{"id":973,"date":"2013-09-27T22:11:34","date_gmt":"2013-09-27T22:11:34","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=973"},"modified":"2013-09-27T22:11:34","modified_gmt":"2013-09-27T22:11:34","slug":"enrica-borghi-espone-a-londra-e-nuova-eccellenza-dellarte-italiana-interroga-con-la-sua-arte-le-questioni-ambientali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2013\/09\/27\/enrica-borghi-espone-a-londra-e-nuova-eccellenza-dellarte-italiana-interroga-con-la-sua-arte-le-questioni-ambientali\/","title":{"rendered":"Enrica Borghi espone a Londra e, nuova eccellenza dell&#8217;arte italiana, interroga  con la sua arte  le questioni ambientali."},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/09\/5.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-974\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/09\/5-300x150.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/09\/5-300x150.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/09\/5.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>L&#8217;Italia \u00e8, inutile nasconderselo, in default. Emigrano gi\u00e0 da un po&#8217; le industrie\u00a0 italiane, non solo in Svizzera ma anche in Carinzia(Austria),\u00a0 adesso anche l&#8217;arte italiana dopo un biennio di asfissia, trova aria pura e vita\u00a0 solo all&#8217;estero. Proprio cos\u00ec, se volete vedere una \u201cmostra di rilievo\u201d vi tocca spostarvi fuori dai confini, diversamente ci\u00a0 tocca sorbirci quelle quattro mostre del cavolo, come a Milano e Roma, che ci propinano comune e provincia<strong>.\u00a0 Alla Estorick Collection of Modern Italian Art di Londra\u00a0(39a Canonbury Square) p<\/strong><strong>arallelamente alla mostra di sculture e disegni di Emilio Greco (1913-1995), <\/strong><strong>un intervento con opere provocatorie di Enrica Borghi che si confrontano con la societ\u00e0 dei consumi e le questioni ambientali. L&#8217;artista italiana <\/strong><strong> \u00e8\u00a0 nata a Novara nel 1966, si \u00e8 diplomata in<br \/>\nscultura all\u2019Accademia di Belle Arti di Brera, e vive e lavora ad Ameno, presso il Lago d\u2019Orta e a Berlino.<\/strong><strong> <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/09\/800x400.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-975\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/09\/800x400-300x150.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/09\/800x400-300x150.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/09\/800x400.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/strong>\u201c<em>Second Life\u201dil titolo della mostra della Borghi ,<\/em> in esposizione a Londra da<strong> <\/strong>Ottobre a Dicembre 2013, \u00e8 un progetto<br \/>\ncurato dalla collega\u00a0 Giovanna Nicoletti, critica d\u2019arte e giornalista. Enrica Borghi\u00a0 ha iniziato\u00a0 a esporre le sue opere dai primi anni \u201890, presentando installazioni antropomorfiche realizzate con carte per dolciumi, buste di plastica e altri materiali non biodegradabili. Negli anni ha utilizzato questi materiali per creare opere che attingono all\u2019iconografia classica, esplorando l\u2019immaginario tradizionalmente associato alla dimensione femminile e domestica. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/09\/800x400.jpg-3.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-976\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/09\/800x400.jpg-3-300x150.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/09\/800x400.jpg-3-300x150.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/09\/800x400.jpg-3.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><strong>I piccoli rituali e ossessioni della vita quotidiana \u2013 dal fare la spesa alla ricerca di piacere e di piacersi, e la difficolt\u00e0 di aderire a modelli di bellezza precostituiti \u2013 sono presenti nelle sue opere di pari passo con i grandi temi del presente, come l\u2019ecologia e la necessit\u00e0 di eludere un sistema generale che istiga al consumo.