{"id":421,"date":"2020-09-17T12:36:02","date_gmt":"2020-09-17T10:36:02","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/furlan\/?p=421"},"modified":"2020-11-11T13:59:10","modified_gmt":"2020-11-11T12:59:10","slug":"trump-trionfera-ecco-come-e-perche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/furlan\/2020\/09\/17\/trump-trionfera-ecco-come-e-perche\/","title":{"rendered":"Trump trionfer\u00e0. Ecco come e perch\u00e9"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_423\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/furlan\/files\/2020\/09\/Trump-1.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-423\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-423 size-medium\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/furlan\/files\/2020\/09\/Trump-1-300x169.jpg\" alt=\"Donald Trump: &quot;Combatti duro, combatti sempre&quot;\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/furlan\/files\/2020\/09\/Trump-1-300x169.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/furlan\/files\/2020\/09\/Trump-1-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/furlan\/files\/2020\/09\/Trump-1-768x432.jpg 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/furlan\/files\/2020\/09\/Trump-1.jpg 1280w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-423\" class=\"wp-caption-text\">Donald Trump: &#8220;Combatti duro, combatti sempre&#8221;<\/p><\/div>\n<p>Nel mondo della motivazione, della formazione e della crescita personale esistono due macrofiloni.<br \/>\nDa una parte quello spirituale: insegna che la vera felicit\u00e0 non deriva da quello che hai, ma da chi sei. Si parla, quindi, di come raggiungere la serenit\u00e0; di meditazione; di yoga; di amare il prossimo; di perdonare; di raggiungere l&#8217;illuminazione. Illustri esponenti di questa scuola di pensiero sono Eckhart Tolle, Deepak Chopra, Robin Sharma, Wayne Dyer, Louise Hay.<br \/>\nPoi c&#8217;\u00e8 un&#8217;altro filone. Quello che mette la crescita spirituale in secondo, o anche in terzo, piano. E punta tutto sulla crescita del conto corrente. Ne fanno parte coloro che insegnano a diventare ricchi. Come Robert Kyosaki, autore del best-seller <em>Padre ricco, padre povero; <\/em>o come Harv Eker, che ha scritto<em> I s<\/em><em>egreti della mente milionaria. <\/em>I loro libri contengono, comunque, qualche spunto interessante di crescita interiore. E come Donald Trump. Che era noto, ben prima di diventare presidente degli Stati Uniti, non solo come costruttore edile ma anche come guru dell&#8217;arricchimento. A cominciare dal suo libro <em>How to get rich<\/em> (2004), in cui lanci\u00f2 lo slogan <em>Fight hard, fight always<\/em> (combatti duro, combatti sempre).<br \/>\nCome maestro del fare i soldi, Trump \u00e8 autorevole. Perch\u00e9 \u00e8 uno degli uomini pi\u00f9 ricchi d&#8217;America. Mentre altri, che hanno la pretesa di insegnarti ad arricchirti, sono poveri in canna. E se guadagnano, \u00e8 solo grazie ai loro costosi seminari in cui spiegano come diventare milionari. Confesso, da motivatore e coach, che questo non \u00e8 il mio settore: non essendo io ricco, sarei poco credibile se volessi insegnare la ricchezza.\u00a0 Per\u00f2 so che da lustri Trump \u00e8 l&#8217;illustre capofila di quel filone di pensiero neo-machiavellico per cui il fine giustifica i mezzi. Come spiegava lo stesso Donald nei suoi libri e nei suoi corsi, per scalare il successo non bisogna guardare in faccia a nessuno. E bisogna essere disposti a tutto. Perch\u00e9 il successo arride a chi \u00e8 disposto a sgomitare, a pestare i piedi e a farsi crescere tanto pelo sullo stomaco.<br \/>\nCon questi principi, The Donald \u00e8 arrivato al vertice. In campo professionale. E in campo politico. N\u00e9 il mondo del business, n\u00e9 tantomeno quello della politica sono fatti per le mammolette. Ma per i pugili. E lui, tra tutti i pugili, \u00e8 quello che si vanta di picchiare pi\u00f9 duro. E che non disdegna di tirare colpi sotto la cintura, e calci nei testicoli.