{"id":9934,"date":"2017-06-02T19:38:58","date_gmt":"2017-06-02T19:38:58","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=9934"},"modified":"2017-06-02T19:38:58","modified_gmt":"2017-06-02T19:38:58","slug":"larma-dei-carabinieri-e-il-suo-nucleo-tutela-patrimonio-culturale-hanno-ritrovato-un-prezioso-ovale-di-una-pala-daltare-del-1700-trafugata-dal-1992-in-campania","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2017\/06\/02\/larma-dei-carabinieri-e-il-suo-nucleo-tutela-patrimonio-culturale-hanno-ritrovato-un-prezioso-ovale-di-una-pala-daltare-del-1700-trafugata-dal-1992-in-campania\/","title":{"rendered":"L\u2019Arma dei Carabinieri e il  suo  Nucleo Tutela Patrimonio Culturale  hanno  ritrovato  un prezioso ovale di una pala d\u2019altare del  1700, trafugata  dal 1992 in Campania."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/06\/6350.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-9935\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/06\/6350.jpg\" alt=\"6350\" width=\"200\" height=\"198\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/06\/6350.jpg 200w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/06\/6350-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a>Encomiabile il\u00a0 prezioso lavoro dell\u2019Arma dei Carabinieri e\u00a0 del suo Nucleo Tutela Patrimonio Culturale -che \u00e8 doveroso ringraziare- perch\u00e9 a \u00a0poche settimane dalla pubblicazione del &#8220;Bollettino delle opere in Ostaggio\u201d, che ha fatto registrare buoni progressi nel numero di pezzi d\u2019arte e d\u2019antiquariato ritrovati, ancora buone notizie dal Nucleo Tutela Patrimonio culturale. Notizie che arrivano \u00a0questa volta dalla Campania, dal Comando locale \u00a0del Nucleo Tutela Patrimonio \u00a0Regione Campania.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>I carabinieri hanno infatti ritrovato un ovale risalente al \u2018700 che, in realt\u00e0, faceva parte della pala d\u2019altare della Chiesa di San Michele a Gete, in provincia di Salerno, trafugata nel 1992.<\/strong> <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/06\/madonna-con-bambino-tramonti-696x522.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-9936\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/06\/madonna-con-bambino-tramonti-696x522.jpg\" alt=\"madonna-con-bambino-tramonti-696x522\" width=\"596\" height=\"447\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/06\/madonna-con-bambino-tramonti-696x522.jpg 696w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/06\/madonna-con-bambino-tramonti-696x522-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 596px) 100vw, 596px\" \/><\/a><strong>La piccola frazione di Gete a Tramonti ha salutato con grande soddisfazione il ritrovamento del quadro trafugato 25 anni fa. Anche se la tela rinvenuta \u00e8 solo una parte di quella originaria.<\/strong> \u00a0<strong>L\u2019opera, una Madonna con Bambino e Santi dallo stile tipicamente tardo barocco di area meridionale, \u00e8 stata rintracciata attraverso una attenta comparazione tra le informazioni inserite nella banca dati del Nucleo dei Carabinieri e il catalogo di una casa d\u2019asta. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/06\/quadro-originario-tramonti-chiesa-gete-e1496431382884.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-9937\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/06\/quadro-originario-tramonti-chiesa-gete-e1496431382884.jpg\" alt=\"quadro-originario-tramonti-chiesa-gete\" width=\"431\" height=\"574\" \/><\/a><\/strong><strong>L\u2019attenta ricerca dell\u2019opera nella banca dati dei Beni Culturali illecitamente sottratti, gestita dal Comando Tpc di Roma, ha consentito di identificare il bene. <\/strong>Gli investigatori hanno svolto un complesso lavoro di confronto tra l\u2019opera originale e quella in vendita, in considerazione del fatto che quest\u2019ultima aveva subito interventi pittorici successivi. Confrontando il catalogo di una casa d&#8217;asta con la banca dati, <strong>i carabinieri del nucleo Tutela Patrimonio culturale di Napoli di sono accorti che un ovale con \u00a0Madonna \u00a0con bambino era in realt\u00e0 la parte \u00a0centrale di una pala d&#8217;altare fatta a pezzi. Valore 200 mila euro -ma da \u201cperito\u201d quale sono \u00a0ritengo che la cifra debba \u00a0essere almeno raddoppiata, ossia 400.ooo mila euro-, la base d&#8217;asta partiva invece da circa 30 mila euro.<\/strong> Sull&#8217;opera \u201csi vedono i tagli e il restauro praticati per camuffare il furto e ricavare di pi\u00f9 dalla vendita di singoli pezzi\u201d spiega il capitano Gianpaolo Brasili, comandante del nucleo. \u201cPer capire il lavoro che c&#8217;\u00e8 dietro basta vedere le differenze tra l&#8217;ovale e la pala originale\u201d. L&#8217;ovale \u00e9 \u00a0stato cos\u00ec modificato, sul quale sono visibili numerosi interventi per camuffare la provenienza, come tagli e coperture con pittura a piombo, \u00a0la parte superiore della pala altare raffigurante i puttini \u00e8 stata tagliata e cucita accanto al bambino \u00a0cancellando il volto della Santa domenicana , mentre la mano del Santo accanto alla Vergine \u00e8 stata cancellata e coperta con pittura a piombo<strong>.<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/06\/b71.