{"id":9821,"date":"2017-05-17T20:15:53","date_gmt":"2017-05-17T20:15:53","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=9821"},"modified":"2017-05-17T20:15:53","modified_gmt":"2017-05-17T20:15:53","slug":"la-fabbrica-della-bellezza-leccellenza-della-manifattura-ginori-e-il-suo-popolo-di-statue-in-mostra-al-museo-nazionale-del-bargello-a-firenze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2017\/05\/17\/la-fabbrica-della-bellezza-leccellenza-della-manifattura-ginori-e-il-suo-popolo-di-statue-in-mostra-al-museo-nazionale-del-bargello-a-firenze\/","title":{"rendered":"La fabbrica della bellezza. L\u2019eccellenza della  manifattura Ginori e il suo popolo di statue in mostra al Museo Nazionale del Bargello  a Firenze."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/05\/Fig.-6-e1495051030703.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-9822\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/05\/Fig.-6-e1495051030703.jpg\" alt=\"??????????\" width=\"291\" height=\"389\" \/><\/a>Al Museo Nazionale del Bargello a Firenze \u00a0da oggi \u00a018 maggio 2017 \u00e8 aperta la prima mostra realizzata in Italia sulle statue di porcellana prodotte a Doccia, e sulle sue fonti. Fondata nel 1737 dal marchese Carlo Ginori a Doccia, nei pressi di Firenze, la manifattura di porcellana di Sesto Fiorentino \u2013 divenuta nel 1896 Richard Ginori \u2013 \u00e8 la pi\u00f9 antica in Italia e tuttora funzionante. Il marchese Ginori raccolse sistematicamente le forme presenti nelle botteghe appartenute agli scultori del tardo Rinascimento e del Barocco, servendosene per creare la sua grande scultura in porcellana. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/05\/Fig.-5-e1495051083792.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-9823 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/05\/Fig.-5-e1495051083792.jpg\" alt=\"Fig. 5\" width=\"322\" height=\"429\" \/><\/a><\/strong>Contemporaneamente egli acquistava modelli dagli <em>ateliers<\/em> degli scultori fiorentini del tempo, o commissionava repliche dalle pi\u00f9 celebri statue antiche. Grazie ad una raffinata perizia, nelle fornaci di Doccia furono realizzate monumentali figure di porcellana: sculture eccezionali per tecnica e dimensioni.<\/p>\n<p><strong>La collezione di modelli, ampliata dagli eredi di Carlo, \u00e8 divisa tra la Manifattura Richard Ginori e il Museo adiacente alla fabbrica, purtroppo chiuso dal maggio 2014. Quest\u2019insieme di modelli e di porcellane, conservate nel museo, costituisce un nucleo di fondamentale importanza per la storia della scultura. <em>La Fabbrica della bellezza. La Manifattura Ginori e il suo popolo di statue<\/em> \u00e8 stata concepita per tenere viva l\u2019attenzione su questo eccezionale patrimonio ed ha trovato la sua sede ideale al Bargello, primo museo nazionale del Regno di Italia, e il pi\u00f9 importante al mondo per le collezioni di scultura italiana.<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/05\/Fig.-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-9824\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/05\/Fig.-2.jpg\" alt=\"Fig. 2\" width=\"284\" height=\"443\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/05\/Fig.-2.jpg 284w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/05\/Fig.-2-192x300.jpg 192w\" sizes=\"(max-width: 284px) 100vw, 284px\" \/><\/a><strong>La mostra \u00e8 curata dall\u2019illustrissimo storico dell\u2019arte \u00a0Tomaso Montanari e \u00a0da Dimitrios Zikos, <\/strong>con la collaborazione di Cristiano Giometti e di Marino Marini, ed in sinergia con Livia Frescobaldi Malenchini e Oliva Rucellai dell\u2019Associazione Amici di Doccia. Un lungo percorso di indagini storico-artistiche, di intense discussioni scientifiche e culturali iniziate oltre un anno fa ha portato ad un\u2019esposizione e ad un catalogo corali. Attraverso nuove ricerc<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/05\/Fig.-1-e1495051154398.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-9825 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/05\/Fig.-1-e1495051154398.jpg\" alt=\"SK00537_R01G04_FLRGB_23446.tif\" width=\"240\" height=\"320\" \/><\/a>he, incentrate su singoli casi studio, le porcellane dialogano con opere del Bargello e con sculture concesse in prestito da istituzioni nazionali, straniere e da privati \u2013 alcune esposte in Italia per la prima volta.<\/p>\n<p><strong>Il percorso espositivo \u00e8 articolato in sei sezioni tematiche,<\/strong> in cui si ripercorre la trasformazione di una invenzione scultorea in una porcellana. <strong>La prima sezione si apre con la settecentesca <em>Venere<\/em> in bronzo, a grandezza naturale, copia della celeberrima <em>Venere de\u2019 Medici<\/em>, conservata nella Tribuna degli Uffizi. La statua bronzea fu compiuta da Massimiliano Soldani Benzi nel 1702, su commissione del principe Johann Adam Andreas I di Liechtenstein, ed \u00e8 tuttora nella collezione dell\u2019attuale principe e rientra in Italia per la prima volta, dopo oltre trecento cinquant\u2019anni.