{"id":9634,"date":"2017-04-18T22:05:29","date_gmt":"2017-04-18T22:05:29","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=9634"},"modified":"2017-04-18T22:05:29","modified_gmt":"2017-04-18T22:05:29","slug":"luniverso-di-david-lachapelle-uno-dei-piu-importanti-e-dissacranti-fotografi-contemporanei-in-mostra-a-venezia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2017\/04\/18\/luniverso-di-david-lachapelle-uno-dei-piu-importanti-e-dissacranti-fotografi-contemporanei-in-mostra-a-venezia\/","title":{"rendered":"L\u2019universo  di David LaChapelle. Uno dei pi\u00f9 importanti e dissacranti fotografi contemporanei in mostra a Venezia."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/04\/61423-NEWS_OF_JOY_VENICE_SHOW_30x40_.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-9635\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/04\/61423-NEWS_OF_JOY_VENICE_SHOW_30x40_.jpg\" alt=\"61423-NEWS_OF_JOY_VENICE_SHOW_30x40_\" width=\"490\" height=\"367\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/04\/61423-NEWS_OF_JOY_VENICE_SHOW_30x40_.jpg 600w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/04\/61423-NEWS_OF_JOY_VENICE_SHOW_30x40_-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 490px) 100vw, 490px\" \/><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Alla Casa dei Tre Oci di Venezia vive in mostra fino al 10 settembre 2017, l\u2019universo surreale, barocco e pop di David LaChapelle, uno dei pi\u00f9 importanti e dissacranti fotografi contemporanei.<\/strong> L\u2019esposizione, curata da Reiner Opoku e Denis Curti, organizzata da Fondazione di Venezia e Civita Tre Venezie, presenta oltre 100 immagini che ripercorrono la carriera dell\u2019artista statunitense, dai primi progetti in bianco e nero degli anni novanta fino ai lavori, solo a colori, pi\u00f9 recenti, opere divenute in gran parte iconiche e che gli hanno garantito un riconoscimento internazionale da parte di critica e pubblico. <strong>Come grande novit\u00e0, la rassegna, prima monografica di LaChapelle a Venezia, propone l\u2019anteprima mondiale di <em>New World<\/em>, una nuova serie realizzata negli ultimi 4 anni. Sono 18 fotografie che segnano il ritorno alla figura umana e che ruotano attorno a temi come il paradiso e le rappresentazioni della gioia, della natura, dell\u2019anima<\/strong>.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/04\/ARISTO1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-9636\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/04\/ARISTO1.jpg\" alt=\"ARISTO~1\" width=\"336\" height=\"420\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/04\/ARISTO1.jpg 336w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/04\/ARISTO1-240x300.jpg 240w\" sizes=\"(max-width: 336px) 100vw, 336px\" \/><\/a> Osservando il percorso compiuto da LaChapelle negli ultimi 30 anni, si scopre come la sua fotografia si nutra da una parte del rapporto privilegiato con le riviste e la pubblicit\u00e0,\u00a0dove le icone della moda e dello star system agiscono come materia grezza per l\u2019ispirazione, dall\u2019altra parte della pratica creativa di esprimere la propria visione del mondo per immagini, influenzata senza dubbio dalla generazione di giovani artisti a lui coetanei, formata da Andy Warhol. \u201cDalle viscere pi\u00f9 profonde del complesso sistema della comunicazione, dell\u2019advertising e dello star system &#8211; afferma Denis Curti &#8211; LaChapelle inizia a considerare l\u2019\u201dicona\u201d il seme vero di uno stile che si fa ricerca e contenuto; nella Pop Art, trova l\u2019ispirazione per riflettere sull\u2019infinita riproducibilit\u00e0 dell\u2019immagine; nel fashion e nel merchandising l\u2019eccesso di realismo e mercificazione che, appunto, si converte in sogno\u201d. <strong>Il percorso espositivo prende avvio dagli anni novanta, quando Andy Warhol gli offre il suo primo incarico professionale fotografico per la rivista Interview. \u00c8 in quel periodo che LaChapelle riflette sulle possibilit\u00e0 comunicative e divulgative dell\u2019editoria, incredibilmente legate alla Pop Art.