{"id":9544,"date":"2017-04-03T21:13:24","date_gmt":"2017-04-03T21:13:24","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=9544"},"modified":"2017-04-03T21:13:24","modified_gmt":"2017-04-03T21:13:24","slug":"maria-lassnig-artista-e-pioniera-del-movimento-femminista-nelle-arti-visive-una-mostra-la-celebra-a-firenze-allandito-degli-angiolini-di-palazzo-pitti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2017\/04\/03\/maria-lassnig-artista-e-pioniera-del-movimento-femminista-nelle-arti-visive-una-mostra-la-celebra-a-firenze-allandito-degli-angiolini-di-palazzo-pitti\/","title":{"rendered":"Maria Lassnig artista e pioniera del movimento femminista nelle arti visive. Una mostra la celebra a Firenze all\u2019Andito degli Angiolini di Palazzo Pitti."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/04\/cdb99086490b197ce5a93edccfee611eea6ed.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-9545\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/04\/cdb99086490b197ce5a93edccfee611eea6ed.jpg\" alt=\"cdb99086490b197ce5a93edccfee611eea6ed\" width=\"316\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/04\/cdb99086490b197ce5a93edccfee611eea6ed.jpg 395w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/04\/cdb99086490b197ce5a93edccfee611eea6ed-237x300.jpg 237w\" sizes=\"(max-width: 316px) 100vw, 316px\" \/><\/a>Le Gallerie degli Uffizi, in collaborazione con l&#8217;Albertina di Vienna, dedicano una mostra dal titolo &#8220;Woman Power &#8221; nell\u2019Andito degli Angiolini a \u00a0Palazzo Pitti all&#8217;austriaca Maria Lassnig (1914 &#8211; 2014), considerata, insieme a Louis Bourgeois e Joan Mitchell, una delle pi\u00f9 importanti artiste della seconda met\u00e0 del XX secolo<\/strong>. <strong>Negli ultimi anni alla Lassnig \u00e8 stato sempre pi\u00f9 spesso riconosciuto un ruolo di pioniera del movimento femminista nelle arti visive, un riconoscimento che \u00e8 stato consacrato quasi al termine della sua vita, nel 2013, con l&#8217;assegnazione del Leone d&#8217;oro alla carriera dalla Biennale di Venezia. Nel 2014, anno della sua scomparsa, il MoMA di New York dedic\u00f2 a Maria Lassnig una grande retrospettiva conferendole cos\u00ec un riconoscimento artistico universale; nel 2016 \u00e8 stata la volta della Tate Modern di Londra celebrare l&#8217;artista con una mostra.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/04\/20ef3537e90d8548663f29b2aff3b94537f33b.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-9546\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/04\/20ef3537e90d8548663f29b2aff3b94537f33b.jpg\" alt=\"20ef3537e90d8548663f29b2aff3b94537f33b\" width=\"415\" height=\"298\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/04\/20ef3537e90d8548663f29b2aff3b94537f33b.jpg 500w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/04\/20ef3537e90d8548663f29b2aff3b94537f33b-300x215.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 415px) 100vw, 415px\" \/><\/a>Troviamo in mostra ben venticinque opere scelte con una datazione di \u00a0produzione dagli anni Sessanta del secolo scorso al primo decennio del nuovo millennio, offrendoci uno spaccato significativo dell&#8217;evoluzione formale di Maria Lassnig.<\/strong> <strong>Il tema forte della sua arte, il chiodo fisso del rappresentare \u00a0se stessa\u00a0 e quanto gli ruotava attorno era dare corpo al\u00a0 corpo.<\/strong> \u00a0\u201cLa sua arte\u201d, come afferma il curatore della mostra WolfangDrechsler \u201c\u00e8 autoriferita, egocentrica, con opere costituite in stragrande maggioranza da autoritratti, spesso anche quando portano titoli diversi. Si tratta tuttavia di autoritratti in cui la fisionomia svolge un ruolo mar<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/04\/ab9b067a11644275921626f72efc4f564b2c5.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-9547 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/04\/ab9b067a11644275921626f72efc4f564b2c5.jpg\" alt=\"ab9b067a11644275921626f72efc4f564b2c5\" width=\"434\" height=\"268\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/04\/ab9b067a11644275921626f72efc4f564b2c5.jpg 500w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/04\/ab9b067a11644275921626f72efc4f564b2c5-300x185.