notte2Povere care, non si sono mai divertite…

 

 

I nodi vennero al pettine la sera dell’8 maggio 1945. La guerra era appena finita e proprio questo si festeggiava per le strade di Londra e non solo. Tra tanta gente comune, due ragazzine come tante, che tali non erano. Lillibet e Margaret. Le figlie di Giorgio VI, il balbuziente sovrano che il cinema ha raccontato ne Il discorso del re di Tom Hooper. Il buon padre che concede una notte di svago alle due sorelline di 19 e 15 anni, mai uscite da Buckingham Palace. Nemmeno per andare a scuola.

97-Girls Night Out-Photo Nick Wall.NEFUna notte con la regina di Julian Jarrold indugia con autocompiacenza proprio in questa piega che, se fosse stata vera, avrebbe forse cambiato il profilo etico e comportamentale della corte degli Windsor. Il film – sia detto subito e chiaramente – non aderisce alla realtà. Il bisboccia delle due principesse in quella sera di allegria collettiva non è mai avvenuta. Sono veri invece molti altri riferimenti che occhieggiano discreti qua e là attraverso fotogrammi e sequenze. Ad esempio l’amore di Margaret per Peter Townsend, l’eroico pilota della Royal air force. Fu un legame intenso e ricambiato. Ma infelice. L’aviere aveva infatti un divorzio alle spalle e ciò non gli avrebbe mai consentito di ottenere la mano della piccola Maggie. Finì che sposò una donna belga mentre lei si unì al celebre fotografo Anthony Armstrong-Jones, insignito dalla regina madre come primo conte di Snowdon. Non le andò meglio. Margaret, sfortunata negli affari di cuore, si vide tradita da quel marito, maestro di clic, dal quale poi divorziò.

notte1Il film accenna a questa storia rimanendovi a galla. Sulla superficie che unisce glamour e chiacchiericcio. Pettegolezzo e una storia che assomiglia a un fotoromanzo con protagonisti dal sangue blu. È vero invece il particolare delle due sorelline eredi al trono che mai hanno messo il nasino fuori dai cancelli di corte. La regina più longeva della storia britannica – Elisabetta ha demolito il primato della trisavola Vittoria, disintegrandone i 63 anni di regno – ha studiato a Buckingham Palace sotto la tutela di specifici precettori insieme alla sorella e non ha mai avuto occasione di conoscere lo svago e il divertimento come ragazze qualunque. Il permissivismo di Giorgio non è dunque quello di un padre leggero e poco attento, che impone la sua decisione alla consorte, ma piuttosto il riconoscimento di uno status innaturale. L’impossibilità, per un bambino, di giocare con i coetanei in virtù della nobile schiatta cui appartiene.

Sono vere anche le scene di entusiasmo e giubilo che trasformarono Londra in una bolgia per la conclusione del secondo conflitto mondiale. Jarrold, in sostanza, utilizza un tema sociale e uno sentimentale per costruirvi attorno intrecci più articolati, tratti dal mondo della finzione. Le due principesse, novelle Cenerentoline, alle quali è richiesto da daddy di tornare entro l’una, profuma molto di favola e dovrebbe consentire allo spettatore in grado di distinguere il lato tarocco di Buckingham Palace. Compreso il finale da feuilleton che segue il rimprovero del sovrano alle due figlie ritardatarie. Un rimbrotto tacitato solo dall’intervento del sospirato aviere, nel ruolo di accompagnatore delle due rampolle di corte, sfuggite alle grinfie dei loro guardiani più simili a Stanlio e Ollio che a due uomini di fiducia di Giorgio VI.

notte3Una notte con la regina è film piacevole, purché non gli si chieda di più. Lontanissimo da una ricostruzione storica che lo avrebbe trasformato in un documentario, è più simile a un’opera tutta malto e bollicine in cui affluiscono esuberanza e desideri di evasione dalla flemmatica e ingessata vita da future teste coronate. Ne esce una cornice festaiola che ha il sapore di ciò che potrebbe essere stato, se mai Elizabeth e Margaret avessero avuto il permesso di uscire in quella fatidica sera di festeggiamenti. Solo occasionalmente, il cinema riproduce con didascalica cura ciò che accadde nella realtà dei fatti. Il valore di testimonianza della Settima arte risiede nell’atmosfera, di volta in volta, ricreata e riprodotta. E in questa chiave l’ultima fatica di Jarrold si rivela interessante. Per il resto, tante facce ubriache e la banale apprensione di una mamma che non vede le figlie tornare a casa… del re. Perché, sia come sia, la trasgressione di una futura regina che se la spassa come una ventenne qualunque ha il gusto dello scandalo. All’epoca impensabile. Oggi di regola.

 [youtube NDjg36gkMR4 nolink]

Tag: , , , ,