{"id":9351,"date":"2017-03-12T19:41:36","date_gmt":"2017-03-12T19:41:36","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=9351"},"modified":"2017-03-12T19:41:36","modified_gmt":"2017-03-12T19:41:36","slug":"giorgio-bevignani-e-le-sue-costellazioni-invadono-il-plus-florence-di-firenze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2017\/03\/12\/giorgio-bevignani-e-le-sue-costellazioni-invadono-il-plus-florence-di-firenze\/","title":{"rendered":"Giorgio Bevignani  e le sue  costellazioni  invadono  il Plus Florence di  Firenze."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/03\/Balcone_con_Al-Gher_Light_\u00a9_Firenze_copia-e1489344735649.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-9352\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/03\/Balcone_con_Al-Gher_Light_\u00a9_Firenze_copia-e1489344735649.jpg\" alt=\"Balcone_con_Al-Gher_Light_\u00a9_Firenze_copia\" width=\"440\" height=\"440\" \/><\/a>Costellazioni, meteoriti, pianeti e satelliti,\u00a0 installazioni di grande fascino, colori che irrompono nell\u2019aria, fili che intrecciano l\u2019universo e l\u2019aria che li attraversa, ma fili che intrecciati danno vita, ricreano, aprono a stanze e dimore, segnano e disegnano forme, saccheggiano simboli, indicano da nord a sud e da est ad ovest la trama del tempo, quel pendolo che si sfilaccia dopo un qui e un dove.<\/p>\n<p><strong>Oggi Giorgio Bevignani \u00e8 approdato a Firenze al Plus Florence dove ha installato un tetto di colori su un terrazzo aperto sullo scenario della citt\u00e0, e altre parti accolte e trasformate\u00a0 e capaci di articolare monocromamente\u00a0 in rosso sia \u00a0l\u2019entrata del Plus Florence ed anche \u00a0una Balconata che troviamo dopo il portale di accesso.<\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/03\/Terrazza_con_Cirri_\u00a9_Firenze_copia-e1489344780127.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-9353 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/03\/Terrazza_con_Cirri_\u00a9_Firenze_copia-e1489344780127.jpg\" alt=\"Terrazza_con_Cirri_\u00a9_Firenze_copia\" width=\"440\" height=\"283\" \/><\/a>Bevignani \u00a0viaggiatore instancabile\u00a0 \u00e8 sempre in giro per il mondo\u00a0 pronto a cogliere le spinte e le sollecitazioni\u00a0 che gli arrivano dai contesti pi\u00f9 diversi. E\u2019 cos\u00ec che orchestra il suo fare arte, nell\u2019operare e costruire ambienti, attraverso nuovi linguaggi cos\u00ec come espresso\u00a0 dalle neoavanguardie.<\/strong><\/p>\n<p>Il suo interesse per questo potenziale dell\u2019arte\u00a0 nella trasformazione ambientale\u00a0 prosegue\u00a0 -seppure in modo strettamente personale- \u00a0le performance evento\u00a0 di Pierre Huyghe al Castello di Rivoli, il Terzo Paradiso di Michelamgelo Pistoletto, l\u2019azione\u00a0 di Walid Maw\u2019ed. Al Plus Florence di Firenze oggi l\u2019invasione ambientale\u00a0 di Bevignani \u00e8 una specie di festa globale, architettura e arte si fondono e si toccano, fluiscono l\u2019una nell\u2019altra, \u00a0ed allora\u00a0 aver lavorato alla creazione di uno spazio a cielo aperto, elementi come il vento, l\u2019aria, la luce entrano nel processo ideativo\u00a0 tanto che il confine fra emozione e funzione tende oltremodo\u00a0 ad assottigliarsi. E infatti cos\u00ec \u00e8 stato. <strong>Il paesaggio dopo questa sua contaminazione creativa \u00a0acquista pertanto\u00a0 una immagine mutevole, una presenza costante\u00a0 nell\u2019orizzonte quotidiano, talvolta cambia persino \u00a0lo skyline metropolitano. Giorgio Bevignani, paesaggista\u00a0 visionario,\u00a0\u00a0 ha cercato cos\u00ec una risposta dagli ambienti esterni,\u00a0 per svelare o rivelare le profonde e nascoste verit\u00e0 di un luogo. Disciplina progettuale, forme e colori, elementi simbolici, funzionalismo, tutto muove al servizio del \u201cgenius loci\u201d, lo spirito del luogo.