{"id":9310,"date":"2017-03-04T22:15:48","date_gmt":"2017-03-04T22:15:48","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=9310"},"modified":"2017-03-04T22:15:48","modified_gmt":"2017-03-04T22:15:48","slug":"sergio-sarri-dal-pop-agli-scenari-futuribili-una-mostra-antologica-a-milano-consacra-lartista-con-un-linguaggio-davanguardia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2017\/03\/04\/sergio-sarri-dal-pop-agli-scenari-futuribili-una-mostra-antologica-a-milano-consacra-lartista-con-un-linguaggio-davanguardia\/","title":{"rendered":"Sergio Sarri dal Pop agli scenari futuribili. Una mostra antologica a Milano consacra l\u2019artista con un linguaggio d\u2019avanguardia."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/03\/rev1660721-ori.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-9311\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/03\/rev1660721-ori.jpg\" alt=\"rev166072(1)-ori\" width=\"486\" height=\"662\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/03\/rev1660721-ori.jpg 518w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/03\/rev1660721-ori-220x300.jpg 220w\" sizes=\"(max-width: 486px) 100vw, 486px\" \/><\/a>Sempre Pop, volutamente Pop, fortissimamente Pop. Il Pop al tempo delle macchine, il Pop al tempo dell\u2019Uomo &#8211; Macchina. Il Pop di Sergio Sarri. \u00a0Viene presentato alla galleria Robilant + Voena di Milano fino \u00a0al 2 aprile 2017 nella mostra \u201cSergio Sarri. Opere 1967 \u2013 2017\u201d, il lavoro di Sarri \u00a0che si nutre certamente \u00a0dei mass-media, della pubblicit\u00e0, della televisione, del cinema ma concentra la propria profetica riflessione sul difficile rapporto tra l\u2019uomo e la macchina, dall\u2019epoca \u00a0della prima tecnologia a oggi, epoca in cui la robotica si \u00e8 fatta infinitesimamente piccola, ma infinitamente presente nelle nostre vite. E d\u2019altronde da quando gli presentai una bellissima personale nei primi anni \u201990 alla Galleria\u00a0 Studio F22 di Palazzolo Sull\u2019Oglio, Sergio Sarri non ha mai ceduto sulla poetica portata avanti con passione. <\/strong>Ora La personale, che presenta circa trenta tele di medio e grande formato, si pone come una vera e propria antologica che rende conto dei cinquanta anni di carriera dell\u2019artista e lo propone <strong>come uno dei protagonisti di una Pop Art specifica del Nord Italia che si discosta da quella romana,<\/strong> pi\u00f9 nota, e \u2013 guardando soprattutto alle esperienze europee inglesi e francesi \u2013 d\u00e0 esiti di grande complessit\u00e0 e raffinatezza. <strong>Dopo un Grand Tour che lo ha portato negli Stati Uniti e in Europa a met\u00e0 degli anni Sessanta, Sarri torna in Italia e, facendo dapprima riferimento al cinema sperimentale \u2013 \u201cMetropolis\u201d di Fritz Lang, tra gli altri, rimane per lui un cardine da un punto di vista concettuale e di immaginario visivo -, d\u00e0 il via alla difficilissima sfida di considerare la pittura un linguaggio d\u2019avanguardia.<\/strong> I suoi dipinti, glacialmente analitici, freddi nella loro precisione, esibiscono frammenti di corpi che fanno pensare a una visionariet\u00e0 sadomasochista. Emblematico, in questo senso, \u201cStudio con piccolo attrezzo sonda e schermo con figura\u201d, opera acrilico su tela del 1975, esposto negli spazi della galleria milanese.<br \/>\nScrive \u00a0Walter Guadagnini nel suo testo in catalogo: \u201cA ben vedere, i corpi dipinti da Sarri sono scomposti, agglomerati di carni che danno vita ad arti o teste indecifrabili, in parte coperti da strani elementi da immaginario fetish, in parte vestiti con banali abiti borghesi\u201d. Proprio cos\u00ec. \u00a0Sarri si fa precursore di una figura umana con inserti di anatomie meccaniche, robot, corpi mutanti, fatti a pezzi e restituiti alla visione in modo quasi pornografico, come nel dittico Trasfusione A-B del 1976. Molteplici le fonti che lo ispirano, non solo rimandi all\u2019arte d\u2019avanguardia, ma anche elementi provenienti da linguaggi considerati \u201cminori\u201d come il fumetto \u00a0-fondamentale per lui l\u2019esperienza di Corto Maltese-, l\u2019illustrazione, e soprattutto \u00a0il cinema di genere. Profonda \u00e8 pure la conoscenza delle immagini pubblicitarie che Sarri raccoglie in ritagli di giornali per rimontarle ed utilizzarle in un secondo momento nella costruzione del suo lavoro.<\/p>\n<p><strong>A Sarri interessa inventare un mondo, non replicare quello esistente, parlare di utopie e di scenari futuribili. Certo lo dico\u00a0 a chiare lettere, ancor oggi\u00a0 il suo lavoro \u00e8 difficile da classificare e definire, Sarri \u00e8 un pittore raffinato che ha superato anagraficamente il Pop dopo averlo contaminato con la sfera concettuale.<\/strong> \u201cSarri ha iniziato a costruire il suo mondo parallelo \u2013 conclude Guadagnini \u2013 mescolando ancor pi\u00f9 le fonti, frammentando ancor pi\u00f9 i racconti, dimostrando una volta ancora, dopo cinquant&#8217;anni di pittura, di avere gli occhi ben fissi sul mondo, e di avere ancora la forza di immaginarne altri\u201d.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Sempre Pop, volutamente Pop, fortissimamente Pop. Il Pop al tempo delle macchine, il Pop al tempo dell\u2019Uomo &#8211; Macchina. Il Pop di Sergio Sarri. \u00a0Viene presentato alla galleria Robilant + Voena di Milano fino \u00a0al 2 aprile 2017 nella mostra \u201cSergio Sarri. 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