Unknown-1-Sono un artista

-Questo non sta a te dirlo, ma agli altri

Un fotografo. Un attore. Storia di immagini, nate dall’intimità e rimaste nella storia, oltre che nell’immaginario collettivo. Dennis Stock è un giovane di belle speranze, con l’ambizione di diventare il più grande. Dietro l’obiettivo. James Dean ha gli stessi suoi anni. E non è ancora un divo, ma un ragazzo svogliato. La sorte lo ha messo nelle mani di Elia Kazan e tra le braccia di Pier Angeli, attrice di fascino in quel lontano ’55. Ma per Jimmy il mondo è tappezzeria e lui è qualcosa di avulso da tutto. C’è e non c’è. Non è ancora James Dean, ma tutti sanno che lo diventerà. Carisma eccezionale e piglio da re di una terra selvaggia. Fatta di sigarette smozzicate fino al midollo e di trattori dell’Indiana. Dove è nato. E dove saltuariamente torna. Esule nella mecca del cinema tra Los Angeles e New York. Esule perfino da se stesso.

UnknownLife di Anton Corbijn è la storia di un mondo e di un retroterra. Intimo e anti convenzionale. La vicenda di due vite parallele, così diverse e così terribilmente uguali. Ma è il racconto della genesi di uno dei servizi fotografici più famosi del Novecento. Stock è un padre che si è dimesso da genitore e da marito. In perenne conflitto con la moglie. Distante dal suo unico figlio. Alla rincorsa di un sogno e di una chimera. Diventare il re indiscusso di un clic. Un artista dello scatto. E’ un uomo senza amore, se non per quell’unico suono fatato che trasforma un attimo dell’esistenza in un’immagine ferma. Jimmy ha ventiquattro anni e un presente da stella della celluloide, quando ancora si chiamava così e il digitale era un avvenire fantascientifico. Jimmy cullava il suo spleen nelle braccia di un’attrice affermata che all’improvviso gli aveva voltato le spalle, scegliendo di sposare il cantante italo americano Vic Damone. Anche Jimmy era un uomo senza amore. Lo aveva perso tra quelle braccia ondivaghe.

images-1Stock aveva un traguardo. Jimmy Dean era un traguardo. Il punto di arrivo di se stesso. Ma entrambi nella quotidianità erano due ragazzi on the road. E si erano trovati. Stock intuisce che Jimmy è la strada del successo. nessuno gli crede, ma lui ne è certo. Jimmy sa di aver trovato un amico. Tra un birra, una sigaretta e dollari così lontani dalle sue tasche e dalle sue aspirazioni. Stock accompagna Jimmy. E’ amico e professionista al tempo stesso. E’ due facce di una stessa medaglia. E ha sempre con sé l’unica vera inseparabile amica, una macchina fotografica. E scatta. Jimmy mentre si taglia i capelli. Jimmy che cammina sotto la pioggia a Times square. Jimmy su un trattore nelle campagne dell’Indiana. Jimmy con la testa sul tavolo di un pub. Jimmy. E la sua maledetta vita da star luminosa di un firmamento di carta.

Unknown-2Il regista di Life è fotografo di pregio egli stesso e nasce nell’anno in cui si svolgono le vicende raccontate nel suo film. Ma tra Stock e Corbin si avverte il profumo di un testimone che passa. L’americano, dopo quel servizio su James Dean, diventa uno dei reporter più noti al mondo. Entra nel gruppo Magnum e muore ultra ottantenne negli anni Dieci del Duemila. L’attore reduce dalla Valle dell’Eden di Elia Kazan, girerà Gioventù bruciata di Nicholas Ray e Il gigante di George Stevens. Ma nel giro di sette mesi da quegli immortali clic perderà la vita su una strada americana. L’olandese fluttua tra i clic e la macchina da presa. Mette in fila gli scatti dei divi del rock e gira film sui divi di ieri che sono entrati nell’empireo. James Dean. Dennis Stock. La rivista americana Life. E’ il magico incrocio fra immagine ferma e immagine in movimento. Il passato e un passato che rivive nel presente. E in esso si ricicla. Morte e vita. Un modo di raccontare la storia. Tra poche parole e molti volti.

imagesLife ha un limite che forse è perfino sbagliato definire tale. E’ un film che non sa scegliere. Non decide chi sia il protagonista. Sembra ignorare chi sia l’oggetto da inquadrare, se Jimmy Dean o Dennis Stock. Un difetto che tuttavia si annulla da solo se si pensa che Jimmy e Stock sono il recto e il verso di uno stesso foglio. Non esisterebbe l’uno senza l’altro per la storia che Corbin intende raccontare. Un handicap che si ridimensiona pensando al titolo. Life è il nome della testata che pubblicò quelle fotografie, ma è anche “vita”. Giorni di vita. Attimi di vita. Come quelli di un clic. Come quelle istantanee scattate da Stock che non avrebbero senso se non fossero di Jimmy Dean. E allora, probabilmente, è giusto non saper scegliere. E lasciare che due destini incrociati e accavallati siano protagonisti al contempo di loro stessi e dell’altro da loro. In fondo, è vita. E non si vive soli.

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