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 434px) 100vw, 434px\" \/><\/a>ginale. In queste opere il mondo esterno, visibile, funge per lo pi\u00f9 da mero involucro per il mondo delle sensazioni interiori, e lo stesso vale anche per le opere, decisamente realistiche, degli anni newyorkesi\u201d. La Lassnig non aveva tuttavia un rapporto narcisistico con se stessa e il suo corpo. Il suo corpo era in realt\u00e0 un luogo da esperire, indagare e conoscere per rappresentare le sensazioni corporee, quasi un processo di autocoscienza corporea che si percepiva gi\u00e0 nei suoi disegni giovanili degli anni Quaranta. <strong>Il rapporto tra esteriorit\u00e0 e interiorit\u00e0 permea in maniera quasi totale il vasto <em>corpus<\/em> artistico della Lassnig. Un&#8217;ossessione su se stessa che, parallelamente alla variabilit\u00e0 dei mezzi formali adottati, rappresen<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/04\/7a5472585f6c175ef388c25d90ea77fcd6e23ed.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-9548\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/04\/7a5472585f6c175ef388c25d90ea77fcd6e23ed.jpg\" alt=\"7a5472585f6c175ef388c25d90ea77fcd6e23ed\" width=\"390\" height=\"259\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/04\/7a5472585f6c175ef388c25d90ea77fcd6e23ed.jpg 500w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/04\/7a5472585f6c175ef388c25d90ea77fcd6e23ed-300x199.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 390px) 100vw, 390px\" \/><\/a><\/strong><strong>ta la particolare cifra dell&#8217;artista austriaca, assegnandole una posizione di unicit\u00e0 e specificit\u00e0 nel panorama artistico nazionale e internazionale.\u00a0<\/strong>Nonostante l&#8217;estremismo del confronto con se stessa, costante nella sua arte, Maria Lassnig era tutt&#8217;altro che vanitosa: era onesta, onesta fino alla soglia del dolore, e talvolta, anche oltre, esibendo apertamente i suoi sentimenti, i suoi dolori, la sua sensibilit\u00e0. La sua auto-rappresentazione \u00e8, come dichiar\u00f2 lei stessa, \u201csolitudine della critica, incapacit\u00e0 di sfruttare gli altri, meditazione e applicazione di un bisturi chirurgico su un soggetto volontario, l&#8217;Io\u201d. Guardare a fondo<strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/04\/92d67ac8838e1b5eed79c24ffab4eecbdeb8fba.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-9549 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/04\/92d67ac8838e1b5eed79c24ffab4eecbdeb8fba.jpg\" alt=\"92d67ac8838e1b5eed79c24ffab4eecbdeb8fba\" width=\"408\" height=\"276\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/04\/92d67ac8838e1b5eed79c24ffab4eecbdeb8fba.jpg 500w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/04\/92d67ac8838e1b5eed79c24ffab4eecbdeb8fba-300x203.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 408px) 100vw, 408px\" \/><\/a><\/strong> se stessa, nel corpo e nell\u2019anima. <strong>Il concetto chiave che pi\u00f9 di ogni altro caratterizza l&#8217;opera di Lassnig \u00e8 quello di K\u00f6rpergef\u00fchl o \u201cconsapevolezza corporea\u201d; infatti an<\/strong><strong>alizzando introspettivamente la vera natura della propria condizione, seppe usare il mezzo artistico per esprimere sensazioni corporee. Sono numerosi gli autoritratti che danno prova della particolarissima forma di autoanalisi cui l&#8217;artista, dalla profonda sensibilit\u00e0, si sottopon<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/04\/c6a2ddfea9d697a9571c6c084e7ea58c52da7d.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-9550\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/04\/c6a2ddfea9d697a9571c6c084e7ea58c52da7d.jpg\" alt=\"c6a2ddfea9d697a9571c6c084e7ea58c52da7d\" width=\"296\" height=\"404\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/04\/c6a2ddfea9d697a9571c6c084e7ea58c52da7d.jpg 366w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/04\/c6a2ddfea9d697a9571c6c084e7ea58c52da7d-220x300.jpg 220w\" sizes=\"(max-width: 296px) 100vw, 296px\" \/><\/a><\/strong><strong>eva costantemente.