con1Lei vuol avere per sé e in suo potere le vite degli altri. Io possiedo solo quest’abito, questi sandali e il mio silenzio

 

L’economia è scienza senz’anima. E senz’anima finiscono per essere anche coloro che la maneggiano. Invischiati in un gioco al massacro. Domino di delitti. Reali o metaforici. Il vortice non guarda negli occhi il destino e nemmeno ne incrocia lo sguardo. Anche per questo lascia che un frate si faccia strada entro questa cornice. Lo stupore e l’inquietudine dell’intrusione fanno saltare un banco che traballa da solo, sull’equilibrio precario di scelte ambigue e sotterranee lacerazioni. E’ il sottobosco del G8, quello che decide le sorti cosmiche. E il cammino dei piccoli. E’ un consesso cinematografico che attinge alla fantasia e alla finzione, ipotizzando ciò che non è lontanamente prevedibile. Lo spirito e il culto coniugano i loro passi alla spregiudicatezza assassina e i morti spuntano davvero sul campo di battaglia. Ma quello che appunto doveva essere un territorio di contesa diventa un banco di prova. Un esame. Un cammino a ritroso nelle coscienze devastate che la tonaca di un monaco mette in crisi e costringe a una revisione. Roberto Salus (Toni Servillo) lascia parlare i silenzi e si nasconde dietro un enigmatico aspetto che costruisce sulle espressioni dell’occhio la sua discreta indagine.

le-confessioni-prime-foto-e-teaser-trailer-del-nuovo-film-di-roberto-ando-v3-256075-1280x720Le confessioni di Roberto Andò – al quale si deve Viva la libertà che ebbe lo stesso Servillo come protagonista – racconta tremiti e dubbi. Quando il direttore del Fondo monetario internazionale (Daniel Auteuil) viene trovato morto nella sua stanza d’albergo, apparentemente vittima di suicidio, si spalanca il ventaglio della paura. Si sospetta che lo scienziato sia stato in realtà ucciso e l’intero delitto mascherato dietro l’apparenza di un suicidio, così finisce per trovarsi al centro di una comune e diffusa diffidenza proprio quel frate che potrebbe conoscere il segreto di un mistero, da tenere nascosto perfino alla società e alla politica. Il dominio del dio denaro si scontra con il dominio del Dio – quello vero – dell’amore verso il prossimo. Scheletri in punta di piedi escono guardinghi da armadi ben custoditi e attentamente blindati. La morte è una fine. Biologica o allegorica, rappresenta una cesura. Uno stacco. L’imposizione di un bilancio coatto per il quale è obbligatorio mettere a nudo psicologie e atteggiamenti. L’operazione avviene al chiuso di un confessionale fatto di mura indiscrete, spioncini inventati. Ne spuntano delitti pensati e mai condotti a termine. Legami che sanno di caparbia convenienza e di scopi vigliacchi. L’egemonia sulla società e la necessità di mantenere uno strato di povertà per dare maggior agio e rilievo alla ricchezza completano un mosaico dove la rapacità è il soggetto rappresentato attraverso le mille tessere dell’egoismo.

con2Il ritratto del potere filtra attraverso l’isolamento. La comunicazione abortita. Davanti a una morte che terrorizza perché rischia di smascherare pudenda morali, attentamente occultate, anche la parola s’inceppa. E diventa un potere metafisico, suo malgrado. Mostra le due facce del segreto, quella ineffabile del versante economico e quella che invece pretende il diritto di un’umana difesa della propria libertà. Sapere e conoscere a che cosa si corre incontro. Uno spazio in cui affermare la propria indipendenza su tutto e tutti. Da tutto e tutti. E in quest’area, recondita e personale, si annida la coscienza. Dove ognuno si trova faccia a faccia con se stesso. Il proprio sé. Le proprie azioni. Le proprie idee. La propria interpretazione di passato e presente. Il mistero della confessione si compie nella più intima delle dimensioni solitarie. Protegge la dignità della persona e la sua inviolabilità anche davanti all’errore. O alla tentazione. Un istituto profondamente cristiano che assegna alla libertà dell’anima il rispetto ad essa dovuto in presenza di qualsiasi tragedia o malefatta. Sfaccettatura di una religione che tiene al buio e nel silenzio di due anime a confronto ciò che stride con l’interpretazione della lezione di Gesù come luce del mondo. Cristo, che non ha mai parlato di nascosto ma sempre in pubblico, si trasfigura nei suoi ministri che officiano uno dei sacramenti più discussi e delicati.

le_confessioni2_jpg_1003x0_crop_q85Le confessioni finisce come era cominciato. Fra il disorientamento degli uomini che detengono il potere e si scoprono improvvisamente fragili prede di rimorsi e incertezze. Animi che vacillano quando la vita e lo spirito entrano di soppiatto nel consesso dal quale sono escluse per mancanza di accredito. Non c’è spazio per il valore umano dove comanda il denaro. Diavolo e acquasanta. Accoppiata antitetica che di tanto in tanto si ritrova a fare i conti sotto lo stesso tetto. Il quesito irrisolto resta tuttavia quello di origine. Può bastare un frate silenzioso – ovvero un simbolo, un’icona – a mettere in crisi, senza il beneficio della parola, un assetto diabolico… La risposta sta forse nell’ultimissima scena quando, a seguire il frate, resta soltanto un cane.

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