{"id":328,"date":"2020-04-23T12:37:58","date_gmt":"2020-04-23T10:37:58","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/furlan\/?p=328"},"modified":"2020-04-23T15:13:47","modified_gmt":"2020-04-23T13:13:47","slug":"coronavirus-sei-felice-solo-se-sei-insicuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/furlan\/2020\/04\/23\/coronavirus-sei-felice-solo-se-sei-insicuro\/","title":{"rendered":"Coronavirus: sei felice solo se sei insicuro"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_338\" style=\"width: 285px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/furlan\/files\/2020\/04\/il-rischo.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-338\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-338\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/furlan\/files\/2020\/04\/il-rischo.jpg\" alt=\"Il rischio pi\u00f9 grande \u00e8 non rischiare!\" width=\"275\" height=\"183\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-338\" class=\"wp-caption-text\">Il rischio pi\u00f9 grande \u00e8 fermarsi per la paura di rischiare!<\/p><\/div>\n<p>L&#8217;uomo, e in particolare l&#8217;uomo moderno, avverte un gran bisogno di sentirsi sicuro.<br \/>\nSi aggrappa, con le unghie e con i denti, alle sue certezze: lo Stato che lo protegge, il lavoro che gli d\u00e0 da mangiare, la famiglia che lo sostiene.<br \/>\nAmiamo la sicurezza: tutto ci\u00f2 che \u00e8 prevedibile, verificabile, accertato. E odiamo l&#8217;incertezza. Perch\u00e9 ci destabilizza. E ci fa sentire deboli, fragili, impauriti, in balia degli eventi.<br \/>\nLa dura verit\u00e0 \u00e8 che la sicurezza non esiste.<br \/>\nRipeto: non esiste alcuna certezza nella nostra vita.<br \/>\nL&#8217;unica certezza \u00e8 che siamo nati. E che moriremo.<br \/>\nTutto il resto \u00e8 assolutamente incerto.<br \/>\nQuindi pretendere di ricavare sicurezze da figure esterne da noi &#8211; che siano lo Stato, la moglie o il datore di lavoro &#8211; \u00e8 infondato.<\/p>\n<p><strong>La crisi derivata dal coronavirus ha, come tutte le crisi, accresciuto il\u00a0 nostro senso di insicurezza<\/strong>. E quindi la nostra paura del futuro. Questo virus che semina morte ci fa sentire ancora pi\u00f9 piccoli e fragili. &#8220;Si sta come d&#8217;autunno sugli alberi le foglie&#8221;: la poesia Soldati di Ungaretti si pu\u00f2 adattare a questo momento storico. Vediamo la malattia, la morte, l&#8217;incertezza economica tutto intorno a noi. Ci sentiamo affogare nell&#8217;insicurezza e nella paura. E ci viene da aggrapparci a chiunque ci possa fornire qualche appiglio di certezza.<\/p>\n<p>A chi si rivolge a me, motivatore e life coach, per trovare certezze ripeto che non pu\u00f2 trovarle fuori di s\u00e9. Tantomeno al giorno d&#8217;oggi.<br \/>\nUna volta, e mi riferisco al secolo scorso &#8211; vent&#8217;anni fa, che sembrano gi\u00e0 un&#8217;era glaciale fa &#8211; le cose erano un po&#8217; diverse. Forse ti ricorderai che i genitori volevano vedere i propri figli sistemati. Quindi al sicuro. E c&#8217;erano tre pilastri da costruire per raggiungere questo obiettivo: un lavoro con il posto fisso; una casa di propriet\u00e0; e un matrimonio, preludio alla famiglia. Pap\u00e0 e mamma volevano questo per i propri pargoli: che avessero un lavoro per la vita; una casa per la vita; e una famiglia per la vita.