L’amore sotto il Muro nascente in una Berlino divisa a fette come una torta indigeribile.  Il clima della zona sovietica non è affatto consigliabile e chi può – ma soprattutto chi intuisce in anticipo la brutta china – scappa a gambe levate. L’esodo viene arrestato con quel muro che sarà abbattuto solo nell’autunno del 1989 ma intanto saranno molte le esistenze troncate sul fiorire degli anni. Vite non significa solo morti ma pure sentimenti troncati. Lacrime. Cuori spezzati. Un destino che stava per colpire pure Emil e Milou e, invece, si trasforma in una favola quando meno ce lo si aspetta. E proprio sotto forma di fiaba viene narrato da un nonno al nipotino alle prese con le prime stupefacenti attrazioni di un cuoricino in scala miniaturizzata. Emil spiega al piccolo che non bisogna mai arrendersi – suggerimento valido a qualunque età e contesto – e racconta la sua storia che diventa film. E lo diventa a tutti gli effetti perché Un sogno per te di Martin Schreier è fortemente autoreferenziale anche se si tratta di finzione. Un sogno a tutti gli effetti perché sembra una chimera ritrovare l’amata Milou per il figurante Emil che si ritrova da solo il giorno del più galante degli appuntamenti. Proprio in quelle ore è stato deciso di porre un argine al passaggio incontrastato dalla zona sovietica a quella atlantica e l’aitante comparsa non sa che la ragazza è vittima di quel blocco. Vista l’emergenza, di lì a poco rientra pure a Parigi. Al cuore non si comanda, soprattutto quando duole, e il giovane – pasticcione e per questo poco amato dalla direzione del centro di produzione cinematografica dove lavora – non smette di pensare a quella francesina che lo ha conquistato. Tutto sembra giocare a suo sfavore quando la situazione, convulsa ed equivoca, gli offre la possibilità di imbrogliare le carte e fingersi un regista con un’ambiziosa sceneggiatura nel cassetto, incentrata su Cleopatra.

Al regime filosovietico quell’impresa fa gioco perché dimostra la vitalità della Repubblica democratica tedesca e l’operazione sembra andare in porto a dispetto dei manager del centro di Babelsberg, che non ne vogliono sapere di quel giovane in crisi affettiva e cercano in ogni modo di sbarazzarsene. L’attrice prescelta è ovviamente l’egocentrica star di cui Milou è la controfigura. Ingaggiando l’una si “compra” anche l’altra e missione sentimentale compiuta. Tuttavia, siccome nulla fila mai liscio, nemmeno nelle favole, la signorina si presenta accompagnata da uno spasimante con il quale ha già deciso la data del matrimonio. Come detto, però, Emil non è uno che si dia facilmente per vinto e combatte per il cuore di Milou oltre ogni limite, nonostante la sfiducia in più di un’occasione diventi la vera regista delle operazioni. Un sogno per te è un film semplice ma davvero gradevole per la leggerezza, la levità, la spensieratezza e il non trascurabile pregio di saper regalare oltre due ore di spettacolo, rigenerante per il morale senza cadere nello sdolcinato e nel melenso. Come tutte le fiabe, resta a mezza strada tra probabile e immaginario e non è detto che non sia l’ideale in tempo di grandi preoccupazioni. Insolita è anche la scelta di arrivare al pubblico. Niente piattaforme, eccettuata Chili, e tutte le carte puntate sulla vendita dell’home video in versione blu ray e dvd grazie a Eagle pictures che lo promuove commercialmente. Un’operazione conveniente se, come sempre accade, lo si guarda in compagnia.

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