“Noah” un patriarca pieno di bugie

Hai scelto l’amore, Noè. Non hai rifiutato la Sua volontà. Ora prendici per mano perché sia un nuovo inizio…       Patriarca antidiluviano e post diluviano. A differenza di Matusalemme, che morì travolto dalle acque alla veneranda età divenuta proverbiale di 969 anni, Noè fu l’artefice della sopravvivenza. E l’Arca da lui costruita per salvare un ridotto campione della specie umana e animale è il simbolo di quella salvezza nel nome del Supremo. La stirpe del maligno finisce annegata e rinasce un’umanità alla quale non sono richieste le malvagità di chi l’ha preceduta. Oggi sappiamo che lo scopo è […]

  

Nelle sale al “Grand Budapest Hotel” a caccia di misteri, ombre e fantasmi

Resta ancora qualche barlume di speranza in questo mattatoio che si chiama umanità…             Fasti di un passato lontano. All’ombra di un presente decadimento. Il Grand Hotel che fu. Tempio di regali passaggi. Testimone di una Storia incompiuta. Un perenne divenire come le singole piccole vite che, dagli stanzoni del Grand Budapest Hotel, sono uscite ed entrate. Covando speranze. Cercando sesso. Inseguendo ricchezze. Pretendendo popolarità. Imbrogliando attenti o perfidi  tutori della legge. Perfino sparando. Amando. Proteggendo. E proteggendosi. Compiendo scalate sociali. Economiche. Finanziarie. Un non luogo e una non terra, forse perfino una non realtà. […]

  

“Mister Morgan” arriva al capolinea ma su quell’autobus viaggia l’amore

Ogni vita ha una crepa, ma è da lì che entra il sole…           Tutte le sfumature dell’amore. Mille sfumature d’amore. E quella vecchia panchina laggiù. In mezzo al parco. Sola. Come chi vi si siede, immerso nei pensieri. In una malinconia profonda come certi abissi che sembrano senza fine. E si possa scendere sempre più in basso, rendendo impossibile la risalita. Nel buio tenebroso di un’oscurità avvolgente. Poi, improvviso, lo squarcio. Da dove penetra una lama di luce. Un raggio di sole. Il bagliore della speranza. Forme di vita sopravviventi alla morte. E alle infinite […]

  

“Father and son”: quei papà travolti dalla truffa dello scambio in culla

-Non tutti sanno fare il mio lavoro… -E nessuno, tranne te, sa fare il padre di tuo figlio.               Il mistero di essere padre. Sentirsi padre. E prendere consapevolezza di un confine tutt’altro che scontato. Niente affatto intuitivo. O, come si dice, naturale. Perché proprio quando la natura viene bizzarramente aggirata dalla malvagità dell’essere – poco – umano, ecco allora spuntare l’insostenibile leggerezza di un limite. Quello di un atto, il più biologicamente corretto, l’accoppiamento d’amore, che genera progenie. Sulla frontiera di un detto latino. “Mater semper certa, pater numquam”. E numquam è il […]

  

Vite al macero… “Nottetempo”

Il rugby è un gioco bestiale giocato da gentiluomini             Desiderio di cambiar vita. O fascino dell’ignoto. Nessun viaggio di un fuggitivo con l’ambizione di sparire. Ma uomini e donne in cerca di qualcosa che hanno perso. O – malauguratamente – ritrovato. Perché da nessuna parte è scritto che obbligatoriamente rende felici ciò che riemerge dall’oblio. Dal passato. O, semplicemente, riemerge. Talvolta è una sciagura a dirottare uomini e donne verso lidi insospettabili. Una ragazza poco più che ventenne. Un poliziotto senza più mordente. Un comico che non fa più ridere. Un rugbista in pensione […]

  

“Il pretore” che condanna gli onesti per far meglio le corna alla moglie

Le donne sono una risorsa, ma anche una maledizione         L’odore ripugnante dell’amore. Del sesso rubato a pagamento. Non sempre una “marchetta”. Spesso quella cambiale adagiata proprio là sull’avvallamento del fondo schiena. Saldo di un corpo. E della chimica di cromosomi stolti. Sprecati nel nulla di un ripugnante piccolo universo di pochezze e povertà che i pettegolezzi coprono di ridicolo. Infamia risibile. Peggio dell’infamia. E basta. Storia di corruzione e vermi striscianti. Storia di un’Italia che fu. E’ stata. E purtroppo – troppo spesso – è ancora.  Fra gli effluvi di un bordello dolceamaro. Tra sigarette incenerite […]

  

“I corpi estranei” di razze dilaniate dall’odore del dolore e dell’amore

Corpi che non c’entrano. Corpi avulsi. Opposti. Corpi che si incontrano e si scontrano. Sul terreno amaro della malattia, dove anche l’amore sembra essere – a suo modo – un corpo estraneo. Difficili incomprensioni fatte di odori e profumi. Fatte di parole astruse. E religioni diverse, frutto di colori diversi, che si contendono corpi e anime. Diverse. Nel corridoio di un ospedale milanese si ritrovano Antonio e Jaber. Italiano de Roma, il primo. In fibrillazione per il piccolo Pietro che dovrà subire un intervento al cervello e rimuovere un male impronunciabile. Marocchino, il secondo, che trepida per l’amico Youssef. E […]

  

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