\u00a0\u00a0<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/03\/PERPIERO_024_copia-e1489344832536.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-9354\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/03\/PERPIERO_024_copia-e1489344832536.jpg\" alt=\"PERPIERO_024_copia\" width=\"480\" height=\"362\" \/><\/a> \u00a0\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Giorgio Bevignani<\/strong> \u00e8 nato a Citt\u00e0 di Castello (Perugia) nel 1955,\u00a0 vive e lavora a Castel San Pietro Terme (Bologna). A\u00a0 dieci anni si trasferisce con la famiglia in Francia, per poi rientrare in Italia nel 1975, a Citt\u00e0 di Castello. Frequenta l\u2019Istituto d\u2019Arte San Bernardino di Betto di Perugia, conseguendo il diploma di Maestro d\u2019Arte nel 1979. Trasferitosi in Toscana, a Firenze poi a Siena, riprende gli studi all\u2019Istituto d\u2019Arte Duccio di Buoninsegna di Siena diplomandosi in Arte Applicata (Scultura) nel 1981.<\/p>\n<p>Agli esordi\u00a0 l\u2019esplorazione della pittura precede l\u2019approdo alla scultura e il successivo passaggio alle installazioni. Frequenta l\u2019Accademia di Belle Arti di Bologna negli anni dal 1984 al 1986 e l\u2019Accademia di Brera a Milano dal 1986 al 1988. In questi anni lavora intensamente nel suo nuovo studio vicino a Bologna. Nel 1990 si trasferisce a<strong> New York City<\/strong> e nei tre anni successivi vive tra l\u2019Italia e gli Stati Uniti. In questo periodo con il curatore David Jacobson realizza una personale presso il suo studio in 39, Mercer Street. Nel frattempo, su suggerimento del semiologo <strong>Omar Calabrese,<\/strong> prende contatto con <strong>Leo Castelli<\/strong>. Il celebre gallerista riconosce il talento di Bevignani per la scultura e lo esorta caldamente a proseguire la ricerca artistica intrapresa in quegli anni. Nel 1993, durante un viaggio in Colombia, sottopone il suo portfolio ad alcune gallerie di Bogot\u00e0. La Galleria Diners manifesta interesse al suo lavoro e la direttrice Maria Kristina Jimenez decide di programmare per l\u2019anno 1994 una personale. Il 17 marzo 1994 viene inaugurata \u201cPinturas\u201d, esposizione curata da Martelena Arango Cardinal, docente di Storia dell\u2019Arte presso la Universidad de Los Andes di Bogot\u00e0, nella quale presenta per la prima volta i suoi lavori su tela (encausti) con utilizzo di materiali diversi quali cera, catrame, pece greca. L\u2019anno seguente rientra nuovamente in Italia. Nel 1999 viene selezionato dall\u2019emittente televisiva WDR e dall\u2019Istituto di Cultura Italiana di Colonia per rappresentare l\u2019Italia nella mostra collettiva <strong>\u201cCoincidences\u201d<\/strong>, presso <strong>l\u2019Ignis Kulturzentrum<\/strong>, di Colonia, Germania. Nel 2000 si trasferisce da Bologna a Castel S. Pietro Terme. Nel 2009 vince il concorso internazionale \u201c<strong>Lugares<\/strong> <strong>comunes<\/strong>\u201d, indetto a Bogot\u00e1, Colombia con l\u2019opera \u201c<strong>Granada<\/strong>\u201d, grande installazione \u201csite-specific\u201d, a cura di Jaime Ceron. Nel 2010 viene invitato a partecipare con l\u2019opera \u201csite-specific\u201d <strong>Bio<\/strong>&#8211;<strong>Abisso, <\/strong>a cura di Martina Agostini nella sede della Cineteca di Bologna, in occasione del festival \u201c<strong>Human Rights Nights<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>Dal 2014 \u00e8 membro della <strong>RBS<\/strong>, <em>Royal British Society of Sculpture<\/em>, con sede a Londra, dopo che il suo lavoro viene notato dal Professor Brian Falconbridge, PPRB, che lo invita a sottoporre la propria candidatura come membro al consiglio Direttivo della RBS. Nello stesso anno viene nominato\u00a0 membro della Societ\u00e0. Nel 2015 ha vinto il prestigioso premio internazionale <strong><em>Spotlight<\/em><\/strong> <strong><em>2015<\/em><\/strong>, indetto