{"id":9953,"date":"2017-06-04T20:19:00","date_gmt":"2017-06-04T20:19:00","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/?p=9953"},"modified":"2017-06-04T20:19:00","modified_gmt":"2017-06-04T20:19:00","slug":"leuropa-senza-parafulmini-in-cieli-deuropa-libro-di-salvatore-settis-leuropa-dei-mercati-ha-coperto-e-asfissiato-leuropa-della-cultura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/2017\/06\/04\/leuropa-senza-parafulmini-in-cieli-deuropa-libro-di-salvatore-settis-leuropa-dei-mercati-ha-coperto-e-asfissiato-leuropa-della-cultura\/","title":{"rendered":"L\u2019Europa senza parafulmini. In \u201cCieli d\u2019Europa\u201d libro di  Salvatore Settis, l\u2019Europa dei mercati ha coperto e asfissiato  l\u2019Europa della cultura."},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/06\/Salvatore_Settis.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-9954\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/06\/Salvatore_Settis.jpg\" alt=\"Salvatore_Settis\" width=\"232\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/06\/Salvatore_Settis.jpg 232w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/06\/Salvatore_Settis-222x300.jpg 222w\" sizes=\"(max-width: 232px) 100vw, 232px\" \/><\/a>E\u2019appena arrivato in libreria il nuovo <\/strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/06\/gr2euro.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-9955 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/06\/gr2euro.jpg\" alt=\"gr2euro\" width=\"220\" height=\"218\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/06\/gr2euro.jpg 485w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/06\/gr2euro-150x150.jpg 150w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/06\/gr2euro-300x297.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 220px) 100vw, 220px\" \/><\/a><strong>libro di Salvatore Settis dal titolo\u00a0 \u201cCieli d\u2019Europa. Cultura, creativit\u00e0,\u00a0 uguaglianza\u201d(Utet, Torino 112pagg.). Il saggio, profondo, acuto e <\/strong><strong>fortemente speculativo\u00a0 chiarisce come gli ideali della storia e della cultura \u00a0del continente europeo paiono inariditi, e la causa forte di tutto ci\u00f2 sono i \u201cTrattati\u201d che dominano e governano i mercati e la l<\/strong><strong>ogica della globalizzazione.<\/strong> Settis inizia il saggio con una frase illuminante presa a prestito dal libro di George Steiner, \u201cUna certa idea dell\u2019Europa\u201d: \u201cI parafulmini devono essere saldamente infissi nel terreno. Anche le idee pi\u00f9 speculative devono essere ancorate nella realt\u00e0,nella materia delle cose. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/06\/Catalogo-E-Pittura-vascolare-greca-482-ac-e1496606674276.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-9956\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/06\/Catalogo-E-Pittura-vascolare-greca-482-ac-e1496606674276.jpg\" alt=\"Catalogo-E-Pittura-vascolare-greca-482-ac\" width=\"224\" height=\"242\" \/><\/a>Che dire allora dell\u2019idea di Europa?\u201d. <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/06\/assteas-300x336.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-9957 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/06\/assteas-300x336.jpg\" alt=\"assteas-300x336\" width=\"300\" height=\"336\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/06\/assteas-300x336.