{"id":9384,"date":"2017-03-16T22:31:25","date_gmt":"2017-03-16T22:31:25","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=9384"},"modified":"2017-03-16T22:31:25","modified_gmt":"2017-03-16T22:31:25","slug":"lorigine-della-natura-morta-in-italia-caravaggio-e-il-maestro-di-hartford-una-carrellata-di-capolavori-in-mostra-a-roma-alla-galleria-borghese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2017\/03\/16\/lorigine-della-natura-morta-in-italia-caravaggio-e-il-maestro-di-hartford-una-carrellata-di-capolavori-in-mostra-a-roma-alla-galleria-borghese\/","title":{"rendered":"L\u2019origine della natura morta in Italia. Caravaggio e il maestro di Hartford. Una carrellata di capolavori in mostra a Roma alla Galleria Borghese."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/03\/1479399643802_6.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-9385\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/03\/1479399643802_6.jpg\" alt=\"1479399643802_6\" width=\"200\" height=\"250\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/03\/natura-morta-2-150x150.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-9386 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/03\/natura-morta-2-150x150.jpg\" alt=\"natura-morta-2-150x150\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>La Galleria Borghese di Roma ha presentato \u00a0la mostra \u201c<em>L\u2019origine della natura morta in Italia. Caravaggio e il Maestro di Hartford<\/em>\u201d con cui, proseguendo l\u2019opera di valorizzazione del proprio patrimonio artistico, si analizzano le origini della natura morta italiana nel contesto romano della fine del XVI secolo, seguendo i successivi sviluppi della pittura caravaggesca nei primi tre decenni del &#8216;600.<\/strong> La mostra \u00e8 \u00a0stata curata da Anna Coliva, storica <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/03\/1479399873099_12.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-9387 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/03\/1479399873099_12.jpg\" alt=\"1479399873099_12\" width=\"250\" height=\"167\" \/><\/a>dell\u2019arte e direttrice della Galleria Borghese e da Davide Dotti, storico e critico d\u2019arte che si occupa di barocco italiano e in particolare dei temi del vedutismo e della natura morta. Da alcuni anni la Galleria Borghese porta avanti un programma di mostre, varie per argomento e approccio ma tutte orientate sulla sua natura, sulla sua perfetta e intensa storicit\u00e0 di edificio e di collezione. In ogni mostra la Galleria non \u00e8 la <em>location <\/em>ma la protagonista indispensabile allo svolgimento del tema delle mostre stesse. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/03\/natura-morta-4-150x150.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-9388\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/03\/natura-morta-4-150x150.jpg\" alt=\"natura-morta-4-150x150\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><strong>Quella \u00a0in questione \u00a0\u00e8 l\u2019occasione, prettamente storiografica e filologica, per inserirsi nei percorsi della Galleria narrando il tema dell\u2019origine del genere pittorico che solo molto pi\u00f9 tardi verr\u00e0 chiamato \u201cnatura morta\u201d<\/strong>. <strong>La critica d\u2019arte seicentesca infatti denominava tali quadri come \u201coggetti di ferma\u201d, con l\u2019esatto <em>moderno <\/em>significato di \u201cmodelli immobili\u201d, al pari della locuzione anglosassone <em>still life<\/em>.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/03\/1479399836890_11.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-9391 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/03\/1479399836890_11.jpg\" alt=\"1479399836890_11\" width=\"250\" height=\"190\" \/><\/a><\/strong><\/p>\n<p>La mostra ha voluto \u00a0fare il punto sull\u2019avanzamento degli studi critici ed ha \u00a0esaminato , con i contributi degli specialisti nei saggi in catalogo, questioni filologiche molto complesse che riguardano provenienze, autografie, appartenenze a gruppi stilistici di artisti di cui purtroppo non conosciamo l\u2019identit\u00e0 anagrafi-ca a causa del silenzio delle fonti documentarie, ma che sono ben noti dal punto di vista dello stile, tanto da essere raggruppati dalla critica sotto <em>name-pieces <\/em>molto suggestivi: <strong>innanzi tutto il <em>Maestro di Hartford<\/em>, che \u00e8 il soggetto principale poich\u00e9 la sua produzione di <em>still life <\/em>si lega strettamente ad alcuni lavori di Caravaggio, tra cui l\u2019<em>Autoritratto come Bacco (Bacchino malato)<\/em>, il <em>Ragazzo con cesta di frutta<\/em>, il <em>Suonatore di liuto <\/em>e la <em>Cena in Emmaus <\/em>Mattei. Per molto tempo inoltre, Federico Zeri ha ritenuto di identificare il <em>Maestro di Hartford <\/em>con Caravaggio giovane. Per attestare come la lezione del <em>Maestro di Hartford <\/em>e del primo Caravaggio fu raccolta dai pittori attivi a Roma nei <\/strong><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/03\/e7a7db55704b10f5842044165d3d8c04_L.