per il terzo anno consecutivo dalla RBS insieme alla <strong>Andipa<\/strong> <strong>Gallery<\/strong> di Londra, con l\u2019opera \u201c<strong>I\u2019m ready to live<\/strong>\u201d. L\u2019opera \u00e8 poi stata in esposizione nella Galleria londinese tra dicembre e\u00a0 gennaio 2016. Continua intanto l\u2019esposizione a Milano presso la <strong>BAG<\/strong>, Bocconi Art Gallery della recente installazione \u201c<strong>Jordan\u2019s Red Water<\/strong>\u201d.Oltre a quelle menzionate, tra le pi\u00f9 importanti esposizioni collettive si devono ricordare: <strong>\u201cA certain Form of Heaven \/ Male\u201d<\/strong> a cura di Isabella Falbo, 2007, galleria <strong>Art<\/strong> <strong>Sinergy<\/strong>, Bologna. <strong>\u201cPremio Citt\u00e0 di Novara\u201d<\/strong> 2008, in occasione del quale <strong>Giovanni Corsero<\/strong> gli conferisce il premio per l\u2019opera \u201c<strong>Soufresouffre<\/strong>\u201d. Altrettanto importanti sono le mostre personali pi\u00f9 recenti tra cui: <strong>\u201cShapes\u201d<\/strong>, 2006, a cura di Isabella Falbo, presso lo studio dell\u2019artista, Castel San Pietro Terme (BO); <strong>\u201cStick out like a sore thumb\u201d,<\/strong> a cura di Isabella Falbo, installazione per <strong>Artefiera OFF<\/strong> 2008, Bologna; <strong>\u201cInfint0\u201d, <\/strong>mostra-intervista all\u2019artista<strong>, <\/strong>a cura di Francesca Pietracci, 2009, <strong>Biblioth\u00e8 Contemporary Art<\/strong>, Roma; \u201c<strong>Peter Pan e<\/strong> <strong>l\u2019Orizzonte dei Rossi<\/strong>\u201d, a cura di Valerio Deh\u00f2, presso Fabbrica, Gambettola (FC) nel 2009;\u00a0 \u201c<strong>Europa<\/strong>\u201d alla Contemporay Concept &amp; Galleria Restarte, a cura di Enzo Orsini durante Artefiera di Bologna 2012 e infine \u201c<strong>La<\/strong> <strong>compagna evanescente<\/strong>\u201d, altra installazione \u201csite-specific\u201d a cura di Luisa Mazzullo e Angelo Melpignano, Casa dell\u2019Architettura, Roma 2013. Nel 2013 inaugura il nuovo spazio espositivo Galleria Restarte di Milano con la mostra \u201c<strong>Le visioni di Medusa<\/strong>\u201d curata da Niccol\u00f2 Moscatelli, dove viene notata e scelta l\u2019installazione \u201cJORDAN\u2019S RED WATER\u201d dalla delegazione curatoriale della Bocconi per essere inserita alla mostra BAG Bocconi Art Gallery, via R\u00f6ntgen 1, Milano, 2014. Nel 2016 \u00e8 invitato dal Prof. Carlo Franza alla Mostra \u201cMonocromi blu\u201d al Liceo di Brera a Milano; ed \u00e8 ancora l\u2019illustre critico a invitarlo alla mostra-installazione dal titolo \u201cCostellazioni\u201d al Plus Florence di Firenze.<\/p>\n<p><strong>Opere di Giorgio Bevignani sono presenti in collezioni private a: <\/strong>Ancona, Bologna, Cesena, Imperia, Milano, Modena, New York City, Roma, Reggio Emilia, Bogot\u00e1, Siena, Strasburgo, Basilea, Nizza. <strong>Si sono interessati al suo lavoro: <\/strong>Carlo Franza, Martelena Arango Cardinal, Omar Calabrese,\u00a0 e altri.<strong> Tra i quotidiani e le riviste on line che hanno parlato di lui: <\/strong>IlGiornale.it,<em> Io donna, Wall Street International magazine, Politicamente corretto.com, Sfogliando.it. Trip Art Advisor, ecc. <\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><strong><em>Carlo Franza<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Costellazioni, meteoriti, pianeti e satelliti,\u00a0 installazioni di grande fascino, colori che irrompono nell\u2019aria, fili che intrecciano l\u2019universo e l\u2019aria che li attraversa, ma fili che intrecciati danno vita, ricreano, aprono a stanze e dimore, segnano e disegnano forme, saccheggiano simboli, indicano da nord a sud e da est ad ovest la trama del tempo, quel pendolo che si sfilaccia dopo un qui e un dove. 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