{"id":9903,"date":"2017-05-30T21:17:24","date_gmt":"2017-05-30T21:17:24","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=9903"},"modified":"2017-05-30T21:19:25","modified_gmt":"2017-05-30T21:19:25","slug":"tra-guercino-e-de-nittis-due-collezioni-italiane-marchigiana-e-piemontese-si-incontrano-in-mostra-a-domodossola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2017\/05\/30\/tra-guercino-e-de-nittis-due-collezioni-italiane-marchigiana-e-piemontese-si-incontrano-in-mostra-a-domodossola\/","title":{"rendered":"Tra Guercino e De Nittis. Due collezioni  italiane (marchigiana e piemontese) si incontrano  in mostra a Domodossola."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/05\/64495-nono1-e1496179147651.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-9914\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/05\/64495-nono1-e1496179147651.jpg\" alt=\"64495-nono\" width=\"400\" height=\"300\" \/><\/a>Casa De Rodis a Domodossola, dal 2014 sede espositiva della Collezione Poscio, ospita fino al\u00a0 \u00a028 ottobre 2017 l\u2019esposizione \u201c<em>Tra Guercino e De Nittis. Due collezioni si incontrano\u201d<\/em>.<\/strong> Non solo una mostra, ma un progetto di ampio respiro finalizzato a contribuire al restauro del patrimonio artistico marchigiano, seriamente compromesso dagli eventi sismici che hanno colpito la regione dall\u2019agosto 2016. L\u2019esposizione, realizzata in collaborazione con la Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno, <strong>r<\/strong><strong>acconta la storia di due collezionisti, Antonio Ceci (1852-1920) e Alessandro Poscio (1928-2013): chirurgo marchigiano di adozione pisana il primo, imprenditore piemontese con la passione per la pittura il secondo. Per la prima volta un nucleo di opere delle loro collezioni vengono messe a confronto, evi<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/05\/Carlo-Fornara-Sole-dottobre-590x409-e1496178308835.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-9906 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/05\/Carlo-Fornara-Sole-dottobre-590x409-e1496178308835.jpeg\" alt=\"Carlo-Fornara-Sole-dottobre--590x409\" width=\"426\" height=\"295\" \/><\/a><\/strong><strong>denziando accostamenti e suggestioni inaspettati ma profondamente in sintonia. Seppur lontani geograficamente, Antonio e Alessandro si rivelano due uomini dinamici che vivono il loro tempo sognando a occhi aperti davanti all\u2019incanto dell\u2019arte tra disegni e dipinti.<\/strong>\u00a0 In mostra sono svelati i segreti e le passioni di entrambi i collezionisti che riflettono comuni interessi artistici: dai ritratti ai paesaggi, da vedute che inquadrano la natura a stretto contatto con l\u2019uomo, a sguardi che comunicano i misteri e i fascini di storie lontane, quanto vicine. <strong>Da Ascoli Piceno arrivano a Domodossola, tra gli altri, un gruppo prezioso di disegni di artisti quali Pietro da Cortona, Guercino, Luca Giordano e Domenico Morelli, ma anche tele affascinanti q<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/05\/Guercino-Sacra-Famiglia-590x461-e1496178341810.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-9907 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/05\/Guercino-Sacra-Famiglia-590x461-e1496178341810.jpeg\" alt=\"Guercino-Sacra-Famiglia-590x461\" width=\"390\" height=\"305\" \/><\/a><\/strong><strong>uali i suggestivi paesaggi ad olio di Alessandro Magnasco e Francesco Zuccarelli, la sublime Passeggiata amorosa di Pelizza da Volpedo, l\u2019incantevole Pax di Luigi Nono.<\/strong> <strong>Della collezione Poscio invece si possono ammirare il luminoso Sole d\u2019ottobre di Carlo Fornara, Veduta delle Alpi Lepontine di Giovanni Battista Ciolina, la realistica quanto magica Stradina a Settignano di Telemaco Signorini, due romantici e intensi paesaggi di Antonio Fontanesi e una fitta Querceta di Giovanni Fattori.<br \/>\n<\/strong><br \/>\n<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/05\/Francesco-Solimena-San-Giovanni-Battista-nel-deserto-590x484-e1496178396128.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-9908\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/05\/Francesco-Solimena-San-Giovanni-Battista-nel-deserto-590x484-e1496178396128.jpeg\" alt=\"Francesco-Solimena-San-Giovanni-Battista-nel-deserto-590x484\" width=\"390\" height=\"320\" \/><\/a><em>\u201cTra\u00a0Guercino e De Nittis. Due collezioni si incontrano\u201d <\/em>\u00e8 anche l\u2019occasione per studiare opere <strong>ancora inedite e mai presentate al grande pubblico, come nel caso del San Gerolamo, attribuito al pittore caravaggesco Lionello Spada o alla deliziosa \u201cVergine in preghiera\u201d, un piccolo rametto che appartiene al giovane Sassoferrato.<\/strong>\u00a0 Il catalogo, edito da Cattaneo Editore, presenta contributi di importanti studiosi, come Annie- Paule Quinsac, Carlo Sisi, Fernando Mazzocca, Cinzia Virno, Maria Silvia Proni, Dario Gnemmi e i curatori della mostra e sar\u00e0 oggetto di una raccolta fondi che contribuir\u00e0 al <strong>restauro di un capolavoro dell\u2019arte marchigiana compromesso dal sisma, ovvero la Madonna in trono fra i santi Sebastiano e Caterina d\u2019Alessandria, una tavola del pittore austriaco Pietro Alamanno, attivo ad Ascoli Piceno nella seconda met\u00e0 del XV secolo. La pala d\u2019altare proviene dalla distrutta chiesa di San Silvestro ai Sassi, una suggestiva localit\u00e0 montana del comune di Ascoli Piceno. <\/strong>\u201c<em>Questa mostra rappresenta un\u2019occasione unica e importante per due motivi. In primis perch\u00e9 \u00e8 pensata per sovvenzionare un intervento di restauro di un\u2019opera che vie<\/em><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/05\/Leonello-Spada-e1496178440552.