<br \/>\nIn novembre, negli Usa, si va a votare. E Trump vuole una sola cosa, pi\u00f9 di tutte al mondo: essere rieletto. Pertanto combatter\u00e0 come non mai per farcela. Per sua fortuna ha come avversario Joe Biden, un anziano che sembra pi\u00f9 vecchio dei suoi 77 anni, scialbo e poco carismatico: mentre lui di carisma e di testosterone ne ha da vendere. Fino ad agosto Donald sembrava condannato alla sconfitta, a causa della sua gestione catastrofica del Covid e della conseguente crisi economica. Ma non \u00e8 uomo da scoraggiarsi. E sta gi\u00e0 rimontando. Con dei colpi ben piazzati, sopra e sotto la cintura dell&#8217;avversario.<br \/>\nUn suo indubbio successo sono gli Accordi di Abramo tra Israele, gli Emirati arabi e il Bahrein: anche i democratici gliel&#8217;hanno riconosciuto. Ma Trump sa che i successi in politica estera muovono pochi voti. A meno che non coinvolgano le vite degli americani. Cos\u00ec sta promuovendo un secondo accordo, tra il governo afghano, sostenuto dagli Usa, e i talebani. Motivo: vuole riportare a casa tutti i soldati americani che ancora si trovano in Afghanistan prima delle elezioni. Ci riuscir\u00e0, costi quel che costi. Anche a costo di lasciare Kabul in mano ai tagliagola. Perch\u00e9 i talebani, che lui stesso considerava terroristi, non sono cambiati: si mostrano moderati e concilianti solo per conquistare il potere. E poi mostreranno il loro vero volto. Ma a Trump non interessa: i suoi obiettivi non si spingono oltre il 3 novembre, data delle elezioni.<br \/>\nEssendo sgamato, Trump sa benissimo che la paura, le divisioni e l&#8217;odio sono sentimenti primordiali che spostano voti. E la fortuna gli corre in aiuto: gli eccessi violenti di alcune frange estremiste del movimento <em>Black lives matter<\/em> stanno producendo un contraccolpo securitario. Lo slogan <em>Defund the police<\/em> si \u00e8 rivelato disastroso: la polizia violenta va riformata, non indebolita. Altrimenti la criminalit\u00e0 cresce. Come infatti sta accadendo, in alcune citt\u00e0. E lui, sagacemente, ribatte con lo slogan specularmente opposto, e di grande presa soprattutto sull&#8217;elettorato bianco: <em>Law and order<\/em>, legge e ordine.<br \/>\nTrump ama i colpi di scena. C&#8217;\u00e8 chi si aspetta un <em>October surprise<\/em>, una sorpresa di ottobre: un colpaccio a sorpresa, un coniglio tirato fuori dal cilindro a pochi giorni dalle elezioni, che gli dia quella spinta che gli serve per vincere. Potrebbe essere il vaccino per il Covid. Sar\u00e0 pronto in tempo? L&#8217;importante \u00e8 che l&#8217;annuncio sia pronto in tempo. Se non dovesse funzionare, potrebbe sempre giustificarsi: non sono uno scienziato, come potevo saperlo?<br \/>\nPoi ci sono i colpi sotto la cintura. In cui lui \u00e8 maestro. Alcuni li tira di persona. Altri, i pi\u00f9 micidiali, li fa tirare dai suoi supporter. Lui, ufficialmente, non c&#8217;entra. Ma ne \u00e8 l&#8217;ispiratore, dietro le quinte. Uno di questi \u00e8 l&#8217;accusa, rivolta a Biden, di essere un pedofilo. A riprova circola in rete una foto in cui lo si vede, occhiali scuri sul naso, mentre sembra che stia baciando morbosamente un bambino. In realt\u00e0 si tratta di un&#8217;immagine ritagliata e completamente fuori contesto. Infatti quello scatto risale al 2015, durante la cerimonia funebre di Beau Biden, suo figlio morto di tumore al cervello. Joe stava consolando il nipotino, rimasto orfano. Alle elezioni del 2016 una bufala simile &#8211; la voce che Hillary Clinton e il Partito Demcratico erano a capo di una congrega di pedofili &#8211; cost\u00f2 una sparatoria contro la pizzeria indicata come il covo della cricca.<\/p>\n<p><strong>Joe e la puttana<\/strong><br \/>\nUn altro meme molto diffuso in queste settimane \u00e8 <em>Joe and Hoe<\/em>: Joe (Biden) e la puttana. Dove la donna di facili costumi \u00e8 la sua vice, Kamala Harris. Colpevole di avere avuto, quando era single, una relazione con un politico divorziato.