<\/strong> <strong>Le sue fotografie denunciano le ossessioni contempor<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/04\/NATIVI1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-9637 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/04\/NATIVI1.jpg\" alt=\"NATIVI~1\" width=\"375\" height=\"264\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/04\/NATIVI1.jpg 596w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/04\/NATIVI1-300x211.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 375px) 100vw, 375px\" \/><\/a>anee, il rapporto con il piacere, col benessere, con il superfluo e con una sfrenata esigenza di apparire. Il tutto ammantato da colori elettrici e superfici laccate, e caratterizzato dalla presenza ricorrente di un nudo sfacciato e aggressivo. I soggetti sono le celebrit\u00e0, da Michael Jackson a Hillary Clinton, da Muhammad Ali a Jeff Koons, da Madonna a Uma Thurman, da Andy Warhol a David Bowie, le cui immagini sono utilizzate come merce prodotta in serie, consapevolmente sacrificata sull\u2019altare del sistema fondato sull\u2019icona. <\/strong> Il punto di svolta che segna il passaggio a una nuova fase della sua ricerca della sua evoluzione artistica \u00e8 il viaggio a Roma del 2006. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/04\/THE-FI1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-9638\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/04\/THE-FI1.jpg\" alt=\"THE-FI~1\" width=\"472\" height=\"307\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/04\/THE-FI1.jpg 646w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/04\/THE-FI1-300x195.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 472px) 100vw, 472px\" \/><\/a>\u00c8 in quest\u2019occasione che, visitando la Cappella Sistina, rimane folgorato dagli affreschi di Michelangelo e dai fasti del potere religioso, che lo condussero ad abbracciare la monumentalit\u00e0 e la grandiosit\u00e0 del Rinascimento italiano. Proprio il <em>Diluvio Universale <\/em>di Michelangelo gli sugger\u00ec la creazione di <em>The Deluge (Il Diluvio)<\/em>, in cui i rimandi al capolavoro michelangiolesco si mescolano ai marchi della societ\u00e0 consumistica e alla bellezza ostentata dei corpi nudi. La mostra prosegue con <em>After the Deluge<\/em>, fotografie che mostrano una realt\u00e0 in cui tutti gli oggetti e i simboli del mondo attuale vengono sommersi e <em>Awakened<\/em>, in cui ritrae persone immerse in acqua in uno stato embrionale: una sorta di resurrezione dopo il diluvio. Dopo il 2006 LaChapelle inizia a lavorare per serie fotografiche. Bench\u00e9 nascano autonomamente, ciascuna di esse si lega all\u2019altra con una evidente coerenza, in un sottile\u00a0equilibrio tra sacro e sacrilego, alternando soggetti differenti sul tema condiviso della Vanitas. Infatti, se in <em>Earth Laughs in Flowers <\/em>questo motivo \u00e8 trattato attraverso la bellezza dei fiori appassiti, in <em>Still Life <\/em>viene rappresentato da una serie di statue di cera distrutte dai vandali che riproducono le sembianze di alcune stelle hollywoodiane.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/04\/SELF-P1-e1492552525881.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-9639\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/04\/SELF-P1-e1492552525881.jpg\" alt=\"SELF-P~1\" width=\"467\" height=\"226\" \/><\/a> Nel corso della sua carriera, l\u2019artista statunitense non ha certo trascurato il confronto con la fotografia di paesaggio, che diventa un suo ambito artistico a partire dal 2013. A Venezia sono esposte alcune fotografie appartenenti al ciclo <em>Gas Station and Land Scape<\/em>, nelle quali ricostruisce modelli di impianti petroliferi e stazioni di rifornimento in scala, attraverso materiali riciclati, come cartoni delle uova, schede madri per computer, bigodini, cannucce e altro. Negli allestimenti pi\u00f9 