{"id":9495,"date":"2017-03-30T20:37:45","date_gmt":"2017-03-30T20:37:45","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=9495"},"modified":"2017-03-30T20:37:45","modified_gmt":"2017-03-30T20:37:45","slug":"il-forte-di-monte-ricco-riaperto-dopo-un-secolo-di-abbandono-una-perla-architettonica-storica-e-culturale-della-terra-cadorina-nella-regione-dolomitica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2017\/03\/30\/il-forte-di-monte-ricco-riaperto-dopo-un-secolo-di-abbandono-una-perla-architettonica-storica-e-culturale-della-terra-cadorina-nella-regione-dolomitica\/","title":{"rendered":"Il Forte di Monte Ricco riaperto dopo un secolo di abbandono. Una perla architettonica, storica e culturale  della terra cadorina, nella regione dolomitica."},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/03\/unspecified4-e1490905154877.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-9496\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/03\/unspecified4-e1490905154877.jpg\" alt=\"unspecified4\" width=\"381\" height=\"258\" \/><\/a>I titoli attribuiti al Comune di Pieve di Cadore di <em>Citt\u00e0 veneta della cultura 2004<\/em> e di <em>Citt\u00e0 murata<\/em> non fanno che confermare la sua <strong>vocazione culturale<\/strong> e il suo <strong>patrimonio storico<\/strong> sul quale predomina la presenza di <strong>Tiziano Vecellio<\/strong>. L\u2019altura di <strong>Monte Ricco<\/strong> fin dall\u2019epoca romana \u00e8 stata legata e ha determinato lo sviluppo dell\u2019abitato sottostante, con il suo castello prima e poi con il sistema dei due forti ottocenteschi: <strong>Batteria Castello e Monte Ricco.<\/strong> Ora, <strong>dopo un secolo di abbandono<\/strong> nella consapevolezza che la valorizzazione del proprio patrimonio culturale costituisca un modello di economia del <strong>turismo<\/strong>, la sommit\u00e0 del colle <strong>ritorna al suo ruolo di centralit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p>L\u2019altura di <em>Montericco<\/em>, nel <em>Comune di Pieve di Cadore<\/em>, \u00e8 posta alla confluenza delle vallate del <em>Boite<\/em> e della <em>Piave<\/em>.<br \/>\nIl <em>Forte<\/em>, situato ad una quota di 953 m, la domina. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/03\/7_Facciata-del-Forte-illuminata-a-notte_Foto-Giacomo-De-Dona\u0300-1024x681-e1490905205921.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-9497\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/03\/7_Facciata-del-Forte-illuminata-a-notte_Foto-Giacomo-De-Dona\u0300-1024x681-e1490905205921.jpg\" alt=\"7_Facciata-del-Forte-illuminata-a-notte_Foto-Giacomo-De-Dona\u0300-1024x681\" width=\"324\" height=\"215\" \/><\/a><br \/>\nA sera, mentre si sale da <em>Belluno<\/em>, il suo lungo fronte meridionale, illuminato, \u00e8 visibile gi\u00e0 dal <em>Ponte Cadore<\/em>. Alle sue spalle, a poche centinaia di metri, si trova la <em>Batteria Castello<\/em>. Documenti del <em>XII secolo<\/em> raccontano di un primo<em> Castello di Pieve<\/em>, qui sorto durante la giurisdizione del <em>Patriarcato di Aquileia<\/em>.<br \/>\nA met\u00e0 del <em>XV secolo<\/em>, passato il <em>Cadore <\/em>alla<em> Serenissima<\/em>, il <em>Castello<\/em> fu ricostruito, e divent\u00f2 la residenza del <em>Capitano<\/em> veneziano. Esso venne ricostruito ancora tra il 1882 e il 1895, insieme alla altre fortificazioni del <em>campo trincerato cadorino<\/em>, un articolato sistema difensivo eretto a difesa del territorio contro l\u2019<em>Impero Aust<\/em><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/03\/8_Fossato_Foto-Giacomo-De-Dona\u0300-300x199.