zz1Una giornata qualunque che diventa un incubo. Con le magagne del passato e un presente soffocato da un’ipocrita tranquillità. Il tran tran di una famiglia borghese finisce sconvolto dalle confessioni. Ammissioni con il beffardo sapore di uno smacco multiplo. A chi l’ha combinata più grossa.

zz3Tutti pazzi in casa mia di Patrice Leconte mette in burla il paradosso di un matrimonio… a quattro. Lui – Christian Clavier di Non sposate le mie figlie – che tradisce lei con la sua migliore amica. Lei – Carole Bouquet di Buffet freddo e Troppo bella per te di Bertrand Blier – tradisce lui con il suo migliore amico. Uno spiantato che, oltre a farsi prestare quotidianamente i soldi per tirare a campare, fa anche un pargolo, “addebitandolo” al marito cornuto e, appunto, mazziato. Tutto nasce da un’innocente scoperta. Un disco lungamente cercato dal protagonista. E il sogno di ascoltarlo in pace sul divano di casa. Ma la sospirata quiete diventa un inferno. La donna, sconvolta dai rimorsi vuol confessare al coniuge la sua scappatella… con dono. Proprio mentre un idraulico, distratto e incapace, mette sottosopra l’appartamento. E il palazzo organizza la festa del vicinato.

Quell’intervallo di tranquillità si trasforma così nel peggior pomeriggio di un dentista cinquantenne, maltrattato anche dal figlio, adottivo a sua insaputa, che di mestiere fa il difensore degli immigrati clandestini, imponendone la presenza ai genitori. Insomma, un putiferio. Ma il segreto sta forse in quel disco di jazz e in un vecchio genitore afflitto dall’Alzheimer e dalle amnesie. Tuttavia lucidissimo sulle note dei decenni passati.

zz2Tutti pazzi in casa mia è una commedia dal gusto francese, ma inferiore a tante altre di spessore ben maggiore. Il film ha un titolo originale completamente diverso e più pertinente, come spesso accade. Une heure de tranquillité,  titolo della piéce teatrale che, al di là delle Alpi, ha avuto un buon successo nell’interpretazione di Fabrice Luchini (Moliére in bicicletta e Gemma Bovery) e Christiane Millet (Samba). Il film è ricco di luoghi comuni e situazioni goffe e vive su un copione abbastanza scontato nella sua dinamica. Nessuna pretesa di lanciare importanti messaggi al mondo e situazioni che spingono a un sorriso, peraltro abbastanza scontato.

zz4Tuttavia, bellissima la scena finale con il disco che s’inceppa nell’ascolto privato di padre e figlio, finalmente uniti nella musica. In fondo, anche la vita può rivelarsi un disco che talvolta s’incanta. Ripete le stesse note e crea eguale disappunto. Eppure il riascolto forzato di uno stesso passaggio non sempre duole. Padre e figlio lo accettano – o lo subiscono – con la rallegrata rassegnazione di qualcosa a cui non si può porre rimedio. E in fondo forse l’unico significato che il film lascia in eredità a chi lo guarda è proprio questa accettazione, non passiva ma divertita, di ciò cui non si può trovare un’alternativa. Il resto, mogli e amanti, vanno e vengono. Al musicofilo dentista spetta la peggiore delle punizioni possibili. Essere ricambiato con gli interessi per la stessa colpa di cui egli stesso è responsabile nei confronti della sua lei.

[youtube O9WqryOBwYA nolink]

Tag: , , , ,