{"id":9298,"date":"2017-02-28T22:59:29","date_gmt":"2017-02-28T22:59:29","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=9298"},"modified":"2017-02-28T22:59:29","modified_gmt":"2017-02-28T22:59:29","slug":"bernardino-luino-e-il-realismo-esistenzialeevocativo-a-milano-alla-galleria-marini-le-ultime-opere-di-questo-maestro-della-pittura-italiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2017\/02\/28\/bernardino-luino-e-il-realismo-esistenzialeevocativo-a-milano-alla-galleria-marini-le-ultime-opere-di-questo-maestro-della-pittura-italiana\/","title":{"rendered":"Bernardino Luino e il  realismo  esistenziale\/evocativo. A Milano alla Galleria Marini le ultime opere di questo maestro della pittura italiana."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/02\/x-articolo-Carciofo-e-pallina2012tempera-alluovo-e-olio-su-tavola545x56-cm.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-9299\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/02\/x-articolo-Carciofo-e-pallina2012tempera-alluovo-e-olio-su-tavola545x56-cm.jpg\" alt=\"x articolo-Carciofo e pallina,2012,tempera all'uovo e olio su tavola,54,5x56 cm\" width=\"405\" height=\"395\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/02\/x-articolo-Carciofo-e-pallina2012tempera-alluovo-e-olio-su-tavola545x56-cm.jpg 500w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/02\/x-articolo-Carciofo-e-pallina2012tempera-alluovo-e-olio-su-tavola545x56-cm-300x293.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 405px) 100vw, 405px\" \/><\/a>Stanze, interni, muri bianchi o leggermente\u00a0 colorati, pavimenti quadrettati, parquet, finestre aperte, \u00a0spazi silenziosi, armadi con cassetti aperti, \u00a0sedie, tavoli con tovaglie, un pianoforte, frutta posata su oggetti \u00a0e sanno pertanto di nature morte, vasi e attrezzi usati dall\u2019artista nel dipingere, appendiabiti. E\u2019 parte di ci\u00f2 che troviamo nelle opere di Bernardino Luino, artista italiano \u00a0che conosciamo da tempo \u00a0e che in questi giorni espone a Milano le sue opere recenti alla Galleria Marini di Via Appiani. Una cosa che negli anni abbiamo apprezzato dell\u2019artista \u00e8 la sua fedelt\u00e0 all\u2019immagine, mai scontata, ma poetica, evocante, vitale. <\/strong><strong>Potremmo dire che Luino \u00e8 uno degli ultimi realisti esistenziali &#8211; o meglio evocativi- , \u00a0appartenente a quel\u00a0\u00a0 proseguo di movimento che tra la fine deg<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/02\/x-articolo-Interno-con-pianoforte-2016-olio-su-tavola-542x542-cm.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-9300 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/02\/x-articolo-Interno-con-pianoforte-2016-olio-su-tavola-542x542-cm.jpg\" alt=\"x articolo-Interno con pianoforte, 2016, olio su tavola, 54,2x54,2 cm\" width=\"389\" height=\"391\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/02\/x-articolo-Interno-con-pianoforte-2016-olio-su-tavola-542x542-cm.jpg 498w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/02\/x-articolo-Interno-con-pianoforte-2016-olio-su-tavola-542x542-cm-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 389px) 100vw, 389px\" \/><\/a><\/strong><strong>li anni Cinquanta e inizi Sessanta \u00a0\u00a0del Novecento fece osservante opposizione al realismo socialista che aveva innervato \u00a0tutta la pittura del dopoguerra.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Quegli interni si diceva, pur senza figure, parlano da s\u00e9, oggettivano l\u2019esistenza, la quotidianit\u00e0, mentre un silenzio avvolge ogni cosa \u00a0\u00a0e la luce \u00a0ventila \u00a0solare, \u00a0talvolta cadenzata da\u00a0 ombre e penombre. Utilizza nel dipingere colori \u00a0che a volte sono netti e a volte\u00a0 affiorano con un variar di tinta,\u00a0 ma sempre brillanti e trasparenti. Le impostazioni di ogni lavoro vivono di una accurata scenografia\u00a0 che risuona di cadenza e ritmo; non \u00e8 poco, perch\u00e9 in questo modo \u00e8 tutto controllato, nulla fuori posto, tutto gravitante in una sospesa staticit\u00e0. Quei colori creano e trattengono la luce che furibonda si \u00e0ncora\u00a0 nell\u2019aria\u00a0 poi ruota tra gli oggetti\u00a0 che <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/02\/x-articolo-Armadio-nella-camera1987olio-su-tavola765x75-cm.