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-9498 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/03\/8_Fossato_Foto-Giacomo-De-Dona\u0300-300x199.jpg\" alt=\"8_Fossato_Foto-Giacomo-De-Dona\u0300-300x199\" width=\"300\" height=\"199\" \/><\/a><em>ro-Ungaric<\/em>o. Gli austriaci se ne impossessarono nel 1917, e lo fecero saltare un anno dopo, alla fine della <em>Guerra<\/em>, quando, a seguito del contrattacco italiano, lo abbandonarono.\u00a0 Nel \u201940, allo scoppio della <em>Seconda Guerra Mondiale<\/em>, il <em>Forte<\/em> era ancora sulla linea di fronte, parte del <em>Vallo Alpino<\/em>. Ma il potenziamento del sistema difensivo cadorino non fu mai attuato, e ancora il <em>Forte<\/em> fu abbandonato.<br \/>\nNella configurazione ultima, il <em>Forte<\/em> ospitava quattro cannoni e quattro pezzi a tiro rapido, che con la caponiera costituivano la difesa del fossato. All\u2019interno trovava posto una guarnigione di 80 uomini, con spazi per i vettovagliamenti e materiali, oltre alla <em>santabarbara<\/em>. Si <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/03\/3_Copertura-e-corte-interna-del-Forte_Foto-Giacomo-De-Dona\u0300-1024x700-e1490905286429.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-9499\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/03\/3_Copertura-e-corte-interna-del-Forte_Foto-Giacomo-De-Dona\u0300-1024x700-e1490905286429.jpg\" alt=\"3_Copertura-e-corte-interna-del-Forte_Foto-Giacomo-De-Dona\u0300-1024x700\" width=\"324\" height=\"221\" \/><\/a>distinguono inoltre l\u2019androne passante, i locali del corpo di guardia e comando, le latrine, i locali di servizio ed una serie di magazzini. La tecnica costruttiva con cui sono realizzati i locali \u00e8 quella della volta a botte in laterizio a sostegno della copertura, impostata su spesse murature in sasso.<\/p>\n<p><strong>Il rest<\/strong><strong>au<\/strong><strong>r<\/strong><strong>o. <\/strong>Negli anni recenti, l\u2019<em>amministrazione comunale di Pieve di Cadore<\/em> ha avviato con la <em>Soprintendenza BAP delle province di Venezia, Belluno, Padova e Treviso<\/em> un programma di tutela e valorizzazione delle testimonianze storico architettoniche che costituiscono il complesso del <em>Forte di Montericco e Batteria Castello<\/em>.<br \/>\nL\u2019iter che ha condotto al restauro del <em>Forte<\/em>, curato dall\u2019<em>Arch. Luigi Girardini<\/em>, \u00e8 iniziato nel 2007, per concludersi nel 2017 per conto della Soprintendenza per i beni Architettonici e per il Paesaggio. Il restauro \u00e8 stato possibile grazie all\u2019impegno dell\u2019<em>Amministrazione comunale<\/em> ed al sostegno fondamentale di Fondazione Cariverona<strong> nel quadro del progetto Parco di Tiziano<\/strong>.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/03\/300x204x1_Il-Forte-di-Monte-Ricco-prima-del-restauro_Foto-del-Comune-di-Pieve-di-Cadore_1000-300x204.png.pagespeed.ic_.nxCDXGXCRH.png\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-9500 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/03\/300x204x1_Il-Forte-di-Monte-Ricco-prima-del-restauro_Foto-del-Comune-di-Pieve-di-Cadore_1000-300x204.png.pagespeed.ic_.nxCDXGXCRH.png\" alt=\"300x204x1_Il-Forte-di-Monte-Ricco-prima-del-restauro_Foto-del-Comune-di-Pieve-di-Cadore_1000-300x204.png.pagespeed.ic.nxCDXGXCRH\" width=\"300\" height=\"204\" \/><\/a><br \/>\n<strong>La riapertura del Forte. <\/strong><em>Forte di Monte Ricco<\/em> costituisce un\u2019emergenza architettonica storica e culturale eccezionale della terra cadorina, della <em>Provincia di Belluno<\/em>, della regione dolomitica. L\u2019ultimazione del suo restauro \u00e8 un momento importante, come lo \u00e8 l\u2019avviamento della struttura.<br \/>\nIl <em>Forte<\/em> \u00e8 una straordinaria risorsa territoriale, la cui identit\u00e0 futura va determinata con cura e attenzione.