{"id":78,"date":"2018-05-28T17:02:17","date_gmt":"2018-05-28T15:02:17","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/furlan\/?p=78"},"modified":"2018-05-28T20:28:09","modified_gmt":"2018-05-28T18:28:09","slug":"lodio-e-piu-forte-dellamore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/furlan\/2018\/05\/28\/lodio-e-piu-forte-dellamore\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 l&#8217;odio \u00e8 pi\u00f9 forte dell&#8217;amore. E come usarlo a fin di bene."},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_89\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/furlan\/files\/2018\/05\/Mario-Furlan.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-89\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-89\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/furlan\/files\/2018\/05\/Mario-Furlan-200x300.jpg\" alt=\"Il motivatore Mario Furlan\" width=\"200\" height=\"300\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-89\" class=\"wp-caption-text\">Il motivatore Mario Furlan<\/p><\/div>\n<p>Non piace sentirselo dire, ma purtroppo \u00e8 la verit\u00e0: <strong>l\u2019odio \u00e8 un sentimento pi\u00f9 forte dell\u2019amore<\/strong>. Pi\u00f9 duraturo. Pi\u00f9 pervasivo. E pi\u00f9 contagioso.<br \/>\nInsomma, \u00e8 pi\u00f9 potente.\u00a0E&#8217; una reazione primordiale: l&#8217;odio serve ad attivare l&#8217;adrenalina. E a difendersi da un pericolo.\u00a0Non a caso,\u00a0<strong>le mobilitazioni \u201ccontro\u201d, nelle strade e sui social, sono sempre pi\u00f9 seguite di quelle \u201cpro\u201d<\/strong>. Ami qualcuno? Lo fai sapere ad alcuni. Ma difficilmente, a meno che non sia un amore folle, di quelli che capitano una volta nella vita, lo strombazzi ai quattro venti. Invece lo odi, e vuoi rovinarlo? Cerchi di coinvolgere quante pi\u00f9 persone possibili per sputtanarlo e fargli del male. .<br \/>\nIl\u00a0male \u00e8, ahim\u00e8, pi\u00f9 forte del bene. La dimostrazione? Vai in un ristorante e mangi bene. Forse lo consigli a qualche amico. Potresti, se sei proprio soddisfatto, postare la foto di un piatto su Instagram. Ma la cosa finisce l\u00ec.<br \/>\nSe invece mangi male e sei furioso, ti affretti a farlo sapere a tutti i tuoi conoscenti. Scrivi parole di fuoco su tutti i social che hai a disposizione. Pubblichi una recensione a una stella su Tripadvisor. E continui. Fino a quando, nel tempo, la rabbia non si placa. Ammesso che un giorno si plachi del tutto.<\/p>\n<p><strong>I social network premiano l&#8217;odio<\/strong><\/p>\n<p>Con l\u2019avvento dei social network questa caratteristica radicata nell\u2019animo umano si \u00e8 accentuata. Quali sono, infatti, le due principali caratteristiche di Facebook &amp; Co?<br \/>\n1) <strong>L\u2019emotivit\u00e0<\/strong>. Se vuoi tante condivisioni e tanti Mi piace devi postare roba emotiva. Choccante. Che scuota, scandalizzi. O, meglio ancora che faccia incazzare. I punti esclamativi, le maiuscole, i paroloni di fuoco servono proprio a questo. Non importa se si tratta di verit\u00e0 o di bufale: basta che ecciti gli animi. In negativo. Difficilmente ci\u00f2 che suscita sentimenti amorevoli diventa virale;<br \/>\n2) <strong>L&#8217;immediatezza<\/strong>. Il contenuto dev\u2019essere di immediata fruibilit\u00e0.\u00a0Non deve stimolare\u00a0il ragionamento (pensare \u00e8 faticoso e richede\u00a0tempo), ma\u00a0dev&#8217;essere un pugno nello stomaco. O un calcio nelle palle. In non pi\u00f9 di tre secondi quell\u2019immagine, quel clip, quella parola devono sconvolgerti. Attivando una delle due emozioni primordiali, da paleoencefalo, per eccellenza: la paura e l\u2019odio. O, meglio ancora, entrambe. Vanno di pari passo: se temi qualcuno, lo odi.