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-9390 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/03\/e7a7db55704b10f5842044165d3d8c04_L.jpg\" alt=\"e7a7db55704b10f5842044165d3d8c04_L\" width=\"503\" height=\"421\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/03\/e7a7db55704b10f5842044165d3d8c04_L.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/03\/e7a7db55704b10f5842044165d3d8c04_L-300x251.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 503px) 100vw, 503px\" \/><\/a><\/strong><strong>primi due decenni del &#8216;600, sono state esposte le opere del <em>Maestro del vasetto<\/em>, del <em>Maestro delle mele rosa<\/em>, di <em>Pensionante del Saraceni<\/em>, e di altri specialisti di primissimo piano.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/03\/1479399520512_3.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-9389\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/03\/1479399520512_3.jpg\" alt=\"1479399520512_3\" width=\"250\" height=\"182\" \/><\/a><\/strong><\/p>\n<p><strong>Accanto ad essi i pittori che frequentarono l\u2019Accademia istituita dal marchese Giovanni Battista Crescenzi nel suo Palazzo alla Rotonda adiacente al Pantheon: Pietro Paolo Bonzi detto Gobbo dei Carracci, il <em>Maestro della natura morta Acquavella\u00a0<\/em> che la critica \u00e8 in parte propensa a identificare con Bartolomeo Cavarozzi e dello stesso Crescenzi, a cui gli studiosi attribuiscono alcune opere tra cui <em>Frutta e ortaggi su ripiani di legno e di pietra <\/em>della Galleria Estense di Modena.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Caravaggio fu il primo a conferire ad un brano di natura ritratto dal vero con folgorante realismo la medesima dignit\u00e0 formale e interpretativa riservata fino allora ai soggetti di figura, o di storia sacra e mitologica. Come testimonia la presenza in mostra della <em>Canestra <\/em>dalla Pinacoteca Ambrosiana, egli fu il primo ad affermare la natura morta come soggetto rilevante in s\u00e9, carico di una pregnanza simbolica che nulla condivide co<\/strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/03\/1479399772106_9.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-9393 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/03\/1479399772106_9.jpg\" alt=\"1479399772106_9\" width=\"250\" height=\"191\" \/><\/a><strong>n le \u201c<em>inutili microscopie dei fiamminghi<\/em>\u201d (Roberto Longhi).<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/03\/1479399405148_2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-9392\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/03\/1479399405148_2.jpg\" alt=\"1479399405148_2\" width=\"186\" height=\"250\" \/><\/a> La <em>Canestra <\/em>\u00e8 l\u2019opera che per prima e nelle forme pi\u00f9 convincenti impone la rappresentazione pittorica delle cose simultaneame<\/strong><strong>nte all\u2019occhio e alla coscienza e che, realizzando in pittura la realt\u00e0 dell\u2019oggetto, afferma la realt\u00e0 del soggetto che la dipinge e la verit\u00e0 dell\u2019atto pittorico. Si pu\u00f2 quindi dichiarare che la <em>Canestra <\/em>inaugura la grande vicenda dell\u2019arte moderna<\/strong>. Prima di questo tempo e di quest\u2019opera i brani di natura morta, certamente numerosi in tutta la storia dell\u2019arte sin dalle sue origini, non sono che degli incisi all\u2019interno di pi\u00f9 vaste composizioni, sottomessi gerarchicamente ad argomenti pi\u00f9 ampi della rappresentazione, fatti del tutto \u201caccidentali\u201d che avevano lo scopo di mostrare la perizia tecnica nel creare una mimesi perfetta del reale, e l\u2019abilit\u00e0 lenticolare dell\u2019artefice. I dipinti attraverso i quali si prepara invece lo straordinario salto concettuale che in modo perfetto e compiuto si attua con la <em>Canestra <\/em>dell\u2019Ambrosiana, e che hanno dato origine a quanto definiamo un genere pittorico nuovo e autonomo, sono tutti presenti nella collezione Borghese sin dalla sua formazione nei primi anni del Seicento, <strong>grazie alle brame collezionistiche del cardinale Scipione Borghese.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/03\/1479399802396_10.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-9394\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/03\/1479399802396_10.jpg\" alt=\"1479399802396_10\" width=\"250\" height=\"203\" \/><\/a> Si tratta delle due opere di Caravaggio <em>Autoritratto come Bacco <\/em>(<em>Bacchino malato) <\/em>e <em>Ragazzo con canestra di frutta, <\/em>e delle quattro nature morte poi riunite dalla critica sotto il nome convenzionale del <em>Maestro di Hartford<\/em>. Per questa ragione, innanzi tutto, una mostra come questa doveva di necessit\u00e0 svolgersi entro la Villa Borghese, perch\u00e9 le vicende della sua nascita e della sua affermazione si intrecciarono con la storia e i protagonisti di questo luogo. Le sei opere sono tornate \u00a0a riunirsi, per la prima volta dopo quattrocento anni, in occasione di questa mostra. Tutte e sei provenivano \u00a0dal sequestro di ben centocinque dipinti effettuato, il 4 maggio 1607, dall\u2019agente fiscale pontificio ai danni del Cavalier d\u2019Arpino \u2013l\u2019artista pi\u00f9 celebre e richiesto del suo tempo ma anche grande impresario d\u2019arte, mercante, forse collezionista \u2013su ordine di Papa Paolo V Borghese, zio del cardinale Scipione, creatore della Villa e della raccolta. I quadri furono immediatamente donati dal Papa al nipote per arricchire la sua gi\u00e0 celebre galleria in formazione.