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-9301\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/02\/x-articolo-Armadio-nella-camera1987olio-su-tavola765x75-cm.jpg\" alt=\"x articolo-Armadio nella camera,1987,olio su tavola,76,5x75 cm\" width=\"422\" height=\"428\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/02\/x-articolo-Armadio-nella-camera1987olio-su-tavola765x75-cm.jpg 493w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/02\/x-articolo-Armadio-nella-camera1987olio-su-tavola765x75-cm-296x300.jpg 296w\" sizes=\"(max-width: 422px) 100vw, 422px\" \/><\/a>diventano essi stessi figure pernianti nel palcoscenico del\u00a0 dipinto.<\/strong><strong> Beninteso, e per tutto ci\u00f2, niente di metafisica, d\u2019altronde anche il collega Maurizio Fagiolo dell\u2019Arco( scomparso nel 2002) ebbe a scrivere \u00a0su Luino queste parole, le stesse che mi hanno fatto formulare da tempo un giudizio \u00a0cos\u00ec ancorato e accorato; ecco cosa diceva\u00a0 Fagiolo dell\u2019Arco: \u201c <\/strong>Uno dei maggiori e pi\u00f9 frequenti fraintendimenti, in molte letture critiche riconducibili in particolar modo agli ultimi due decenni, riguarda quanto appartenga a un ambito pregiato del realismo \u2013 che, chi scrive, in passato ebbe per primo a definire <em>evocativo<\/em> \u2013, e non gi\u00e0 alla rarefatta e aristocratica riserva della metafisica. Ricordato, peraltro, come proprio de Chirico tenesse ogni volta ad affermare <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/02\/x-articolo-Interno-con-drappo-e-barattolo-2014-2015-olio-su-tavola-397x397-cm.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-9302 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/02\/x-articolo-Interno-con-drappo-e-barattolo-2014-2015-olio-su-tavola-397x397-cm.jpg\" alt=\"x articolo-Interno con drappo e barattolo, 2014-2015, olio su tavola, 39,7x39,7 cm\" width=\"379\" height=\"379\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/02\/x-articolo-Interno-con-drappo-e-barattolo-2014-2015-olio-su-tavola-397x397-cm.jpg 500w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/02\/x-articolo-Interno-con-drappo-e-barattolo-2014-2015-olio-su-tavola-397x397-cm-150x150.jpg 150w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/02\/x-articolo-Interno-con-drappo-e-barattolo-2014-2015-olio-su-tavola-397x397-cm-300x300.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 379px) 100vw, 379px\" \/><\/a>che non \u00e8 il soggetto di un dipinto, ma la pittura stessa \u2013 intesa nelle sue qualit\u00e0 intrinseche \u2013 a rivelare la propria identit\u00e0 metafisica, giova piuttosto rivisitare oggi, con il dovuto approfondimento esegetico e nel rispetto di un ordine cronologico preciso, la genesi di un lessico espressivo abitato da entit\u00e0 invisibili e fascinazioni arcane\u00a0 \u2013 il <em>realismo evocativo<\/em>, appunto \u2013, del quale sono nobili interpreti alcuni fra i pi\u00f9 significativi e talentuosi pittori contemporanei. Bernardino Luino, fra questi, \u00e8 la figura che pi\u00f9 di ogni altra incarna, con limpidezza emblematica, il fecondo sostrato di tre fondamentali stagioni precedenti: il <em>Realismo magico<\/em> (Donghi e Cagnaccio di San Pietro), i \u00abPittori Moderni della Realt\u00e0 (Annigoni, Sciltian e i due Bueno) e una successiva evoluzione sempre del realismo \u2013 invero dai contenuti e dalla temperatura endogena alquanto differenti \u2013 che un acuto osservatore, quale Marco Valsecchi, nel 1956 a ragione defin\u00ec di natura \u201cesistenziale\u201d: una tendenza, questa, influenzata dalla filosofia di Sartre, che ebbe a caratterizzare, almeno fino alla prima met\u00e0 degli anni Sessanta, il lavoro di un gruppo di artisti (Banchieri, Bodini, Ceretti, Ferroni, Guerreschi, Romagnoni e Vaglieri) attivi a Milano nel medesimo torno di tempo\u2026\u201d. E dunque a questo filone del realismo per nulla stantio, ma nuovo, direi nuovissimo, perch\u00e9 ancor oggi vive una resistenza orgogliosa, appartiene Bernardino Luino con la sua immagine\u00a0 da intendersi severamente come fenomeno colto, specchio e nominazione, \u00a0\u00a0ed anche pellicola, superficie, rappresentazione bidimensionale,\u00a0 propria della cultura europea.