\u00a0 <\/strong>Nel corso degli anni Settanta, durante il suo soggiorno in America, la Lassnig scopr\u00ec un ulteriore mezzo espressivo nei film di animazione e trov\u00f2 tra l&#8217;altro un impiego alla Walt Disney Production. Realizz\u00f2 cortometraggi con mezzi rudimentali, disegnati e scritti da sola, oltre che filmati e doppiati personalmente. Queste opere, che risultavano molto pi\u00f9 narrative e pi\u00f9 facilmente comprensibili rispetto alla pittura interiorizzata e sublimata, oltre a portarle riconoscimenti in rassegne e festival di cinema di avanguardia avvicinarono l&#8217;artista ai movimenti femministi dei primi anni Settanta. Il loro contenuto ironico e facilmente comprensibile li rese utilizzabili anche come strumento di lotta.<\/p>\n<p><strong>Manifesto dell&#8217;impegno della Lassnig per l&#8217;emancipazione femminile, in particolare nell&#8217;ambiente artistico dominato dagli uomini, in mostra il dipinto<em> \u201cWoman Power\u201d<\/em> , il cui titolo emblematico \u00e8 stato ripreso anche per la mostra. <\/strong>Mirato in tal senso \u00a0il commento di Eike D. Schmidt, <em>Direttore delle Gallerie degli Uffizi<\/em>: \u201cPi\u00f9 che suggestivi, o allusivi di fermo immagine cinematografici, dipinti quali <em>A letto con una tigre<\/em>o <em>Woman Power <\/em>diventano equivalenti contemporanei del <em>Laocoonte<\/em>, in cui il momento culmine, cos\u00ec cruciale per la teoria della storia dell\u2019arte occidentale, \u00e8 impiegato per rendere la drammaticit\u00e0 del conflitto di genere. Per questo motivo \u00e8 pi\u00f9 che calzante aprire la serie delle mostre annuali degli Uffizi dedicate alle artiste donne \u2013 in cui una esponente del passato \u00e8 appaiata ad una del presente \u2013 con Maria Lassnig, ponendola fianco a fianco (sebbene in spazi distinti) con la monaca del Rinascimento, Plautilla Nelli\u201d.<\/p>\n<p><strong>Beh, dir\u00f2 che questo apparentamento -a detta di \u00a0<\/strong>Eike D. Schmidt, <em>Direttore delle Gallerie degli Uffizi-<\/em><strong> fra queste due artiste donne, distanti secoli e cultura l\u2019una dall\u2019altra non vive per una molteplicit\u00e0 di stesure estetiche troppo distanti ; epper\u00f2 \u00a0va sottolineato come ambedue hanno trovato nell\u2019arte la loro realizzazione e il loro guardare nel cuore e nell\u2019anima. <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Le Gallerie degli Uffizi, in collaborazione con l&#8217;Albertina di Vienna, dedicano una mostra dal titolo &#8220;Woman Power &#8221; nell\u2019Andito degli Angiolini a \u00a0Palazzo Pitti all&#8217;austriaca Maria Lassnig (1914 &#8211; 2014), considerata, insieme a Louis Bourgeois e Joan Mitchell, una delle pi\u00f9 importanti artiste della seconda met\u00e0 del XX secolo. Negli ultimi anni alla Lassnig \u00e8 stato sempre pi\u00f9 spesso riconosciuto un ruolo di pioniera del movimento femminista nelle arti visive, un riconoscimento che \u00e8 stato consacrato quasi al termine della sua vita, nel 2013, con l&#8217;assegnazione del Leone d&#8217;oro alla carriera dalla Biennale di Venezia. Nel 2014, anno della sua [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2017\/04\/03\/maria-lassnig-artista-e-pioniera-del-movimento-femminista-nelle-arti-visive-una-mostra-la-celebra-a-firenze-allandito-degli-angiolini-di-palazzo-pitti\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[59281,53889,53888,53709,53710,9894,28386,44441,87,35351,35185,17505,35188,7576],"tags":[252841,4548,252840,149145,252842],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9544"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=9544"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9544\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9551,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9544\/revisions\/9551"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=9544"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=9544"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=9544"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}