<br \/>\nIl <em>Forte<\/em> sar\u00e0 gestito dalla Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore\u00a0 e dalla Fondazione dell\u2019Occhiale. Esso viene<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/03\/unspecified1-e1490905389511.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-9501\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/03\/unspecified1-e1490905389511.jpg\" alt=\"unspecified1\" width=\"380\" height=\"255\" \/><\/a> aperto al pubblico ora \u00a0per la prima volta.<br \/>\nIl <em>Comune<\/em> e gli enti gestori hanno deciso di coinvolgere <em>Dolomiti Contemporanee<\/em> in questo importantissimo riavviamento, dimostrando con ci\u00f2 la propria fiducia nel contemporaneo e nei processi e strategie culturali innovative. Al contempo l\u2019Amministrazione comunale ha accolto la richiesta della Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore e della Fondazione Museo dell\u2019Occhiale ONLUS di <strong>gestione triennale del Forte<\/strong>, dando origine a una start up per la sua valorizzazione e per farne un luogo i cui contenuti siano <strong>storia<\/strong> e <strong>contemporaneit\u00e0<\/strong>, legame con il territorio e luogo di laboratori di nuovi linguaggi, per farne un modello di rigenerazione destinato a coinvolgere le istituzioni culturali e il tessuto urbano.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/03\/unspecified6.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-9503 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/03\/unspecified6.jpg\" alt=\"unspecified6\" width=\"358\" height=\"538\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/03\/unspecified6.jpg 532w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/03\/unspecified6-200x300.jpg 200w\" sizes=\"(max-width: 358px) 100vw, 358px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: left\">\n<strong>La riapertura ufficiale del <\/strong><em><strong>Forte<\/strong><\/em><strong> avverr\u00e0 il 20 maggio 2017<\/strong>, con una <em>cantiere-laboratorio d\u2019arte contemporanea. <\/em>Esso si appogger\u00e0 ad una <em>Residenza artistica<\/em> che si viene attrezzando a <em>Pieve di Cadore<\/em>, paese natale di <em>Tiziano Vecellio<\/em>.<br \/>\n<strong>Dal 20 maggio a tutto settembre<\/strong>, una mostra collettiva d\u2019arte contemporanea trover\u00e0 posto nelle sale restaurate. L\u2019evento coinvolger\u00e0 <strong>una ventina di giovani artisti<\/strong> gi\u00e0 affermati sulla scena nazionale e internazionale, e numerosi partners artistici e culturali<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/03\/unspecified7-e1490905816947.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-9505\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/03\/unspecified7-e1490905816947.jpg\" alt=\"unspecified7\" width=\"333\" height=\"500\" \/><\/a> rilevanti. Diversi dei temi declinati nell\u2019esposizione riguarderanno <strong>aspetti connessi alla mont<\/strong><strong>agna ed al paesaggio alpino<\/strong>. Un\u2019altra sezione sar\u00e0 dedicata ad un progetto del tutto nuovo, denominato <strong>Tiziano contemporaneo<\/strong>. Esso inaugurer\u00e0 un percorso d\u2019accostamento tra l\u2019eterno maestro cadorino a la cultura della contemporaneit\u00e0. L\u2019istituzione di una <strong>Residenza artistica a Pieve di Cadore<\/strong>, possibile grazie all\u2019impegno dell\u2019amministrazione comunale, consentir\u00e0 agli artisti di lavorare a contatto diretto con la storia e la cultura del territorio, assumendone temi e stimoli, per restituirli attraverso opere site specific. Per le finalit\u00e0 sopra esposte le due Fondazioni hanno creato una <strong>partnership<\/strong> con una realt\u00e0 che persegue con successo fini analoghi di rigenerazione, <strong>Dolomiti Contemporanee<\/strong>, affidando al suo curatore, <strong>Gianluca D\u2019Inc\u00e0 Levis<\/strong>, la realizzazione di <strong>una mostra di arte contemporanea<\/strong>, che aprir\u00e0 in occasione dell\u2019inaugurazione del sito il prossimo <strong>20 maggio 2017<\/strong>, creando un evento nell\u2019evento.