<\/strong> <strong>Essa \u00e8 affiancata alla grande <em>Venere<\/em> in porcellana, realizzata da Gasparo Bruschi tra il 1747 e il 1748, utilizzando probabilmente le forme in gesso provenienti dalla bottega del Soldani Benzi e acquistate da Carlo Ginori.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/05\/Fig.-3a-e1495051217696.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-9826\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/05\/Fig.-3a-e1495051217696.jpg\" alt=\"Fig. 3a\" width=\"292\" height=\"389\" \/><\/a> <\/strong>Alle due Veneri si affianca il <em>Mercurio<\/em>, anch\u2019esso traduzione monumentale in porcellana dall\u2019antico della statua di analogo soggetto, conservata nella Tribuna. Il <em>Mercurio<\/em>, oggi in colle<strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/05\/Fig.-11-e1495051396526.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-9828 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/05\/Fig.-11-e1495051396526.jpg\" alt=\"Fig. 11\" width=\"300\" height=\"400\" \/><\/a><\/strong>zione Ginori Lisci, si riunisce per la prima volta in occasione della mostra, alla <em>Venere<\/em> e al monumentale <em>Camino<\/em>, con i quali era esposto nell\u2019antica sede del Museo di Doccia fino al 1962. Dal Museo Ginori sono state gentilmente concesse, infatti, le due opere pi\u00f9 importanti dell\u2019intera collezione: la <em>Venere dei Medici<\/em>, che riproduce la celeberrima statua della Tribuna, e il monumentale <em>Camino<\/em>, restaurato in occasione della mostra. <strong>Segue la sezione dedicata allo straordinario <em>Tempietto Ginori<\/em>, uno dei capolavori di Gasparo Bruschi, donato da Carlo Ginori all\u2019Accademia Etrusca di Cortona.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/05\/Fig.-61-e1495051296927.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-9827 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/05\/Fig.-61-e1495051296927.jpg\" alt=\"??????????\" width=\"351\" height=\"469\" \/><\/a> Il<em> Tempietto<\/em>, sofisticatissimo per tecnica e ingegno e unico per dimensioni, declina non solo le ambizioni artistiche, ma anche quelle politiche del fondatore della Manifattura<\/strong>. Restaurato in occasione di questa mostra, il <em>Tempietto<\/em> torna a Firenze per la prima volta dal 1757. Ad esso sono affiancati il bronzetto e la cera del <em>Mercurio<\/em> di Giambologna, rispettivamente nella collezione del Bargello e in quella del Museo Ginori, che ispirarono il Mercurio che co<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/05\/Fig.-10-e1495051459964.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-9829\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/05\/Fig.-10-e1495051459964.jpg\" alt=\"Fig. 10\" width=\"300\" height=\"400\" \/><\/a>rona il <em>Tempietto<\/em> di Gaspare Bruschi. <strong>Nella sala successiva sono esposte le due grandi e complesse <em>Piet\u00e0<\/em> in bronzo e in porcellana. Nel 1708 il Soldani realizz\u00f2 il modello del gr<\/strong><strong>ande Compianto sul Cristo morto di cui si conoscono molteplici versioni. <\/strong>Carlo Ginori ne acquist\u00f2 le forme in gesso\u2013 alcune sono esposte in mostra \u2013 che vennero impiegate per la versione in porcellana che il Marchese Ginori don\u00f2 all\u2019influente cardinale Neri Corsini, nel 1745 circa. Il gruppo venne realizzato in 59 parti di porcellana, cotte separatamente e poi assemblate dai maestri della Manifattura di Sesto Fiorentino.\u00a0<strong>Di dimensioni pi\u00f9 ridotte, ma ugualmente raffinati nell\u2019esecuzione, sono i due gruppi della <em>Giuditta con la testa di Oloferne<\/em>, che costituiscono il quarto nucleo tematico.<\/strong> La versione in porcellana di Gaspare Bruschi, in prestito dal Los Angeles County Museum, \u00e8 presentata in un inedito confronto con la terracotta di Agostino Cornacchini, primo studio scultoreo di questo fortunato gruppo. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/05\/Fig.-9-e1495051516522.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-9830\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/05\/Fig.-9-e1495051516522.jpg\" alt=\"??????\" width=\"336\" height=\"449\" \/><\/a><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/05\/Fig.-8-e1495051583462.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-9832 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/05\/Fig.-8-e1495051583462.jpg\" alt=\"Fig. 8\" width=\"347\" height=\"438\" \/><\/a>Seguono il prezioso rilievo bronzeo \u201cad uso di quadro\u201d del Soldani raffigurante il <em>Transito di San Giuseppe <\/em>e la cera derivata dal bronzo, dalle collezioni del Bargello, esposti insieme con lo studio preparatorio in terracruda, anch\u2019esso per la prima volta in Italia,<\/strong> a testimoniare l\u2019ambizione della Manifattura Ginori di realizzarne versioni in porcellana che per\u00f2 non si sono conservate. <strong>Il \u201cgran finale\u201d della mostra \u00e8 rappresentato dal <em>Camino monumentale<\/em> in porcellana, opera singolarissima nel suo genere, da attribuire a Gasparo Bruschi, capo modellatore a Doccia, e al quadraturista e scenografo Domenico Stagi. \u00c8 un trionfo di perizia tecnica e di ricercatezza ornamentale.