CLO1Hegel sosteneva che l’unica cosa che non cambia sia il cambiamento. E sul teorema – nel confutarlo oppure nel sostenerlo – si sono spesi in molti. Il cinema mostra esistenze e, in questa prospettiva, ha finito per confermare ora una tesi ora l’altra. Ad aggiungere una parola in proposito arriva adesso Cloro, opera prima di Lamberto Sanfelice, passato prima al Sundance film festival e recentemente alla Berlinale.

CLO8Un tuffo nell’adolescenza e uno, appunto, nell’immutabilità del mutare le chiavi di questo film cupo, che tuttavia offre qualità a un cinema italiano piuttosto sofferente nel costruire opere di spessore in ambiti tanto particolari. La vicenda di Jenny è quella di una ragazzina di 17 anni con mille sogni in tasca. Uno su tutti. Diventare una campionessa di nuoto sincronizzato, disciplina in cui eccelle, in coppia con l’amica più cara. Come spesso accade, è una disgrazia a sconvolgere programmi e aspettative. La morte della madre getta nella depressione il marito e Jenny è costretta a prendersi cura del fratellino Fabrizio.

CLO4Diventata madre in anticipo e crocerossina suo malgrado, accusa molti contraccolpi. Non accetta la malattia del padre. Reagisce alle avversità che significano la perdita della casa ad opera delle banche. E si oppone alla sterile assistenza dello zio, che offre alla famiglia una vecchia baita in montagna nel cuore della Maiella. Tutto è improvvisamente complicato. Far compiere gli studi al piccolo Fabrizio, accompagnarlo a scuola, presentare i documenti alla direttrice e naturalmente trovare un lavoro che le consenta di raggranellare qualche spicciolo.

CLO6Per Jenny si aprono le porte di un albergo in cui svolge mansioni da cameriera e quando scopre che la struttura è dotata di una piscina non riesce a resistere al fascino. Vi si immerge, ma quel bagno è amaro quanto il rimprovero dell’addetto tuttofare, che sovrintende allo skilift come alla balneazione. Opposti che rappresentano i contrasti vissuti da Jenny, sempre più desiderosa di rendere meno triste l’esistenza di Fabrizio, ma altrettanto decisa a non rinunciare alle proprie ambizioni. Quando riuscirà a trovare una sistemazione al piccolo che le consentirà una provvisoria libertà d’azione e la squadra di nuoto sincronizzato l’attenderà per gli allenamenti precedenti alle competizioni, Jenny riuscirà soltanto ad arrivare alla vetrata da dove spiare le amiche.

Anche lei è cambiata, in fondo. Molto è mutato per sempre. E si renderà conto da sola che la frontiera sognata da piccola è tramontata. A quello spazio delimitato dalle piastrelle ora Jenny sogna il nuoto libero senza confini. E il mare del suo attuale miraggio rappresenta un’area indefinita dove tutto è possibile. Dove Jenny non è più la Jenny di tanti anni prima. Dove anche il cambiamento è cambiato irreversibilmente.

CLO5Cloro, in fondo è la “favola” di un doppio tuffo. La tragedie che interrompono fasi della vita. La perdita della madre obbliga la ragazzina a diventare adulta e sancisce – in modo improvviso quanto brutale – la fine dell’adolescenza, epoca di sogni e ambizioni, per consegnarle responsabilità e prospettive diverse in cui il trionfo sportivo non è altro che fiaba. Irraggiungibile come tutte le astrazioni. A partire dal desiderio di una vita felice e di successi. La realtà è invece costituita da traumi e sorprese. Da trapianti geografici. La morte della madre non è soltanto la conclusione della vita di un genitore, ma è il tramonto di una dimensione simboleggiata dal trasferimento dalla caciarona cornice ostiense alle silenziose solitudini montane dell’Abruzzo. Una morte, insomma, cambia l’esistenza di chi sopravvive, arrivando a snaturarne perfino i sogni.

Per questo, lo sguardo di Jenny dalle vetrate inquadra in un certo senso una sua morte figurata. Il trapasso dall’adolescenza all’età adulta è anche scoprire, in trasparenza, la poeticità di certi sogni e la loro irrealizzabilità che si smaterializza con la contemporanea comparsa di quelle responsabilità che la trasformano, in un attimo, in madre e infermiera. Fabrizio, l’iniziale ostacolo a tante sue ambizioni, diventa ragione di vita. Il sogno perde i suoi colori. Illanguidisce. Non ha più fascino. Il cambiamento forse è davvero l’unica cosa che non cambia.

[youtube MILWusD2Rzg nolink]

 

Tag: , , , ,