><em>Plus Minus<\/em><\/strong>, un tappeto su cui vivono segni positivi e negativi\u00a0 ed \u00e8 stato realizzato dall\u2019artista tedesca <strong>Rosemarie Trockel.<\/strong> Tra i manufatti pi\u00f9 recenti ci sono il tappeto di <strong>Joseph Kosuth<\/strong>, <strong><em>Remarks on the Foundation of Mathematics<\/em><\/strong> (2015), intrecciato a Katmandu, Nepal, che fa riferimento a un libro di filosofia della matematica pubblicato nel 1956 da Ludwig Wittgenstein (in tedesco: <em>Bemerkungen \u00fcber die Grundlagen der Mathematik<\/em>); il tappeto di <strong>Ken Lum<\/strong>, <strong><em>The Path from Shallow Love to Deeper Love<\/em><\/strong> (2015),\u00a0 che fatto propria\u00a0 un&#8217;immagine readymade divenendone\u00a0 il soggetto dell\u2019opera.Lum con toni arancio e rosso\u00a0 traccia il disegno labirintico, una sorta di metafora dell&#8217;animo e dei sentimenti umani. Il tappeto di <strong>Heimo Zobernig<\/strong>, <strong><em>Carpet \/ Rug<\/em><\/strong> (2015),\u00a0 mima il gioco se il tappeto \u00e8 un\u00a0 oggetto per coprire il pavimento o\u00a0 un oggetto d\u2019arte. Il <strong><em>Lihotzky Carpet<\/em><\/strong> (2015) di <strong>Liam Gillick<\/strong>, artista britannico per il colore serigrafato a strutture in acciaio inox e plexiglass, riproduce a m\u00f2 di\u00a0 manifesto, un disegno ispirato alla cucina di Francoforte progettata nel 1926 dall&#8217;architetto austriaco Margarete Sch\u00fctte-Lihotzky. Nel tappeto <strong><em>Hole in the Wall<\/em><\/strong> (2016) di <strong>Ilya<\/strong> ed <strong>Emilia Kabakov<\/strong> il decoratore nepalese ricrea con la lana un disegno che Ilya Kabakov ha realizzato nel 1970 per un portfolio di 72 stampe. L\u2019immagine\u00a0 fa pensare a un territorio\u00a0 rosso, forse un luogo caro\u00a0 di\u00a0 memoria\u00a0 sovietica\u00a0 nel quale una delle figure\u00a0 risiedeva. <strong><em>Blocks<\/em><\/strong> (2016) di <strong>Juli\u00e3o Sarmento<\/strong> si basa sui blocchetti\u00a0 in uso per la costruzione di un insieme architettonico.\u00a0 <strong><em>Dog Chew Rag<\/em><\/strong> (2016) di <strong>Alan Belcher<\/strong>, \u00e8 uno strano\u00a0 tappeto messo insieme\u00a0 con i residui del cane di pezza che il\u00a0 terrier dell&#8217;artista, Milo, ha distrutto giocando.\u00a0 Certo\u00a0 rimanda a\u00a0 un oggetto prodotto in massa in Cina (il giocattolo di pezza), ricomposto al computer dall\u2019artista nel suo studio, a Toronto, infine\u00a0 realizzato per volont\u00e0 dell&#8217;artista\u00a0 dalle\u00a0 mani dei tessitori di Katmandu.\u00a0 E per finire\u00a0 l\u2019opera di <strong>Jonathan Monk<\/strong>, <strong><em>Untitled (Flying Carpet)<\/em><\/strong> (2017) che lascia leggere\u00a0 sul\u00a0 tappeto l\u2019immagine di una celebre copertina della rivista \u201cFlash Art\u201d realizzata da Gino De Dominicis in omaggio al \u201csalto nel vuoto\u201d di Yves Klein.\u00a0 Una carrellata di opere d&#8217;arte realizzate come manufatto, tappeto d&#8217;artista,\u00a0 in stretta relazione con il design, gli ambienti, e soprattuto far si che\u00a0 l&#8217;arte\u00a0 si ain diretto contatto\u00a0 con il\u00a0 quotidiano,\u00a0 forsanche al servizio del\u00a0 nostro vivere,\u00a0 come gi\u00e0 avevano pensato i futuristi italiani<\/p>\n<p><strong>Pacific Design Center, Los Angeles<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 la massima risorsa per il design tradizionale e contemporaneo della West Coast degli Stati Uniti. L\u2019intero distretto consiste in un campus di 14 acri con edifici monumentali interamente disegnato dall\u2019architetto argentino Cesar Pelli nel 1975, ed \u00e8 riconosciuto internazionalmente come centro nevralgico per il design contemporaneo e come luogo per le arti e per l\u2019intrattenimento di tutta la comunit\u00e0, alla quale fornisce spazi pubblici e privati per proiezioni, mostre, conferenze, incontri, eventi speciali e ricevimenti. Il campus raccoglie quasi 100 spazi commerciali di grandi marchi di design e arredamento e showroom internazionali. In totale circa 2.200 linee di prodotti disponibili per designer professionisti, architetti, facility manager, arredatori e rivenditori.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u201cThe Interior and The Carpet\u201d\u00a0\u00e8 una mostra\u00a0 eccezionale di tappeti d\u2019artista realizzati in edizione limitata prodotti da Petra Grunert Singh Il tappeto di Equator Production, che include i lavori di 12 artisti internazionali: Alan Belcher, Walter Dahn, Jir\u00ed Georg Dokoupil, Liam Gillick, Ilya ed Emilia Kabakov, Joseph Kosuth, Ken Lum, Jonathan Monk, Peter Nagy, Juli\u00e3o Sarmento, Rob Scholte, Rosemarie Trockel, Heimo Zobernig. La mostra, allestita al Pacific Design Center di Los Angeles, avveniristico distretto per il design contemporaneo progettato dall\u2019architetto argentino Cesar Pelli nel 1975, \u00e8 visitabile fino \u00a0al 23 giugno 2017 e la sua apertura\u00a0 \u00e8 \u00a0\u00a0in coincidenza con [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2017\/02\/27\/tappeti-dartista-capolavori-del-contemporaneo-in-mostra-al-pacific-design-center-di-los-angeles\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[150,59281,53889,53888,53709,53710,9894,28386,44441,2215,17505,35188,28369,4625],"tags":[231341,59480,231346,231343,231337,59542,231345,231344,231342,4307,231335,231338,231339,231340,231347,231336],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9288"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=9288"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9288\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9295,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9288\/revisions\/9295"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=9288"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=9288"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=9288"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}