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/06\/assteas-300x336-268x300.jpg 268w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>E l\u2019idea di Europa di Steiner poggiava su cinque parametri, primo l\u2019Europa luogo dove regna \u201cil caff\u00e8\u201d come luogo di ritrovo e di cospirazioni ma anche di dibattito intellettuale e pettegolezzo; secondo, l\u2019Europa \u00e8 una cartografia camminata\u00a0 dove il paesaggio\u00a0 \u00e8 stato modellato e umanizzato; terzo, l\u2019Europa \u00e8 il luogo della memoria, dove \u00e8 forte il ricordo di personaggi\u00a0 storici\u00a0 e monumenti; quarto, l\u2019Europa ha l\u2019ossessione del passato,\u00a0 perch\u00e9 \u00e8 frutto\u00a0 di una doppia eredit\u00e0, quella di Atene\/Ro<strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/06\/Il-ratto-di-Europa-Mosaico-III-sec.-d.C-Beirut-e1496606799166.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-9958\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/06\/Il-ratto-di-Europa-Mosaico-III-sec.-d.C-Beirut-e1496606799166.jpg\" alt=\"Il-ratto-di-Europa-Mosaico-III-sec.-d.C-Beirut\" width=\"311\" height=\"233\" \/><\/a><\/strong>ma e quella di Gerusalemme, misurarsi tra la citt\u00e0 di Socrate e quella di Isaia; quinto, una consapevolezza delle fine, per via di terremoti, inondazioni e guerre.\u00a0 Tutto ci\u00f2 in Steiner, da qui poi parte Settis per\u00a0 certificare il suo pensiero,\u00a0 la sua linea, la sua storia<strong>. Osserva Settis che oggi nulla porta a cercare la verit\u00e0 delle cose, nulla che porti al confronto, nulla che port<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/06\/ar_image_2521_l-e1496607192827.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-9959 alignright\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/franza\/files\/2017\/06\/ar_image_2521_l-e1496607192827.jpeg\" alt=\"ar_image_2521_l\" width=\"368\" height=\"221\" \/><\/a><\/strong><strong>i\u00a0 ognuno di noi a interrogarsi sulle nostre azioni. E prosegue dicendo che nulla\u00a0 rappresenta oggi l\u2019Europa \u00a0quanto le istituzioni dell\u2019Unione Europea. \u201cPerch\u00e9 -osserva lo studioso-\u00a0 nelle istituzioni europee non regna la cultura, non regna il dubbio, non regna la dignit\u00e0 umana, n\u00e9 la giustizia sociale. Regna il mercato e regna la certezza che ad esso solo spetti il potere di regolare la societ\u00e0 in tutti i suoi aspetti\u201d.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Si \u00e8 perso\u00a0 quell\u2019impulso ideale\u00a0 che fra le rovine della seconda guerra mondiale accese il fuoco\u00a0 della nascita \u00a0dell\u2019Unione Europea.\u00a0 L\u2019Europa\u00a0 di oggi non \u00e8 quella della sua storia e della sua cultura, ma quella dei \u201cTrattati\u201d, un\u2019Europa prona\u00a0 alla globalizzazione\u00a0 che vuole il cittadino solo consumatore. Dov\u2019\u00e8 l\u2019Europa della cultura?\u00a0 Non c\u2019\u00e8, si pu\u00f2 immaginarla -dice Settis,\u00a0 e\u00a0 cita una metafora\u00a0 cara a Benjamin-\u00a0 come il mendicante che bussa alla porta.\u00a0 Ma il mendicante avr\u00e0 il siero\u00a0 contro la peste?\u00a0 E\u2019 certo che bisogna non solo bussare forte a quest\u2019Europa,\u00a0 ma anche alzare la voce e muoversi in modo tale\u00a0 da soppiantarla. Solo cos\u00ec riconquisteremo le nostre libert\u00e0. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Carlo Franza <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Salvatore Settis nasce a Rosarno, in provincia di Reggio Calabria, il giorno 11 giugno del 1941. Conseguita la laurea in Archeologia classica presso la Scuola Normale Superiore di Pisa nel 1963, prosegue gli studi ottenendo due anni pi\u00f9 tardi il diploma di perfezionamento. \u00a0Lavora come assistente professore nel 1968 presso l&#8217;Universit\u00e0 di Pisa; l&#8217;anno successivo diventa professore incaricato; dal 1976 e fino al 1985 Salvatore Settis \u00e8 professore ordinario di Archeologia greca e romana. Sempre all&#8217;interno dell&#8217;Universit\u00e0 di Pisa, tra il 1977 e il 1981 ricopre la carica di direttore dell&#8217;Istituto