-Con chi mi hai tradito…

-E cosa importa il nome…

 

 

 

 

 

Il sapore del tradimento. Covato e non ammesso. Adulterino. E il tradimento dei gesti. Apparentemente innocui. Forse perfino innocenti. Un ricetrasmittente per ascoltare se il bambino piange. Un apparecchio inoffensivo, ma improvvisamente letale, perché di mestiere intercetta. E la camera caritatis diventa di colpo  un villaggio globale. Con vantaggi e svantaggi. Matrimoni che si rompono. O si incrinano. Legami che si spezzano. Parentele in crisi. Mordi e fuggi di vendette esasperate. Al sapore di fiele. Con astio e rancore. Ma talvolta con lo stupore della prima volta. E una domanda banale. Ossessiva. Quasi guarisse colpe e responsabilità. “Con chi mi ha tradita”. Tarlo inutile. Superfluo. E curiosità letale. Quanto sterile. Lei sì, sterile. Non traditori e traditrici.

Maldamore di Angelo Longoni parte proprio da questo incidente di percorso. Una conversazione origliata da Veronica (Ambra Angiolini) e Sandra (Luisa Ranieri) le rende consapevoli di essere felici e cornute. Ma se la prima è vittima soltanto, la seconda è vittima e fedifraga al tempo stesso e – dopo un’iniziale momento di rabbia – confessa al marito, fratello della stessa Veronica, di averlo fatto becco. Insomma, lo schema classico di una commedia scadente dove cornificati e cornifica tori si scambiano spesso i ruoli chiedendosi inutilmente perdono, ma pensando già alla prossima scappatella. In questa doppia coppia che scoppia, si inserisce un tombeur de femme che sarebbe forse più appropriato definire un trombeur de femme. E dietro il viso e i modi dell’ingenuo ventenne nasconde una fame di appetiti tipica dello stalker.

L’intrepido Casanova da strapazzo fa passare così dal proprio letto sia Sandra sia Veronica che, inizialmente, crede all’amore e non al sesso con quel giovane di belle speranze. Sarà la cognata ad aprirle gli occhi e a farle comprendere che così va il mondo. Un intrico di ramificazioni da cui è difficile districarsi e perfino sottrarsi. Una rete talmente fitta che tutti – nel loro piccolo o nel loro immenso – contribuiscono senza alcuna paura ad infoltire sulle teste più varie. Naturalmente, comprese le proprie che invece sono perennemente ritenute vergini da ogni parvenza di eccedenze ossee in crescita.

In questo tourbillon di amorazzi a buon mercato – ma non si fraintenda, l’unico ruolo scoperto in Maldamore sono le professioniste dell’erotismo – entrano le deluse del cuore. Le ubriacone. Gli allupati. E gli amanti del bondage. Insomma, ce n’è per tutti i gusti ma con un’avvertenza. Nudi zero. Tanto meno ars amatoria dalla prospettiva del letto. Si capisce tutto, ma non si vede nulla. Ambra Angiolini, Luisa Ranieri e Claudia Gerini per gli appassionati del genere non scopriranno niente più che una spallina. Il film è un’accademia  di luoghi comuni triti e ritriti da commedia consumata e tutt’altro che divertente. Ambra poi, in fatto di equivoci sentimentali o semplicemente sessuali è una garanzia. La sua presenza è sinonimo di amori controversi. Fraintesi. O a doppia faccia. Il recente Stai lontana da me di Alessio Federici al fianco di Brignano è la limpida dimostrazione di un filone che non va in pensione. Ma, ahitutti, ha ben poco da dire ormai.

Naturalmente Maldamore, scritto tutto attaccato, non ha la benché minima pretesa di una morale o di voler insegnare qualcosa a qualcuno. L’unico scopo, peraltro pienamente raggiunto, è quello di porre l’accento su compromessi e segreti necessari a un tradimento ben congegnato. Con annessa conseguenza che il tempo rende più lucidi. Accondiscendenti. E meno inclini alla gelosia irrazionale. Sai che novità…

Il film è un po’ come il tradimento. Se proprio non ne potete fare a meno…

 

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