Lei non aveva molto dell’insegnante di inglese. Eppure lo era. Linda Sinclair, nome americanissimo e nulla di seducente dietro l’anagrafe, era il prototipo perfetto della maestrina di matematica. Zitella. Occhialuta da azzerare il glamour. E quelle scarpe orrende. Vecchie. Per definizione e design. Mocassino orrido con tacco largo quanto tutta la calzatura. Che innalza ma, al contempo, deprime i sensi. Julianne Moore è specializzata nell’uccidere fascino e sensualità. Ci era già riuscita in Don Jon di Joseph Gordon-Levitt in cui non riesce a sedurre l’onanista Jon. Il bis è come insegnante d’inglese in The english teacher di Craig Zisk dove Linda s’innamora di un suo ex allievo che si diletta a scrivere sceneggiature teatrali senza successo. E senza nemmeno l’approvazione del padre.

Incontratolo casualmente e scambiatolo per un aggressore, Linda riesce a ritrovare con lui la vecchia sintonia ai tempi della scuola. Legge una sua drammaturgia e se ne innamora. La sottopone all’esame dell’insegnante di teatro e grazie ai suoi buoni uffici riescono a convincere il direttore d’istituto a sceglierla come l’opera da rappresentare nel saggio di fine anno. Le resistenze sono molte ma i due professori riescono a superarle. Tuttavia il copione va corretto – almeno nella parte finale – e la maestrina se ne prende incarico. Durante il lavoro fa a tempo anche per trovare il cuore e – proprio lei – perfino i sensi di quel ragazzo. Il “cedimento” viene a galla e Linda paga con il licenziamento e la carriera in rovina una vita sentimentale alla deriva. Eppure, proprio nel momento di maggior precarietà, la professoressa Sinclair trova la forza per reagire.

Film fragile ed esile che offre linee tematiche frequentatissime, sia nel filone dell’insegnante che si innamora dell’allievo o, come nel caso di Don Jon, di chi potrebbe esserlo, sia nel motivo del pigmalione – regolarmente insoddisfatto affettivamente – che affronta un destino contrario e vede in pericolo la tranquillità consolante di un’esistenza piatta quanto impersonale. The english teacher non offre sussulti né colpi di scena. Fin dai primi fotogrammi si intuisce la direzione in cui si svilupperà la storia e le attese vengono confermate. Il mosaico si completa con l’altrettanto scontato spunto del pettegolezzo che accoglie nella vita come nella finzione del grande schermo i particolari piccanti della quotidianità di un’insospettabile per definizione. Linda Sinclair è il paradigma di tutte le Linda Sinclair che vivono in qualsiasi angolo del mondo e gettano tutto su quel piatto della roulette che all’improvviso viene loro offerta.

Nata come commedia, la pellicola, accompagnata da aggettivi entusiasti di critici che ne sottolineano divertimento e originalità, è di fatto una ricopiatura di trame già viste e affrontate. La pianista di Michael Haneke e Amore ribelle di Michael Jenkins sono solo due dei titoli in cui si ritrova l’intreccio costruito con un insegnante che si invaghisce dell’allievo. L’esito nei due casi è in parte diverso da quello di The english teacher, ma certo denotano parallelismi che dimostrano l’obiettiva carenza di impennate di fantasia.

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