\u00a0 <strong>Con lui e con i suoi mezzi espressivi \u00a0riesplode l\u2019immagine, che non \u00e8 gioco ma intendimento, potenza razionale\u00a0 e performante, \u00a0\u00a0cos\u00ec che, \u00a0\u00a0quasi, \u00a0l\u2019immagine traduce il silenzio che la percorre. Ed allora \u00e8 con quel suo realismo esistenziale, caldo e mai freddo, profondamente umano,\u00a0 che Luino\u00a0 mette in crisi il concetto stesso di realt\u00e0,\u00a0 per abbracciare e manifestare -dipingendo- \u00a0una ricerca poetica\u00a0 che rimette cos\u00ec in moto la conoscenza completa del reale.<br \/>\n<\/strong><br \/>\n<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/02\/x-articolo-Natura-morta-con-uva-matita-2015-2016-olio-su-tela-50x45-cm.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-9303\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/02\/x-articolo-Natura-morta-con-uva-matita-2015-2016-olio-su-tela-50x45-cm.jpg\" alt=\"x articolo-Natura morta con uva  matita, 2015-2016, olio su tela, 50x45 cm\" width=\"449\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/02\/x-articolo-Natura-morta-con-uva-matita-2015-2016-olio-su-tela-50x45-cm.jpg 449w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/02\/x-articolo-Natura-morta-con-uva-matita-2015-2016-olio-su-tela-50x45-cm-269x300.jpg 269w\" sizes=\"(max-width: 449px) 100vw, 449px\" \/><\/a><strong>Bernardino Luino<\/strong> nasce a Latina nel 1951. A dodici anni, ispirato da un paesaggio di Giorgio Morandi, inizia la sua carriera di pittore. Contro il volere dei genitori, continua la sua formazione iscrivendosi prima all\u2019Accademia di Roma, poi a quella di Firenze, dove si diploma discutendo una tesi su G\u00e9ricault e La Zattera della Medusa. Verso la fine dell\u2019accademia, Luino inizia a trovare il suo linguaggio artistico, elaborando le prime opere mature ed esponendole nel 1975 a Firenze, nella sua prima mostra personale. Nel 1976 si trasferisce a Milano, dove per un periodo vive nello studio del pittore Gianfranco Ferroni. Nel 1979, spinti da numerose conversazioni e da una comune visione della pittura, Luino, Ferroni e altri quattro pittori (Giuseppe Bartolini, Sandro Luporini, Lino Mannocci e Giorgio Tonelli. Giuseppe Biagi si unisce al gruppo nel 1983) fondano La Metacosa. Il gruppo espone collettivamente dal 1979 al 1983. Il 1982 \u00e8 un anno di svolta per Luino. Invitato dalla storica galleria Il Fante di Spade, espone per la prima volta gli interni che diventeranno da quel momento un motivo centrale nell\u2019opera dell\u2019artista. La mostra \u00e8 presentata da Franco Solmi, direttore in quegli anni del Museo Giorgio Morandi a Bologna. Lo stesso anno, partecipa alla mostra collettiva Giovani Pittori Scultori Italiani, curata dai critici d\u2019arte Umberto Allemandi, Achille Bonito Oliva, Enzo Fabiani, Osvaldo Patani e Alberico Sala alla Rotonda di via Besana a Milano. Negli anni che seguono, Luino \u00e8 chiamato ad esporre nelle pi\u00f9 prestigiose rassegne d\u2019arte nazionali. In pittura, partecipa alla XXIX, XXXI e XXXII Biennale Nazionale d\u2019arte, mentre le sue incisioni sono presentate alla IV, V e VI Triennale dell\u2019incisione al Palazzo della Permanente a Milano e alla mostra Grafica italiana contemporanea, organizzata dalla Quadriennale Nazionale d\u2019arte di Roma del 1982. Un appassionato mecenate invita Luino a viaggiare, nell\u2019estate del 1982, prima in Messico, poi a Philadelphia ed infine a New York. Ispirato dalla grande metropoli, Luino dipinge le sue prime scene Newyorkesi \u2013 fra cui The lobster colored fa\u00e7ade.