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-9909\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/05\/Leonello-Spada-e1496178440552.jpg\" alt=\"Leonello-Spada\" width=\"333\" height=\"187\" \/><\/a><\/strong><em>ne dai luoghi terremotati dell\u2019ascolano.\u201d &#8211; afferma Stefano Papetti, curatore della mostra e direttore della Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno \u2013 \u201cInoltre \u00e8 molto interessante anche dal punto di vista scientifico, <strong>perch\u00e9 per la prima volta vengono messe in relazione due importanti collezioni, Ceci e Poscio, tra le quali abbiamo rilevato una singolare uniformit\u00e0 nelle scelte: entrambe <\/strong><\/em><em><strong>hanno due nuclei di pittura ottocentesca e dipinti antichi, pre<\/strong><\/em><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/05\/Telemaco-Signorini-Stradina-a-Settignano-483x590-e1496178143536.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-9904 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/05\/Telemaco-Signorini-Stradina-a-Settignano-483x590-e1496178143536.jpeg\" alt=\"Telemaco-Signorini-Stradina-a-Settignano-483x590\" width=\"437\" height=\"534\" \/><\/a><em><strong>valentemente della collezione Ceci, dedicati soprattutto al tema del paesaggio<\/strong><\/em><strong>\u201d.<\/strong> Una mostra dunque che aiuta il patrimonio artistico marchigiano ferito e che consente di dare nuova luce a colori e forme che appartengono alla nostra storia e sono tasselli della nostra identit\u00e0. Del resto, l\u2019arte del collezionare l\u2019arte \u00e8 un modo per non disperdere, per accrescere sapere e per tramandare. \u201c<em>L&#8217;espressione \u2018appassionata incompetenza\u2019, apparentemente contraddittoria,orgogliosamente modesta, commercialmente inefficace nell&#8217;attestare una mancanza di sapere, \u00e8 il cuore della collezione iniziata da mio marito e da me profondamente condivisa.\u201d \u2013 racconta Paola Poscio \u2013 \u201cPassione che coinvolge e sorprende anima e cuore&#8230;incompetente perch\u00e9 la scelta delle opere avviene fuori da ogni schema accademico, quasi per un&#8217;istintiva folgorazione, per la forza e l&#8217;intensit\u00e0 dell&#8217;emozione che suscita. \u00c8 una raccolta di opere che &#8211; nel corso di oltre 50 anni &#8211; attraversa con disinvoltura epoche, linguaggi, stili diversi, ognuna episodio di un\u2019avventura fatta di incontri, occasioni fortunate, rivelazioni e innamoramenti, diventando una sorta di diario\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>La mostra \u00e8 anche una bella occasione per scoprire Casa De Rodis, luogo in cui una parte della collezione Poscio \u00e8 esposta. Palazzetto di origine medioevale in Piazza Mercato, un tempo dimora della famiglia De Rodis, di antica nobilt\u00e0 antigoriana. L\u2019antica dimora \u00e8 stata oggetto di un\u2019attenta ristrutturazione che da una parte ha recuperato tutti gli elementi storico-architettonici e dall&#8217;altra ha saputo reinterpretare in chiave moderna le caratteristiche dell\u2019edificio e la sua storia. <strong>Dal centro storico di Domodossola inoltre \u00e8 possibile avventurarsi alla scoperta della cosiddetta Valle dei Pittori, la Val Vigezzo, conosciuta per la storica presenza di paesaggisti e ritrattisti, alcuni dei quali esposti in mostra, come Lorenzo Peretti Junior, Carlo Fornara e Giovanni Battista Ciolina. La valle si snoda da Domodossola fino al confine svizzero, verso Locarno, attraverso un suggestivo tragitto percorribile anche con il trenino panoramico della \u201cVigezzina\u201d.\u00a0 <\/strong><\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Casa De Rodis a Domodossola, dal 2014 sede espositiva della Collezione Poscio, ospita fino al\u00a0 \u00a028 ottobre 2017 l\u2019esposizione \u201cTra Guercino e De Nittis. Due collezioni si incontrano\u201d. Non solo una mostra, ma un progetto di ampio respiro finalizzato a contribuire al restauro del patrimonio artistico marchigiano, seriamente compromesso dagli eventi sismici che hanno colpito la regione dall\u2019agosto 2016. L\u2019esposizione, realizzata in collaborazione con la Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno, racconta la storia di due collezionisti, Antonio Ceci (1852-1920) e Alessandro Poscio (1928-2013): chirurgo marchigiano di adozione pisana il primo, imprenditore piemontese con la passione per la pittura il secondo. [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2017\/05\/30\/tra-guercino-e-de-nittis-due-collezioni-italiane-marchigiana-e-piemontese-si-incontrano-in-mostra-a-domodossola\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[44800,9894,53747,53794,41640,44759,28386,44441,87,35351,35224,51746,17505,35188,51708,28369,53611,44504,51665,4625],"tags":[255610,255609,231306,59480,255612,255611,35346,180447,255608,41670,80630,35347,66902,73623,51750],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9903"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=9903"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9903\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9915,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9903\/revisions\/9915"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=9903"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=9903"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=9903"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}