<\/strong> Questa installazione prende diverse opere del museo come punti di partenza per approfondire le tematiche maggiormente affrontate dalla\u00a0 Borghi. Ad esempio, a fianco a <em>Impressioni di Boulevard: donna con veletta <\/em>di Medardo Rosso troviamo\u00a0 esposto un busto di <em>Venere<\/em>, una seducente scultura neoclassica, apparentemente ricoperta di scaglie luccicanti. Guardando pi\u00f9 da vicino, queste risultano essere unghie finte smaltate di rosso scuro: elementi che sono allo stesso tempo fragili e forti. L\u2019<em>Idolo Moderno <\/em>di Boccioni serve come pretesto per analizzare il tema della luce riflessa. In queste opere, cuffie dalle molte sfaccettature create con ritagli di bottiglie di plastica diventano armature costruite per difendere la precariet\u00e0 della bellezza.\u00a0<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/09\/800x4001.jpg-11.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-982\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/09\/800x4001.jpg-11-300x150.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/09\/800x4001.jpg-11-300x150.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2013\/09\/800x4001.jpg-11.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a> <em>Boulevard <\/em>di Gino Severini\u00a0\u00e8 immaginato come una grande coperta di pezzi di plastica e contenitori Tetra Pak intrecciati l\u2019uno con l\u2019altro. Basandosi sul fatto che gli imballaggi sopravvivono agli oggetti in essi contenuti, la Borghi realizza <em>Patchworkcity <\/em>nella forma di una mappa urbana dove le confezioni di Tetra Pak ammiccano tra loro. Questi a loro volta costruiscono grappoli di agglomerati abitati che imitano la struttura topografica di una citt\u00e0. L<strong>a decorazione come forma simbolica e come analisi della materia del contemporaneo, capace di trasformare l\u2019utilizzo dei materiali che diventano da contenitori a oggetti autonomi, \u00e8 dunque il tema prevalente di questo intervento, che dalla collezione muove verso l\u2019edificio e viceversa. <\/strong>Le finestre e l\u2019entrata sono state\u00a0 decorate da strutture applicate all\u2019edificio (come nel caso di un \u201cmosaico\u201d traslucido che copre le finestre della Estorick Collection) o che occupano\u00a0 i suoi spazi interni, come un\u2019opera intitolata <em>Nebula<\/em> sospesa dal soffitto. <strong>Secondo l\u2019artista, l\u2019utilizzo di materiali scartati \u00e8 una metafora della societ\u00e0 contemporanea, occupata in un ciclo vertiginoso di produzione e consumo. Vi dir\u00f2 di pi\u00f9, basterebbe solo quest&#8217;artista con la sua lezione artistica a far grande l&#8217;Expo 2015 di Milano, perch\u00e9 la sua \u00e8 proprio una lezione magistrale. <\/strong>\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u00a0<span style=\"font-family: Times New Roman, serif\"><span style=\"font-size: medium\">Carlo Franza<\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>L&#8217;Italia \u00e8, inutile nasconderselo, in default. Emigrano gi\u00e0 da un po&#8217; le industrie\u00a0 italiane, non solo in Svizzera ma anche in Carinzia(Austria),\u00a0 adesso anche l&#8217;arte italiana dopo un biennio di asfissia, trova aria pura e vita\u00a0 solo all&#8217;estero. Proprio cos\u00ec, se volete vedere una \u201cmostra di rilievo\u201d vi tocca spostarvi fuori dai confini, diversamente ci\u00a0 tocca sorbirci quelle quattro mostre del cavolo, come a Milano e Roma, che ci propinano comune e provincia.\u00a0 Alla Estorick Collection of Modern Italian Art di Londra\u00a0(39a Canonbury Square) parallelamente alla mostra di sculture e disegni di Emilio Greco (1913-1995), un intervento con opere provocatorie [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2013\/09\/27\/enrica-borghi-espone-a-londra-e-nuova-eccellenza-dellarte-italiana-interroga-con-la-sua-arte-le-questioni-ambientali\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[9894,87,35266,28308,17505,17494],"tags":[27134,28408,35279,35281,3752,35280],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/973"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=973"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/973\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":984,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/973\/revisions\/984"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=973"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=973"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=973"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}