images-2Vite gettate. Sperperate nel mattatoio dei giorni. Inseguendo il denaro e la conquista di uno status sempre migliore. Incontentabilità, più che legittima ambizione a un futuro migliore. Baratro. E felicità che si trasforma in un nuovo inferno. Per ricominciare ad alimentare la speranza verso un avvenire sereno.

Alaska di Guido Cupellini è la storia di un amore combattuto. Casuale, inizialmente. Poi convinto. Difficile come tutti gli amori. E i cuori che decidono di unire i loro destini. Un sentimento avviato verso la rottura. Fallito. E quando tutto sembrava compromesso per sempre, ritrovato. Rinato. Fra le mille asperità di una quotidianità che non perdona. E non permette errori. Il carcere funesta i giorni di Fausto (Elio Germano) e Nadine (Astrid Berges-Frisbey). Il primo, intrappolato in un equivoco bonario che si trasforma in dramma. La seconda, sull’orlo dell’abisso, prima di comprendere che la felicità, in fondo, è dietro l’angolo. E basta meno di quanto si pensi per afferrarla con le mani.

imagesL’angoscia si mescola all’ebbrezza in un cocktail avvelenato. E i protagonisti sfiorano più volte quel confine in cui, per reazione, si arriva lucidamente a buttar via se stessi. Nel microcosmo che li circonda sono in molti a perdersi. A scambiare per luce, quello che si rivela solo un fuoco fatuo. Compagnia di morte e assenza. Sandro, eccentrico venditore di sogni, è la vittima. L’uomo che trova un socio. E con esso un domani. Un sogno che si scontra con le aspirazioni del suo partner in affari. Le strade si separano. La morte ne distruggerà il ricongiungimento. Alaska è il nome della discoteca che i due riescono ad aprire. Ma il mondo frivolo della notte è l’oscurità senza fondamento. E’ oscillazione. E’ un pericoloso confine che divide. Chi cerca l’avventura da chi sogna tutt’altro che innocenti evasioni. Chi vuole un’affermazione a costo zero da chi offre ricchezze stantie. E normalità vestite con il fascino di lustrini e pailletes. Travolti da questo vortice, i protagonisti faticano a trovare se stessi. A mettere in ordine ciò che è andato logorandosi nel tempo. E giunge l’ora della fine. La vita sprecata di Sandro al cospetto delle esistenze senza bussola di Fausto e Nadine.

images-4Il film di Cupellini rivela ambizioni nascoste dietro una trama meno originale di quella che può apparire. Tuttavia il suo pregio sta altrove. In particolare, nella costruzione di un tessuto di personaggi che hanno in comune proprio la caratteristica di ridurre in polvere il loro avvenire. Fatto di cuore e di portafogli. Legami affettivi e lavoro. Fausto finisce in cella per essere stato sorpreso nella suite più lussuosa dell’albergo in cui lavora e getta alle ortiche la sicurezza del suo presente. In galera trova come compagno un detenuto che ha ucciso il datore di lavoro della moglie perché aveva abusato di lei. Rovinando dieci anni dell’esistenza propria e della donna. Sandro vive di debiti e di espedienti. Dietro la sua eccentrica espansività si cela un uomo alla ricerca della sua dimensione ma, quando la trova, ne viene respinto lontano. Oltre il muro della quotidianità. Oltre il muro della vita stessa. Nadine calpesta se stessa a più riprese. Tradisce, sentendosi tradita dal fidanzato, che investe avventurosamente i suoi risparmi senza avvertirla. E butta via un amore mentre la sorte cancella lei come volto immagine dall’universo della moda e dello stile. Le conseguenze di un incidente la emarginano. Da desiderio dell’immaginario collettivo maschile a barista. La sconfitta sentimentale confina con il fallimento del lavoro. Nadine tenta la fuga anche fisicamente, ma finisce per macchiarsi dell’omicidio più lieve. Quello per legittima difesa. E’ un’uscita di strada definitiva. A difenderla è la reclusione.

images-1Alaska è insomma il nome di un locale. Ma non solo. E’ il gelo. I rigori di destini che i loro stessi artefici rendono addirittura più freddi. Respingenti. Aridità della non secchezza. L’acqua, fonte di vita, si consolida in una morte perpetua. Eppure. Eppure il titolo è fatto per affermare il contrario. Di fronte a queste esistenze disorientate, perse nei meandri di giorni vigliacchi, la speranza è viva. La rivincita è possibile. E farcela è meno complicato di quanto sembri. Fausto e compagnia cantante lo imparano a loro spese. Dimostrando che l’esperienza è un bagaglio individuale. Impossibile da condividere. Insegna solo a chi paga. E solo chi paga può capire chi viene chiamato a saldare i suoi debiti.

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