elaborati LaChapelle ha fotografato questi piccoli plastici nella foresta pluviale di Maui, nel deserto e lungo la costa californiana. \u00c8 proprio per queste sue oniriche raffigurazioni della realt\u00e0, che la critica lo ha definito \u201cIl Fellini della Fotografia\u201d. <strong>La serie inedita di <em>New World <\/em>segna il ritorno di LaChapelle alla figura umana. Il progetto, presentato in anteprima a Venezia, ha richiesto 4 anni di lavoro. I temi centrali sono il paradiso e le rappresentazioni della gioia, della natura, dell\u2019anima, cercando la modalit\u00e0 per fotografarle in natura. In questo, LaChapelle dichiara di essere stato ispirato da Odilon Redon, pittore francese di fine \u2018800 &#8211; inizio \u2018900, visto al Mus\u00e9e d\u2019Orsay, William Blake, e, ancora una volta, Michelangelo e Michael Jackson. Altra fonte d\u2019ispirazione, la musica di Pharell Williams e in particolare, la sua canzone \u201cHappy\u201d. Con queste fotografie LaChapelle si pone come fine quello di riflettere su questioni metafisiche come il viaggio dell\u2019anima dopo la morte, la gioia e le rappresentazioni del paradiso. <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>David LaChapelle<\/strong> (Fairfield, 1963), \u00e8 famoso a livello internazionale per il suo eccezionale talento nel combinare un\u2019originale estetica iperrealistica con profondi messaggi sociali. La sua carriera fotografica \u00e8 iniziata negli anni Ottanta quando LaChapelle cominci\u00f2 a esporre le sue opere d\u2019arte nelle gallerie di New York. Dopo aver frequentato la North Carolina School of Arts, si trasfer\u00ec a New York dove si iscrisse alla Art Students League e alla School of Visual Arts. Grazie a mostre in galleria come 303 Gallery, Trabia McAffee e altre, il suo lavoro attir\u00f2 l\u2019attenzione di Andy Warhol, che gli offr\u00ec il suo primo incarico fotografico professionale. Le sue fotografie di personaggi famosi su &#8220;Interview&#8221; furono accolte positivamente e ben presto LaChapelle si ritrov\u00f2 a fotografare per svariate testate di prestigio e a creare alcune delle campagne pubblicitarie pi\u00f9 memorabili della sua generazione. Dopo essersi affermato nel campo della fotografia contemporanea, LaChapelle ha ampliato il suo lavoro a comprendere la regia di video musicali, eventi teatrali dal vivo e documentari. Ha all\u2019attivo la regia di video musicali per artisti come Christina Aguilera, Moby, Jennifer Lopez, Amy Winehouse, Britney Spears e No Doubt. Il suo lavoro per il palcoscenico comprende <em>The Red Piano<\/em> di Elton John, lo spettacolare show del Caesars Palace che ha ideato e diretto nel 2004. \u00a0 Il crescente interesse per il cinema lo ha portato a realizzare il cortometraggio documentaristico <em>Krumped<\/em>, premiato al Sundance, da cui ha sviluppato il film <em>RIZE<\/em>, acquistato per la distribuzione in tutto il mondo da Lion\u2019s Gate Films. La pellicola \u00e8 uscita nelle sale degli USA e di 17 paesi diversi nell\u2019estate del 2005 con enorme entusiasmo della critica, ed \u00e8 stata scelta per aprire il Tribeca Film Festival 2005 a New York. Negli ultimi anni LaChapelle \u00e8 tornato alle origini, esponendo le sue opere in alcune delle gallerie e dei musei pi\u00f9 prestigiosi al mondo. Hanno accolto il suo lavoro gallerie come la Paul Kasmin Gallery di New York, la Jablonka Galerie di Berlino, la Robilant + Voena Gallery di Londra e la Maruani &amp; Noirhomme in Belgio e istituzioni come il Museo de Arte Contempor\u00e1neo in Per\u00f9, il Palazzo delle Esposizioni di Roma e Palazzo Reale a Milano, il Barbican di Londra e la Helmut Newton Foundation a Berlino.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Alla Casa dei Tre Oci di Venezia vive in mostra fino al 10 settembre 2017, l\u2019universo surreale, barocco e pop di David LaChapelle, uno dei pi\u00f9 importanti e dissacranti fotografi contemporanei. 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