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-9938\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/06\/b71.jpg\" alt=\"b(71)\" width=\"523\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/06\/b71.jpg 523w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/06\/b71-300x172.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 523px) 100vw, 523px\" \/><\/a><\/strong><strong>\u201c<\/strong><strong>Siamo felici di questo risultato, il nostro lavoro \u00e8 restituire le opere d\u2019arte alla pubblica fruizione, non solo per il valore economico ma anche per quello simbolico\u201d, ha detto il Capitano Giampaolo Brasili <\/strong><strong>che ha coordinato l\u2019operazione consentendo il recupero di un\u2019opera del valore di centinaia di migliaia di euro; ed ha ancora aggiunto \u00a0\u201cAbbiamo una banca data fornitissima. Nel caso della Madonna con Bambino abbiamo ritrovato l\u2019opera sul sito di una nota casa d\u2019asta. <\/strong>Base d\u2019asta 30 mila euro, ma stimiamo il valore reale in circa 200 mila euro. Le opere appartengono molto spesso a piccole comunit\u00e0 che si ritrovano in chiese di provincia, in paesi molto piccoli che a volte, senza le opere d\u2019arte, quelle a cui fanno riferimento e che vengono trafugate, si sentono smarrite\u00bb. <strong>Infatti, nella chiesa di San Michele, alcuni anni fa, venne riprodotta sulla scorta di una vecchia fotografia una immagine che riproduce quella primordiale, risalente al 1700, e in cui sono presenti San Domenico de Guzman e Santa Caterina da Siena. Dunque, chi trafug\u00f2 quella tela probabilmente pens\u00f2 bene di modificarla. <\/strong><\/p>\n<p>\u201cDel ritrovamento abbiamo avuto notizia almeno una settimana fa sia dalla Curia di Amalfi, che dal parroco, don Gennaro Giordano \u2013 spiega il sindaco di Tramonti, Antonio Giordano \u2013 Fui proprio io ad interessarmi su sollecitazione del parroco dell\u2019epoca, don Pasquale Gentile, della riproduzione della tela effettuata da una foto rinvenuta in archivio\u201d. Infatti quella che \u00e8 presenta nella chiesa di San Michele al momento \u00e8 solo una riproduzione. Quella invece messa illecitamente all\u2019asta prima di essere recuperata dai carabinieri del Nucleo di tutela del patrimonio artistico culturale \u00e8 frutto di un procedimento di ricostruzione iconografica dell\u2019opera concretizzatosi in attivit\u00e0 di collage e in interventi pittorici alterativi.<\/p>\n<p><strong>Dunque il dipinto, olio su tela, raffigurante \u201cMadonna con bambino\u201d, non solo venne asportato nel 1992 dalla chiesa di San Michele a Gete (parroco dell\u2019epoca era padre Renato del convento dei frati di Polvica) , ma addirittura tagliato e successivamente modificato\u00a0cos\u00ec come \u00e8 stato appurato dagli investigatori nel confronto fatto tra il dipinto rubato e quello presente sul mercato<\/strong>.\u201cOra stiamo formando una delegazione che affiancher\u00e0 il parroco per il riconoscimento del reperto a Napoli \u2013 spiega il sindaco di Tramonti \u2013 \u00a0Dopo quest\u2019ultimo atto prepareremo il ritorno a Tramonti della tela. E sar\u00e0 una grande festa perch\u00e9 l\u2019intera citt\u00e0 non vede l\u2019ora di poter riavere quanto le fu tolto 25 anni fa. Come accaduto 70 anni fa per la statua della Madonna di Fatima, faremo il giro delle 13 frazioni. Per quanto mi riguarda, prima ancora che da sindaco, sono molto affezionato a quella tela perch\u00e9 ha accompagnato la mia infanzia nella chiesa di Gete\u201d.<\/p>\n<p><strong>Carlo Franza<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Encomiabile il\u00a0 prezioso lavoro dell\u2019Arma dei Carabinieri e\u00a0 del suo Nucleo Tutela Patrimonio Culturale -che \u00e8 doveroso ringraziare- perch\u00e9 a \u00a0poche settimane dalla pubblicazione del &#8220;Bollettino delle opere in Ostaggio\u201d, che ha fatto registrare buoni progressi nel numero di pezzi d\u2019arte e d\u2019antiquariato ritrovati, ancora buone notizie dal Nucleo Tutela Patrimonio culturale. Notizie che arrivano \u00a0questa volta dalla Campania, dal Comando locale \u00a0del Nucleo Tutela Patrimonio \u00a0Regione Campania.\u00a0 I carabinieri hanno infatti ritrovato un ovale risalente al \u2018700 che, in realt\u00e0, faceva parte della pala d\u2019altare della Chiesa di San Michele a Gete, in provincia di Salerno, trafugata nel 1992. [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2017\/06\/02\/larma-dei-carabinieri-e-il-suo-nucleo-tutela-patrimonio-culturale-hanno-ritrovato-un-prezioso-ovale-di-una-pala-daltare-del-1700-trafugata-dal-1992-in-campania\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1009,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[59281,44662,9894,53747,53794,41640,35247,44441,87,35351,42896,28369,4625],"tags":[59480,255630,74739,255631,255632,255628,255629],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9934"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1009"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=9934"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9934\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9939,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9934\/revisions\/9939"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=9934"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=9934"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=9934"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}