Unknown-2L’emozione è reale, tutto il resto è fila in posta.

 

Da che parte si legge la parola truffa. Una prima proposta è quella convenzionale. L’inganno che falsifica. La menzogna rivenduta con il sorriso. Verità millantata. Ma c’è di più. La truffa è dare a credere. E credere talvolta è un’emozione vera. Perché lo stato d’animo, qualsivoglia sia la sua origine e la sua natura, non ha nulla di fittizio. E’. Insomma. Reale. E allora che male ci sarebbe nel regalare il brivido di un sogno che si realizza. Ma certo, l’imbroglio. L’artificio che spinge a immaginare ciò che vero non è. E quindi l’illusione e la conseguente disillusione. Eppure, potrebbe opinare un sostenitore della seconda opzione, quell’attimo di gioia, quel magico entusiasmo di un istante genuino non è stato una finta. E tanto più esso sarà intenso, quanto più si incardinerà nel ricordo. In fondo, diciamolo, la seconda interpretazione sembra un’arrampicata sui vetri per negare la verità della prima. Tuttavia è indubitabile che l’emozione sia sempre qualcosa di naturale. E il resto, tutto il resto, è fila in posta. Cioè normale routine da consegnare all’oblio.

UnknownLoro chi? di Francesco Micciché e Fabio Bonifaci ha il sottotitolo “Scegliete voi a chi credere”. E allora credete alla prima ipotesi, quella interpretata da Edoardo Leo, oppure alla seconda, incarnata invece da Marco Giallini… La trama del film si regge interamente su un tessuto di inganni, un gioco tutt’altro che originale e nuovo. Il cinema ha costruito immense fortune su storie basate su truffe di qualsiasi natura. La più celebre è forse La stangata di George Roy Hill nell’ormai lontano 1973. La più recente è American Hustle di David O. Russell nel 2014. Ma prima e dopo questi capisaldi del grande schermo, oltre che naturalmente anche in mezzo, gli imbrogli sono stati moltissimi e diversi. Già il titolo è a suo modo un tranello. Loro chi? è la domanda spontanea di chi si sente nominare qualcuno che non conosce. Ed, effettivamente, i Loro come complesso musicale non li conosce nessuno. Nemmeno nel film. Nella finzione del grande schermo i Loro suonano e cantano davvero, ma anche metaforicamente. E a farne le spese è il povero David (Edoardo Leo) che si ritrova “nudo” per intervento del diabolico Marcello (Marco Giallini) e delle sue due avvenenti accompagnatrici.

Unknown-1Scatta a questo punto la partita a scacchi fra truffato e truffatore, iniziata dal desiderio di vendetta del primo ai danni della primula rossa che – dopo la messinscena reale, i danni realissimi e lo scorno sublime – se la dà a gambe levate. Ma i binari dei due non sono rette parallele destinate a non incontrarsi mai. Pur giacendo sullo stesso piano. Così David e Marcello si ritrovano faccia a faccia in una sorta di braccio di ferro intellettivo dove l’onestà di chi viene gabbato cerca di riportare l’infingardo imbroglione a una realtà più onesta. Esperimento che fallisce miseramente, perché l’eclettico e versatile Marcello è convinto di svolgere un lavoro vero e proprio. In effetti compie imbrogli documentati. Non lascia nulla al caso. E mai agisce su trovate estemporanee. Tutto è terribilmente meditato. Studiato. Pianificato nei dettagli. E riesce a fare proseliti. Lo scornato David che nel frattempo ha perso la stima altrui, la moglie e il lavoro si rende conto come per lui non ci sia posto tra i lavori – per così dire – nobili e nobilitanti. E si converte all’intrepida arte dell’inganno. Da neofita finirà nel sacco ma, dopo aver accumulato la necessaria esperienza anche in questo ramo del crimine, saprà tessere i suoi tranelli per sopravvivere.

images-4Loro chi? è un film divertente e sobrio. Poco sguaiato anche se non troppo originale, ma in fondo non c’è nulla di più inedito dell’edito. E allora perché non rielaborare il visitato tema della truffa, in versione amatriciana. Si ride. Si assiste a burle che si vedono… solo al cinema. E tutto sommato si porta a casa un paio di indicazioni su lati della vita spesso trascurati. Il primo fa capo a un proverbio. Impara l’arte e mettila da parte. La lezione impartita da Giallini non è certo quella consigliabile ai più, dal momento che tessere imbrogli è tutt’altro che disciplina dal grande valore etico. Tuttavia, resta il risvolto. Quello che invita a non arrendersi perché c’è sempre una via di fuga a situazioni sgradevoli e imbarazzanti. Come quella di chi si trova all’improvviso una fidanzata che s’innamora… di un’altra. E allora se è vero che Giallini se le prende in quota entrambe per non perdere il cuore di una sola, il messaggio subliminale non è quello di rinunciare ai sentimenti per amor di triangolo, ma a non gettare la spugna. Una soluzione è sempre possibile. Si tratta di scegliere quale si adatta maggiormente alla persona. Nei limiti consentiti dalla legge. Quella dei codici. E quella dell’etica personale.

images-3Ben più suggestivo è invece il secondo risvolto. Le emozioni. Anche quelle create dietro il paravento di una truffa sono reali. E forse anche troppo. Marcello asseconda i sogni. Finge di realizzarli. E, in quel fatato attimo, in cui un’ambizione a lungo inseguita sembra a portata di mano il brivido della gioia è vero. Il falso provino cui sottopone un’attrice al ristorante ne diventa l’esempio. “Ricorderà di avercela fatta. Almeno per un istante. Non le resterà il sapore amaro dell’inganno” dirà al suo compare di bravate. Di fatto esistono imbrogli e imbrogli. I più veniali confinano con lo scherzo e lasciano un sorriso. I più gravi, orchestrati con l’astuzia per produrre danni, invece fanno male. C’è un discrimine, insomma e va valutato. Bugia. Gioco. Imbroglio. Truffa. A separarli è un versante chiaro. A generarli è uno spirito differente. La base di partenza però è sempre la bugia. E a tutti è capitato di raccontarne almeno una nella vita. Allora tu, di che truffa sei…

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