\u00a0 Nel 1985, Luino torna a New York per la sua prima mostra personale alla Gallery Henoch, dove esporr\u00e0 ancora nel 1988 e nel 1994. Durante la mostra del 1988, il grande regista americano Billy Wilder acquista \u201cone of those tiled rooms with the lonely bed in it\u201d, dichiarando: \u201cI love your stuff\u201d. Nel 1988 e nel 2002 Luino partecipa al prestigioso Armory Show. Fra il 1990 e il 2000, Luino realizza tre importanti mostre personali a Milano. Nel 1992 la Galleria Appiani Arte Trentadue espone le sue opere, con presentazione di Maurizio Fagiolo dell\u2019Arco. L\u2019attenzione si concentra sulle figure, esposte in gruppo per la prima volta, e i nudi, fra cui Nudo n\u00b01, Nudo n\u00b02 e Nudo in una stanza. Nella stessa galleria segue nel 1998 la mostra Bernardino Luino: dipinti e tecniche miste, 1987-1998, questa volta concepita come retrospettiva, ed edita da Skira. Nel 2003, alla Galleria Marieschi, Vittorio Sgarbi presenta la terza mostra personale di Luino di questo periodo. E\u2019 l\u2019occasione per Luino di presentare in Italia, per la prima volta, le sue scene Newyorkesi, fra cui Vesuvio Bakery, Scala Esterna e Freedom of Vodka.\u00a0 Negli ultimi vent\u2019anni, Luino ha partecipato a numerose retrospettive d\u2019arte italiana, in particolare 2000 Elogio della bellezza \/ de metaphisica (1999, curata da Maurizio Fagiolo dell\u2019Arco); Fenomenologia della Metacosa: 7 artisti nel 1979 a Milano e venticinque anni dopo (2000, curata da Philippe Daverio allo Spazio Oberdan di Milano); Arte Italiana. 1986-2007 Pittura (2007, curata da Vittorio Sgarbi) e Morandi e la natura morta oggi in Italia (2007, curata da Marilena Pasquali). Nel 2008 e nel 2010, Luino espone a Parigi in rue de Seine, alla Galleria Deprez-Bellorget, presentando per la prima volta dei paesaggi francesi. Nel 2011 \u00e8 presentato alla 54\u00b0 Biennale di Venezia, Padiglione Italiano, con presentazione di Quirino Principe, che scrive della sua pittura: \u2018vale ci\u00f2 che Borges dice degli specchi: \u2018por eso nos alarman\u201d. Nel 2012, la Galleria Marini inaugura il nuovo spazio con una mostra di Luino, in cui l\u2019artista espone, fra altre opere, degli inediti paesaggi di Milano. Le opere pi\u00f9 recenti di Bernardino Luino sono state esposte in una serie di mostre personali organizzate dalla Galleria Marini di Milano nel 2012, dal Centro Culturale Le Muse di Andria nel 2013 e dalla galleria Sifrein di Parigi nel 2016. Con il Centro Culturale Le Muse di Andria, Luino partecipa inoltre a due mostre collettive a tema: <em>Arte come eresia<\/em> (2014) e <em>Frontiera dell\u2019esistenza, dell\u2019altrove nell\u2019arte<\/em> (2016), quest\u2019ultima presentata da Stefano Crespi. Luino viene inoltre invitato a partecipare a due collettive dedicate a maestri ai quali si riconosce affine: <em>Dopo de Chirico<\/em>, mostra organizzata dal Panorama Museum di Bad Frankenhausen (2012) e <em>Per Vilhelm Hammersh\u00f8i<\/em> (Roma, 2016). Attualmente, Luino vive e lavora a Milano e a Parigi. A Milano, divide il suo tempo fra lo studio sul Naviglio Grande e le aule dell\u2019Accademia di Belle Arti di Brera, dove ha la cattedra di Tecniche dell\u2019Incisione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Stanze, interni, muri bianchi o leggermente\u00a0 colorati, pavimenti quadrettati, parquet, finestre aperte, \u00a0spazi silenziosi, armadi con cassetti aperti, \u00a0sedie, tavoli con tovaglie, un pianoforte, frutta posata su oggetti \u00a0e sanno pertanto di nature morte, vasi e attrezzi usati dall\u2019artista nel dipingere, appendiabiti. E\u2019 parte di ci\u00f2 che troviamo nelle opere di Bernardino Luino, artista italiano \u00a0che conosciamo da tempo \u00a0e che in questi giorni espone a Milano le sue opere recenti alla Galleria Marini di Via Appiani. Una cosa che negli anni abbiamo apprezzato dell\u2019artista \u00e8 la sua fedelt\u00e0 all\u2019immagine, mai scontata, ma poetica, evocante, vitale. 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