{"id":9402,"date":"2017-03-18T12:48:12","date_gmt":"2017-03-18T12:48:12","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=9402"},"modified":"2017-03-18T12:48:12","modified_gmt":"2017-03-18T12:48:12","slug":"decanto-di-menotti-lerro-nuovo-libro-di-poesie-di-un-poeta-italiano-che-racconta-la-sua-esistenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2017\/03\/18\/decanto-di-menotti-lerro-nuovo-libro-di-poesie-di-un-poeta-italiano-che-racconta-la-sua-esistenza\/","title":{"rendered":"\u201c Decanto\u201d di Menotti  Lerro. Nuovo libro di poesie di un poeta italiano che racconta  la sua esistenza."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/03\/IMG_2240-15-03-17-13-33.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-9403\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/03\/IMG_2240-15-03-17-13-33.jpeg\" alt=\"IMG_2240-15-03-17-13-33\" width=\"558\" height=\"417\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/03\/IMG_2240-15-03-17-13-33.jpeg 774w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/03\/IMG_2240-15-03-17-13-33-300x224.jpeg 300w\" sizes=\"(max-width: 558px) 100vw, 558px\" \/><\/a>Ancora\u00a0 un libro di poesie\u00a0 di Menotti Lerro, giovane professore salernitano\u00a0 ormai milanese di adozione. Ha per titolo \u201cDecanto\u201d(Giuliano Ladolfi editore,2017). Per la verit\u00e0 il manoscritto iniziale aveva un altro titolo, ovvero \u201cIn Vino veritas\u201d che ha poi lasciato il posto all\u2019attuale. Forte, saporoso, linguisticamente intenso, potrei considerarlo questo libro anche una sorta di diario, in cui scorre una poesia ininterrotta, capace di suscitare anche scompiglio e turbamento<strong>(\u201c\u2026 morto\/ corpo vivo\/ giulivo \/assetato di coppe\/ di vino \/di carne infuocata\/ strani presagi\/ morsi randagi\u2026\u201d). <\/strong>E\u2019 una linea\u00a0 diaristico-colloquiale\u00a0 che si offre al lettore\u00a0 in presa diretta sulla realt\u00e0 d\u2019un\u2019occasione, senza mediazioni n\u00e9 schermi. Il verso lerriano oggi si offre nel pronome di\u00a0 prima persona, l\u2019io biografico, psichico e intellettuale \u00a0che afferra il tempo come materialit\u00e0 divorante, forza erotica che convive con la materia,\u00a0 e accerta una costanza\u00a0 nella posizione del soggetto\u00a0 rispetto al proprio\u00a0 universo di discorso<strong>(\u201c\u2026Io credo che Dio ci abbia inventati\/ per mostrare e condividere\/una sconfinata solitudine.\u201d).<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/03\/Menotti_Lerro.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-9405\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/03\/Menotti_Lerro.jpg\" alt=\"Menotti_Lerro\" width=\"268\" height=\"375\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/03\/Menotti_Lerro.jpg 390w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/03\/Menotti_Lerro-214x300.jpg 214w\" sizes=\"(max-width: 268px) 100vw, 268px\" \/><\/a>Tutto parte dal fuoco che accalora \u00a0la carne e il pensiero, e arrovella con taluni elementi lessicali\u00a0 il paese, le figure, le persone care, gli oggetti, la citt\u00e0 dove oggi vive<strong> (\u201c&#8230;Poi de-canto Omignano\/e, se capita, Milano\/che tutto comprende\/e se bestemmi, o assommi turpiloqui\/in qualche piazza, non si offende.\u201d).<\/strong> \u00a0Ragioni di un tempo\u00a0 che la febbre del vino consuma\u00a0 e fa volgere tutto in mito. E\u2019 ormai la lingua della verit\u00e0 a decantare ogni cosa, a circoscrivere oggetti, luoghi e persone, mentre una voce malinconica\u00a0 grida i ricordi, i significati, i sensi, le ormai contraddizioni.<\/p>\n<p>Menotti Lerro ci consegna un libro autentico, una raccolta di poesie\u00a0 direi anche di ascendenza leopardiana\u00a0\u00a0 che pare mimare la complessit\u00e0 del pensiero interiore, \u00a0di un canto non pi\u00f9 esterno ma sotterraneo, dove il verso \u00e8 decantato\u00a0 e affidato a misure canoniche\u00a0 a elementi ritmico-timbrici\u00a0 che intralciano volutamente\u00a0 il percorso concettuale per dare alla materia espansioni e contrazioni pi\u00f9 intense, pi\u00f9 vere, pi\u00f9 primitive.<\/p>\n<p>Nella raffinata compattezza del dettato, queste poesie di Menotti Lerro sono un breviario prezioso tollerabile sul piano razionale, nonostante il suo senso profondo,\u00a0 di chi come il nostro poeta ha verificato il senso sospeso della vita, ormai affidato a un discorso interminabile,\u00a0 e interminabilmente\u00a0 interrogativo. D\u2019altronde la verit\u00e0\u00a0 sta in quel sapere\u00a0 che non si totalizza mai, in quel sapere\u00a0 che manca continuamente a se stesso. Disfatta e smarrimento, perdita della m\u00e8ta\u00a0 e di riferimenti in un viaggio ormai iniziato, l\u2019esistenza si consuma, per Menotti Lerro, a cascata\u00a0 e intoppa\u00a0 in una serie di cose-sostanze del mondo, (fisico e mentale), divenendo\u00a0 anche la verit\u00e0 della sua anima. \u201cDecanto\u201d \u00e8 un libro sibillino, che rovescia il negativo\u00a0 affidando ai versi l\u2019ordine simbolico, culturale e sociale\u00a0 del mondo che vive dentro e fuori la storia del poeta, e facendosi, infine, pulsionalmente, libro della \u201cesperienza interiore\u201d.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Ancora\u00a0 un libro di poesie\u00a0 di Menotti Lerro, giovane professore salernitano\u00a0 ormai milanese di adozione. 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