<br \/>\nNon funzionava sempre cos\u00ec. E oggi non funziona per niente cos\u00ec. Il posto fisso regge, per ora, soltanto nel pubblico impiego; per il resto \u00e8 un miraggio. E, con la valanga di chiusure aziendali in arrivo, lo sar\u00e0 ancora di pi\u00f9. Se perdi il lavoro rischi di non poter far fronte alle spese per la casa, e quindi di perderla. E sulla famiglia da Mulino Bianco \u00e8 meglio stendere un velo pietoso: un matrimonio su due finisce in separazione o divorzio.<br \/>\nLe certezze esterne non esistono pi\u00f9. E non pu\u00f2 certo essere lo Stato &#8211; tantomeno quello italiano, sgarrupato com&#8217;\u00e8 &#8211; a darcele. Anzi, la propensione di politici e burocrati a non correre alcun rischio rischia di procurare pi\u00f9 danni che benefici.<br \/>\nLo stiamo vedendo proprio in questi giorni. Stiamo, lentamente e faticosamente, entrando nella fase 2 dell&#8217;emergenza coronavirus. Se tutto va bene, dal 4 maggio potremo, tra mille cautele, uscire di casa. Ma troveremo un mondo completamente diverso rispetto a quello di due mesi fa.<br \/>\nPer non correre alcun rischio, sui mezzi pubblici ci dovr\u00e0 essere un sedile vuoto tra una persona e l&#8217;altra. Lo stesso su treni e aerei. Ci saranno code all&#8217;ingresso, con ingressi contingentati. E anche nei ristoranti i clienti dovranno essere dimezzati, con grandi spazi tra un tavolo e l&#8217;altro. Nella speranza di non correre rischi di contagio, la certezza sar\u00e0 che i prezzi raddoppieranno.\u00a0Oppure i posti di lavoro si dimezzeranno. Perch\u00e9 se una compagnia aerea pu\u00f2 caricare la met\u00e0 dei passeggeri di prima \u00e8 costretta a raddoppiare il prezzo del biglietto. I ristoranti non potranno sostenere le stesse spese con la met\u00e0 della clientela. Senza contare, poi, le spese per la continua sanificazione del locale. Entreremo nei negozi facendo la coda, come gi\u00e0 la facciamo al supermercato; e se vorremo provare un vestito dovr\u00e0, subito dopo, essere disinfettato. Meglio, molto meglio, comprare online.<br \/>\nAndare dal barbiere, al bar,\u00a0dall&#8217;estetista sar\u00e0 uno stress. Di andare in palestra, al cinema, a teatro, allo stadio, al concerto, sia pure con nuove e complesse regole, manco a parlarne.<br \/>\nDiventer\u00e0 un&#8217;impresa anche andare in spiaggia. Al mare, quest&#8217;estate, lo spazio tra gli ombrelloni dovr\u00e0 essere lo stesso, molto ampio, che gi\u00e0 esiste ai bagni di Briatore a Forte dei Marmi. E forse ci vorr\u00e0 pure un muro in plexiglas tra una sdraio e l&#8217;altra. Con annesso distributore di mascherine, di guanti e dispenser igienizzante.<br \/>\nMorale: i poveracci non potranno permettersi di andare al mare. Sar\u00e0 una cosa solo per ricchi.<br \/>\nViaggiare, andare al ristorante, andare in albergo coster\u00e0 di pi\u00f9.\u00a0Inevitabilmente\u00a0<strong>si amplier\u00e0 il divario tra ricchi e pover<\/strong>i. <strong>Si accresceranno rabbia, rancore e conflitti sociali<\/strong>, fomentati dalla peggiore crisi economica degli ultimi 90 anni. Altri Paesi europei, colpiti dalla pandemia dopo noi, ne stanno gi\u00e0 uscendo. Hanno gi\u00e0 riaperto le scuole, gli alberghi e tutto il resto. Noi no. Per timore di correre rischi (calcolati: non si tratta di essere incoscienti, \u00e8 chiaro), <strong>in Italia tutto procede al rallentatore<\/strong>. Con mille\u00a0task force, mille commissioni, mille vincoli, mille intoppi, mille complicazioni. Che, c&#8217;\u00e8 da scommetterci, dureranno in qualche forma almeno fino a quando non si trover\u00e0 il vaccino. Perch\u00e9 da noi non c&#8217;\u00e8 nulla di pi\u00f9 definitivo del provvisorio.