I viaggi con i cammelli non iniziano e non finiscono, semplicemente cambiano forma.         La solitudine inesistente del deserto. Le sue presenze, più che le assenze. Davanti all’occhio che si perde in un apparente nulla, arido di forme vitali, prosciugato di esistenze, in realtà c’è vita. Forme inquietanti di insidie che assomigliano a tanti impercettibili parametri della nostra quotidianità. Un insospettabile vuoto di rischi dettato dal sentirsi i soli. Gli unici. Per poi accorgersi che in tanta distesa di un insospettabile niente si nascondono fantasmi di minacciosi attentati. Fonti di un dolore che il niente accentua, invece […]