che3All’ultima spiaggia non sempre si arriva anziani. La sconfitta non conosce anagrafe né carte d’identità e arriva al di qua e al di là di quel mistero che si chiama esperienza. E nemmeno è detto che sugli aspri lidi della delusione ci si ritrovi soli. I drammi non sono fenomeni individuali dell’interiorità e su Chesil beach approdano due giovani pieni di speranze e di emozione, ma poveri del resto. Perché i sogni non si fanno con la cartapesta dell’illusione. Il film di Dominic Cooke è la storia di una vita sfiorata. Due cuori accoltellati da un unico pugnale. Florence (Saoirse Ronan già protagonista di Lady Bird e Brooklyn), educata e rispettosa fanciulla di un’aristocratica famiglia inglese, è tutt’altro che in dimestichezza con le faccende d’amore. Su quella riva si tiene per mano al marito Ed (Billy Howle già nel cast di Dunkirk), un amico di gioventù con il quale sta accendendo il proprio futuro. Hanno già pronto un nome per la figlia che nascerà. Si chiamerà Chloe, ma prima che questo avvenga altro deve compiersi. E su questo arenile si arena anche l’amore fisico, conseguenza del sentimento. Ed e Florence finiscono per trascorrere la prima notte di nozze fra lunghi dialoghi, ricordi degli anni trascorsi, sbavature di comportamenti e buoni propositi futuri. Ma il contatto non avviene e quando prende finalmente corpo, improvvisamente abortisce. È una metafora, ovviamente. Né il regista né l’opera sono interessati a un dettaglio pruriginoso poco importante, ma intorno a quella dolorosa disfatta – lo è anche a livello fisico – si sgretola anche il sì da poco pronunciato. La coppia va a rotoli e una nuova vita attende quel ragazzo e quella ragazza che si ritroveranno, più avanti con gli anni, in una cornice malinconica e sorprendente.

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Chesil beach è dunque davvero l’ultima spiaggia e su quel punto di non ritorno è una proposta, nata nel cuore di Florence, a reggere il dibattito tematico e la sua interpretazione. “Non sono adatta per l’amore corporale, ma posso amarti lo stesso. Restiamo insieme, perdonerò ogni incontro in cui potrai trovare quello che io non so darti”. La risposta di Ed è voltare le spalle. Il suo amore monogamico non gli permette di far coincidere “vite” diversificate. Vietato banalizzare il problema. La questione è più profonda. L’intreccio si svolge in un’Inghilterra dei primi anni Sessanta dove i vincoli e i lacciuoli di un’educazione tutt’altro che emancipata sono la radice dei problemi psicofisici che contraddistinguono entrambi. Alla domanda su quanti fidanzati hanno avuto prima del matrimonio nessuno dei due sa rispondere, per la vergogna  di ammettere la propria verginità. L’educazione familiare e il contesto sociale – entrambi appartengono a famiglie benestanti – ha fatto il resto. Ed e Florence sono due ragazzi puri ma inesperti, preda di terremoti fisici incontenibili, che si trovano davanti all’irreparabile. La fanciulla, in realtà vacilla prima di sposarsi e a metterla sull’avviso è un sacerdote, al quale confessa di nutrire un debole per un compagno del quartetto musicale in cui suona. Ma non basta. Il dramma deve compiersi fino al suo atto finale. Il sentimento di Florence per Ed è vero. Scintilla. Mancano però le fondamenta sociali, totalmente assenti al punto da chiudere la ragazza nell’eburnea torre del suo asserragliarsi lontano dai rapporti fisici. E manca anche la predisposizione di Ed a prenderla davvero per mano e condurla su sentieri a lei poco noti.

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Si potrebbe quasi dire che Chesil beach sfiori il tema del tradimento. Non si può costruire una vita con una persona, per quanto amata e amabile, senza un contatto. Florence avrebbe forse dovuto uscire allo scoperto prima di compiere il passo più importante, invece di dibattersi fra il bene per Ed e l’incapacità di unirsi a lui. Il ragazzo si sente tradito e sulla coppia regna un’atmosfera lugubre scandita da uno dei brani più cupi della musica classica, La morte e la fanciulla di Schubert, che accompagna a più riprese la via crucis di Ed e Florence sulla spiaggia di Chesil. E nuovamente riecheggia nelle scene conclusive del film, quando i due si incontrano a distanza di molti anni. La senilità è alle porte. L’esistenza ha fatto il suo corso e per entrambi ha provveduto. Ma sarà Chloe a riunire due anime che si sono amate profondamente a dispetto di due corpi che non hanno mai saputo avvicinarsi l’una all’altro. Al di là dei lidi estremi c’è sempre vita. Voltarsi indietro ha il profumo della nostalgia e della malinconia nel ricordare che un amore – qualunque amore – è stato palpitazione che poteva essere avvertita in mille modi diversi. E non sempre si può dire sicuri di aver scelto quello giusto. Cronaca di un rimpianto che sposa quasi sempre il ricordo di un passato finito.

LA CURIOSITÀ – Il film Chesil beach è tratto da un romanzo di Ian Mc Ewan, autore inglese frequentemente saccheggiato dagli sceneggiatori. Il recente Il verdetto di Richard Eyre è tratto da The children act che è anche il titolo originale dell’opera cinematografica. Ma al repertorio dello scrittore appartiene anche Espiazione che, nella sua versione per il grande schermo nel 2007 ad opera di Joe Wright, vide tra le interpreti femminili proprio una giovanissima Saoirse Ronan, da allora frequentatrice dei testi di Mc Ewan. Tecnicamente, Chesil beach è costruito con articolazioni diverse. La parte iniziale centrata sulla prima notte di nozze è raccontata con l’ausilio di numerosi flash back nei quali i due ragazzi ripercorrono la loro adolescenza e gioventù. Dopo la cesura che coincide con la fine prematura del loro matrimonio, la trama viene snocciolata più organicamente mostrando le successive evoluzioni delle vite di Ed e Florence.

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