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/03\/1479399603902_5.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-9395 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/03\/1479399603902_5.jpg\" alt=\"1479399603902_5\" width=\"250\" height=\"187\" \/><\/a><\/strong><\/p>\n<p><strong>La medesima provenienza dalla confisca ai danni del Cavalier d\u2019Arpino \u00e8 una scoperta filologica che si deve a Federico Zeri, il quale fece seguire la suggestione che sia per la luce incidente quale fattore di sintesi compositiva, che per la \u201c<em>nitida rappresentazione del pi\u00f9 minuto particolare<\/em>\u201d, sia anche per la forza e l\u2019evidenza ottica degli oggetti rappresentati le quattro nature morte del <em>Maestro di Hartford <\/em>rappresentassero le prime prove pittoriche, allora immature, di un Caravaggio giovane ancora all\u2019interno della bottega del pi\u00f9 vecchio Cavalier d\u2019Arpino.<\/strong><\/p>\n<p><strong>L\u2019ipotesi critica, accolta all\u2019epoca (1976) con molto scalpore e qualche scompostezza, alla prova dei fatti non risulta oggi pi\u00f9 sostenibile e questa mostra, che presenter\u00e0 nel catalogo anche i risultati di inedite indagini diagnostiche, servir\u00e0 a sancire definitivamente l\u2019estraneit\u00e0 della mano del genio lombardo rispetto alle opere raccolte sotto il nome del <em>Maestro di Hartford<\/em>.<\/strong> Ma ci\u00f2 non ha tolto alcuna efficacia alla formulazione critica di fondo che poneva a Roma l\u2019origine, in quei dipinti e in quella collezione \u2013la raccolta Borghese appunto \u2013della natura morta come genere autonomo, sotto il segno del naturalismo caravaggesco. E i confini temporali assegnati alla mostra sono, di conseguenza, il 1593 del <em>Bacchino Malato <\/em>e il 1630 circa, anno della <em>Fiasca <\/em>proveniente dalla Pinacoteca di Forl\u00ec, opera di invenzione potente e di qualit\u00e0 talmente alta da non avere ancora trovato un autore certo nell\u2019ambito di quanti al momento erano attivi su questo genere. Dobbiamo a Roberto Longhi le parole pi\u00f9 giuste per distinguere il prima \u2013prima della grande e fervida elaborazione del nuovo tema della natura morta che si prospettava ai pittori \u2013dal dopo; cos\u00ec\u00a0 il prima: \u201c<em>le inutili microscopie dei fiamminghi, estrema degenerazione dell\u2019acutezza lenticolare del grande, ma pericoloso, \u2018400 nordico, che ora finiva di scadere a lavoro di pazienza da monache e da certosini<\/em>\u201d;\u00a0 cos\u00ec\u00a0 il dopo: \u201c<em>Mario dei Fiori dipinger\u00e0 ormai festoni vegetali sulle specchiere dei principi romani. La \u2018natura morta\u2019 semplice \u00e8 scaduta e sepolta assieme con lo spirito caravaggesco. E degli accozzi compositi fra il \u2018barocco\u2019 e la vecchia sedulit\u00e0 nordica,meglio tacere<\/em>\u201d.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La Galleria Borghese di Roma ha presentato \u00a0la mostra \u201cL\u2019origine della natura morta in Italia. Caravaggio e il Maestro di Hartford\u201d con cui, proseguendo l\u2019opera di valorizzazione del proprio patrimonio artistico, si analizzano le origini della natura morta italiana nel contesto romano della fine del XVI secolo, seguendo i successivi sviluppi della pittura caravaggesca nei primi tre decenni del &#8216;600. La mostra \u00e8 \u00a0stata curata da Anna Coliva, storica dell\u2019arte e direttrice della Galleria Borghese e da Davide Dotti, storico e critico d\u2019arte che si occupa di barocco italiano e in particolare dei temi del vedutismo e della natura morta. [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2017\/03\/16\/lorigine-della-natura-morta-in-italia-caravaggio-e-il-maestro-di-hartford-una-carrellata-di-capolavori-in-mostra-a-roma-alla-galleria-borghese\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44800,9894,53794,41640,35351,35188,53939,53611],"tags":[231401,4332,59480,231397,77007,231399,231398,406694,231400,49443],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9384"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=9384"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9384\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9396,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9384\/revisions\/9396"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=9384"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=9384"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=9384"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}