di Archeologia e preside della Facolt\u00e0 di Lettere e Filosofia. \u00a0A partire dal 1985 diviene docente di Archeologia classica presso la Scuola Normale di Pisa. \u00a0<\/strong><strong>Negli anni Novanta, dal 1994 al 1999, Settis dirige il &#8220;Getty Center for the History of Art and the Humanities&#8221; di Los Angeles. \u00a0<\/strong><strong>Viene eletto direttore della Scuola Normale di Pisa dal 1999 fino al 2010. <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00c8 inoltre membro del Deutsches Arch\u00e4ologisches Institut, della American Academy of Arts and Sciences, dell&#8217;Accademia Nazionale dei Lincei, dell&#8217;Accademia di San Luca , del Berlin-Brandenburgische Akademie der Wissenschaften, dell&#8217;Acad\u00e9mie Royale de Belgique, dell&#8217;Academia Europaea, del Comitato scientifico dell&#8217;European Research Council, del Comitato Internazionale per la Salvaguardia della Torre di Pisa, del Consiglio Scientifico dell&#8217;Enciclopedia Italiana. Dal 2004 \u00e8 membro del Comitato dei garanti della Scuola Galileiana di Studi Superiori. \u00a0In campo culturale e politico, Settis ricopre la carica di presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali, quando nel 2008 esplicita il suo pensiero contro la politica di tagli indiscriminati all&#8217;Universit\u00e0 promossa dal governo Berlusconi; i suoi interventi sulle pagine dei quotidiani La Repubblica e Il Sole 24 ore, vengono criticati dal neo-ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi: Settis decide cos\u00ec, nel febbraio 2009, di dare le dimissioni. \u00a0Gli interessi di studio e di ricerca del professor Settis riguardano principalmente la storia dell&#8217;arte antica, la storia della tradizione classica e la storia dell&#8217;iconografia e dell&#8217;arte religiosa europea, dal Medioevo al Seicento. \u00a0Negli anni tra il 2000 e il 2010 \u00e8 protagonista in Italia di una battaglia contro la svendita del patrimonio culturale, avvenuta tramite articoli sui principali quotidiani e due sue pubblicazioni: &#8220;Italia S.p.A. &#8211; L&#8217;assalto al patrimonio culturale&#8221; (2002) e &#8220;Battaglie senza eroi. I beni culturali tra istituzioni e profitto&#8221; (2005). Il primo dei due titoli \u00e8 vincitore del premio Viareggio (categoria: Saggistica) nel 2003. Altre sue opere sono:\u00a0 &#8220;La tempesta interpretata. Giorgione, \u00a0i committenti il soggetto&#8221; (1978) ,&#8221;La colonna Traiana&#8221; (1988) , \u00a0&#8220;Laocoonte. Fama e stile&#8221; (1999) , &#8220;Civilt\u00e0 dei Romani&#8221; (1990-1993, come curatore) , &#8220;I Greci. Storia, cultura, arte, societ\u00e0&#8221; (1996-2002, come curatore) , \u00a0&#8220;Futuro del &#8220;classico&#8221; (2004) , &#8220;Iconografia dell&#8217;arte italiana 110-1500: una linea&#8221; (2005) , &#8220;Artemidoro. Un papiro dal I secolo al XXI&#8221; (2008) , &#8220;Artisti e committenti fra Quattrocento e Cinquecento&#8221; (2010). <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>E\u2019appena arrivato in libreria il nuovo libro di Salvatore Settis dal titolo\u00a0 \u201cCieli d\u2019Europa. Cultura, creativit\u00e0,\u00a0 uguaglianza\u201d(Utet, Torino 112pagg.). Il saggio, profondo, acuto e fortemente speculativo\u00a0 chiarisce come gli ideali della storia e della cultura \u00a0del continente europeo paiono inariditi, e la causa forte di tutto ci\u00f2 sono i \u201cTrattati\u201d che dominano e governano i mercati e la logica della globalizzazione. Settis inizia il saggio con una frase illuminante presa a prestito dal libro di George Steiner, \u201cUna certa idea dell\u2019Europa\u201d: \u201cI parafulmini devono essere saldamente infissi nel terreno. 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