<\/strong> Nella parte superiore sono affiancate le traduzioni in porcellana di opere di scultori illustri: il bassorilievo ovale con \u201cputti che stillano i fiori\u201d, tratto da un bronzo di Massimiliano Soldani Benzi, e le riduzioni dell\u2019<em>Aurora<\/em> e del <em>Crepuscolo<\/em> scolpite da Michelangelo per la tomba di Lorenzo de\u2019 Medici nelle Cappelle Medicee.<\/p>\n<p>A corredo della mostra, il catalogo, pubblicato \u00a0dalla casa editrice Mandragora, con gli esaurienti saggi del bel volume che ne ripercorrono le ragioni artistiche e politiche e, attraverso contributi incentrati sulle opere esposte, inseriscono la produzione scultorea in porcellana Ginori, in formato monumentale e in formato ridotto, nel pi\u00f9 ampio panorama culturale artistico e politico del tempo, presentando importanti novit\u00e0 attributive. Seguono poi \u00a0i contributi di specialisti del settore della lavorazione della porcellana che ripercorrono la storia della Manifattura, presentano opere inedite ed evidenziano la singolarit\u00e0 tecnica delle invenzioni del marchese.<strong> Oltre che per raccontare al grande pubblico un capitolo straordinario della produzione scultorea fiorentina, la mostra nasce per ridestare l\u2019attenzione dei fiorentini e dell\u2019opinione pubblica internazionale sulla sorte del Museo di Doccia. La generosit\u00e0 dei prestiti internazionali dimostra l\u2019alto livello di questo interesse di tutte le istituzioni italiane e straniere per le sorti del Museo e della Manifattura<\/strong>.<strong> In quest\u2019ottica un ringraziamento particolare deve andare \u00a0a S.A.S. il Principe Hans-Adam II von und zu Liechtenstein che ha concesso il Suo Patronato.<\/strong> Come dichiarato dal Direttore del Museo Nazionale del Bargello, Paola D\u2019Agostino \u201cL\u2019unicit\u00e0 del Museo di Doccia, del suo patrimonio artistico, e della Manifattura ci hanno spinto ad organizzare una mostra diversa. Questa mostra \u00e8 frutto non soltanto di una stretta collaborazione tra i curatori e gli storici dell\u2019arte che vi hanno contribuito in un serrato confronto culturale e politico, ma anche di una fitta rete di partecipazione di istituzioni italiane e straniere. Desidero esprimere la mia pi\u00f9 sincera gratitudine agli Enti che l\u2019hanno generosamente finanziata, rendendo possibile una mostra diversa, ai musei e ai collezionisti che hanno concesso prestiti cos\u00ec singolari, e ai curatori e agli autori dei saggi che hanno lavorato a titolo gratuito, per contenere i costi della mostra e renderla il pi\u00f9 possibile accessibile al pubblico. <strong>L\u2019auspicio \u00e8 che <em>La Fabbrica della Bellezza<\/em> rappresenti un primo modello di collaborazione tra pubblico e privato, e che contribuisca alla rinascita del Museo e al rilancio della Manifattura Ginori\u201d.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Al Museo Nazionale del Bargello a Firenze \u00a0da oggi \u00a018 maggio 2017 \u00e8 aperta la prima mostra realizzata in Italia sulle statue di porcellana prodotte a Doccia, e sulle sue fonti. Fondata nel 1737 dal marchese Carlo Ginori a Doccia, nei pressi di Firenze, la manifattura di porcellana di Sesto Fiorentino \u2013 divenuta nel 1896 Richard Ginori \u2013 \u00e8 la pi\u00f9 antica in Italia e tuttora funzionante. Il marchese Ginori raccolse sistematicamente le forme presenti nelle botteghe appartenute agli scultori del tardo Rinascimento e del Barocco, servendosene per creare la sua grande scultura in porcellana. Contemporaneamente egli acquistava modelli dagli [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2017\/05\/17\/la-fabbrica-della-bellezza-leccellenza-della-manifattura-ginori-e-il-suo-popolo-di-statue-in-mostra-al-museo-nazionale-del-bargello-a-firenze\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[59281,9894,53794,41640,46356,44441,87,17505,35188,28369,17494,53611,44504,51665,4625],"tags":[253034,59480,253028,406674,8690,253030,253026,253033,17520,253027,253032,253029,253031],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9821"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=9821"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9821\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9833,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9821\/revisions\/9833"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=9821"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=9821"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=9821"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}