<br \/>\nE&#8217; singolare che Trump, noto fedifrago, cliente di pornostar poi pagate per tacere e accusato di violenza sessuale da 26 donne, si erga a moralista. Proprio lui, che quattro anni fa venne ascoltato in una registrazione in cui diceva, spavaldo, che se sei un vip come lui puoi afferrare le donne per la fi&#8230; Ma il bello di Donald \u00e8 che a lui tutto \u00e8 consentito: &#8220;Potrei sparare ai passanti nella Quinta Avenue di New York e non perderei neanche un voto&#8221; ha detto, soddisfatto.<br \/>\nHa ragione. Molti tra i suoi fan sfegatati (compresi i miei affezionati lettori del Giornale) sono affetti da bias cognitivo: credono solo a ci\u00f2 che va a favore del loro idolo, e rifiutano di credere al contrario. Ci\u00f2 che non vogliono vedere, e ascoltare, non pu\u00f2 che essere frutto di un complotto. Dei poteri forti. Come se il presidente degli Stati Uniti fosse un potere deboluccio. E le testimonianze dei suoi numerosi ex collaboratori e della nipote psicologa, che lo dipingono come un uomo bugiardo, ipernarcisista e instabile? Servono solo a convincere chi \u00e8 gi\u00e0 convinto che lui sia inadatto a governare. Ma non spostano un voto dall&#8217;altra parte.<br \/>\nTrump vincer\u00e0 le elezioni. Magari, come contro la Clinton, prender\u00e0 meno voti: ma cosa importa, quando ci\u00f2 che conta \u00e8 portare a casa i delegati negli stati in bilico? E se anche non dovesse vincere, <strong>dir\u00e0 comunque che ha vinto<\/strong>. Anzi, che ha trionfato. <strong>Che il voto postale era falso, e che i democratici hanno truccato le elezioni<\/strong>. Infatti Donald non ammette la sconfitta. Anche perch\u00e9 in caso di sconfitta potrebbe trovarsi in tribunale, a rispondere delle sue azioni: dall&#8217;evasione fiscale alla corruzione.<br \/>\nCosa far\u00e0 dopo avere vinto per la seconda volta, di riffa o di raffa? Sar\u00e0 ancora pi\u00f9 estremista. Ricordate che quattro anni fa, dopo la sua prima vittoria presidenziale, illustri commentatori previdero che si sarebbe dato una calmata, perch\u00e9 ormai la campagna elettorale era finita? Non \u00e8 stato cos\u00ec. E dal momento che non \u00e8 previsto un terzo mandato (a meno che non arrivi a cambiare la Costituzione), si sentir\u00e0 svincolato da qualunque remora o scrupolo: non dovr\u00e0 pi\u00f9 rendere conto di nulla agli elettori.<br \/>\nGli Stati Uniti saranno ancora pi\u00f9 isolazionisti: unica eccezione, il sostegno a Israele. Dopo avere ritirato gli Usa dall&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 potrebbe ritirarli dalla Nato e da altri organismi internazionali: Trump non ama gli organismi multilaterali, preferisce il braccio di ferro con Paesi affrontati uno alla volta. Perch\u00e9 sa di vincere. Per questo cercher\u00e0 di sgretolare l&#8217;Unione Europea. E lascer\u00e0 spazio libero ad altre potenze, con mire di espansione globale: la Russia, la Turchia, e soprattutto la Cina. Trump la attacca commercialmente, ma la favorisce politicamente. Gli Stati Uniti accelereranno la loro perdita d&#8217;influenza nel mondo, mentre i suoi avversari ne approfitteranno.<br \/>\nMa c&#8217;\u00e8 una cosa cui, sotto sotto, Trump ambisce per completare il suo trionfo: dare vita ad una dinastia di presidenti. Ci hanno provato i Kennedy e i Clinton. Ci sono riusciti i Bush. Perch\u00e9 non dovrebbe riuscirci anche lui? La sua figlia prediletta, Ivanka, \u00e8 la pedina su cui punta. Chiss\u00e0, forse sar\u00e0 lei la prima donna presidente degli Stati Uniti&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Nel mondo della motivazione, della formazione e della crescita personale esistono due macrofiloni. Da una parte quello spirituale: insegna che la vera felicit\u00e0 non deriva da quello che hai, ma da chi sei. Si parla, quindi, di come raggiungere la serenit\u00e0; di meditazione; di yoga; di amare il prossimo; di perdonare; di raggiungere l&#8217;illuminazione. Illustri esponenti di questa scuola di pensiero sono Eckhart Tolle, Deepak Chopra, Robin Sharma, Wayne Dyer, Louise Hay. Poi c&#8217;\u00e8 un&#8217;altro filone. Quello che mette la crescita spirituale in secondo, o anche in terzo, piano. E punta tutto sulla crescita del conto corrente. 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