Dieci dollari per un taxi possono essere il miglior investimento della tua vita

 

 

 

 

 

 

C’era una volta il solito farfallino. Ragazze. Tante ragazze. Da non ricordarne più nemmeno i nomi. E confonderli. Errore fatale, con una donna. Errore letale con molte donne.

C’era una volta il solito farfallino. E la vita aveva deciso di fargli il tiro più mancino che si potesse immaginare. Non certo quello di un preservativo difettoso, ma una fanciulla che – a gravidanza conclusa – gli portasse il fantolino e, dopo avergli chiesto dieci dollari per pagare il taxi in attesa, fosse invece fuggita per sempre. Su quel taxi. E con i suoi dieci dollàri. E, detto così, il film si annuncia come una delle solite storielle tutto fumo e niente arrosto viste e riviste su tutti gli schermi, grandi o piccoli che siano. Al contrario, Instructions not included, del messicano Eugenio Derbez, noto attore locale di serie tv, spiazza le attese. Primatista di incassi e di apprezzati giudizi in ogni angolo di mondo. Perché stavolta è una lei implacabile a lasciare e abbandonare. A farsi ritrovare e pretendere. A rivelare il volto della propria sessualità diventata omo-sessualità. A cercare di scippare la figlia ormai cresciuta con il padre che, nell’assenza, ha fatto anche da madre a quella bambina. E a rivelare il suo volto farfallino – anche lei – costretta a pretendere prove del Dna multiple per conoscere la verità su una paternità ignota anche a lei. Nel nome del padre. Della bimbetta, s’intende.

C’era una volta, insomma il volto di una madre. Derbez mostra il viso vigliacco della crudeltà. Strappare una piccina di sette anni all’uomo che l’ha cresciuta. Infliggergli l’oltraggio di sapere di non esserne il padre biologico. Dopo anni trascorsi ad allevarla in solitudine. Inventando bugie rivestite da una poetica magia per rendere accettabile l’assenza di una madre inaccettabile che si presenta, accompagnata dalla pubblica sicurezza, per ottenere l’affidamento della piccola, in quanto ormai unica tutrice possibile. L’amaro che ogni vita porta con sé farà saltare il banco. E di conseguenza altre vite. Birilli che precipitano nel frastuono silenzioso di angosce senza fine. Con un’eredità fatta di parole disincantate dallo sconvolgente valore morale. Cioè che dieci dollari possono essere l’investimento migliore di una vita, se servono a liberarsi dall’indesiderata perfidia di chi il cuore non lo ha. O ha un cuore che non batte. E che, in fondo, “sette anni possono valere come settanta o settecento” se vissuti con l’intensità e l’amore non necessariamente connessi a un codice genetico.

Instructions not included, titolo centratissimo lasciato senza traduzione dall’originale, appartiene al quel filone della commedia a sfondo drammatico che questa volta nei panni della malcapitata vittima della cattiveria di coppia vede un lui al posto di una lei, ora controfigura della farfallonesca leggerezza sentimentale più tipica dei maschietti che non delle fanciulle. Una strega da terzo millennio fatta di egoismo. Cattiveria. Prepotenza. Arroganza. Aggressività. Menzogna. Di fronte a un uomo inizialmente soccombente alla propria debolezza vigliacca, ma destinato a comprendere i doveri morali di un uomo che voglia a ragione sentirsi figlio dell’umanità. Al contrario della disumanità che genera l’atteggiamento di quella madre senza scrupoli.

Li chiamano maschilismo o femminismo. Termini orrendi perché presuppongono che il male abbia un sesso di riferimento o riconoscimento. Come se stesse tutto da una parte. Come se non fosse un partito trasversale che comprende gli uni e gli altri. Non esclude compartecipazioni. Non ammette esclusività. Il male ha i lineamenti multiformi di mille volti senza patria né bandiera. E, nel nero su cui scorrono i nomi di interpreti a noi non notissimi, lo stupore rimane. Effetto di sequenze iniziate senza apparenti ambizioni che hanno lasciato il posto a temi di peso. A chi appartiene una figlia. A un uomo che solo dopo sette anni apprende di non essere il padre biologico… A una madre che fugge dalle sue responsabilità addossandole all’uomo che l’ha sedotta su uno scoglio… O al genitore  riconosciuto dal Dna per sette anni rimasto nell’ombra perfino della consapevolezza… Il cinema si mostra specchio dei tempi e dell’oggi. Adatta le sue storie alle nostre storie. Miliardi di eventi piccoli e grandi che contraddistinguono quotidianità diverse a qualsiasi latitudine. E può una vita di sette anni essere felice di aver raggiunto il traguardo, riunire un uomo e una donna che si sono amati ma non poter assaporare quella gioia…

Instructions not included è un buon film, nato male con fotogrammi d’apertura troppo svagati e leggeri per tenere il tono di una seconda parte, più ampia nella durata, dai contenuti decisamente più profondi e pretenziosi. E anche laddove invita alla riflessione su temi cruciali, ha il rischio di camminare troppo sull’orlo di un pericoloso crinale, in cui rischia di cadere nel banale troppe volte, ma fortunatamente evitando l’insidia ogni volta. Il regista ha confidato che La vita è bella gli ha fatto comprendere che le grandi commedie sono ricche di cuore e sentimenti. Instructions not included, opera prima del Derbez regista, necessita di qualche ritocco. Chaplin e Benigni, maestri del cineasta messicano, sono ancora lontani. Ma la strada è quella giusta.

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