<\/p>\n<p>A dire il vero la progressiva complicazione della vita pubblica non riguarda soltanto l&#8217;Italia. E&#8217; il mondo della politica che\u00a0ci spinge verso una sempre maggiore complessit\u00e0. <strong>La vita era pi\u00f9 semplice vent&#8217;anni fa<\/strong>; e sono pronto a scommettere che tra altri vent&#8217;anni saremo ancora pi\u00f9 incasinati. Con pi\u00f9 leggi, pi\u00f9 regolamenti, pi\u00f9 norme, pi\u00f9 divieti.\u00a0Che restano in vigore anche quando l&#8217;emergenza che li ha partoriti \u00e8 finita da un pezzo. Un esempio: dal novembre 2006 \u00e8 vietato imbarcare sugli aerei liquidi sopra i 100ml. Perch\u00e9 un terrorista era riuscito a fabbricare una sorta di bombetta con del liquido portato a bordo.\u00a0Si era detto che questa fastidiosa limitazione, terminati gli attentati sugli aerei, sarebbe finita nel 2013. Poi nel 2016. Poi nel 2019. Ora si parla di toglierla il prossimo anno&#8230; Invece \u00e8 sempre in vigore. E\u00a0probabilmente lo sar\u00e0 per molti anni ancora.<br \/>\nPossiamo supporre che lo stesso avverr\u00e0 per le limitazioni antiCovid. Hanno un senso ora, ma\u00a0credo che resteranno in vigore anche quando di Covid non si parler\u00e0 pi\u00f9. Perch\u00e9 politici e burocrati non vorranno correre il rischio di essere accusati di scarsa attenzione nei confronti della salute pubblica. Per pararsi il didietro, ed evitare qualunque critica, fanno la cosa pi\u00f9 semplice: si trincerano dietro una muraglia di leggi e regolamenti. Quelli che ci complicano la vita. E, danneggiando l&#8217;economia, ci impoveriscono.<\/p>\n<p>Eppure, lo dicevamo, <strong>\u00e8 impossibile evitare i rischi<\/strong>. E il\u00a0rischio pi\u00f9 grande \u00e8 proprio l&#8217;illudersi di non correrli. <strong>La vita \u00e8 incerta e pericolosa<\/strong>: non esiste al mondo presidente, premier, partito o partner che ci possano mettere al sicuro.<br \/>\nEsistono, dunque, le certezze?<br \/>\nS\u00ec.<br \/>\nMa non vengono dall&#8217;esterno.<br \/>\nBens\u00ec da dentro di noi.<br \/>\nPer essere\u00a0 felice, o quantomeno sereno, <strong>devo accettare la mia fragilit\u00e0. E l&#8217;insicurezza che mi circonda<\/strong>. Vivo in un mondo pieno di rischi, dove tutto pu\u00f2 cambiare da un momento all&#8217;altro. E nessuno mi pu\u00f2 salvare. Per\u00f2 una certezza la posso avere. E&#8217; la certezza del mio valore. Della mia resilienza. Della mia capacit\u00e0 di risollevarmi dopo essere caduto. Di vincere dopo una sconfitta. Solo cos\u00ec, con le mie sicurezze interiori che nessun virus pu\u00f2 scalfire, posso sconfiggere la paura.<br \/>\nE vivere felice.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>L&#8217;uomo, e in particolare l&#8217;uomo moderno, avverte un gran bisogno di sentirsi sicuro. Si aggrappa, con le unghie e con i denti, alle sue certezze: lo Stato che lo protegge, il lavoro che gli d\u00e0 da mangiare, la famiglia che lo sostiene. Amiamo la sicurezza: tutto ci\u00f2 che \u00e8 prevedibile, verificabile, accertato. E odiamo l&#8217;incertezza. Perch\u00e9 ci destabilizza. E ci fa sentire deboli, fragili, impauriti, in balia degli eventi. La dura verit\u00e0 \u00e8 che la sicurezza non esiste. Ripeto: non esiste alcuna certezza nella nostra vita. L&#8217;unica certezza \u00e8 che siamo nati. E che moriremo. 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