<\/p>\n<p><strong>Oggi siamo pi\u00f9 incazzati che mai. E c&#8217;\u00e8 chi ne approfitta&#8230;<\/strong><\/p>\n<p>Risultato: oggi siamo pi\u00f9 arrabbiati, rancorosi e pieni d\u2019odio che mai. E non a caso molti politici ne approfittano. I loro post di maggior successo sono quelli in cui si scagliano contro qualcuno, accusandolo di ogni nefandezza possibile. Sorvolando, com\u2019\u00e8 evidente, sulle loro responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Va bene, mi dirai: ma a me che non mi occupo di politica, cosa interessa?<br \/>\nTi interessa, eccome. Perch\u00e9 puoi usare il tuo odio, che fa comunque parte del tuo io pi\u00f9 profondo, a fin di bene. Non sterilmente, facendo l\u2019interesse di chi lo attizza, contro qualcuno o qualcosa che viene additato alla pubblica esecrazione \u2013 gli immigrati, gli ebrei, i tedeschi, i marziani, Bruxelles, Roccacannuccia, il Presidente della Repubblica, il presidente della bocciofila, il capo di questo o quel partito \u2013 ma nel tuo interesse.<br \/>\nCome? Odiando con tutte le forze qualcosa di te che non ti piace. Vuoi cambiare un comportamento? Odialo. Vuoi vincere una tua debolezza? Odiala. E combattila con tutte le tue forze.<\/p>\n<p><strong>Usa il tuo odio a tuo vantaggio!<\/strong><\/p>\n<p>Un mio cliente non era capace di dire di No. E finiva con l\u2019essere lo zerbino di tutti. Aveva paura di dispiacere agli altri. E, come ben sappiamo, se cerchi di piacere a tutti finisci col non piacere a nessuno. Tantomeno a te stesso. Infatti si rammaricava di questo suo comportamento. Ma non era abbastanza. Non ancora arrivato ad esecrarlo. Ad aborrirlo. Quindi ad odiarlo.<br \/>\nL\u2019ho aiutato a provare un sentimento violento \u2013 un vero odio &#8211; nei confronti di questo suo comportamento negativo. A rivedere e a rivivere, come in un film, i casi in cui aveva chinato la testa. In cui era stato schiavizzato. E nel contempo a vedersi diverso: sicuro di s\u00e9, capace di rifiutare. Di non cedere. Di tenere la schiena dritta. Gli ho fatto vivere intensamente, con tutti e cinque i sensi, entrambe le situazioni. Ad accentuare l\u2019avversione verso un atteggiamento. E il desiderio verso l\u2019altro. Odio e amore. Con l\u2019odio ad allontanarlo dal comportamento sbagliato, e a spingerlo verso quello giusto, ancor pi\u00f9 dell\u2019amore. Dopo qualche seduta ce l\u2019ha fatta! Oggi \u00e8 un uomo assertivo, a testa alta. Che sa farsi rispettare.<\/p>\n<p><strong>Dall&#8217;odio all&#8217;amore<\/strong><\/p>\n<p>Un\u2019esperienza simile \u00e8 successa a me. A sette anni. Vivevo sulle colline di Albissola, in Liguria. Dietro casa, durante la stagione venatoria, sembrava d\u2019essere in guerra. Spari continui, dall\u2019alba al tramonto. Trovavo gli uccellini stecchiti, ammazzati da pallottole pi\u00f9 grandi di loro. E provavo una grande rabbia. Che diventava odio verso quegli assassini di creaturine inermi.<br \/>\nFiniti i compiti, andavo a distruggere le capanne dei cacciatori. Una sera uno di loro mi becc\u00f2. Mi riemp\u00ec di ceffoni. Tornai a casa in lacrime, il viso gonfio e in fiamme. E giurai a me stesso, il cuore pieno d\u2019odio, che avrei dedicato la vita a combattere la violenza del pi\u00f9 forte sul pi\u00f9 debole. Con quello stesso spirito, anni dopo, avrei fondato i <a href=\"http:\/\/www.cityangels.it%20\">City Angels<\/a>. Da un male \u00e8\u00a0nato un bene: oggi aiutiamo oltre 3mila persone, senzatetto e vittime di criminalit\u00e0, ogni giorno in tutta Italia. Dall\u2019odio \u00e8 scaturito l\u2019amore.<\/p>\n<p><em>Ogni giorno su\u00a0<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/MarioFurlanOfficial\/\">Facebook<\/a>\u00a0i consigli per vivere meglio del <strong>motivatore Mario Furlan<\/strong>!<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Non piace sentirselo dire, ma purtroppo \u00e8 la verit\u00e0: l\u2019odio \u00e8 un sentimento pi\u00f9 forte dell\u2019amore. Pi\u00f9 duraturo. Pi\u00f9 pervasivo. E pi\u00f9 contagioso. Insomma, \u00e8 pi\u00f9 potente.\u00a0E&#8217; una reazione primordiale: l&#8217;odio serve ad attivare l&#8217;adrenalina. 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