images-2Corpo e cuore. Anime silenziose che camminano spesso sottobraccio. Si accompagnano. E i risvolti amari dell’uno si riflettono nel volto dell’altro. Il malessere fisico lascia emergere la revisione del dolore sentimentale. I trascorsi drammatici si coniugano in una declinazione unitaria. Seppur causati da diverse matrici. E l’analisi del dolore diventa la radiografia dell’umore, riscopertosi fragile per le debolezze umane.

imagesMon roi – Il mio re di Maïwenn Le Besco è la storia – o forse la cronaca – delle conseguenze di un incidente sciistico toccato a Tony (Emmanuelle Bercot), in fase riabilitativa per recuperare le funzioni motorie seriamente compromesse. Il percorso è una via crucis che coinvolge mali e malesseri legati all’amore perduto. La convalescenza la spinge infatti a raccontare a se stessa la storia – o forse la cronaca – di un altro crollo. Interiore, stavolta. La sofferta relazione con Georgio (Vincent Cassel), l’uomo che le ha permesso di diventare madre e dal quale si è poi separata al termine di un burrascoso esame, da cui sono emersi i trascorsi di droga del compagno, unitamente alla sua fin troppo elastica concezione dell’amore. Intesa non soltanto come la farfallonesca versatilità di “amare” in modo non esclusivo la propria partner, ma soprattutto l’incapacità di accettare con consapevolezza che l’unica vera venerazione di quell’uomo sbagliato fosse la propria egoistica e individuale soddisfazione. E tutto il resto, perfino la compagna, altro non fosse che un accessorio occasionale.

Unknown-1Se dunque un legame è reciproca donazione di coppia che esclude ogni altro intruso, Georgio non riesce a comprendere lo spessore irrinunciabile di questo concetto morale e ideale. La geometria del sentimento che esclude forme triangolari o addirittura quadrangolari non è da intendersi come una caratteristica collettiva dell’universo maschile, ma solo di una ristretta e specifica fetta di esso. Tuttavia Tony viene a confrontarsi con questo lato, oscuro e nascosto, del pianeta emozionale del proprio compagno, comprendendo che per lei c’è uno spazio ridotto nella vita quotidiana e sentimentale di quell’uomo, deciso a separare i confini del cuore che ama, in modo rigoroso e obiettivamente incomprensibile a chi invece distingue i colori dell’amore. L’analisi compiuta dalla protagonista e raccontata da Maïwenn attraverso continui flashback, appare come una sorta di terapia psicologica, cui la donna si sottopone nel momento in cui è chiamata allo sforzo più impegnativo per riprendere a camminare.

images-1Mon roi è l’unione impossibile di mondi opposti. Pianeti che intercettano la stessa traiettoria, ma non possono che discostarsene. E’ la forzatura di un’unione nata su un sentimento, ma priva di fondamento. A farla vacillare sono le contrarie vedute della vita e sulla vita. Gli interessi differenti. Le tendenze. Il dolore morale di un passato ormai alle spalle trova improvvisamente energia nelle sofferenze fisiche di un presente difficile. La chiave di lettura è quella di un duplice confronto con l’arresto di tutto. L’impossibilità teorica di riprendere a muoversi nei propri passi quotidiani è la stessa difficoltà pratica di dare una spiegazione definitiva a quell’unione fallita. Come se, insomma, il rischio di non camminare sia il contrappunto di un blocco senza via d’uscita anche dal punto di vista sentimentale. Gli arti che non si muovono sembrano arrestare anche i moti del cuore. E amare diventa un passo impossibile proprio come un fisico che perde autonomia deambulatoria.

UnknownTony e Georgio sono rispettivamente la profondità e l’effimero. I valori e la superficialità. Il futuro e il carpe diem. Tuttavia quella sorta di auto psicanalisi cui la donna si sottopone, porta ipotetici vantaggi. La guarigione fisica fatica a specchiarsi in una guarigione morale. Ma impone l’accettazione delle regole. Gli opposti non si attraggono come certe leggi chimiche lascerebbero credere. Almeno nell’amore. Il concetto rischia di passare inosservato nel film di Maïwenn, ma è il filo che attraversa l’intero telaio. Tony e Georgio sono i simboli di stili di vita che non si amalgamano. Nemmeno davanti alla costanza di Tony che confessa al fratello: “Non ho aspettato tutti questi anni per avere un bambino e andarmene”. Ma la fine è inevitabile davanti al disinteresse.

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