<\/p>\n<p>Le scelte del Comune e delle due Fondazioni del territorio sono state in tutto condivise dalla Fondazione Cariverona, che dopo le ingenti risorse investite per il restauro del bene culturale ha accettato <strong>la sfida di finanziare i contenuti<\/strong>, ovvero il bene immateriale predisposto, per garantire alla struttura la migliore utilizzazione ed il pi\u00f9 ampio coinvolgimento delle risorse pubbliche e private del territorio. La Fondazione Cariverona \u00e8 convinta che il Forte di Monte Ricco costituisca <strong>un\u2019eccellenza da mettere in rete<\/strong> con le altre del territorio provinciale, soprattutto a <strong>Belluno<\/strong> e <strong>Feltre<\/strong>, per creare un grande volano anche all\u2019economia turistica provinciale.<\/p>\n<p>Il Forte di Monte Ricco \u00e8 <strong>una straordinaria risorsa del territorio bellunese e dolomitico<\/strong>. Dolomiti Contemporanee applicher\u00e0 a questo spazio al contempo antico e nuovo, che si apre al pubblico per la prima volta nella sua storia plurisecolare, il format che ne ha contraddistinto l\u2019azione dal 2011 ad oggi.<br \/>\nNel corso dei mesi, diverse attivit\u00e0 ed eventi si svolgeranno al Forte, che funzioner\u00e0 come <strong>una sorta di cantiere-laboratorio creativo aperto sul Paesaggio<\/strong>. Attraverso una programmazione dinamica ed innovativa, incentrata su un\u2019attivit\u00e0 culturale di qualit\u00e0, il Forte di Monte Ricco potr\u00e0 mostrare la sue attitudine ad agire come un <strong>motore culturale<\/strong>, capace di fornire uno spunto culturale rinnovativo al territorio cadorino, bellunese, dolomitico.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/p>\n<p><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>I titoli attribuiti al Comune di Pieve di Cadore di Citt\u00e0 veneta della cultura 2004 e di Citt\u00e0 murata non fanno che confermare la sua vocazione culturale e il suo patrimonio storico sul quale predomina la presenza di Tiziano Vecellio. L\u2019altura di Monte Ricco fin dall\u2019epoca romana \u00e8 stata legata e ha determinato lo sviluppo dell\u2019abitato sottostante, con il suo castello prima e poi con il sistema dei due forti ottocenteschi: Batteria Castello e Monte Ricco. Ora, dopo un secolo di abbandono nella consapevolezza che la valorizzazione del proprio patrimonio culturale costituisca un modello di economia del turismo, la sommit\u00e0 [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2017\/03\/30\/il-forte-di-monte-ricco-riaperto-dopo-un-secolo-di-abbandono-una-perla-architettonica-storica-e-culturale-della-terra-cadorina-nella-regione-dolomitica\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[59281,31446,35247,44441,87,35185,35188,44805,64,28369,202271,53684,51665,4625],"tags":[406626,252818,59480,106397,252812,252814,252810,252816,53699,252815,252817,101070],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9495"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=9495"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9495\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9507,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9495\/revisions\/9507"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=9495"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=9495"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=9495"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}