Unknown-2Bush e l’impegno di guerra. Un mistero che il giornalismo americano ha utilizzato per un’inchiesta poi conclusa con un’ondata di licenziamenti. Il mondo dell’informazione torna così al centro di una trama che non sorprende più. Anzi, delude. Il filone, frequentatissimo, aggiunge un titolo in più alla sua vasta collezione e la figura del giornalista si ammanta di un alone di mito che non ha e non merita. Truth – Il prezzo della libertà dell’esordiente James Vanderbilt è un nuovo film a senso unico, per quanto tratto da un realtà recente. Mary Mapes, inviata di “60 minutes” confezionò un’esclusiva mettendo le mani su un fatto del passato, che gettava ombre sulla partecipazione dell’allora presidente George W. Bush alla guerra in Vietnam nell’aeronautica americana. In soldoni, si finiva per considerarlo quello che comunemente è definito un “imboscato”. La controffensiva della Casa Bianca fu talmente decisa da interrompere la carriera di Mary Mapes (Cate Blanchett) e di Dan Rather (Robert Redford), anchorman della Cbs, costretto al ritiro pensionistico.

Unknown-3La trattazione è a senso unico. Glorificazione professionale dell’inviata celebre e nuova nicchia nel pantheon del giornalismo per un’altra santerella laica, vittima del potere forte. Due gli aspetti da sottolineare a questo proposito. Il film fa male ai giovani. Il motivo è presto spiegato. Si alimenta in loro aspettative, appunto mitologiche, sul “mestieraccio” che è sempre più l’ombra di se stesso. I giornali, oltre che per numero di copie e mutamenti sociali, sono in crisi profonda dal punto di vista deontologico-indentitario di chi vi scrive e, di conseguenza, risultano un approdo sempre più debole per chi cerca lavoro nel settore. Se ne ricava che le molte – spesso troppe – aspettative di tanti giovani sono destinate a restare o andare deluse, dopo anni di fiduciosa attesa in un’assunzione, oggi sempre meno probabile. E poco remunerativa. Truth persegue il fine opposto e in questo senso si rivela fumo negli occhi. E inganno. Non esistono più  autorevoli figure in grado di smascherare le malefatte e condannare alla pubblica denuncia i rispettivi colpevoli. Il film, invece, contribuisce a creare e a rinforzare questo spessore incorniciando sulla nuca della Mapes l’aureola della martire del quinto potere.

UnknownNon solo. L’operazione è contraddittoria e interlocutoria perché Truth smentisce perfino se stesso. Nel tentativo di sottolineare la statura considerevole dei protagonisti del piccolo schermo americano, evidenziando la forza del ricatto dei poteri forti, finisce infatti per accertare come questi ultimi – oggi più che mai – riescano spesso a tenere sotto scacco giornali e giornalisti, depauperandone il ruolo. E l’efficacia. In buona sostanza, l’opera di Vanderbilt tende a constatare che media e professionisti dell’informazione sono in balia di istituzioni e politici. L’inchiesta è dunque morta e sepolta e ogni risultato è destinato all’archiviazione se non addirittura all’insuccesso. Ciononostante, si innalzano a livello di eroi quei protagonisti, spesso anch’essi caduti nell’errore. In buona sostanza, il giornalismo è morto. Evviva il giornalismo. E, di riflesso, il re è nudo ma un vestitino lo salverà. In fin dei conti, dai tempi dell’Eden l’uomo si è munito di foglia di fico. Sia come sia, coincidenza di opposti e contrari.

Truth è film eccessivamente carico e didascalico, raccontato dall’esordiente regista in modo lineare seguendo l’evolversi degli accadimenti che creano tuttavia un disorientamento nello spettatore, di fronte a un bivio a cui il film imbocca entrambe le strade. Una narrazione illogica che mette in mostra tutte le debolezze e imprecisioni di un Vanderbilt, al quale occorre un rodaggio maggiore. La collaudatissima professionalità di due big come Cate Blanchett e un invecchiato Robert Redford non riesce a mascherare i difetti di un’opera che, al di là dei giudizi soggettivi, è uno sterile soffio sul fuoco dell’ambizione di chi vuol fare il giornalista. Salvo poi fargli presente, tra le righe, che forse non ne vale la pena. E allora perché mai costruire un film del genere incapace di scegliere fra tesi e antitesi…

[youtube iT8FyB3RZHM nolink]

Tag: , , , ,